Movimento dei Focolari

Il Diritto come strumento di comunione

Ago 2, 2017

Dalla Dichiarazione Universale dei diritti umani alle costituzioni dei Paesi europei, il diritto è alla base della dignità dell’uomo nella società. Il pensiero di Maria Voce, Presidente dei Focolari.

Emmaus 3

Foto A. Dimech – © CSC Audiovisivi

“Può il diritto essere uno strumento di integrazione nella società?” Partecipando a un seminario di studi a Malta lo scorso 2 maggio, Maria Voce, Presidente del Movimento dei Focolari, primo avvocato donna nella sua città d’origine (Cosenza, Italia), risponde convinta. «Lo può, se superiamo una visione esclusivamente formalistica e puntiamo a guardare al diritto come mezzo indispensabile per contribuire a creare una realtà di comunione all’interno della società. Il diritto infatti si confronta con l’ansia di giustizia presente in ogni uomo e lo aiuta a realizzarla. Ci insegna come vivere, come costruire rettamente le relazioni tra singoli, gruppi, organizzazioni, stati», ma al tempo stesso, aggiunge, ha un obiettivo più alto: «il raggiungimento del bene comune e l’edificazione della fraternità universale». In un momento in cui guerre, atti terroristici e paura del diverso sembrano cancellare questa visione del diritto Maria Voce ricorda: «la Dichiarazione Universale dei diritti umani (1948), dopo la catastrofe della seconda guerra mondiale e della Shoah, evidenzia sin dal preambolo: “il riconoscimento della dignità inerente a tutti i membri della famiglia umana e dei loro diritti eguali e inalienabili costituisce il fondamento della libertà, della pace e della giustizia nel mondo”. Anche le Costituzioni europee successive lo ribadiscono. La Carta Costituzionale tedesca (1949-1990) nel suo primo articolo proclama: “La dignità umana è intangibile. È dovere di ogni potere statale rispettarla e proteggerla”. La Carta polacca (1997) afferma: “La naturale e inviolabile dignità dell’uomo è fonte della libertà e dei diritti dell’individuo e del cittadino. Il Governo ha il dovere di tutelare la sua inviolabilità (art. 30)”. Anche la Carta dei diritti fondamentali dell’Unione Europea, richiamata dal Trattato di Lisbona del dicembre 2009, pone la dignità come valore preliminare a libertà, uguaglianza, solidarietà, cittadinanza e giustizia: “La dignità umana è inviolabile. Essa dev’essere rispettata e tutelata (art. 1)”». A 60 anni dalla firma dei Trattati dell’Unione Europea, prosegue Maria Voce, «sappiamo le difficoltà che l’Unione sta attraversando e mi sento di affermare che il motivo di questa crisi sembra essere la crisi stessa delle relazioni. Si è puntato a costruire un mercato comune, affidandosi alle leggi del capitalismo, ma si è rimasti distanti se non indifferenti gli uni verso gli altri. La crisi impone una severa verifica del significato profondo di integrazione, che specialmente per l’Unione Europea deve poggiare su un patrimonio condiviso, frutto dell’incontro tra l’eredità greco-romana e quella giudaico-cristiana, senza dimenticare i molteplici contributi giunti da tutte le culture del Mediterraneo». Nel corso del suo intervento, Maria Voce offre l’impegno del Movimento dei Focolari a difesa dei principi di pace e unità che avevano ispirato i fondatori dell’Unione europea. «È l’esperienza di “Insieme per l’Europa”. Si tratta di una rete di appartenenti a vari movimenti di ispirazione cristiana, con appuntamenti pluriennali, continentali e locali. In tali incontri vengono enucleati, tra gli altri, alcuni valori da tutti condivisi: la famiglia, la vita, la pace, l’ambiente, un’economia equa, la solidarietà con gli ultimi. Vogliono dare testimonianza che è possibile l’unità tra persone dell’Europa del Nord e del Sud, dell’Est e dell’Ovest. Vorremmo insieme moltiplicare le esperienze positive già in atto ed enucleare linee di pensiero e di azione che possano contribuire, nel campo del diritto, della politica, dell’economia, dell’educazione, all’edificazione di una società che si fa famiglia».

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