Movimento dei Focolari

“La nostra risposta alla notte culturale collettiva di oggi”

Set 15, 2006

Messaggio di Chiara Lubich alla manifestazione di Budapest. L’incoraggiamento del Papa a continuare ad incarnare il Vangelo dell’Amore

  “Nel mondo segnato oggi da drammatiche tensioni, il Movimento dei Focolari intende proporre, anche con questa iniziativa, la fraternità come possibile via da percorrere per giungere alla pace”. E’ con un messaggio di Papa Benedetto XVI letto dal Card. Petér Erdõ, arcivescovo di Budapest e Primate d’Ungheria che, nello SportArena di Budapest gremito da oltre 11.000 persone provenienti da 92 Paesi, si apre la grande manifestazione che con idee, esperienze ed iniziative concrete, propone la fraternità in risposta alle molte sfide di oggi. Il Papa incoraggia “a proseguire l’opera fin qui svolta con tanto frutto, incarnando nella realtà di ogni giorno il Vangelo dell’amore”. Nel modernissimo palazzetto ungherese sono presenti, tra i seguaci di altre religioni, un folto gruppo di musulmani provenienti dall’Algeria, cristiani di diverse denominazioni, e membri di 13 altri movimenti e nuove comunità cattoliche, personalità civili e religiose, come il vicepresidente del Parlamento ungherese, Péter Harrach. Questo evento fa seguito alla “due giorni” che aveva visto riuniti nella capitale magiara oltre 9000 “volontari di Dio”, diramazione dei Focolari impegnati al rinnovamento della società, in occasione del 50° della loro  nascita, in risposta ai tragici “fatti di Budapest”. A distanza di 50 anni da quegli eventi, la fondatrice dei Focolari dà una lettura dell’attuale situazione mondiale: vi coglie i segni di un’umanità avvolta da una “notte oscura culturale collettiva”. Nel messaggio letto da una delle sue prime compagne, Valeria Ronchetti, Chiara Lubich parla di “una notte calata sempre più sull’umanità, specie sull’Occidente”, dove predomina il relativismo e l’etica non è più in grado di governare il ritmo vertiginoso delle scoperte scientifiche e tecnologiche. Un Occidente alla ricerca di “idee forti, di un ideale che apra una via per dare una risposta alle numerose domande angosciose, che mostri una luce da seguire”.  Facendo eco a Giovanni Paolo II, Chiara indica la via nel “dramma di un Dio che grida: “Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato?”. “E’ la sua passione interiore, è la sua notte più nera, è il culmine dei suoi dolori”. Un dramma che apre prospettive di luce: “Se riusciamo ad incontrare Lui in ogni dolore, se Lo amiamo, rivolgendoci al Padre come Gesù sulla croce: ‘Nelle tue mani, Signore, consegno il mio spirito’ (Lc 23,46), allora con Lui la notte sarà un passato, la luce ci illuminerà”. “Il Movimento – ha aggiunto – porta con sé una ricchissima esperienza”, che in questi ultimi anni ha avuto nuovi sviluppi. Chiara parla di “‘inondazioni’ di luce” – per usare un termine di Giovanni Crisostomo, grande Padre della Chiesa – che illuminano la cultura di oggi nei suoi vari aspetti”, frutto del “dialogo che il Movimento dei Focolari sta, da qualche tempo, intavolando fra la sapienza, che offre il carisma dell’unità, e i diversi ambiti del sapere e del vivere umano”: dalla politica all’ecologia, dalla comunicazione alla salute, diritto ed economia. Sviluppo suscitato dall’azione dello Spirito che “proprio in questo tempo, è stato generoso, irrompendo nella famiglia umana con vari carismi da cui sono nati movimenti, correnti spirituali, nuove comunità, nuove opere.” Non è una novità che “esperienze civili ed economiche siano originate da correnti spirituali nate da carismi. La storia dell’umanità ne è costellata”. Così Luigino Bruni, docente di economia politica all’Università degli Studi di Milano Bicocca (Italia), introduce la prima delle quattro tavole rotonde, che affronteranno le sfide poste da economia, giustizia, comunicazione e politica. E’ davanti allo “scandalo di un mondo fatto di lussuosi grattacieli e baracche disumane”, durante un viaggio di Chiara Lubich a San Paolo in Brasile nel ’91, che “si accende la scintilla ispiratrice di quella che subito viene chiamata Economia di Comunione”. Ne diventano protagoniste centinaia di “imprese moderne efficienti, che operano all’interno dell’economia di mercato”, dando vita anche a poli imprenditoriali. La novità: destinano gli utili per la crescita dell’impresa e quindi la creazione di posti di lavoro, per formare uomini nuovi atti a questa nuova cultura; per sovvenire chi è in situazioni di bisogno immediato. Non solo. L’intero “stile di agire economico e di gestione aziendale è ispirato alla comunione”. Scopo: arrivare a che nessuno sia nel bisogno. “Una novità di vita, ma anche di pensiero, novità dottrinale”. Ne parla Kelen Leite del Brasile, giovane ricercatrice, una dei circa 200 giovani che hanno pubblicato tesi di dottorato sull’Economia di Comunione. “Ed ora – afferma – alcune università insegnano questa materia accanto ai nuovi modelli di economia sociale e civile”. Alla prova dei fatti: anche durante la grave crisi economica che nel ’97 ha scosso tutta l’Asia, una banca rurale filippina, nata a sostegno dei contadini, gestita secondo i criteri dell’Edc, non solo è sopravvissuta, ma ha avuto l’ardire di attuare un progetto di micro-finanza o prestito ai poveri senza garanzia. Ne è nata una nuova Agenzia di Credito tuttora fiorente. E’ quanto testimoniano Tess e Francis Ganzon, del Consiglio di Amministrazione del Bangko Kabayan.   Il progetto “Fraternità con l’Africa” – Una possibilità aperta a tutti per contribuire ad una nuova economia. Il progetto, presentato a fine mattinata, ha lo scopo di far crescere risorse umane e professionali in Africa, affinché siano gli africani stessi a contribuire allo sviluppo sociale e culturale del proprio Paese. Saranno assegnate a giovani e adulti africani, privi di mezzi, borse di studio a livello universitario o per corsi di specializzazione professionale: coloro che usufruiranno di tali contributi si impegneranno, a studi terminati, a lavorare, almeno per un periodo, nel proprio Paese. Nel pomeriggio verranno affrontate le altre tre sfide poste dai mondi della giustizia, comunicazione, politica.

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