1 Gen 2013 | Chiesa
1. Ogni anno nuovo porta con sé l’attesa di un mondo migliore. In tale prospettiva, prego Dio, Padre dell’umanità, di concederci la concordia e la pace, perché possano compiersi per tutti le aspirazioni di una vita felice e prospera. A 50 anni dall’inizio del Concilio Vaticano II, che ha consentito di rafforzare la missione della Chiesa nel mondo, rincuora constatare che i cristiani, quale Popolo di Dio in comunione con Lui e in cammino tra gli uomini, si impegnano nella storia condividendo gioie e speranze, tristezze ed angosce [1], annunciando la salvezza di Cristo e promuovendo la pace per tutti. In effetti, i nostri tempi, contrassegnati dalla globalizzazione, con i suoi aspetti positivi e negativi, nonché da sanguinosi conflitti ancora in atto e da minacce di guerra, reclamano un rinnovato e corale impegno nella ricerca del bene comune, dello sviluppo di tutti gli uomini e di tutto l’uomo. Allarmano i focolai di tensione e di contrapposizione causati da crescenti diseguaglianze fra ricchi e poveri, dal prevalere di una mentalità egoistica e individualista espressa anche da un capitalismo finanziario sregolato. Oltre a svariate forme di terrorismo e di criminalità internazionale, sono pericolosi per la pace quei fondamentalismi e quei fanatismi che stravolgono la vera natura della religione, chiamata a favorire la comunione e la riconciliazione tra gli uomini. E tuttavia, le molteplici opere di pace, di cui è ricco il mondo, testimoniano l’innata vocazione dell’umanità alla pace. In ogni persona il desiderio di pace è aspirazione essenziale e coincide, in certa maniera, con il desiderio di una vita umana piena, felice e ben realizzata. In altri termini, il desiderio di pace corrisponde ad un principio morale fondamentale, ossia, al dovere-diritto di uno sviluppo integrale, sociale, comunitario, e ciò fa parte del disegno di Dio sull’uomo. L’uomo è fatto per la pace che è dono di Dio. Tutto ciò mi ha suggerito di ispirarmi per questo Messaggio alle parole di Gesù Cristo: « Beati gli operatori di pace, perché saranno chiamati figli di Dio » (Mt 5,9). Leggi tutto (altro…)
31 Dic 2012 | Chiara Lubich, Cultura, Focolari nel Mondo, Senza categoria
«Viviamo in un tempo di “svolta epocale”, di gestazione sofferta di un mondo nuovo. Ma c’è bisogno di un’anima: l’amore. (…) L’amore – lo constato sempre più a contatto di singoli e gruppi di religioni, etnie e culture diverse – è iscritto nel DNA di ogni uomo. È la forza più potente, feconda e sicura che può legare l’intera umanità. Ma esige un capovolgimento totale di cuori, di mentalità, di scelte. Del resto è ormai parte del sentire comune della vita internazionale la necessità di rileggere il senso della reciprocità, uno dei cardini dei rapporti internazionali. Sono questi i tempi in cui ogni popolo deve oltrepassare il proprio confine e guardare al di là, fino ad amare la patria altrui come la propria. Reciprocità tra i popoli significherà allora superamento di antiche e nuove logiche di schieramento e di profitto, stabilendo invece relazioni con tutti ispirate all’iniziativa senza condizioni e interessi, perché si guarda all’altro come ad un altro se stesso, parte della stessa umanità, e in questa linea si progetta: disarmo, sviluppo, cooperazione. Nascerà una reciprocità in grado di rendere ogni popolo, anche il più povero, protagonista della vita internazionale, nella condivisione di povertà e ricchezze. Non soltanto nelle emergenze, ma nella quotidianità. Identità e potenzialità saranno sviluppate proprio col metterle a disposizione degli altri popoli, nel rispetto e nello scambio reciproco. Allora sì, se singoli e governanti faremo la nostra parte, potremo sognare di comporre un’unica comunità planetaria. Utopia? Il primo a lanciare la globalizzazione è stato Gesù quando ha detto: “Che tutti siano uno”. Non solo: ci ha fatto capaci di quell’amore che ha la forza di ricomporre la famiglia umana nell’unità e nella diversità. Basta poi aprire gli occhi: sono disseminati nel mondo molti “laboratori” di questa “umanità nuova”. Che sia giunta l’ora di proiettarli su scala mondiale?» Chiara Lubich (Tratto da “Il pianeta al bivio”, pubblicato su Città Nuova il 13 luglio 2001) (altro…)
31 Dic 2012 | Parola di Vita
L’amore è per ogni cristiano il programma della sua vita, la legge fondamentale del suo agire, il criterio del suo muoversi. Sempre l’amore deve prendere il sopravvento sulle altre leggi. Anzi: l’amore per gli altri deve essere per il cristiano la solida base su cui può legittimamente attuare ogni altra norma. «… misericordia io voglio e non sacrificio». Gesù vuole amore e la misericordia è una sua espressione. Ed Egli vuole che il cristiano viva così anzitutto perché Dio è così. Per Gesù, Dio è prima di tutto il Misericordioso, il Padre che ama tutti, che fa sorgere il sole e fa piovere sopra i buoni e i cattivi. Gesù, perché ama tutti, non teme di stare con i peccatori e in questo modo ci rivela chi è Dio. Se Dio, dunque, è così, se Gesù è tale, anche tu devi nutrire identici sentimenti. «… misericordia io voglio e non sacrificio». «… e non sacrificio». Se non hai l’amore per il fratello, a Gesù non piace il tuo culto. Non gli interessa la tua preghiera, l’assistenza alla Messa, le offerte, che puoi fare, se tutto ciò non fiorisce dal tuo cuore in pace con tutti, ricco di amore verso tutti. Ricordi quelle sue parole tanto incisive del discorso della montagna? «Se dunque presenti la tua offerta sull’altare e lì ti ricordi che tuo fratello ha qualche cosa contro di te, lascia lì il tuo dono davanti all’altare e va’ prima a riconciliarti con il tuo fratello e poi torna ad offrire il tuo dono». Esse ti dicono che il culto che più piace a Dio è l’amore del prossimo, che va messo alla base anche del culto verso Dio. Se tu volessi fare un dono a tuo padre mentre sei in collera con tuo fratello (o tuo fratello con te) che ti direbbe tuo padre? «Mettiti in pace e poi vieni pure a offrirmi ciò che desideri». Ma c’è di più. L’amore non è solo la base dl vivere cristiano. Esso è anche la via più diretta, per stare in comunione con Dio. Lo dicono i santi, lo sperimentano i cristiani che vivono la loro fede: se aiutano i propri fratelli, soprattutto i bisognosi, cresce in loro la devozione, l’unione con Dio si fa più forte, avvertono che esiste un legame fra loro e il Signore: ed è ciò che dà più gioia alla loro vita. «… misericordia io voglio e non sacrificio». Come vivrai allora questa nuova Parola di Vita? Non porre discriminazioni fra gli uomini che hanno contatto con te, non emarginare nessuno, ma a tutti offri quanto puoi dare, imitando Dio Padre. Aggiusta piccoli o grandi screzi che dispiacciono al Cielo e t’amareggiano la vita, non lasciare tramontare il sole – come dice la Scrittura – sulla tua ira, verso chiunque. Se ti comporterai così, tutto ciò che farai sarà gradito a Dio e rimarrà nell’eternità. Sia che tu lavori o riposi, sia che tu giochi, o studi, sia che tu stia con i tuoi figli, o che tu porti la tua signora a spasso, sia che tu preghi, o ti sacrifichi, o adempi quelle pratiche religiose che convengono alla tua vocazione cristiana, tutto, tutto sarà materia prima per il Regno dei Cieli. Il Paradiso è una casa che si costruisce di qua e si abita di là. E si costruisce con l’amore.
