Movimento dei Focolari

Vita consacrata, vocazione profetica

Mar 6, 2015

Quale può essere il mio personale contributo in questo anno della Vita Consacrata? È la domanda di 120 religiose di varie congregazioni, che vivono la spiritualità di comunione dei Focolari riunite a Castel Gandolfo dal 12 al 15 febbraio.

P1000614«Un grave incidente e mi ritrovo in ospedale. Era la prima volta che provavo un dolore così». Racconta Sr. Felicitas, che viene dalle Filippine. Malata con gli altri. Tuttavia proprio in ospedale ha «sperimentato l’amore di Dio attraverso le persone che sono venute a trovarmi. Qualcuno che mi ha portato l’Eucarestia, che in quel momento era “tutto” per me. Il cappellano che mi ha manifestato la sua accoglienza e disponibilità. Circondata dall’amore di tutti ho risposto con il mio amore: era una catena di reciprocità». L’esperienza di Sr. Felicitas sottolinea l’impatto della spiritualità di comunione come possibile risposta alle esigenze di vita di comunità e di apostolato in mezzo al mondo: «C’è una straordinaria coincidenza tra ciò che la Chiesa e il mondo chiedono alla vita consacrata», afferma Sr. Antonia Moioli, responsabile delle consacrate del Movimento dei Focolari. «Il seme che Chiara ha piantato dentro di noi germoglia, talvolta fiorisce e diventa voce profetica che indica la via all’umanità smarrita e diventa “castello esteriore” irradiante l’amore». «Crescere nella spiritualità dell’unità e viverla – chiede il prefetto della Congregazione per gli Istituti di Vita Consacrata e le Società di Vita Apostolica cardinale João Braz de Aviz, alle religiose e ai religiosi aderenti dei Focolari – perché quando i carismi si incontrano prendono vita e l’Opera di Maria [Movimento dei Focolari] fa brillare i carismi, li illumina. Non occorrono parole – continua – basta essere testimoni del Vangelo vissuto; è questa la strada del cambiamento. La vocazione specifica dei consacrati e delle consacrate è quella di aprire strade profetiche mentre testimoniano i valori del Regno. Questo si attende la Chiesa e l’umanità di oggi, e per questo occorre tornare al carisma proprio e vivificarlo». Giuseppe Zanghì (Peppuccio), studioso e filosofo vede in Chiara Lubich come portatrice di una luce, che ha creato le condizioni di una nuova cultura, sgorgata da Gesù Abbandonato: è Lui il Dio dell’uomo contemporaneo. «La sua riflessione – spiega ancora Sr. Antonia – ci spinge ad essere fari nella notte, sentinelle che annunciano il mattino. Sarà possibile realizzare la vocazione profetica tipica della vita consacrata? Monasteri e comunità in passato sono stati centri prestigiosi di cultura e spiritualità; è possibile guardare anche oggi a questa realtà antica e nuova come ad una sfida?». «Qui troviamo addirittura “uno scrigno” di doni – afferma Maria Voce, presidente dei Focolari -. Insieme, poi, possiamo donare questi tesori a tutta la Chiesa e al mondo intero, che ha bisogno di vedere come i cristiani si amano per credere in Cristo. Questa ricchezza che Dio ci dà, facendoci famiglia sua, è per l’umanità. Questo è il senso dell’uscire che Papa Francesco continua a sottolinearci». «La fraternità universale dell’umanità comincia dalla fraternità fra di noi, in ogni convento, in ogni comunità, in ogni congregazione, in ogni ordine e poi in tutta la Chiesa». Il Congresso delle consacrate si apre ad un futuro da costruire, non da sole, ma insieme a tanti, per essere testimoni di un amore che sfida le differenze.

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