Movimento dei Focolari

Pasquale Foresi: puntare lo sguardo su Maria

Ott 14, 2017

Silenzio, umiltà, mansuetudine, virtù che appaiono desuete. Il teologo Pasquale Foresi (1929-2015) ne ricorda il particolare bisogno anche in questo secolo, invitandoci a guardare alla Vergine.

the-annunciation-1125149_1280-detailCustodiva tutte queste parole meditandole in cuor suo” (Lc 2,19). Questa frase è Luca che ce la riferisce inserendola nella meravigliosa descrizione dei pastori a Betlemme, alla grotta ove è nato Gesù. Era stato un angelo ad indicare ai pastori il grande avvenimento: “Non temete: ecco, vi porto una lieta novella, che sarà di grande gioia per tutto il popolo: oggi vi è nato nella città di Davide un Salvatore” (Lc 2, 10-11). Appena arrivati “fecero conoscere quanto era stato loro detto del bambino; sicché tutti quelli che li udivano, si meravigliavano di quanto veniva loro raccontato dai pastori. Ma Maria custodiva tutte queste parole, meditandole in cuor suo”. San Luca contrappone delicatamente lo stupore esteriore degli altri presenti nella grotta, pastori, forse abitanti della cittadina palestinese, al silenzio denso di fede e d’amore di Maria. Le parole di quei semplici pellegrini al primo santuario cristiano del mondo penetrano, nella sua anima, si compongono con le altre rivelazioni che aveva avuto e le fanno comprendere sempre meglio il mistero che si svolge sotto il suo sguardo, e del quale ella partecipa quale Madre di Dio. Prontezza dell’anima di Maria alla parola di Dio ed amorosa custodia dei doni sacri ricevuti, che per tanti anni non rivelerà ad alcuno. Forse solo a san Luca Maria comunica di persona questo atteggiamento della sua anima nei giorni della nascita del Salvatore: solo lei infatti ne era a conoscenza. Soavità delle cose di Dio, e della quale tutti abbiamo particolare bisogno. Con il ritmo angoscioso ed esteriorizzante della vita moderna, c’è pericolo a volte di voler materializzare tutto, anche la vita dello spirito. Il silenzio, l’umiltà, la riservatezza, la mansuetudine, la pazienza nelle tribolazioni, ci possono sembrare virtù non più attuali, non più capaci di far sentire la presenza del cristianesimo in questo secolo. Innanzi all’aggressività dei cattivi, alla potenza dei loro mezzi, si è tentati di far leva sull’aggressività dei buoni, sui loro capitali, sulla loro esteriore potenza. Si crede più agli altoparlanti che all’efficacia di una frase del Vangelo, si crede più ai discorsi degli oratori che al silenzio meditativo delle anime a Dio consacrate. È il materialismo che cerca di svilire i valori dello spirito, rendendoli pure espressioni esterne che poi non avranno più peso nel frastuono assordante dei rumori più alti che sono d’attorno. Solo ciò che è frutto dello spirito ha vero valore innanzi al mondo appiattito dalla materia; solo ciò che parte dal nostro amore profondo e personale verso Dio. Per questo anche oggi l’umanità deve puntare il suo sguardo a Maria.» Pasquale Foresi,Parole di vita”, Ed. Città Nuova, Roma 1963 – pp.15,16,17

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