Chiara Lubich
Pubblicato Giugno 1981
31 Dic 2012 | Centro internazionale, Cultura, Sociale, Spiritualità
“La guerra è un omicidio in grande”. “Come la peste serve ad appestare, la fame ad affamare, così la guerra serve ad ammazzare”. “Se vuoi la pace, prepara la pace” . “Solo i matti e gl’incurabili desiderano la morte. E morte è la guerra”. “Non credo che ci sia mai capo di Stato, il quale abbia ammesso di far la guerra a scopo di rapina; ha sempre dichiarato di farla per fini uno più nobile, uno più altruista, più ideale dell’altro. E – puerilità dell’odio – sempre la rapacità è assegnata al nemico e l’idealità all’amico”. “I nemici si amano: questa è la posizione del cristianesimo. Se si iniziasse una politica della carità, si scoprirebbe che questa coincide con la più illuminata razionalità, e si palesa, anche economicamente e socialmente, un affare”. “Per meritarsi il nome di figli di Dio i cristiani devono lavorare per la pace”. “Noi dobbiamo organizzare la pace così come altri hanno organizzato la guerra”. “L’opera pacificatrice comincia da me e da te…” Igino Giordani, L’inutilità della guerra, edito da Città Nuova, Roma 2003 (altro…)
31 Dic 2012 | Cultura, Focolare Worldwide, Focolari nel Mondo, Senza categoria
Dalla Siria (Aleppo): «…Continua a mancare il gasolio o lo si trova a prezzi esorbitanti, così come le bombole di gas (5.500 LS contro le 400 del mese di marzo), l’elettricità è tagliata per giorni e giorni e questo, fra il resto, fa sì che la città dopo il tramonto piombi in un buio minaccioso. Il pane scarseggia e lo possiamo acquistare – dopo ore di coda ai forni – pagandolo 250 LS al pacchetto (a marzo il prezzo era di 20 LS). L’esercito sta cercando di fornirlo, ma non basta per il fabbisogno della gente. Le scuole non destinate ad accogliere i rifugiati continuano le lezioni, ma la mancanza di elettricità rende difficile e molto faticoso lo studio (anche le candele ormai scarseggiano). Alcuni di noi cominciano ad ammalarsi per il freddo senza poter sempre contare sulle medicine (circa il 70% delle industrie farmaceutiche sono concentrate nella periferia della città e procurarle da altre parti del Paese è molto difficile a causa dei blocchi sulle strade). Negli ospedali si teme di non poter continuare a prestare i servizi dovuti e comincia a venir meno l’ossigeno. Anche le comunicazioni telefoniche sono spesso interrotte. Nonostante ciò, la gente sta dando prova di grande solidarietà. Continuiamo – con la comunità dei Focolari ed altri – a portare avanti le azioni di sostegno; la piccola scuola per sordomuti ha ripreso il lavoro in un quartiere più sicuro, in locali messi a disposizione dai Padri Francescani. Le famiglie da noi visitate una ad una, prima di accettare un aiuto ci chiedevano: “Ma non c’è una famiglia che ne ha più bisogno di noi?”. Rim, che ha un bambino di due anni, era molto preoccupata perché col freddo incipiente il rischio di malattia si aggrava. Quando ha ricevuto l’aiuto, si è commossa! Era esattamente il corrispondente della cifra che col marito avevano offerto poche settimane prima ad un collega che ne aveva estremo bisogno. L’avevano risparmiata con fatica ma si erano detti, nel dargliela: “Dio penserà a noi!”».
Da Cuba (Santiago): «La distruzione causata dall’uragano Sandy ha causato innumerevoli danni, soprattutto a Santiago. La ricostruzione ancora non è cominciata anche perché il Governo è stato colto alla sprovvista. Infatti, per la conformazione geografica di Santiago che è circondata dalle montagne, generalmente gli uragani arrivano dal mare e, trovandosi la barriera naturale delle montagne, passano senza fare danni. In questo caso, l’uragano è riuscito ad entrare ed è rimasto all’interno per 3 ore (un lasso di tempo lunghissimo) girando come un frullatore. I danni subiti dalle 16 famiglie colpite a noi vicine, ammontano a circa € 42.000. I soldi finora raccolti attraverso il progetto dell’AMU, per quanto ancora insufficienti, sono stati loro consegnati. I tempi di ricostruzione sono difficilmente stimabili perché legati al difficile reperimento del materiale a causa dell’embargo che da anni affligge l’isola. In genere sono disponibili solo per un breve periodo e non tutti insieme: arriva solo cemento, o solo legno, ferro, etc. Quando si trova ciò che serve bisogna avere la disponibilità economica per poter comprare prima che tutto finisca. Ringraziamo per gli aiuti pervenuti e continuiamo a contare sulla solidarietà di tutti». Per saperne di più o per sostenere i progetti: Associazione Azione per un Mondo Unito presso Banca Popolare Etica, filiale di Roma. Codice IBAN: IT16G0501803200000000120434 Codice SWIFT/BIC CCRTIT2184D Causale: Progetto La mia casa è la tua casa Causale: Emergenza Siria (altro…)
30 Dic 2012 | Cultura, Dialogo Interreligioso, Focolare Worldwide, Focolari nel Mondo

Thomas Klann a Tokyo,
novembre 1985
«Novembre 1985. Mi trovavo in Giappone, al seguito di Chiara Lubich. Come cineoperatore curavo la documentazione di quel viaggio, importante per i dialoghi con personalità di religioni non cristiane. L’anziano venerabile Etai Yamada, grande personalità a capo del buddismo Tendai e amico di Chiara, aveva concesso un’intervista alla mia troupe. Il giorno fissato, venimmo a sapere che non stava bene ed era in ospedale. Pensavamo disdicesse l’impegno preso, ma non fu così. Volle uscire dall’ospedale e ci aspettò, vestito di tutto punto e solennemente assiso sul suo trono. Quel giorno avevo lasciato ad un collega le riprese video per curare l’audio. Utilizzavo un microfono a fucile, così da poter stare a distanza senza intralciare le riprese video. Mi inginocchiai, tenendo il microfono ai piedi del venerabile. Ce la misi tutta ad ascoltarlo amorevolmente. Ci servivano solo pochi minuti di suo parlato, da inserire in un documentario, ma lui, nonostante le condizioni di salute, continuava a parlare, rivolgendosi sempre a me, senza accorgersi minimamente del fatto che io non capivo il giapponese e dunque non potevo assolutamente comprendere cosa stesse dicendo. Parlò più di un’ora di seguito, e durante tutto quel tempo ho tenuto duro nel dargli il massimo dell’ascolto. 
Un fotogramma del intervista al venerabile Etai Yamada
Alcuni anni dopo Etai Yamada morì. I suoi seguaci chiesero se potevano avere copia dell’intervista che ci aveva rilasciato. Ci demmo da fare per accontentarli, perché, essendo il sistema video giapponese diverso da quello europeo, dovemmo prima spedire le riprese in Gran Bretagna affinché fossero opportunamente ricodificate. Dal Giappone arrivò un grande ringraziamento: in quell’intervista Etai Yamada aveva raccontato tutta la sua vita spirituale, con particolari mai prima conosciuti, un documento preziosissimo per i suoi seguaci! Questo episodio non l’ho mai dimenticato, è sempre lì a ricordarmi che per attivare una buona comunicazione non è tanto indispensabile parlare, quanto amare». Thomas Klann (Centro S. Chiara Audiovisivi, Italia) Fonte: Una Buona Notizia, gente che crede gente che muove, Ed. Città Nuova, 2012, Roma. (altro…)
28 Dic 2012 | Centro internazionale, Cultura, Focolari nel Mondo, Nuove Generazioni, Spiritualità
È la proposta di Maria Voce ai 350 giovani dei Focolari provenienti da vari Paesi, riuniti a Castel Gandolfo, per esserne primi portatori in tutto il mondo. Sollecitata dalle notizie giunte attraverso alcune lettere dei membri dei Focolari in Medio Oriente, Maria Voce, esprime alla platea un desiderio. Di fronte “a queste guerre assurde, solamente Dio può venire incontro al bisogno di pace che c’è nell’umanità. Ci vorrebbe veramente una preghiera forte, potente”, “con una fede rinnovata che Dio può farlo, che se si chiede in unità Dio viene incontro”. Allora la proposta: “Perché non ripristinare a mezzogiorno, il time-out?”, in gergo sportivo una sospensione temporanea del gioco. “Chiara Lubich lo aveva lanciato – continua Maria Voce – durante la guerra del Golfo nel 1991, e in quel momento Dio ha ascoltato le preghiere di tutti”. Riprendiamo la pratica del Time Out, dunque, con i giovani in prima linea. “Gesù è chiamato il Principe della Pace”, conclude Maria Voce, chiedendo che faccia dono all’umanità di “quella pace giusta, che permetta a tutti, di qualsiasi fede, condizione, Paese, di vivere serenamente la vita; che condivida questo dono della Pace con tutti gli uomini”. Con un tam-tam sui Social Network i giovani hanno già cominciato a diffondere la notizia creando su Facebook l’evento Time Out for peace. Appuntamento per tutti a mezzogiorno, nelle nostre città, per chiedere, uniti, il dono della pace. (altro…)
28 Dic 2012 | Focolare Worldwide, Focolari nel Mondo
Sulla costa ad Ovest dell’Africa, la Nigeria è un paese vasto, con clima tropicale, ricco di risorse naturali, come gas naturale e petrolio, quest’ultimo la pone tra i sei più grandi esportatori del mondo. Tra i primati, anche il numero degli abitanti: circa 170 milioni, di cui metà sotto i 15 anni. Straordinaria la varietà di etnie e culture: 250 le lingue parlate. Persone profonde, piene di gioia di vivere, con un’altrettanta capacità di ascolto dalla spiccata interiorità e fede profonda e vivissima. Più del 60 % della popolazione vive in povertà, con meno di un dollaro al giorno. Altissima la disoccupazione; l’aspettativa di vita media oggi di 48 anni è destinata a diminuire a causa dell’AIDS. La corruzione diffusa paralizza lo sviluppo dello Stato e del bene comune. La molteplicità delle etnie è una grande sfida considerata spesso una minaccia. Per il rapido aumento della popolazione la lotta alla sopravvivenza diventa sempre più acuta. Eppure colpisce, nella gente, la capacità di non arrendersi mai, di accettare la sofferenza senza perdere la speranza, credere in un futuro migliore cercando con creatività strategie per il futuro.
