Raccontava Natalia Dallapiccola, la prima delle ragazze del nucleo iniziale a seguire Chiara Lubich nella sua avventura nel focolare: «Una sera attorno a un tavolo, unico superstite di vari mobili, al lume di una candela, perché per l’oscuramento non si poteva usare la luce elettrica, Chiara lesse: “Come io ho amato voi, amatevi anche voi gli uni gli altri. Da questo tutti conosceranno che siete miei discepoli: se vi amerete gli uni gli altri”. Quelle parole – proseguiva Natalia – caddero come la benzina sul fuoco. Noi volevamo sapere quale era il desiderio più profondo di Gesù, una parola che ci dicesse, tutto in una volta, quello che lui voleva proprio da noi. Ed eccola qui la parola sintesi, l’eureka del nostro cercare». E concludeva: «Allora, ancor prima di andare a scuola, prima del lavoro dell’ufficio, di comperare qualcosa, prima di andare anche dai poveri, prima anche di pregare, bisogna che ci sia fra noi l’amore stesso di Gesù – ci siamo dette – perché questo lui vuole. Quando siamo uscite da lì sentivamo che la vita era cambiata, aveva un sapore diverso, aveva trovato il suo perché».
Un’eredità preziosa: il Paradiso ‘49 di Chiara Lubich
Il 22 maggio 2026, presso la Sala Paolo VI della Pontificia Università Lateranense di Roma, si è svolta la prima presentazione del volume “Paradiso ‘49” di Chiara Lubich, una raccolta di scritti attraverso i quali la Fondatrice del Movimento dei Focolari, dà testimonianza e condivide la sua esperienza mistica vissuta tra il 1949 e il 1951.





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