كلمة الحياة تشرين الأوّل/أكتوبر 2011
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In un “clima di famiglia” domenica 17 ottobre si è svolto nei pressi del Vaticano l’incontro organizzato dal Movimento dei Focolari per i partecipanti al Sinodo Speciale per il Medio Oriente (10 – 24 ottobre) che ha per tema “La Chiesa cattolica in Medio Oriente: comunione e testimonianza”. Scopo dell’iniziativa: approfondire il carisma di Chiara Lubich incentrato sulla spiritualità di comunione e conoscere un’esperienza di 40 anni di presenza nei vari Paesi del Medio Oriente. Hanno partecipato una ventina di Vescovi orientali e altri membri del Sinodo. A dare il benvenuto sono stati don Antonio Borges, delegato del Movimento dei Focolari per il Medio Oriente, e Sua Em. Card. Ennio Antonelli, Presidente del Pont. Consiglio per la Famiglia, che ha comunicato la sua riflessione teologica e la sua esperienza riguardo a “Il Vescovo e la comunione col presbiterio”. Philippe Ehrenzeller, co-responsabile dei Focolari in Egitto, ha invece esposto in sintesi “La spiritualità di comunione secondo il carisma di Chiara Lubich”. I Padri hanno seguito con particolare interesse la storia e la diffusione dei Focolari in Medio Oriente raccontata da Nadine Chehab (Turchia), la vita del Movimento nella Chiesa locale riferita dal Vescovo Maronita Simon Atallah (Libano), l’esperienza ecumenica portata da Fadia Haddad (Egitto) e quella del dialogo interreligioso spiegata da Arlette Samman (Libano), il tutto mentre sullo sfondo scorrevano le immagini della vita e delle attività del Movimento in quelle terre. A concludere l’incontro è stato il Patriarca di Alessandria dei Copti Cattolici, Sua Beatitudine Antonios Naguib, Relatore Generale al Sinodo. Commentava che si è parlato molto di comunione al Sinodo, “esattamente quello che si fa anche qui”. Notava nello stesso tempo che era importante la sottolineatura dell’amore quale base della comunione, affermando che solo la comunione vissuta nell’amore, in unità può trasmettere Dio-amore. Nel tardo pomeriggio i partecipanti si sono recati nella Basilica di S. Maria in Trastevere dove con la Comunità di Sant’Egidio si è svolta una solenne Preghiera per la Pace. (altro…)
«Il Movimento dei Focolari è presente nel Medio Oriente sin dal 1967. E’ radicato nella cultura del posto, in comunione stretta con la Chiesa universale e con le chiese locali, sotto la premura e la benedizione dei Patriarchi e Vescovi del luogo. Conta circa 15.000 tra membri e aderenti cattolici di vari riti. Spronato a rievangelizzarsi continuamente dal contatto vivo con la Parola di Dio, cerca di affrontare i dolori e le sfide del Medio Oriente alla luce di essa. Seguendo gli insegnamenti della Chiesa, i suoi membri s’impegnano a testimoniare il Vangelo nella società dove vivono. La spiritualità di comunione che lo caratterizza porta a fare l’esperienza del Risorto tra i Suoi, che infonde coraggio di fronte alle innumerevoli sfide. Non poche famiglie, tentate dall’emigrazione, forti del sostegno della comunità, hanno deciso di rimanere nei propri Paesi per costruire, insieme agli altri, un futuro migliore. Molte le storie coraggiose di perdono e di riconciliazione che risultano di sprone per tanti. Gesù crocefisso e abbandonato, fonte inesauribile di amore e vita nuova, è risposta e via, mezzo insostituibile per diffondere una cultura della Resurrezione. Numerosi fratelli ortodossi condividono con gli appartenenti cattolici del Movimento dei Focolari (Opera di Maria) la sua spiritualità. Inseriti ciascuno nella propria chiesa, fortemente legati dalla carità di Cristo, vivono ed operano insieme per la realizzazione del testamento di Gesù: “che tutti siano uno” (Gv 17,21). Con alcuni amici musulmani ed ebrei si fa una profonda esperienza di “dialogo della vita”, e dell’esperienza religiosa, vivendo e lavorando insieme per la pace e la fratellanza universale.»
Leggi anche: La comunione e la testimonianza – di Arlette Samman su Città Nuova on line (altro…)
Domenica 23 maggio si è svolta la terza fase delle elezioni municipali, in Libano. Un momento importante per la stabilità politica e sociale del Paese che ha visto impegnati nel lavoro per il bene comune anche alcuni membri del Movimento dei Focolari in varie parti del paese. Tredici di loro sono stati eletti. L’impegno a portare il carisma dell’unità anche in politica ha sempre fatto parte della storia del Movimento dei Focolari, soprattutto per la presenza – a fianco di Chiara Lubich – di un parlamentare italiano, Igino Giordani. Il 2 maggio 1996 nasce il “Movimento politico per l’unità”, a cui oggi aderiscono politici, parlamentari, sindaci e amministratori locali, di tutto il mondo. Pur facendo parte di schieramenti diversi, si riconoscono in uno scopo comune: fare della fraternità universale una fondamentale categoria politica, tradurla in fatti, in diritti e doveri, sostanziarne la partecipazione politica, rivedere in questa luce gli assetti istituzionali e internazionali. Anche in Libano, i membri del Focolari hanno vissuto le tappe di preparazione alle elezioni come “occasione – scrivono – per allacciare rapporti sinceri e disinteressati con gente di ogni schieramento politico”. Ciò che li ha spinti a buttarsi nella tornata elettorale è stato “il desiderio di impegnarsi per le proprie città o villaggi e di portare soprattutto uno stile nuovo di rapporti nei propri comuni”. Sono stati eletti un sindaco, un vice sindaco e vari membri di diverse giunte comunali, tutti impegnati a “mettere al primo posto il bene comune e ad aiutarci reciprocamente per essere fedeli a questo scopo; abbiamo oggi una possibilità in più per attuare l’Esortazione Apostolica di Giovanni Paolo II”. Nel 1997, infatti, Giovanni Paolo II fece un viaggio indimenticabile in quel Paese, e parlando ai giovani nella Basilica di Nostra Signora del Libano ad Harissa, consegnò loro una sfida: “è vostro compito – disse – costruire dei ponti tra le persone, tra le famiglie e tra le diverse comunità. Nella vita quotidiana, vi auguro di porre gesti di riconciliazione, per passare dalla diffidenza alla fiducia! E’ vostro compito anche far sì che ogni libanese, in particolare ogni giovane, possa partecipare alla vita sociale, nella casa comune. Così nascerà una nuova fraternità e si intrecceranno solidi legami, poiché per la costruzione del Libano l’arma principale e determinante è quella dell’amore”. (altro…)