Piero Pasolini

 
Focolarino, fisico, uomo di sintesi tra la fede cristiana permeata dal Carisma dell’unità e dalla riflessione scientifica, (agosto.1917-26 gennaio 1981)
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“…cos’è Dio per te?”

Dalla personalità ricca e piena di fascino, Piero Pasolini ha compiuto non solo molte opere che trattano di fisica e di scienza di cui era un esperto – prima di laurearsi aveva partecipato, in parallelo ad Enrico Fermi, alle ricerche sulla scissione dell’atomo – ma attività molto varie che hanno toccato ambiti molto diversi: dalla speculazione metafisica alla costruzione, con le proprie mani, di una centrale idro-elettrica in piena foresta equatoriale. In quella occasione segò e trasformò in turbina, l’ogiva di una grossa …bomba inesplosa.

Proveniente da una famiglia numerosa, laboriosa e onesta, Piero da sempre è stato interessato a “strani aggeggi elettrici”, sempre col cacciavite nel taschino, pronto ad aiutare chiunque si trovi in difficoltà. Durante la guerra trova il tempo per scavare due rifugi per la gente del suo paese Borghi, piccolo comune vicino Rimini, in Italia.

Ma è a Milano in una mensa pubblica che avviene la svolta della sua vita.

Racconta lui stesso: “Nel 1949 allo stesso tavolo, con alcuni giovani professionisti. Uno di loro aveva invitato Ginetta Calliari – una delle prime compagne di Chiara Lubich – per conoscere il Movimento dei focolari… E lì, a tavola, dopo aver parlato non so più di che cosa, lei, rischiò: ‘Ma tu… cos’è Dio per te?’ Rimasi senza parole. E lei: ‘Per noi Dio è l’ideale della vita’. Quella domanda mi rimase impressa. Dal quel momento ho visto il mondo da tutta un’altra prospettiva. Contava Dio non il resto.”

Una vera e propria rivoluzione per il giovane fisico romagnolo che nell’incontro successivo con Chiara scopre la fonte della luce che ha intravisto. Si precisa la chiamata a vivere con Gesù in mezzo in focolare.

Da allora Piero prende il volo. Anni intensi di viaggi in Europa e in Africa dove, messaggero dell’unità, col suo calore umano, ha lasciato un’impronta nei luoghi dove è passato e in coloro che ha avvicinato.

Chiara Lubich ha detto di lui: “Il suo animo era tutto preso dall’idea di compiere il bene, momento per momento. Ed era spinto a fare in fretta, quasi che il tempo gli sfuggisse…”

“I suoi scritti poi- è sempre Chiara a parlare- hanno raggiunto i cinque continenti per l’originalità del suo pensiero che ha operato una sintesi fra la fede cristiana permeata dal “carisma” del Movimento e le sue profonde conoscenze di scienziato.”

Come non ricordare, infatti, la lunga collaborazione di Piero con la rivista dei focolari Città Nuova?

Voleva “arrivare a tutti”. Soprattutto i giovani erano affascinati da una visione del mondo che andava al di là della scienza in senso stretto, ma arrivava alla vita.

“Tutto esiste per qualcos’altro, tutto è in rapporto. Il Vangelo ci ha rivelato che anche l’uomo progredisce nel rapporto. Col principio dell’amore reciproco, portato da Gesù, l’umanità si trasforma, diventa un’altra cosa, una nuova società umana”. L’evoluzione rappresenta per lui il passaggio dalla molteplicità all’unità . E anche scienza e fede sono un tutt’uno pur delimitando, con chiarezza i loro rispettivi campi d’azione.

L’ultimo periodo della sua vita, Piero lo ha trascorso in Africa. Grazie alle sue conoscenze tecniche e scientifiche, infatti, per oltre 15 anni è stato il progettista e l’esecutore materiale delle tante opere che si stavano costruendo allora nella cittadella dei focolari in Camerun.

Il 26 gennaio 1981 proprio in Africa, a Nairobi, in Kenya, l’infarto improvviso. Pochi giorni prima egli diceva ad alcuni giovani: ”La vita è l’organizzazione dell’amore, amore che è il massimo dell’intelligenza”. Le sue ultime parole:”Teniamo Gesù fra noi”.

Profilo biografico: Oltre la scienza – il ‘viaggio’ di Piero Pasolini, Città Nuova, Roma, ed. 1990; Piero, editoriale in rivista Città Nuova n°3, 1981, p. 9; Piero Pasolini – Inserto – in rivista Città Nuova n°5, 1981, pp. 25-40; Ricordando Piero in rivista Città Nuova n°4, 1982, pp. 44-47; Per una conoscenza unitaria in rivista Città Nuova n°2, 2011, pp. 30-31.

Regolamento(500)

 

Commenti

  1. Roberto de la Rosa Nava

    Piero en la Mariapolis Celeste, muchas gracias por tu trabajo y Fé, al ser parte importante en mi vida por comprender que Ciencia y Religión no están separadas.

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