Movimento dei Focolari

1° Novembre: festa dei Santi

Nov 1, 2011

Santità, una parola ormai superata oppure una possibilità di pienezza di vita? Nel giorno in cui la Chiesa Cattolica ricorda tutti i santi, proponiamo uno scritto di Chiara Lubich sulla figura del santo come colui che sa veramente cos’è l’Amore.

Lanciati all’infinito[1]

I santi sono dei grandi

che, vista nel Signor la loro grandezza,

giocano per Iddio, da figli suoi,

ogni loro cosa.

Danno senza richieder.

Danno la vita, l’anima, la gioia,

ogni terreno legame, ogni ricchezza.

Liberi e soli

lanciati all’infinito

attendono che l’Amore l’introduca

nei Regni eterni;

ma già da questa vita

sentono empire il loro cuore d’amore,

del vero amore, del solo amore

che sazia, che consola

di quell’amore che infrange

le palpebre dell’anima e dona

lacrime nuove.

Ah! nessun uomo sa chi sia un santo.

Ha dato ed ora riceve;

e un flusso interminato

passa fra Cielo e terra,

lega la terra al Cielo

e cola dagli abissi,

ebbrezza rara, linfa celeste

che non si ferma al santo,

ma passa sugli stanchi, sui mortali,

sui ciechi e paralitici nell’alma

e sfonda e irrora,

solleva e attrae e salva.

Se vuoi saper l’amore chiedilo al santo.

Chiara Lubich


[1] Chiara Lubich, “La dottrina spirituale”, Mondadori 2001, pag. 159-60

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