La religiosità naturale che permea l’essere di questo popolo africano, viene a volte strumentalizzata per interessi politici o religiosi. Correnti estremiste e gruppi terroristici, mossi da motivi socio-economici, storici e politici, trasmettono al mondo un’ immagine falsata di scontri fra cristiani e musulmani. All’Islam, più diffuso al Nord, confluisce il 50% della popolazione, mentre i cristiani sono circa il 45%. Venticinque anni fa, per impulso del Cardinale Arinze, il Movimento dei Focolari è arrivato in Nigeria, diffondendosi in varie regioni; oggi conta 5.490 membri, in una rete di 28 comunità locali nel Paese. Si contraddistingue per un forte impegno teso alla testimonianza di valori spirituali, umani e etici. Infatti, cogliendo le profonde radici spirituali dei nigeriani, è a loro fianco perché la fede si traduca in vita concreta dappertutto: a scuola, al lavoro, al mercato. Un impegno, questo, che contribuisce al benessere sociale e della salute.
L’orizzonte naturale, in questa terra variegata di etnie, classi sociali, diverse religioni è quello della fraternità universale praticata percorrendo vie di dialogo, testimoniando la possibilità di rapporti fraterni, ma specialmente incoraggiando, sostenendo questo popolo ad essere costruttore di ponti. Non poche volte si è scoperta nella diversità e nella varietà una ricchezza con rivolti positivi anche per la vita pubblica, creando coscienza civica e opinione pubblica. Per esempio, nel centro del Paese, particolarmente esposto a violenti scontri fra musulmani e cristiani, è impressionante ascoltare storie di “messa a punto” della fraternità universale, arrivando a rischiare la propria vita per salvare membri dell’altra religione. Volendo dare corpo alla cultura della fraternità, sta nascendo nel villaggio di Igbariam un luogo di formazione ed un centro di testimonianza. Anche altri progetti sociali lo affiancano: una scuola materna e primaria, un piccolo ambulatorio, dei laboratori per i giovani. Tutto questo in collaborazione con la popolazione locale del villaggio che vi contribuisce attivamente. (altro…)
27 Dic 2012 | Cultura, Focolare Worldwide, Focolari nel Mondo
«Ancora brucia forte nell’animo dei keniani il dolore per le lotte sanguinose nelle elezioni del 2007, più di 1000 persone persero la vita. “Non più e mai più” è ora il grido nel cuore di tutti, mentre il Paese si prepara alle elezioni presidenziali nel marzo 2013. Molti giovani si fanno portatori di iniziative a favore di un anno di pace. Suor Bernadette Sangma (Direttrice dell’Istituto per la Pastorale Giovanile) e un gruppo del Movimento dei Focolari che lavora all’Università Cattolica di Nairobi, raccolgono quest’esigenza e lanciano l’idea di creare un’immaginaria “carovana della pace” (peace caravan), che unifichi le voci degli universitari di Nairobi e faccia breccia nell’opinione pubblica. Come simbolo di questo “terremoto della pace”, si pensa ad una canzone che si faccia sentire forte in tutta la nazione! Questa è la richiesta che arriva al Gen Rosso. Con il Tangaza College ci lega un’amicizia profonda, dopo il tour del 2007 ed il ritorno in Kenia di alcuni di noi nel 2009 per lezioni e workshop all’insegna di una “musica con valori”. Collaborare è diventato tradizione. Come non rispondere allora a questo nuovo invito? In breve nasce la canzone: “Jivunie nchi yako, kabila si silaha/ Nyuma twasema, kamwe haturudi/ wito wetu ni umoja”: “Sii fiero della tua nazione! La tribù non è un’arma. Sul passato non ci torniamo più. La nostra chiamata è essere uno”. Il Tangaza College e l’Università Cattolica cominciano a “reclutare” ragazze e ragazzi di varie università della capitale. Altri giovani di altre località aderiscono al progetto. Cresce l’entusiasmo.
Magdalene Kasuku, giovane giornalista, presenta “Jivunie” al cerimoniere ufficiale delle State Functions (Funzioni di Stato) e della grande celebrazione del 49°anno dall’Indipendenza del Kenya, il 12 dicembre, nel “Nyayo Stadium” di Nairobi. La canzone viene accolta con entusiasmo e proposta dal governo per la grande manifestazione, in presenza del presidente Emilio Mwai Kibaki. Registriamo “Jivunie” con il coro per farla diventare “keniana” a tutti gli effetti e per lasciarla come supporto audio per tutte le iniziative a seguire fino al marzo prossimo. Ponsiano Pascal Changa idea una coreografia per la performance del 12. Vogliamo un coro che danzi e sprigioni forza e gioia con i movimenti dei giovani. Riusciamo a registrare tutto, a realizzare il messaggio e a preparare la coreografia in soli tre giorni! Per l’occasione si compone il gruppo: “Kenya Youth for peace”, formato da 120 giovani. La coreografia entusiasma per la sua forza e freschezza. I giovani cantano e danzano nello stadio colmo di gente. “Jivunie”: “Siate fieri! Siamo fratelli e sorelle di un’unica nazione!”. Noi sentiamo la gioia di aver dato ai giovani kenioti un palcoscenico dove dire a tutti chi sono, esprimere il loro infinito desiderio di un mondo di pace. Siamo diventati una famiglia con loro. Famiglia: esperienza che l’Africa può donare all’umanità intera». Beni Enderle (altro…)
23 Dic 2012 | Chiara Lubich, Spiritualità
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È Natale! Il Verbo si è fatto uomo ed ha acceso l’amore sulla terra. È Natale! E vorremmo che questo giorno non tramontasse mai. Insegnaci, Signore, come perpetuare la tua presenza tra gli uomini. È Natale! Che il Tuo amore acceso sulla terra bruci i nostri cuori e ci amiamo come tu vuoi! Allora sarai tra noi. E ogni giorno, se ci amiamo, può essere Natale.
Chiara Lubich
Da E torna Natale, Città Nuova Editrice 2007, pp. 78/79
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22 Dic 2012 | Centro internazionale, Focolari nel Mondo, Spiritualità
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«Mi sembra che Dio ci offra quest’anno che comincia come un anno giubilare, non solo nel senso della gioia ma nel senso di un anno in cui si ricomincia, si rimettono tutti i debiti. Vogliamo ripartire da zero, con un patto di misericordia, concreto, vero, profondo. Un anno in cui offriamo perdono e chiediamo perdono. E dichiariamo ufficialmente che ce la metteremo tutta per migliorare i nostri rapporti. Siamo sostenuti in ciò dall’impegno a vivere l’amore al fratello con rinnovata intensità.
Con una misericordia che tutto spera, copre sempre, dà fiducia, crede, sperimenteremo un’amnistia completa nel cuore, un perdono reciproco universale.
A tutti Buon Natale! da “figli di Dio” (Gv 1,12), quali Gesù ci dà il potere di essere»
Maria Voce
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21 Dic 2012 | Chiara Lubich, Spiritualità

Chiara Lubich – Natale 1955
«Egli, entrato nella storia duemila anni fa, vuole entrare nella nostra vita, ma la strada in noi è irta di ostacoli. Occorre spianare le montagnole, rimuovere i massi. Quali sono gli ostacoli che possono ostruire la strada a Gesù? Sono tutti i desideri non conformi alla volontà di Dio che sorgono nella nostra anima; sono gli attaccamenti che l’attanagliano. Desideri minimi di parlare o di tacere, quando si deve fare diversamente; desideri di affermazione, di stima, di affetto. Desideri di cose, di salute, di vita… quando Dio non lo vuole. Desideri più cattivi, di ribellione, di giudizio, di vendetta… Essi sorgono nella nostra anima e l’invadono tutta. Occorre spegnere con decisione questi desideri, togliere questi ostacoli, rimetterci nella volontà di Dio e così preparare la via del Signore. Occorre – dice la Parola – raddrizzare i suoi sentieri. Raddrizzare: così, proprio così. I desideri deviano il nostro cammino. Spegnendoli, ci rimettiamo nel raggio del volere di Dio e ritroviamo la strada. Ma, c’è un modo per essere sicuri di camminare su una via diritta, che porta certamente alla meta: a Dio. Essa ha un passaggio obbligato: si chiama fratello. Lanciamoci di nuovo, in questo Natale, ad amare ogni fratello che incontriamo durante la giornata. Accendiamo nel nostro cuore quell’ardentissimo e lodevolissimo disiderio che Dio sicuramente vuole: il desiderio di amare ogni prossimo, facendoci uno con lui in tutto, con amore disinteressato e senza limiti. L’amore ravviverà rapporti e persone e non permetterà che sorgano desideri egoistici, anzi ne sarà il miglior antidoto. Per Natale potremo così preparare, quale dono per Gesù che viene, il nostro frutto: ricco, succoso; e il nostro cuore: bruciato, consumato d’amore».
