Movimento dei Focolari

Echi di fraternità

Ago 9, 2010

L’ultimo giorno di Maria Voce nella Mariapoli Faro. L’avventura continua…

“Ho appena incontrato Emmaus (Maria Voce), personalmente: non mi sembrava neanche di parlare con la presidente, tanta la sua semplicità e naturalezza. Ma quanta sapienza! Non sono sola, posso superare le difficoltà anche con lei, che mi è accanto”. Chi parla è una giovane focolarina russa ortodossa. E continua, sorridendo: “L’avventura con l’ideale dell’unità è esaltante. Grazie ad esso scopro sempre più la bellezza di quello che offre la tradizione della mia Chiesa ortodossa. Questo ideale è proprio fatto per noi. A tal punto che, quando all’inizio ho conosciuto Chiara e ho letto i suoi libri, ero sicura che fosse ortodossa anche lei!”.
L’ultima giornata di Emmaus a Faro inizia con alcuni colloqui personali, per poi proseguire con un intenso momento con i gen.

“Abbiamo lasciato le nostre famiglie per venire qui, ma ne valeva la pena. Ritrovarsi per una settimana con 55 fratelli di paesi diversi è un’esperienza fortissima” (un gen ungherese). I giovani accolgono Emmaus a modo loro, con canzoni, allegria e battimani a ruota libera. “Quello che sta succedendo qui, quello che colgo in questi giorni, può cambiare la mia vita futura. E’ una cosa fantastica” (un gen spagnolo).
Emmaus prende la palla al balzo, ribattendo: “Non preoccupatevi di cogliere o capire tutto. Basta anche un solo concetto, che vi è rimasto nell’anima da questi giorni, per cambiarvi la vita”. E continua: “Sento anch’io di avere in voi 55 fratelli, perché condividiamo l’ideale di invadere il mondo con l’amore. E’ una gioia essere qui e far parte con voi di questo popolo beato, come dice la Scrittura, perché appartiene a Dio”. Giancarlo augura ai gen di “sperimentare un amore così grande da non avere confini”.
Quando li saluta, Emmaus si scusa perché, non potendo portare via una valigia troppo pesante, è costretta a lasciar loro tutti i cioccolatini e i dolci che le sono arrivati in dono in questi giorni…

Alla fine della giornata, Micia e Florijan fanno da guida a Maria Voce e Giancarlo Faletti per la visita ai vari edifici ed ambienti che costituiscono la cittadella, ognuno con un nome dato da Chiara durante la sua ultima visita nel 1999: il focolare del Centro Mariapoli, le case delle famiglie e la sala stampa dove si prepara il mensile Novi Svijet (Città Nuova croata) e l’editoria, gli alloggi per gli ospiti e gli uffici, ma anche i vialetti, l’orto, il campo da calcetto, i fiori e i prati, la grande sala riunioni con 6 traduzioni in contemporanea.
Arrivederci Mariapoli Faro. Bok! (ciao in croato).

Giulio Meazzini

 Altre immagini della visita alla Mariapoli Faro: Galleria di foto

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