Dal dialogo tra le religioni, una strategia di fraternità per un mondo nuovo

“Quale futuro per una società multietnica, multi culturale e multireligiosa?”
E’ un interrogativo sempre più diffuso, particolarmente vivo nella società inglese, la più cosmopolita d’Europa, quello affrontato da Chiara Lubich alla Westminster Central Hall, sabato pomeriggio, 19 giugno, davanti a oltre 2000 persone, tra cui il cardinale Murphy O’ Connor, arcivescovo di Londra, personalità musulmane, buddiste e sikh. Titolo dell’incontro, promosso dal Movimento dei Focolari della Gran Bretagna: “Immagina un mondo… arricchito dalla diversità”.

Una strategia di fraternità per una svolta nei rapporti internazionali
Mentre molti parlano della minaccia di scontro di civiltà provocata dal terrorismo, la fondatrice dei Focolari ne ha indicato il rimedio preventivo nel dialogo interreligioso. Non solo. Da questo dialogo – ha detto – può prendere il via quella “strategia della fraternità, capace di segnare una svolta nei rapporti internazionali”.

 

Dalla società multi etnica e multi religiosa può nascere un mondo nuovo
Facendo un parallelo tra il nostro tempo di così profonde trasformazioni, con quello di S. Agostino di Ippona, che aveva visto lo sconvolgimento della società, sotto la pressione delle migrazioni dei popoli, con lui Chiara Lubich ha affermato che ciò che sta avvenendo è “la nascita di un mondo nuovo”. Il mondo nuovo del terzo millennio, per Chiara Lubich sarà l’unità della famiglia umana, arricchita dalle diversità, secondo il disegno di Dio. In bozzetto lo si è intravisto dal fitto intrecciarsi di testimonianze, di canti e danze dai colori e ritmi orientali e africani, dagli interventi di rappresentanti di varie religioni, come quello dell’Imam iraniano, Mohammed Somali, e della signora Didi Athavale, leader del grande movimento indù “Swadyaya family”.

Come attuare il dialogo tra le religioni?
Il dialogo deve essere animato da quell’amore – ha affermato Chiara Lubich – che giunge ad “entrare nella pelle dell’altro”, perché sa farsi “nulla d’amore” davanti all’altro, sa farsi quello spazio di accoglienza e ascolto che prepara “il rispettoso annuncio del Vangelo”. Qui la fondatrice dei Focolari ha ricordato le parole pronunciate da Giovanni Paolo II in India: “Quando ci apriamo l’uno all’altro, ci apriamo anche a Dio e facciamo in modo che Dio sia presente in mezzo a noi”. In Lui è “la forza segreta che dà vigore e successo ai nostri sforzi, per portare dovunque l’unità e la fratellanza universale.”

 

Una visione condivisa da leader di varie religioni e politici
E’ quanto hanno espresso il leader degli Imam del Regno Unito, il dott. Zaki Badawi, il capo spirituale dei Sikh della Gran Bretagna e d’Europa, Bai Shaib Mohinder Singh di Birmigham, intervenuti subito dopo Chiara Lubich insieme alla baronessa Kathleen Richardson della Camera dei Lord, che ha ricordato come “subito dopo la guerra, l’assemblea dell’Onu si era riunita per la prima assemblea plenaria proprio in quest’aula. La visione espressa oggi – ha aggiunto – è ancora più ricca, perché non è costruita solo sull’aspirazione degli uomini, ma dalla partecipazione dell’amore di Dio”.

Le nuove tecnologie a servizio della fratellanza tra i popoli
Unità e fratellanza universale. E’ stata un’esperienza viva lì alla Westminster Central Hall che, come testimoniano fax e email, ha portato un’ondata di speranza in molti Paesi delle Americhe, Australia, Europa, Medio Oriente e Nordafrica, collegati via satellite grazie a Telepace e via internet. Qualche flash. Dalla Bulgaria: “Siamo stati coinvolti da quella fraternità tra le religioni e culture che vogliamo realizzare anche nel nostro Paese dove sono presenti quasi un milione di musulmani, che sono per noi la memoria di una piaga del passato”. Dall’Irlanda: “Abbiamo sperimentato un brano di fratellanza universale realizzata ammirando la bellezza e ricchezza di tante fedi e culture. Oggi ha segnato per noi l‘inizio di un nuovo cammino pieno di speranza, ora che l’Irlanda sta divenendo sempre più multiculturale”. Da Stoccolma: “Abbiamo intravisto la soluzione della violenza che c’è nel mondo, una nuova speranza che l’unità e la pace sono possibili”.

 

Mercoledì 16, su invito del Rettore del St. Mary’ College dell’Università Statale del Surrey (Londra), Chiara Lubich aveva tenuto una lezione su “I nuovi Movimenti e il profilo mariano”, a conclusione di un ciclo su “Missione e Evangelizzazione” dedicato lo scorso anno ai Cardinali Connell, Pulic, Grinze, Napier, Williams, Daly, O’Connor, Stafford, e quest’anno ai Movimenti, comunità e cammini ecclesiali.

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