Chiara Lubich
Da E torna Natale, Città Nuova Editrice 2007, pp.73/75 (altro…)
21 Dic 2012 | Cultura, Focolare Worldwide, Focolari nel Mondo
La realizzazione della prima edizione della “Escuela de Verano”, nella Mariapoli Lia la cittadella dei Focolari argentina, è senza dubbio una tappa molto importante per tutto ciò che riguarda la formazione accademica dei giovani latinoamericani. Non è la prima volta che in questa Cittadella si svolgono programmi di studio intensivo a livello universitario: già si contano vari seminari e corsi specifici, con numerosi partecipanti, nel campo della politica, dell’economia e dell’arte. La “Escuela de Verano” rappresenta la prima proposta formativa organizzata congiuntamente all’Istituto Universitario Sophia (IUS): situato a Loppiano, vicino a Incisa Valdarno (Firenze – Italia), lo IUS è l’istituzione accademica internazionale che accredita ufficialmente la EdeV. Fra i suoi obiettivi, lo IUS si propone come un percorso di vita, di studio e di ricerca che permette di acquisire ed approfondire costantemente una cultura cristiana, ispirata ai fondamenti dettati dalla vita e dall’opera di Chiara Lubich, che ha fondato lo IUS nel 2007. L’ideale della fraternità universale, da lei proposto e sviluppato, si manifesta nell’esperienza e nell’espressione di una cultura capace di illuminare ed interagire con le molteplici dimensioni dello scibile umano, nelle sue diverse discipline, nella ricerca collettiva del bene comune. Il tema che si affronterà in questa prima edizione della EdeV sarà: “Fondamenti epistemologici per una cultura dell’unità dalla prospettiva teologica, scientifica e politica”. Oltre ad affermati docenti latinoamericani, è da sottolineare la presenza del Rettore dello IUS, dottor Piero Coda, professore di Teologia Sistematica, che svolgerà una lezione su “Il Dio Trinitario e lo sviluppo storico della fede cristiana”; sarà presente anche il dottor Sergio Rondinara, professore di epistemologia e cosmologia, che svolgerà le sue lezioni su “La relazione fra l’uomo e il cosmo, razionalità scientifica e la relazione fra le scienze naturali e la fede, e l’ecologia”. La dottoressa Daniela Ropelato, professoressa di scienze politiche, presenterà le sue lezioni su “Forme contemporanee di democrazia, nuovi attori sociali e politici, e la fraternità come categoria della politica”.
La EdeV propone la formazione universitaria di giovani ambosessi attraverso una esperienza intensiva di studio e convivenza, che sia complemento delle loro rispettive carriere e discipline, formando una comunità accademica: una esperienza comunitaria, con un dialogo che possa continuare nel tempo attraverso lo scambio di esperienze, in modo da favorire la crescita personale e comunitaria dei suoi partecipanti. E’ da sottolineare il grande entusiasmo destato da questa prima edizione della EdeV, che inizierà il 28 dicembre prossimo. Si sono canditati più di 100 giovani universitari provenienti dal Messico, Cuba, El Salvador, Guatemala, Colombia, Ecuador, Perù, Bolivia, Cile, Paraguay ed Argentina: fra questi ne sono stati selezionati 61 che parteciperanno ai corsi. (altro…)
21 Dic 2012 | Cultura
Lo scorso 12 e 13 dicembre 2012 si è svolto a Perugia il corso di formazione per Social Media Manager organizzato da TeamDev e Castello di Monterone il quale ha fatto da cornice all’evento che ha visto la partecipazione di imprenditori e giovani, ognuno dei quali appartenenti a realtà differenti che spaziano dal turismo al commercio, senza escludere l’ambito sociale. Di notevole interesse la collaborazione con Carolina Bussadori, responsabile ID Expensive, la quale ha tenuto due speech lunch sul tema delle newsletter e Linkedin. Il programma del corso ha toccato argomenti che andavano dalla storia dei social network fino all’importanza che ormai rivestono non soltanto nella vita quotidiana del singolo individuo, ma anche e soprattutto in quella delle piccole e grandi imprese. Si è fornita quindi una panoramica da un punto di vista comunicativo e di marketing. Sono stati presentati i principali social network come Facebook, Twitter, Foursquare e Pinterest dei quali sono stati mostrati i ruoli, la loro utilità fondamentale e il loro funzionamento. Altro argomento trattato è stato quello della misurazione dei risultati, ROI (Return on Investment), visto come momento fondamentale di ogni strategia comunicativa. Nel corso delle due giornate sono stati illustrati due casi di successo quali il Castello di Monterone e Focolare.org, due realtà diverse ma accomunate dal grande riscontro ottenuto grazie proprio all’uso corretto dei Social Media. Entrambi hanno infatti deciso con fermezza di essere presenti nel mondo “social” del web rinforzando la loro immagine ed acquistando così l’affetto di un pubblico sempre più vasto. Da parte di tutti i partecipanti è stato dimostrato l’interesse a continuare con momenti di confronto e approfondimento su tematiche in continuo divenire prospettando l’opportunità di nuovi appuntamenti nel corso del prossimo anno. Fonte: teamdev.it (altro…)
20 Dic 2012 | Cultura, Focolare Worldwide, Focolari nel Mondo, Spiritualità
Specializzata in psicobiologia delle emozioni, Catherine Belzung ha contribuito ad un avanzamento cruciale per la comprensione dell’essere umano, in particolare per gli studi sulla depressione. È per questo che questa docente di neuroscienze, collaboratrice della rivista Nouvelle Cité, è stata nominata Cavaliere della Legione d’Onore lo scorso 11 dicembre, presso l’Università François Rabelais di Tours. Nei suoi studi, la Belzung ha messo in evidenza come, al contrario di quanto si pensava fino adesso, in una certa zona del cervello, ci sono delle cellule che si rinnovano e controllano i sistemi ormonale e nervoso. Ma ciò che ha particolarmente contribuito alla consegna di questa decorazione, è la sua capacità di condividere e far condividere i saperi e le domande scientifiche in una dimensione umanistica. Una dimensione in cui ciascuno apporta e al tempo stesso ‘perde’ il proprio ragionamento scientifico, con un approccio inatteso. Questo tipo di cammino nel dialogo è una vera sfida nell’affollamento universitario, dove spesso i vari punti di vista sembrano tra loro inconciliabili. Le sue conferenze sono seguite da numerosi giovani e studenti che si formano così alla pratica del dialogo e aprono piste per nuove ricerche. Perché, per Catherine, «sono soprattutto le persone che dialogano, e non le discipline». Fonte: www.focolari.fr (altro…)
19 Dic 2012 | Focolare Worldwide, Focolari nel Mondo, Spiritualità
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19 Dic 2012 | Focolari nel Mondo
Era il 20 dicembre 2011 quando è giunta la notizia della scomparsa di Marisa Baù, focolarina italiana. Ad un anno da quel giorno, il Movimento dei Focolari desidera esprimere, ancora una volta il profondo dolore per la perdita di questa sorella e la stima per la sua vita. “Una vita vissuta nella donazione a Dio e nella donazione ai fratelli che niente può cancellare… Le testimonianze arrivate da tanti attestano il suo amore, la sua generosità, la sua attenzione, in particolare per le focolarine che sono state con lei”, afferma Maria Voce, presidente dei Focolari, parlando di lei. I familiari di Marisa ringraziano per la vicinanza di tanti, che si fanno partecipi lasciando saluti e testimonianze, anche vicino alla sua tomba. Delle S. Messe vengono celebrate, in questi giorni, in memoria di Marisa a Montet in Svizzera, dove viveva (20 dicembre – ore 18.30), a Sasso di Asiago, suo paese natale dove riposa, (30 dicembre – ore 9.45), al Centro del Movimento e in molti altri luoghi del mondo. Di fronte al mistero ineluttabile che avvolge le ultime ore della vita di Marisa, il senso può essere ritrovato in un atteggiamento di fede: “Noi crediamo all’amore – afferma ancora Maria Voce – e questa fede non viene da sostegni esterni, viene dalla convinzione profonda di essere nelle mani di Dio”. In questa ricorrenza il Movimento si sente particolarmente vicino ai familiari, amici e a quanti conservano il ricordo del suo contagioso sorriso. (altro…)
19 Dic 2012 | Focolare Worldwide, Focolari nel Mondo, Spiritualità

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«Mi chiamo Fidelia, sono congolese e vivo nella Repubblica Centrafricana da 4 anni. Lavoro come direttrice di una scuola; quest’anno abbiamo 1083 alunni dai 3 ai 18 anni. Lavorare con i bambini mi mette sempre davanti il Vangelo, come viverlo con loro? Cerco di avere sempre presenti le parole di Gesù: “Chi accoglie uno di questi bambini nel mio nome, accoglie me”(Mc 9,37). Un giorno, avevo così tanto da fare che, per lavorare in pace, mi sono chiusa in ufficio. Poco tempo dopo, bussa alla porta un bambino di 6 anni. Dopo un primo momento di esitazione, mi sono ricordata di un altro passo del Vangelo che riguarda i piccoli: “Se non vi convertirete e non diventerete come questi bambini non entrerete nel Regno dei Cieli” (Mt 18,3). Allora ho aperto la porta. Il bambino voleva dirmi che da una settimana non veniva a scuola perché i genitori si erano separati: “Non volevo andare né con il papà, né con la mamma e sono rimasto con la nonna”. E ancora: “Tu ci hai insegnato ad amare sempre tutti anche i nemici. Allora sono venuto a dirti: puoi fare qualcosa per me?”. Gli ho chiesto il numero di telefono dei genitori. Dapprima ho chiamato la mamma con la quale c’è stato un lungo colloquio, poi ho parlato col papà. Nessuno dei due voleva perdonare l’altro o accettarne gli errori. Ci sono state molte telefonate ed è passato del tempo, ma, alla fine, si sono riconciliati, anzi sono voluti venire proprio davanti a me per chiedersi scusa reciprocamente. Adesso sono di nuovo tutti insieme ed è una grande gioia per il bambino e anche per me». (altro…)
18 Dic 2012 | Cultura, Focolare Worldwide, Focolari nel Mondo, Nuove Generazioni
Non capita tutti i giorni di varcare la soglia di un ministero per ricevere un riconoscimento ufficiale. È successo ai Giovani per un Mondo Unito (GMU) dell’Ungheria, che per un anno e più hanno lavorato sodo nel loro Paese, per la realizzazione del Genfest, il grande evento che ha radunato nella capitale ungherese 12.000 giovani da tutto il pianeta, dal 31 agosto al 2 settembre 2012. Tra questi, 2000 erano ungheresi. Rita e Agoston, tra i protagonisti, ci raccontano del premio ricevuto alla fine del mese di novembre. Perché questo premio? «All’inizio di ottobre il Ministero delle Risorse Umane ungherese ci ha inviato un messaggio comunicandoci che, come riconoscimento della nostra professionalità, dimostrata al Genfest, veniva assegnato ai Giovani per un mondo unito dei Focolari un attestato di merito. Siamo rimasti sorpresi e contenti di questa notizia che si è rapidamente diffusa tra i giovani del Movimento. Il ministro, accettando la nostra candidatura, premiava la sezione giovanile del Movimento dei Focolari invitandoci alla premiazione, che si è svolta il 20 novembre in occasione della Giornata universale dei diritti dell’ infanzia».
