Movimento dei Focolari

SCOZIA | Glasgow: grandi religioni, custodi del creato

Dic 22, 2021

Lorna Gold, presidente del Movimento Laudato Si', e Martin Palmer, fondatore e presidente di Faith Invest, spiegano come le grandi religioni del mondo possono essere una forza trainante per la società civile a riguardo del cambiamento climatico.

Lorna Gold, presidente del Movimento Laudato Si’, e Martin Palmer, fondatore e presidente di Faith Invest, spiegano come le grandi religioni del mondo possono essere una forza trainante per la società civile a riguardo del cambiamento climatico. Durante la conferenza COP26, i leader religiosi presenti hanno partecipato a vari eventi, occasioni di conoscenza reciproca e di dialogo. Tra questi, un evento tenutosi alla Moschea e uno ospitato dal Movimento dei Focolari. Martin Palmer (Inghilterra) ha trascorso tutta la sua vita lavorativa impegnandosi con le principali religioni di tutto il mondo sulle questioni ambientali. Questo iniziò nel 1986, quando il principe Filippo (il Duca di Edimburgo) – che era presidente internazionale del World Wildlife Fund (WWF) – gli chiese di riunire i rappresentanti di cinque delle principali religioni del mondo per esaminare i modi in cui in queste fedi veniva compreso il loro posto nella natura. Hanno creato un programma completo per portare le fedi a collaborare con i principali gruppi ambientali, l’ONU, la Banca Mondiale e altri organismi. Lorna Gold è vicepresidente del consiglio del Global Catholic Climate Movement e presidente del Movimento Laudato Si’. Coordina il loro lavoro sull’azione per il clima all’interno delle comunità di fede e ha guidato il lavoro per far sì che la Chiesa cattolica in Irlanda e a livello globale disinvesta dai combustibili fossili. Nelle nostre interviste, abbiamo parlato di molti argomenti riguardanti la COP26, la crisi climatica e la situazione attuale… Naturalmente, non è stato possibile includere tutto nel servizio trasmesso durante il Collegamento. Per esempio, Martin Palmer ci ha parlato del periodo particolare che stiamo attraversando dicendo: “Penso che siamo all’apice di un grande cambiamento. Il grande cambiamento è che, invece di aspettare che siano i governi a dare l’esempio, è la società civile, sono i giovani e gli anziani a farlo. Ho lavorato a questo da 40 anni. Penso all’ascesa delle organizzazioni femminili, che semplicemente non c’erano nel 1997. Penso a tutto il ruolo degli indigeni, penso a tutto il ruolo delle comunità di fede, del mondo delle ONG, del mondo educativo. Vedo che, ora, siamo in un momento di svolta. Ci sono ancora molte persone che pensano che se protestiamo, possiamo influenzare i governi… Devo dire che non ci credo”. “Le fedi si stanno incontrando con il mondo finanziario, con il mondo dell’educazione e stanno dicendo: come possiamo creare delle partnership? Dove abbiamo i soldi, possiamo influire. Abbiamo le strutture. Abbiamo i mezzi per generare un cambiamento…”. E dopo abbiamo avuto uno scambio molto interessante con Lorna Gold su ciò che ha definito “ansia da clima”, dove ha detto: “Penso sia qualcosa che tutti noi affronteremo, in una misura o nell’altra, perché una volta che accetti che c’è una crisi climatica e che tutto non sarà così ‘roseo’ nel futuro – come forse avremmo voluto – la prospettiva di un mondo unito è abbastanza lontana se il cambiamento climatico non può essere risolto… “(…) Cerco di gestire quest’ansia. Un modo è trascorrere del  tempo nella natura. La natura è un grande guaritore. Stare all’aperto, meditare nella natura, trovare Dio nella creazione. Ti fa capire che la natura è abbastanza resiliente. La vediamo rigenerarsi intorno a noi”. “Credo veramente che questo momento che stiamo vivendo sia una crisi, ma può essere anche un kairos. Un kairos, come dice Papa Francesco, è un’opportunità, un momento, un momento opportuno per ripensare, per convertirci, per subire quella profonda conversione ecologica e iniziare a muoversi in una direzione diversa.” https://www.youtube.com/watch?v=dLt4AqX6LPE  

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