Movimento dei Focolari

Il coraggio di essere educatori

Lug 4, 2013

Fervono i lavori sul fronte emergenza educativa; dalla presentazione di un nuovo libro del pedagogista Michele De Beni alla preparazione di Learning fraternity, meeting sull’educazione in calendario a settembre.

“Andar alla memoria di chi ci ha fatto del bene è un controcorrente urgente, da promuovere oggi contro una cultura che sembra aver memoria unicamente verso l’aggressività e la negatività dell’essere umano”. Sono parole del psicoterapeuta e pedagogista Michele De Beni per il quale è importante far risaltare l’influenza positiva che l’educatore può esercitare nello sviluppo della personalità e delle sue potenzialità. Su queste tematiche si snoda il libro da lui curato ed edito da Città Nuova: “Essere educatori”, presentato il 3 maggio scorso presso l’Università di Bergamo – Dipartimento di scienze umane e sociali – che ha voluto ricordare la figura di Chiara Lubich educatrice. Partendo dall’originale esperienza della giovane maestra Silvia Lubich (più nota come Chiara), il volume si apre a tematiche pedagogiche attualissime: il valore della tradizione e dell’innovazione, la formazione delle coscienze, le questioni aperte dai nuovi saperi, la richiesta di nuove competenze, il bisogno di rinnovamento della didattica, la centralità della relazione educativa, dell’accettazione e del dialogo. Il libro è corredato da un DVD dal titolo “La maestra Silvia non aveva la matita rossa” – a cura di Donato Chiampi, contenente ricordi ed episodi inediti raccontati da ex allievi e da una collega. http://vimeo.com/50673907 La maestra Silvia non aveva la matita rossa Da Castello in Val di Sole dove Chiara insegnò nell’anno scolastico 1938-39, Caterina, Carmela, Dolores ed Edda raccontano che nella classe composta di 40-42 bambini di tutte e cinque le classi, la maestra non si limitava all’attività didattica, ma si imparava l’educazione, la fraternità e… “a volersi bene”. C’era anche qualcuno “scadente” – ricordano –, ma «finché non arrivava alla pari degli altri, lei ripeteva sempre, aspettava tutti. L’ultima settimana che è rimasta ha continuato a raccomandarci di essere unite, di aiutare, specialmente gli anziani». Finito l’anno scolastico Chiara continuò a mantenere i rapporti vivi con loro con delle letterine. Anche padre Contardo Zeni, francescano cappuccino, suo ex allievo a Cognola in un istituto per bambini orfani, dove Chiara insegnò in seguito, ricorda: «La maestra Silvia è stata veramente una mamma per noi! Quando interrogava chiedeva ‘Tu cosa ne pensi, che ne dici?’. In base alla risposta ricevuta metteva la sua parola. Rispettava la personalità e anche il bambino. Adesso lo capisco, vedeva al di là del volto umano, la presenza di Dio nella persona. Io non finisco mai di dire grazie a Dio per avermi fatto incontrare una persona così eccezionale». Fraternità e centralità della persona, paradigmi da riportare al cuore del discorso educativo: su questi binari viaggia la proposta del meeting internazionale Learning Fraternity che si svolgerà dal 6 all’8 settembre prossimo a Castel Gandolfo (Italia), rivolto a tutti coloro che sono coinvolti a vario titolo: la famiglia, il comparto scuola, i catechisti, gli animatori di gruppi, gli studiosi del settore, gli stessi ragazzi.

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