La nomina dei GMU è stata proposta da una persona del Ministero che, insieme al sottosegretario di Stato per la famiglia e i giovani, Miklós Soltész, era presente all’apertura del Genfest. «Entrambi – continuano Rita e Agoston – erano stati impressionati dal dinamismo, l’entusiasmo e l’esperienza di fratellanza vissuta insieme ai giovani». Così il 20 novembre, una delegazione formata da 5 giovani, in rappresentanza dei Focolari e dei Giovani per un mondo unito, sono andati al Ministero: «I premi – quattordici in totale – sono stati assegnati ad organizzazioni e a persone che hanno svolto un lavoro speciale per i bambini e per i giovani. Miklós Soltész, nel suo discorso, ha sottolineato inoltre che i premiati sono “modelli” che, con i loro lavori, poesie, scritti hanno formato ed educato i bambini e, attraverso di loro, hanno reso un servizio anche ai genitori, fornendo sostegno e aiuto nei momenti critici».
Secondo la motivazione ufficiale, la sezione giovanile del Movimento dei Focolari ha ricevuto l’attestato di merito per aver condotto un evento, quale il Genfest, collettivamente, con efficienza, professionalità ed in modo efficace ed esemplare nel settore della gioventù. Per i GMU, una piacevole sorpresa: «Ci ha fatto molto piacere la parola “collettivamente”, perché dimostra che è stata compresa la nostra intenzione di costruire la fraternità universale, vivendo la spiritualità dell’unità». Prospettive aperte per i giovani ungheresi, nel post Genfest, con lo United World Project: «Dopo la cerimonia il sottosegretario di Stato ha ribadito quanto, per lui, sia stata importante l’esperienza fatta in quell’incontro internazionale. Ha espresso anche la speranza di collaborare con noi in futuro per il bene dei giovani. Come omaggio, gli abbiamo consegnato un numero della Città Nuova (Új Város) che riportava articoli sul Genfest». «Ora – concludono Rita e Agoston – insieme ai tanti giovani che ci hanno accompagnato in questi anni nelle iniziative intraprese, continuiamo “insieme” la nostra strada nella costruzione di un mondo più unito». (altro…)
17 Dic 2012 | Cultura
Un’interessante riflessione sulle relazioni umane. Un percorso fra opere d’arte di epoche e autori differenti che partendo dal confronto tra le diverse rappresentazioni artistiche conduce ad un’appassionante riflessione sulle relazioni umane secondo una prospettive diversa, con una profondità umana e giusta. Si tratta di una percezione che dilata lo sguardo verso elementi etici e umani che accomunano credenti e non e che possono condurre a un diverso atteggiamento e un diverso punto di vista nella valutazione dei legami e delle connessioni umane. Uno sguardo, diverso e nuovo, per la qualità della vita e nella ricerca della felicità. Fonte: Città Nuova editrice (altro…)
17 Dic 2012 | Cultura
CITTÀ NUOVA EDITRICE Autore: Albert Dreston «Amico dei suoi fratelli», così Geremia viene chiamato nel Secondo libro dei Maccabei. Espressione che sottolinea la profonda umanità di questo profeta, tra i più grandi della storia di Israele. Iahweh lo sceglie giovanissimo come suo profeta. «Non so parlare» risponde a Dio, segno di grande umiltà e coscienza della gravità del mandato che Dio gli affida. Ma sarà un grande poeta e per più di quarant’anni non avrà altra preoccupazione che quella di interpretare fedelmente la voce di Iahweh. Partecipa attivamente alla vita religiosa e politica del regno di Giuda, predica sempre con coraggio la verità, senza indulgenze verso nessuno, si ritrova spesso solo a soffrire scherni e persecuzioni. Ma, ciò nonostante, nessuna forza riuscì mai a spegnere o semplicemente a contenere quel fuoco che gli ardeva nel cuore. Leggi tutto. (altro…)
16 Dic 2012 | Cultura, Focolare Worldwide, Focolari nel Mondo, Nuove Generazioni

Luca Pani (Cagliari)
Con alcuni Giovani per un Mondo Unito abbiamo iniziato un’esperienza speciale nelle carceri di Buoncammino, a Cagliari (Italia). C’è stata data la possibilità di fare un’ora di catechesi con i detenuti. Ci siamo suddivisi, chi al braccio sinistro, chi nel carcere femminile, chi come me nell’alta sicurezza. Era un’occasione per dedicare del tempo a queste persone, “altri Gesù”, che per la loro condizione non ti passano accanto e che in situazioni normali non incontreresti. Entrare in carcere è entrare in una società completamente differente, un piccolo mondo in miniatura, con i suoi ritmi, problemi, abitudini. Un detenuto inizia a perdere il contatto diretto con il mondo all’esterno; molte volte i rapporti con amici e familiari si annebbiano e taluni sprofondano in solitudine, mentre all’interno di questo mondo, ci si trova circondati da persone con vite affini… si formano così nuove amicizie, nuovi rapporti; tanto che, se la pena è a lungo termine, la vita non è più all’esterno ma dietro quelle sbarre. Quando si ascolta a fondo un detenuto, si aprono storie, problemi, vite non tue, e si capisce quanto sia importante la libertà e quanto difficile sia viverla bene in questo mondo. Dentro ho incontrato persone normali, simpatiche, forse anche furbe… ma a ripensarci ci si accorge che le persone così le trovi anche fuori da un carcere. Ti chiedono:“Perché sei venuto in carcere? Chi te lo fa fare? Perché non te ne stai in giro ed esci con gli amici? Fai altre cose sicuramente più belle?”. La risposta è stata semplice: ho spiegato che se fossi un detenuto mi farebbe piacere che qualcuno venisse a trovarmi, anche solo per spezzare la routine settimanale. Scopro così che l’amore gratuito e disinteressato non è scontato, anzi è praticamente inesistente per alcuni di loro: ad un gesto di amore o di cortesia deve perlomeno seguire il rispetto se non la gratitudine. Rientrato dal Genfest che si è svolto a Budapest, portavo in mente un pensiero ascoltato in quei giorni: “Se non lo cambi tu il mondo chi lo farà al posto tuo?”. Ritrovarci con i detenuti, dopo quella straordinaria esperienza di fratellanza universale, mi ha meravigliato un po’. È calato il silenzio mentre con i miei amici raccontavamo le nostre varie vicissitudini: dal viaggio in pullman, al cibo, alle esperienze vissute; loro ascoltavano e intervenivano interessati. Così tentati dal voler dare tutto di questa esperienza, parliamo del United World Project e chiediamo loro: “Secondo voi un mondo unito dove l’amore disinteressato per il fratello, che sorpassa le religioni, le culture, è possibile?”. Si è acceso un dibattito abbastanza movimentato. I frutti non sappiamo se ci sono già stati o se ci saranno; non sappiamo se un ragazzo tra loro ha deciso di collaborare con la giustizia dopo averci conosciuto e nemmeno come finirà. Questa esperienza ha portato qualche frutto già nel mio animo e ha rispolverato le mie convinzioni di essere giovane per un mondo unito. È un frammento di mondo unito che si fa realtà. (Luca Pani, Cagliari – Italia) (altro…)
15 Dic 2012 | Cultura, Focolari nel Mondo, Sociale, Spiritualità
«Nella situazione che la Siria sta vivendo – lacerata in un conflitto nutrito dall’ignoranza, dalla divisione e dal settarismo confessionale -, come padre e marito ho dovuto decidere se rimanere nel Paese che amo o emigrare per il bene della mia famiglia. Alcuni mesi fa avevo comprato i biglietti aerei e cominciato le pratiche necessarie per la partenza, ma, in fondo al cuore, non ero tranquillo, anche se avevo un’opportunità di lavoro a Beirut. Sentivo di avere una missione da offrire alla mia gente e al mio Paese. In quel momento la situazione ad Aleppo, la mia città, non era così grave ma tutti sentivamo che il peggio stava per arrivare. E, infatti, la situazione è precipitata rapidamente. Inizialmente, ho deciso che sarebbero partiti per Beirut mia moglie e i miei figli e io sarei rimasto da solo ad Aleppo. Ma mia moglie non era d’accordo: «O ce ne andiamo tutti o rimaniamo tutti insieme!». Così, invece di lasciare il Paese per proteggerci dal caos e dalla morte, abbiamo scelto insieme come famiglia, di rimanere. Non sono una persona abituata a pregare, ma ho sentito in quel momento che Dio mi chiedeva qualcosa. Sono andato in Chiesa ed ho offerto a Lui la mia vita e la vita della mia famiglia: « Il nostro futuro è nelle Tue mani». Mi ha invaso una grande pace interiore, nonostante la tensione che si respirava.
