4 Set 2017 | Focolari nel Mondo
Chiara Lubich e Carlo de Ferrari: il discernimento di un carisma. Alle origini della storia del Movimento dei Focolari. La presentazione del volume edito da Città Nuova Editrice avverrà presso il Centro Internazionale Congressi – Centro Mariapoli – Via S. Giovanni Battista de la Salle – Castel Gandolfo (RM) Saluto di Maria Voce (Emmaus), Presidente del Movimento dei Focolari Modera, Donato Falmi, Centro Chiara Lubich Intervengono: Maria Lupi – Università degli Studi Roma Tre Maurizio Gentilini – Consiglio Nazionale delle Ricerche Marco Roncalli – Fondazione Papa Giovanni XXIII Brendan Leahy – Vescovo di Limerick Lettura di testi: Adonella Monaco Info: Centro Chiara Lubich – Segreteria: +39 06 947988221 – LOCANDINA INVITO Il volume: Sulla base di un ricco apparato di fonti inedite di grande valore storico, spirituale e di pensiero, lo studio illumina passaggi decisivi e sostanzialmente inesplorati della storia del Movimento dei Focolari (Opera di Maria). Viene ricostruito il rapporto tra Chiara Lubich e l’arcivescovo di Trento mons. Carlo de Ferrari, con speciale attenzione al ruolo che egli svolse nel riconoscere “l’agire di Dio” nella nascente realtà ecclesiale, accompagnandola durante gli anni di studio da parte della Santa Sede, fino alla prima approvazione pontificia nel 1962. Documenti di intensa spiritualità e di vivissima sensibilità ecclesiale vengono offerti al lettore che troverà, in queste pagine, uno strumento essenziale e prezioso per la conoscenza della storia dell’Opera di Maria e del carisma dell’unità e per la rivalutazione storica di un episcopato fecondo.
4 Set 2017 | Focolari nel Mondo
Sul tema
“Né vittime né briganti. Cambiare le regole del gioco” , dal 30 settembre al 1 ottobre 2017 si terrà l’ottava edizione di LoppianoLab, il laboratorio nazionale di economia, cultura, comunicazione, formazione e innovazione promosso annualmente da
Città Nuova, il
Polo Lionello Bonfanti, l’
Istituto Universitario Sophia e dalla cittadella di
Loppiano, che ospita l’evento.
Raccogliendo l’invito di Papa Francesco, la convention si propone come occasione di confronto e proposta intorno ai temi in primo piano nel nostro Paese: dall’immigrazione al lavoro, dalla povertà all’inclusione sociale, dalla lotta alla corruzione all’impegno per il bene comune, e poi famiglia, giovani, educazione e molto altro.
Contro ogni forma di esclusione e per l’accoglienza, contro la ricerca dell’interesse privato e per la promozione di nuove virtù civili, lavorando per trovare vie d’uscita alle contraddizioni dei nostri tempi e per agire sulle strutture inique che producono – appunto – “le vittime e i briganti”. LoppianoLab è dunque un laboratorio culturale dove gettare i semi di un nuovo pensiero e di un agire conseguente, nella convinzione che la ricerca del profitto non può fare da bussola ad ogni attività umana. L’evento è aperto a tutti coloro che si interrogano su questi temi e intendono farsi “artigiani del cambiamento”. Prenotati nel seguente link:
www.schedaprenotazione.it
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4 Set 2017 | Cultura
Costly Love is a passionate, scripturally-rich, faith-sharing book. The author John Armstrong has discovered the transforming power of love. In this new book, he invites us all to discover and practice “love without limits”.
Rooted deeply in John’s personal experience of costly love, this book is timely and meets a serious need in these days of deep division. Like John’s life and ministry, Costly Love is a gift to us all.
