Movimento dei Focolari

La spiritualità dell’unità

Set 11, 2011

Continuiamo la riflessione sulla cultura dell’unità e sullo stile di vita che ne nasce. La spiritualità espressa da Chiara Lubich nel tempo, è stata definita una spiritualità “collettiva” o, meglio, “comunitaria”, cioè in vista dell’unità, del “che tutti siano uno” (Gv 17,21).

La Spiritualità dell’unità si snoda in dodici punti cardine, inanellati l’uno nell’altro:

  1. Dio Amore
  2. la Volontà di Dio
  3. la parola
  4. il fratello
  5. l’amore reciproco
  6. Gesù Eucaristia
  7. l’unità
  8. Gesù abbandonato
  9. Maria
  10. la Chiesa
  11. lo Spirito Santo
  12. Gesù in mezzo

In Chiara Lubich la spiritualità dell’unità, in ogni suo punto, non è mai la semplice formulazione di un progetto maturato nella sua mente, di una riflessione, di uno spunto di teologia spirituale. È piuttosto una spiritualità che richiede immediata adesione, decisa e concreta, qualcosa che susciti vita. Nello splendore della storia della Chiesa, dei suoi singoli, dei suoi santi e delle sue comunità, una nota è sempre risultata costante: è la persona singola che va a Dio. Ciò rimane vero anche nella spiritualità dell’unità, nel senso che l’esperienza che il singolo fa con Dio e in Dio è unica e irripetibile. Tuttavia, la spiritualità portata dal carisma dell’unità, affidato dallo Spirito a Chiara, accanto a questa indispensabile esperienza spirituale personale accentua la dimensione comunitaria della vita cristiana. Non è in assoluto una novità, il Vangelo è eminentemente comunitario. E nel passato ci sono state esperienze che hanno sottolineato l’aspetto collettivo della peregrinazione verso Dio, soprattutto quelle spiritualità sorte da coloro che mettevano l’amore a base della vita spirituale. Basti l’esempio di san Basilio e delle sue comunità. Chiara  porta la “sua” spiritualità, un originale modo comunitario di andare a Dio: essere uno in Cristo, secondo le parole del Vangelo di Giovanni: “Come tu, Padre, sei in me e io in te, siano anch’essi in noi” (Gv 17,21).  In Chiara questo diventa uno stile di vita. Una “spiritualità comunitaria” era stata preconizzata per la nostra epoca da teologi contemporanei ed è richiamata dal Concilio Vaticano II.  Karl Rahner, ad esempio, parlando della spiritualità della Chiesa del futuro, la pensava nella «comunione fraterna in cui sia possibile fare la stessa basilare esperienza dello Spirito». Il Vaticano II, orienta la sua attenzione sulla Chiesa come corpo di Cristo e popolo adunato nel vincolo di amore della Trinità. Se Santa Teresa d’Avila, dottore della Chiesa, parlava di un «castello interiore», la spiritualità dell’unità contribuisce a edificare anche un «castello esteriore», dove Cristo sia presente e illumini ogni parte di esso.

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«Con la sua sensibilità spirituale e il suo grande spessore umano, ha aiutato il nostro Movimento a comprendere sempre più la dimensione universale del carisma di Chiara», scrive Margaret Karram, Presidente dei Focolari, nella lettera di condoglianze. E aggiunge: «Con discrezione, competenza e passione, ci ha accompagnati a rileggere molte intuizioni della nostra fondatrice da prospettive nuove».