Con degli amici cristiani abbiamo cercato di capire i bisogni della nostra comunità provando a rispondervi attraverso aiuti, anche semplici. Un giorno, mentre lavoravo al restauro della Chiesa, mi sono trovato a parlare con il parroco delle difficili condizioni di vita di tante famiglie e del problema di trovare il latte per i bambini. Subito ci siamo messi alla ricerca di questo nutrimento di base, ma sui mercati non ce n’era più. Alla fine, siamo riusciti ad averne soltanto quattro scatole. Come fare per assicurare il latte ai bambini di quelle famiglie che appartenevano alla classe media ma che ora non avevano più alcuna entrata? Senza programmi in testa abbiamo iniziato ad annotare le necessità. All’inizio, nella lista figuravano ben 300 famiglie! Abbiamo chiesto a tanti delle donazioni, ricevendo soltanto 300 L.S. (pari a quattro dollari). Era impossibile fare qualcosa con una somma così irrisoria, ma è stato proprio in quel momento che una persona, venuta a conoscenza di questa situazione, è intervenuta coprendo tutti i bisogni immediati tramite la Caritas della Siria! Un giorno ho preparato un cesto di alimenti, come fosse per la mia famiglia. Poi l’ho portato ad una persona che, sorpresa, non lo voleva. Ma quando le ho detto: «Questo cesto l’ho preparato per me e quel che è mio è tuo», commossa lo ha accettato. Nel frattempo, le famiglie bisognose erano aumentate, passando da 300 a 1.500, per cui non riuscivamo ad assicurare nemmeno i prodotti di prima necessità. Abbiamo pensato, allora, di chiedere aiuto all’Organizzazione umanitaria “Mezzaluna Rossa”. Quando ci hanno chiesto se offrivamo il sostegno a gente di tutte le confessioni, era presente, per caso, una persona che conosceva il Centro per i bambini sordomuti che gestisco con mia moglie e sapeva che ci occupiamo di musulmani e cristiani allo stesso modo. Ha fatto, così, un cenno di assenso al responsabile della Associazione che ci ha consentito di aver accesso ai loro magazzini. Grande è stata la sorpresa per la grande quantità di aiuti ricevuti!» Jean (Aleppo) Fonte: Città Nuova online (altro…)
14 Dic 2012 | Focolari nel Mondo, Nuove Generazioni, Spiritualità
Quando ci prendono in giro – «Un giorno ho avuto zero in matematica, e le mie amiche mi hanno preso in giro. Il maestro mi ha punito ed io ho pianto. Un altro giorno le mie amiche hanno avuto zero in geografia ed io ho avuto 10. Mi sono avvicinata a loro per consolarle, ho cominciato a giocare con loro e così si sono consolate». (Rita – 9 anni, Repubblica Centrafricana) Chiedete e vi sarà dato – «Una domenica a Messa, il parroco chiedeva dei soldi per qualcosa. Tornando a casa ho chiesto alla mamma, perché non avevo capito bene. Mi ha spiegato che chiedeva un contributo da parte di tutti per poter ingrandire la chiesa, troppo piccola per tutti i fedeli. Io non avevo soldi, ma avrei voluto aiutare. Ho chiesto a Gesù. Un po’ di tempo dopo ho ricevuto la mia pagella. Ero la prima della classe. Mio papà era molto contento perché ero stata brava. Mi ha dato 2000 frs ed io li ho messi in una busta per dare il mio contributo per la chiesa». (Raissa -9 anni, Repubblica Centrafricana) Se Dio è amore, anche noi dobbiamo amarci – «Nella mia classe c’è una bambina che non condivide mai niente con gli altri anche quando potrebbe. In questi giorni veniva a scuola con un libro rotto. Ha chiesto ai compagni: «Qualcuno ha dello scotch per riparare il mio libro?» I miei compagni le hanno risposto: «Lo scotch ce l’abbiamo, ma non te lo diamo, perché tu non ci dai mai niente!» Ma io ho detto: «Io glielo do lo stesso il mio scotch perché Dio è Amore. Ci ama. Anche noi dobbiamo amarci». E ho detto alla compagna:«Ecco lo scotch. Posso aiutarti ad aggiustare il tuo libro, ed ho sentito la gioia nel mio cuore». (Rainatou – 8 anni, Repubblica Centrafricana) Non devi avere paura – «Trascorriamo giorni penosi tra gli scontri in strada e la pace minacciata. Alcune delle famiglie si sono organizzate per diffondere segni di concordia, e anche i bambini partecipano. Magda, 8 anni, ha cominciato a mettere da parte alcune delle sue cose per donarle ai rifugiati. Un’amica ha voluto fare lo stesso. Hanno preparato insieme un bel pacco, da distribuire insieme agli adulti. Arrivato il momento della consegna, la situazione in città si era aggravata. La famiglia di Magda non è fuggita proprio perché la bimba voleva portare a termine la sua iniziativa. C’erano degli scontri sotto casa loro, e Magda ha detto alla mamma: “Tu non devi avere paura. Forse Dio ci fa vivere questo per farci vedere un miracolo”». Come i primi cristiani – «Viviamo momenti pericolosi, ma nonostante questo, un gruppo di bambine, che hanno in cuore i bambini della Siria, hanno voluto fare qualcosa per aiutarli. Un’idea è stata: fare biscotti e torte da vendere. Il parroco, venendone a conoscenza ha detto: “Voi che siete piccoline siete quasi come i primi cristiani, che si aiutavano tra di loro quando erano in necessità”. Il giorno della vendita hanno conquistato il cuore di tutti: dalla signora, che ha preparato una torta di alta pasticceria con la bandiera della Siria, alla coppia che ha fatto arrivare una busta con €1.000 , anche se non aveva potuto comprare la torta, perché, dopo la prima Messa, erano già state tutte vendute. In Egitto i bambini sono stati i pionieri della comunità dei Focolari nell’aiuto alla Siria». Voi siete mie sorelle – «In spiaggia abbiamo incontrato un signore che portava tante borse. Era stanco. Lo abbiamo fatto sedere sulla nostra sdraio. Aveva sete e ci ha chiesto dell’acqua naturale. Mamma aveva solo quella gassata, allora io l’ho chiesta ad una vicina di ombrellone. Quel signore ci ha ringraziato: “Grazie di tutto, voi siete mie sorelle!”. Io ho guardato la mia mamma e le ho detto: “Mamma ti ricordi di quella canzoncina? Chi ci passa accanto è Gesù… che un giorno mi dirà ‘Grazie per quando mi hai sorriso e ti sei preso cura di me!’” Allora mi sono ricordata che nel cuore di quel signore c’era Gesù». (Benedetta – Italia) (altro…)
13 Dic 2012 | Cultura, Focolari nel Mondo, Nuove Generazioni, Sociale
Il 7 dicembre 1943, Chiara Lubich non aveva in cuore nessuna intenzione di fondare un movimento. Semplicemente «sposava Dio», si consacrava a Lui e questo era tutto per lei. Solo più tardi si attribuì a quella data l’inizio simbolico del Movimento dei Focolari. In ogni caso, come scrisse Chiara in seguito, in quel giorno «la gioia interiore era inspiegabile, segreta, ma contagiosa». A Brasilia, il 7 dicembre scorso, il Senato Federale riunito in seduta plenaria , ha voluto ricordare, con una solenne cerimonia, quella data e la fondatrice dei Focolari Chiara Lubich. Erano presenti personalità della politica brasiliana. Presieduta dal senatore Wellington Dias, la sessione solenne tenutasi nell’Aula del Senato, ha visto, tra gli altri, la partecipazione di Luiza Erundina – membro del Congresso, del senatore Pedro Simon, del deputato dello Stato di Amazonas José Ricardo Wendling, del giudice federale Reinaldo Fonseca e del Segretario per la Giustizia ed i diritti umani dello Stato di Acre Nilson Mourao. Monsignor Marcony, parroco della Cattedrale di Brasilia, ha portato il suo saluto.

