Movimento dei Focolari

Incontro con l’Assoluto

Lug 8, 2017

Una preghiera di Chiara Lubich che nell’intimo colloquio con Dio diventa poesia. In particolare all’affacciarsi del dolore che si rivela, come per alchimia divina, sempre e solo amore di Dio.

T’ho trovato in tanti luoghi, SignoreChiara 4! T’ho sentito palpitare nel silenzio altissimo d’una chiesetta alpina, nella penombra del tabernacolo di una cattedrale vuota, nel respiro unanime d’una folla che ti ama e riempie le arcate della tua chiesa di canti e d’amore. T’ho trovato nella gioia. Ti ho parlato al di là del firmamento stellato, mentre a sera, in silenzio, tornavo dal lavoro a casa. Ti cerco e spesso ti trovo. Ma dove sempre ti trovo è nel dolore. Un dolore, un qualsiasi dolore, è come il suono della campanella che chiama la sposa di Dio alla preghiera. Quando l’ombra della croce appare, l’anima si raccoglie nel tabernacolo del suo intimo e scordando il tintinnio della campana ti “vede” e ti parla. Sei tu che mi vieni a visitare. Sono io che ti rispondo: “Eccomi Signore, te voglio, te ho voluto”. E in quest’incontro l’anima non sente il suo dolore, ma è come inebriata dal tuo amore: soffusa di te, impregnata di te: io in te, tu in me, affinché siamo uno. E poi riapro gli occhi alla vita, alla vita meno vera, divinamente agguerrita, per condurre la tua guerra. Da Chiara Lubich, “La dottrina spirituale”, Editrice Città Nuova, Roma 2006, pagg. 147-148.

0 commenti

Invia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Iscriviti alla Newsletter

Pensiero del giorno

Articoli Correlati

Vangelo Vissuto: la carità come pienezza di vita

Vangelo Vissuto: la carità come pienezza di vita

L’amore è un dono di Dio che siamo chiamati a condividere con gli altri, diventando da amati persone capaci di amare. Amare il prossimo significa scegliere il bene concretamente, come ci insegna Gesù con la sua vita e come scrive San Paolo: “La carità non fa alcun male al prossimo: pienezza della Legge, infatti, è la carità” (Rm 13,10).

40 anni di lavoro presso il Consiglio Ecumenico delle Chiese (CEC)

40 anni di lavoro presso il Consiglio Ecumenico delle Chiese (CEC)

Luzia Wehrle, focolarina svizzera, ha prestato servizio presso il Consiglio Ecumenico delle Chiese (CEC) per quattro decenni. Riflette su come è arrivata a lavorare al CEC nel 1969 all’età di 23 anni; sulle visite di Chiara Lubich, fondatrice del Movimento dei Focolari; e sul perché crede che nulla possa mai separarci dall’amore di Dio.