Movimento dei Focolari

Vivere (la Parola che rinnova)

Dic 5, 2017

di Chiara Lubich - A cura di Michel Vandeleene

ViverelaParolaAl momento della sua dipartita per il Cielo è risuonato con forza un pensiero che anni fa Chiara Lubich (1920-2008) fondatrice del Movimento dei Focolari aveva avvertito ricorrente dentro di sé: “Lascia a chi ti segue solo il Vangelo”, quel Vangelo che per tutta la sua vita ha sviscerato nella prospettiva dell’unità, quella del testamento di Gesù: “Che tutti siano uno” (Gv 17, 21). Il libro vuol essere un contributo, frutto del suo carisma, all’attuale riflessione della Chiesa sulla Parola di Dio, e insieme un dono all’intera comunità cristiana, in occasione del prossimo Sinodo dei Vescovi (“La Parola di Dio nella vita e nella missione della Chiesa”, ottobre 2008). Si tratta di cinque conversazioni nelle quali la Lubich espone la sua esperienza personale a contatto con la Parola di Dio, evidenzia la convergenza tra i carismi dei movimenti ecclesiali e la “nuova evangelizzazione” prospettata da Giovanni Paolo II, traccia le linee guida di un’efficace evangelizzazione dei figli. Città Nuova Editrice

0 commenti

Invia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Iscriviti alla Newsletter

Pensiero del giorno

Articoli Correlati

Emergenza Medio Oriente

Emergenza Medio Oriente

Il Coordinamento Emergenze del Movimento dei Focolari rinnova un appello alla solidarietà per aiutare le migliaia di famiglie in fuga.

Vangelo Vissuto: “Alzatevi e non temete” (Mt 17,7)

Vangelo Vissuto: “Alzatevi e non temete” (Mt 17,7)

Un invito che richiama alla Risurrezione e apre a una vita nuova fondata non sulle nostre forze, ma sulla grazia di Dio che vince ogni paura. Anche nelle difficoltà, nella crisi, l’amore di Cristo si fa presente e, se vissuto nella comunione con l’altro, è capace di donare ancora più coraggio e speranza per ricominciare.

Un’azione corale fatta in unità

Un’azione corale fatta in unità

Ritrovarsi per pura casualità dopo anni e mettersi al servizio del fratello. È la storia raccontata da Roberto che, insieme a molti, ha potuto concretamente fare esperienza di cosa vuol dire generare una rete di prossimità.