Deputata Luiza Erundina (PSB-SP)
Guliana Fonseca, a nome dei Focolari, ha letto, poi, il messaggio della presidente del Movimento, Maria Voce, che ringrazia ” quanti hanno promosso, sostenuto e concretizzato l’iniziativa” . Menziona, tra le varie realizzazioni del Movimento in Brasile, le tre cittadelle di testimonianza e, in modo speciale, il progetto dell’economia di comunione (EDC) “nato nel 1991, proprio nel contesto sociale brasiliano e che ormai si sta affermando in tante altre parti del mondo“. “Colgo l’occasione – conclude il messaggio – per rinnovare I’impegno a collaborare con tanti “uomini e donne di buona volontà”, perché la società sia orientata verso forti valori etici, come la giustizia, l’uguaglianza, la libertà, la solidarietà, il bene comune, la pace (… ). Per la costruzione di una civiltà che mira a fare dell’umanità una grande famiglia, nel pieno rispetto delle culture e tradizioni religiose”. Hanno preso la parola anche Sergio Previdi, presidente del Movimento politico per l’unità brasiliano (MPPU) , e André Rodrigues Pereira, che a nome dei giovani dei Focolari ha presentato l’ “United World Project” lanciato al Genfest 2012. Fonte / galleria fotografica: www.focolares.org.br (altro…)
12 Dic 2012 | Focolare Worldwide, Focolari nel Mondo, Nuove Generazioni, Senza categoria
«La violenza – racconta Willie ai 12.000 giovani radunati al Genfest 2012 di Budapest – si è impossessata del Messico a causa del narcotraffico: la paura, l’odio e la sfiducia avvolgono molte delle nostre città. Alcune famiglie, avendo subito forti minacce, si sono viste obbligate a nascondersi o a fuggire in altre città. Sono scoppiate lotte violente tra bande rivali per impadronirsi del potere su un certo territorio, provocando veri e propri massacri di molti giovani innocenti in bar, discoteche e in altri posti pubblici. Uno dei giovani assassinati è stato mio cugino Mauricio, che, tornando dall’inaugurazione di un bar, è stato ucciso, con altri giovani, da un gruppo di “narcos” che hanno sparato tra la folla. È stato un colpo molto forte per me, ho sperimentato sconcerto e rabbia. Due giorni dopo, mentre ci trovavamo riuniti in famiglia, è arrivato un parente che si sentiva soddisfatto perché era stata fatta giustizia: avevano, infatti, trovato i corpi di 10 giovani, presunti colpevoli del massacro. Ho sperimentato un dolore ancora più grande perché, nonstante la gravità del fatto, per me era chiaro che non è con la vendetta e l’odio che si sarebbe risolta la situazione. Potevo scegliere se cominciare ad odiare anch’io o provare a rompere il cerchio della violenza con il perdono. Ho scelto quest’ultima via: potevo continuare a costruire rapporti di fraternità con quelli che mi stavano accanto anche se mio cugino non era più vicino a me. Con un gruppo di Giovani per un Mondo Unito che mi ha sotenuto in questo difficile momento, abbiamo continuato con forza e più decisione ancora, le numerose iniziative che stavamo portando avanti per diffondere la cultura della non violenza. Siamo certi che, insieme, si può frenare l’odio e ridare al nostro Paese quel clima di pace, armonia e ospitalità che, da sempre, caratterizza il popolo messicano. Il nostro primo appuntamento è stata “la festa dell’amicizia”, che puntava proprio a suscitare rapporti nuovi e positivi. Con i fondi raccolti abbiamo aiutato un giovane rimasto paralizzato in seguito ad un incidente. Un’altra iniziativa: siamo andati allo stadio di calcio per distribuire calcomanie e cartelli con il messaggio “La pace nasce dall’Amore”. Ma oltre le tante iniziative, crediamo che siano soprattutto i tanti piccoli gesti quotidiani di pace che generano, in silenzio, un clima di fraternità anche a Torreón» Da Genfest 2012
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11 Dic 2012 | Chiara Lubich, Cultura, Dialogo Interreligioso, Focolari nel Mondo
Nella sessione di laurea svoltasi il 12 novembre scorso, a discutere la tesi in filosofia politica è stata Preeyanoot Surinkaew, prima studentessa buddista dell’Istituto Universitario Sophia. Ha proposto un lavoro dal titolo: “L’idea di fraternità politica di Buddhadasa Bhikkhu”. Lo studio verteva sull’idea di fraternità presente nel pensiero di uno tra i monaci buddisti tailandesi più influenti del XX secolo (1906-1993), il quale ha saputo elaborare il concetto del “Dhammic Socialism”, una visione delle possibili applicazioni sociali del buddismo, nel quale l’idea di fraternità risulta centrale e innovativa. Il “Dhammic Socialism” non ha a che fare con le forme occidentali del socialismo, ma esprime, invece, l’idea di interdipendenza che lega tra loro tutte le realtà naturali, esseri umani compresi, rimarcando una profonda coerenza con gli insegnamenti del buddismo Theravada. Lo studio condotto dalla candidata, conosciuta da tanti come ‘Metta’ (un termine religioso buddista che significa ‘compassione’), è partito dalla ricchezza del paradigma culturale insito nell’idea di fraternità proposta da Chiara Lubich. Tale visione, da una parte ha aiutato a evidenziare la fraternità presente nel pensiero di Buddhadasa; dall’altra, ha interpretato l’Occidente sulla base della radice sapienziale cristiana, giungendo a mettere in luce aspetti positivi che, nella storia dei rapporti tra Occidente e culture asiatiche, spesso non sono ancora adeguatamente emersi. Ha puntualizzato in modo chiaro il relatore, Antonio M. Baggio: “La tesi costituisce un contributo rilevante alla reciproca conoscenza e comprensione tra cristianesimo e buddismo e, per certi aspetti, costruisce alcuni strumenti utili per un rinnovato rapporto tra Occidente e Oriente”. La misura di quanto sia stato impegnativo e fecondo il percorso tracciato dal lavoro, è parso evidente anche in sede di discussione, laddove più volte si è avuta la netta sensazione di vedere valorizzate pienamente due tradizioni di pensiero nate da radici religiose, improntate a ciò che orienta la storia dei popoli al dialogo e alla pace e impegna ogni persona ad utilizzare la parte migliore di sé per costruire paradigmi di accoglienza ed incontro.