Click here to watch the book Trailer
Orders and enquiries www.newcitypress.com (New York)
4 Set 2017 | Focolari nel Mondo, Spiritualità
L’ubriaco Per caso avevo assistito ad una rissa tra un ubriaco e un gruppo di ragazzi che, disturbati da lui, gli si erano rivoltati contro pestandolo. Tutto era avvenuto in brevissimo tempo. Rialzatosi a fatica e sputando sangue (aveva perso due denti), l’ubriaco ha cominciato a inveire e a minacciare vendetta contro gli assalitori, che nel frattempo s’erano dileguati. Eravamo rimasti solo io e quell’uomo scartato, odiato e ridotto male, nel quale Gesù mi chiedeva di essere amato. Vincendo un certo timore (e se, infuriato com’era, se la fosse presa anche con me?), l’ho provveduto di fazzoletto per asciugarsi il sangue. Poi, interessandomi a lui, che mi enumerava i suoi problemi di salute ed altri guai, gli ho procurato la sigaretta di cui aveva bisogno; soprattutto ho cercato di distoglierlo dall’idea di vendicarsi. Non è stato facile calmarlo. Temevo, fra l’altro, il ritorno di quei ragazzi e il riaccendersi della violenza. Sono rimasto con lui ad ascoltarlo fin quando s’è deciso ad andarsene a casa. O. – Italia La pace Mio padre lavorava in un cantiere navale. Durante uno sciopero, negli anni Ottanta, è stato bastonato a morte. Da allora la nostra vita è cambiata, anche se ero troppo piccolo per rendermene conto. Ne riparliamo con la mamma soltanto quando arriva qualche riconoscimento o in occasione di qualche manifestazione storica. Lei ci ha insegnato il valore della pace e a non cercare mai la vendetta. Oggi, da adulto, so che il valore da trasmettere alle nuove generazioni è proprio questo bene che viene da Dio ma che comincia in me, da me. S. K. – Polonia Ammalata A volte provo dei momenti di ribellione, ma poi prevale il desiderio di credere all’amore di Dio e dei fratelli. Cerco di non lasciarmi abbattere dalla sofferenza, di non fermarmi mai su me stessa e di non pesare sugli altri. Quando a causa della chemio ho perso i capelli, la mia amica Bruna mi ha detto: «I tuoi capelli sono contati. Donali a Gesù come fiori in segno del tuo amore». Anche la mia malattia ha un senso, e per questo ringrazio Dio. Brigitte – Germania Serenità sorprendente Mi ero dimenticata di avvertire la reception della scuola che uscivo con i bambini e quando sarei tornata. Per questo, al ritorno, mi attendeva tutta una serie di rimproveri. È stato umiliante dover ammettere il mio errore davanti a colleghi e direzione, anche perché tutti mi guardavano con ostilità, perfino chi era stato sempre cordiale verso di me. Ma traendo forza dal Vangelo ho accettato la sconfitta cercando di trasformarla in amore verso tutti: immaginavo come si sarebbero sentiti nella mia condizione e comprendevo la loro disapprovazione. Perfino la bidella, che aveva cambiato modo di rivolgersi a me, è diventata oggetto di nuova stima. A una collega che mi ha chiesto come facevo a mantenermi serena dopo tutto quello che mi era capitato, ho spiegato che come cristiana trovo nella verità una forza e una fonte di pace che mi dà il coraggio di ricominciare. I giorni successivi ero sorpresa io stessa dall’atmosfera distesa che regnava fra tutti. J.L. – Ungheria (altro…)
2 Set 2017 | Chiara Lubich, Spiritualità
«Che tutti siano uno». È una parola fantastica. Credo che di più belle e grandi non se ne possano pensare. Fa sognare un mondo diverso da quello che ci circonda, sbriglia la fantasia nell’immaginazione di quello che sarebbe la società se questa meravigliosa parola fosse attuata. Immaginiamo… Un mondo dove tutti si amano, dove tutti hanno i medesimi sentimenti; dove le carceri sono sparite e i carabinieri e la polizia non hanno senso; dove sui giornali, al posto di cronache nere – passate di moda – subentrano cronache d’oro, di fatti divinamente belli, profondamente umani. Un mondo dove si canta, Sì, si gioca, si studia, si lavora, ma tutto in armonia, dove ognuno fa quello che fa per far piacere a Dio e agli altri. È un mondo, credo, che vedremo solo in Paradiso… Eppure Gesù quelle parole le ha dette per noi, sulla terra. […] Ho aperto il Vangelo e ho trovato un’altra frase, che mi è sembrata stranamente affine con questa: come vi fosse tra questa ed il nostro motto un segreto legame. Essa dice: «Quando sarò innalzato sulla croce, tutti attirerò a me» (cf. Gv 12,32). […] «Quando sarò innalzato sulla croce…». Ma allora Gesù non ha fatto di tutti una sola cosa con le bellissime sue parole, o con i suoi straordinari miracoli … È stata la croce il suo segreto. È stato il dolore che ha risolto il problema di farci figli di Dio e quindi tutti uno fra di noi. Che sia allora il dolore la strada, la chiave, il segreto dell’unità di tutti? Della trasformazione d’un mondo noioso e spesso cattivo in un mondo gioioso, brillante di amore, paradiso anticipato? Sì, è così. Per quel poco che ne sappiamo, i santi, i veri intelligenti, hanno tutti dato grande valore al dolore, alla croce. E sono stati essi che si sono trascinati dietro le moltitudini ed hanno dato spesso il timbro all’epoca in cui vivevano, con benefica influenza anche sui secoli futuri. «C’è un posto vuoto sulla croce!», mi disse un sacerdote quand’ero piccolina; e girò un crocifisso che aveva sul tavolo mostrandomi il retro. «Questo posto – continuò – lo devi occupare tu». E va bene! Se è così, eccoci pronti! Che attendiamo? Fra il resto i dolori, piccoli o grandi, presi bene o presi male ci sono sempre nella vita… Ma non siamo opportunisti! Siamo cristiani. È in croce Gesù? Voglio andarci anch’io. Accetterò tutte le piccole croci della mia vita con gioia. Sì, con gioia, anche se forse qualche lacrima scapperà. Ma in fondo al cuore dirò a Lui che mi ascolta: «Sono contenta, perché soffrendo con Te ti aiuto ad attirare tutti a Te e s’avvicinerà il giorno in cui si compirà il tuo immenso desiderio: «Che tutti siano uno». Chiara Lubich Da “Colloqui con i gen”. Anni 1966-1969, Città Nuova, Roma 1998, pp. 35 – 36 (altro…)