Movimento dei Focolari

Chiara Lubich: l’unico mio bene

Giu 13, 2022

La parola di vita di giugno 2022 “Il mio Signore sei tu, solo in te è il mio bene” ci propone di riconoscere Gesù in tutte le circostanze della vita, soprattutto nei momenti più difficili, di dolore fisico o spirituale.

La parola di vita di giugno 2022 “Il mio Signore sei tu, solo in te è il mio bene” ci propone di riconoscere Gesù in tutte le circostanze della vita, soprattutto nei momenti più difficili, di dolore fisico o spirituale. Gesù nell’abbandono si è fatto per noi accesso al Padre. La parte sua è fatta. Ma per usufruire di tanta grazia anche ognuno di noi deve fare la sua piccola parte, che consiste nell’ac­costarsi a quella porta e nel passare al di là. Come? Quando ci sorprende la delusione o siamo feriti da un trau­ma o da una disgrazia imprevista o da una malattia assurda, possiamo sempre ricordare il dolore di Gesù che tutte queste prove, e mille altre ancora, ha impersonato. Sì, Egli è presente in tutto ciò che ha sapore di dolore. Ogni nostro dolore è un suo nome. Proviamo, dunque, a riconoscere Gesù in tutte le angustie, le strettoie della vita, in tutte le oscurità, le tragedie personali e altrui, le sofferenze dell’umanità che ci circonda. Sono Lui, perché Egli le ha fatte sue. Basterà dirgli, con fede: “Sei tu, Si­gnore, l’unico mio bene”[1], basterà fare qualcosa di concreto per alleviare le “sue” sofferenze nei poveri e negli infelici, per andare oltre la porta, e trovare al di là una gioia mai provata, una nuova pienezza di vita.

Chiara Lubich

(Chiara Lubich, in Parole di Vita, Città Nuova, 2017, pag. 605) [1] Cf. Sal 16, 2

0 commenti

Invia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *


Iscriviti alla Newsletter

Pensiero del giorno

Articoli Correlati

Occhi di Pasqua

Occhi di Pasqua

Klaus Hemmerle (1929-1994), vescovo di Aachen (Aquisgrana, Germania), teologo e filosofo che ha dato, con la sua particolare impronta, un importante contributo per l’approfondimento dottrinale del carisma dell’unità, attraverso queste parole ci inserisce in quello che è il mistero della Pasqua e della Resurrezione di Cristo, invitandoci ad immergerci con pienezza in questo momento ed avere uno sguardo nuovo.

La croce, scrigno di comunione

La croce, scrigno di comunione

La morte in croce di Gesù ci svela un uomo radicato in una relazione talmente forte con il Padre, che è capace di fidarsi di Lui fino alla fine. È per tale ragione che quel calvario diventa lo scrigno nel quale si concentra tutto l’amore di Dio per noi. Le parole di Igino Giordani ci invitano a fare spazio al silenzio e all’ascolto per intraprendere questa via di contemplazione, redenzione e comunione con Dio e tra gli uomini.

Ogni giorno un Giovedì Santo

Ogni giorno un Giovedì Santo

In questa Settimana Santa 2026 proponiamo una pagina tratta dai Diari di Chiara Lubich e scritta proprio un Giovedi Santo, l’11 aprile 1968.