Movimento dei Focolari

Anno sacerdotale: “Siate fedeli testimoni dell’amore e dell’unità”

Gen 17, 2010

Il Segretario della Congregazione per il Clero, Mons. Mauro Piacenza, a 550 sacerdoti diocesani focolarini

«Vi ringrazio per lo sforzo di tradurre in risposta d’arte la vicenda straordinaria del Santo Curato d’Ars», ha detto l’Arcivescovo Mauro Piacenza, Segretario della Congregazione per il Clero, al termine del ConcerTheatre “Ars Amoris – l’Amore che viene da Ars” che ha debuttato giovedì 14 gennaio al Centro Mariapoli di Castelgandolfo. Rivolgendosi ai 550 sacerdoti di 31 Paesi, riuniti per il loro ritiro annuale, l’Arcivescovo ha ribadito l’importanza di dare visibilità a Dio Amore nella società di oggi: «I fedeli laici non domandano altro al Sacerdote (…) Come affermò Chiara Lubich, 35 anni fa: L’amore, “il Vangelo è la vera ‘rivoluzione’ ”». L’Amore che viene da Ars – ha proseguito – è «arte di amare, capacità di saper amare sempre e comunque, in ogni realtà e circostanza, ogni persona». E ha ricordato come la scintilla ispiratrice del carisma di Chiara Lubich sia stata “una rinnovata rivelazione (…) di Dio come Amore”. Tale carisma «pur riguardando la vicenda umana di una specifica persona, è, in realtà, universale, poiché l’amore, e con esso l’unità, appartengono al cuore del messaggio evangelico ed alla storia ed alla vita della Chiesa stessa». «Non un generico sentimento d’amore – ha precisato – ma l’Amore reso visibile in Gesù di Nazareth, Signore e Cristo, l’Amore che si è fatto inchiodare alla Croce per noi e per i nostri peccati, l’Amore di Gesù abbandonato». «Voi, carissimi sacerdoti, amici del Movimento dei Focolari – ha concluso – siete chiamati in modo specialissimo, anche per la responsabilità che implica l’avere incontrato un carisma così bello e fecondo, a vivere questa radicalità d’amore». «Oggi mi piacerebbe lasciarvi un vero e proprio “mandato missionario”: siate fedeli testimoni dell’amore e dell’unità nelle vostre Diocesi, nei presbitéri di appartenenza, gareggiate nello stimare i vostri confratelli e nella fedele obbedienza alla Chiesa».

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