Senza irenismi, né confusioni dottrinarie si è parlato dell’idea di fraternità politica di Buddhadasa Bhikkhu, dei concetti chiave di un pensiero ricavato da scritti finora sottostimati o strumentalizzati e che Metta ha saputo leggere e rivalutare: la sapienza, come vuoto mentale che apre a quanto sta fuori di sé e favorisce la relazione reciproca; la concentrazione, come liberazione dall’egoismo individualistico e perfetto equilibrio tra intelletto, istinti ed emozioni; la moralità, condizione essenziale dell’interrelazione perché fondata sull’equilibrio tra rispetto e gentilezza amorevole. Da queste basi si è impostato il dialogo tra le due tradizioni, descrivendo chiaramente come Chiara Lubich e Buddhadasa hanno avuto un desiderio comune: generare un “Gesù vivo” e un “Buddha vivo” nel cuore dell’umanità di oggi. Se il paradigma della fraternità è vitale nelle persone, genera nuove soluzioni, offre o almeno lascia intravvedere una prospettiva globale che, anche dentro l’ambito politico, illumina le questioni individuali e le armonizza in una visione più ampia. Fonte: Istituto Sophia online (altro…)
10 Dic 2012 | Cultura
Novena di Natale Nell’Anno della Fede, l’Autore ci propone un percorso di riflessione sul Natale come luogo di annuncio dell’amore di Dio. Ogni cristiano è chiamato ad essere testimone della Parola, a far sperimentare agli altri quanto è grande l’amore di Dio per ciascuno. Tutti siamo chiamati ad annunciare, con la vita prima e poi con la parola, la “buona notizia” che Gesù, abitando in mezzo a noi, illumina la nostra esistenza, dà senso alle nostre giornate. Una lettura ricca di gioia e di speranza da tradurre in vita vissuta. Uno strumento di preparazione al Natale per singoli e comunità. Ordinazioni: Città Nuova Editrice (altro…)
10 Dic 2012 | Cultura, Focolare Worldwide, Focolari nel Mondo, Senza categoria
Con sezioni dinamiche ed un disegno agile, il nuovo sito web della Mariapoli Lia, la cittadella del Movimento dei Focolari immersa nella Pampa argentina, si presenta completamente rinnovato. La nuova veste digitale permette all’internauta di essere informato su quanto succede nella cittadella, dei suoi programmi e delle varie attività. La galleria fotografica costantemente attualizzata, consente di visitare virtualmente i diversi luoghi della Mariapoli. Attraverso il menù di navigazione, si possono conoscere le origini della cittadella, le diverse scuole che ospitano coloro che vengono per sperimentare la vita del Vangelo 24 su 24 ore, ma anche i laboratori di lavoro, gli alloggi e il progetto di Economia di Comunione che si sviluppa nel Polo antistante “Solidaridad”.
Una rubrica è dedicata ai numerosi gruppi che passano durante l’anno, con foto, testimonianze ed impressioni rilasciate dopo aver vissuto, nei giorni trascorsi insieme ai suoi abitanti, la legge dell’amore reciproco.
Nell’aprile scorso, un’equipe audiovisiva dei Focolari (Centro Santa Chiara) ha realizzato un video documentario della cittadella in cui si mostrano lo sviluppo e le numerose attività della Mariapoli Lia. È ricco di interviste agli abitanti, tra cui tanti giovani di paesi diversi che vi trascorrono dei periodi più o meno lunghi. Completano il documentario un depliant fotografico ed un opuscolo dove si spiega in modo approfondito questo “miracolo fiorito in piena pampa argentina”. (altro…)
9 Dic 2012 | Focolari nel Mondo
Il suo biglietto da visita è ancora vivo nella memoria di tanti: una vecchia Piaggio “Ape”, su cui viaggiava insieme a Dina, sua moglie, sfrecciando per le vie di Loppiano. Solare, energico, con la battuta sempre pronta e la profondità d’animo dei vecchi saggi, Giacomo Mignani ha coniugato l’età avanzata con un’umanità sempre più raffinata perché è cresciuta, ha vissuto e infine è morta con la semplicità e l’ardore di un bambino. Quindi sempre giovane, anche a 91 anni! Nato nel Dicembre 1913 in provincia di Bergamo, nel Nord Italia, Giacomo vive i drammi della guerra che toccano profondamente la sua famiglia con la morte di un fratello. Il matrimonio con Dina, celebrato nel 1947, mostra invece alcune crepe, come lui stesso raccontava: «Quando mi sono sposato ero impreparato e non troppo giovane; Dopo due mesi il mio matrimonio era già in crisi. Con Dina non litigavamo mai: non ci parlavamo, stavo anche due o tre mesi senza dirle nemmeno un ciao! Uscivo sempre col mio cane che era tutto per me. Ero cristiano solo la domenica, ma nel periodo della caccia per mesi non andavo a Messa». Nel 1964 Dina conosce i Focolari, durante una Mariapoli a Merano, e Giacomo nota alcune piccole e grandi attenzioni che Dina gli riserva e che mai ha avuto, nei suoi confronti, fino a quel giorno… «Prima che partisse per un ritiro a Roma, mi ha invitato a partecipare ad un incontro a Milano che si sarebbe tenuto in quegli stessi giorni. Se da Merano era tornata più buona, da Roma sarebbe tornata una “santa” – ho pensato – e il vantaggio sarebbe stato solo mio. Sono voluto andare a Milano per capire cosa avevano fatto a mia moglie».
E’ durante quella domenica che nella vita di Giacomo avviene la svolta: sente parlare di un Dio che è Amore e che non è un giudice cattivo, come ha sempre pensato. «Lui (Dio) mi ama, mi dà una mano. Ad un certo punto ho visto come il video della mia vita: io, a mia moglie, non volevo bene, la maltrattavo, e la colpa era mia (…). Il nodo che sentivo si è sciolto come neve al sole e mi è entrato un desiderio di vedere mia moglie così forte che mi pareva un’eternità aspettare fino al giorno dopo. Lunedì, a mezzogiorno, ho preso la bicicletta e, avendo fatto il bersagliere, ho fatto una volata ad andare a casa. Arrivo, metto la bicicletta in giardino, vado alla porta e mia moglie la apre. L’ho baciata e così, dopo diciotto anni, è cominciato il nostro matrimonio». Nella loro casa, prima sempre chiusa, vengono spalancate porte e finestre e Giacomo è sempre pronto anche a correre per aiutare chi ha bisogno, impegnandosi in tanti lavoretti. Fino al trasferimento a Loppiano, nel 1976, vissuto come una logica conseguenza del loro aver voluto mettere Dio al primo posto mettendosi a disposizione degli altri: «Io e mia moglie abbiamo avuto tre grazie. La prima è aver scoperto che Dio è Amore; la seconda è aver salvato il nostro matrimonio; e la terza è quella di essere a Loppiano». Instancabile lavoratore, ha vissuto per la Cooperativa di Loppiano come per la sua famiglia: migliaia sono i visitatori che lo ricorderanno nella vecchia tavernetta, appoggiato a una delle botti a raccontare la sua storia e degli ultimi sviluppi dell’azienda, ma anche a incoraggiare una persona per una situazione difficile, a dare quel sorriso che ha cambiato a molta gente non solo la giornata, ma una vita intera. Il 21 ottobre 2004, proprio nello stesso giorno in cui 13 anni prima è morta Dina, Dio lo prende con Sé, con delicatezza, mentre si addormenta sul divano di casa. I piedi sul tavolino, l’immancabile pipa ancora tra le mani. Giacomo è partito così e, c’è da scommetterci, sarà arrivato Lassù di corsa con quell’Ape carica dei volti di tutte le persone che ha amato e sostenuto. L’offerta dei frutti più preziosi proprio come ha sempre fatto in quell’antica taverna. Paolo Balduzzi (altro…)
8 Dic 2012 | Chiesa, Focolare Worldwide, Focolari nel Mondo, Spiritualità
Per gli antichi Cristo voleva dire re. Ma Cristo fu un re fuori dallo schema accettato: ché nacque in una stalla da una figlia di contadini, tra bestiame e pastori. Dove gli altri sovrani incombevano dall’alto, calando da troni per dominare, Egli venne dal basso, dallo strato ultimo, per servire: sotto a tutti, per essere il servo universale. E in questo servizio fece consistere la sua regalità. Tutto è semplice e incantevole, come un idillio in questa nascita d’un bambino nel cuore della notte ventosa – nel cuore della notte dei tempi -; un bambino inviato a salvamento. Ché il mondo aveva bisogno d’esser salvato. Era carico di male, come intriso d’una malattia, una febbre in cui l’umanità si disfaceva. E Gesù portò la salute, e ripristinò la vita, e debellò la morte. Quando apparve il Salvatore, una grande luce rischiarò la notte. Resta la notte, ma resta anche la luce; e nel cristianesimo è sempre Natale. Non si cede alla morte: si ricomincia sempre. E Natale porta, tra le lagrime, la gioia, perfino oggi. Disceso Dio tra noi, noi risaliamo a Dio; Egli si umanizza e noi ci divinizziamo; il punto d’incontro è il Cuore di Lui. Dalla sua nascita nacque un popolo nuovo. Come annunziò l’angelo ai pastori sbigottiti: – Non temete; ecco vi reco l’annunzio di una grande allegrezza che sarà per tutto il popolo. Per tutto il popolo, allegrezza: nessuno è escluso, di nessuna classe o razza o lingua o colore; ché dove avvengono discriminazioni, lì incide la morte. La Chiesa ci sta per Cristo; perché Cristo, come è nato per tutti una notte a Betlemme, rinasca ogni giorno per ciascuno; e ci chiede che non lo respingiamo, ma gli apriamo l’ospitalità del cuore: fosse pure squallido, come una stalla. Penserà Lui a trasformarlo in un tempio gremito di angeli. (altro…)
8 Dic 2012 | Chiara Lubich, Spiritualità

VIDEO: Chiara Lubich su “Maria nell’esperienza del Movimento dei focolari”
«Signori cardinali e Signori vescovi, il punto cardine della nostra spiritualità che sono stata invitata a presentare quest’anno è Maria. Non mi accingerò certamente a parlare di Lei come converrebbe per la creatura più eccelsa del mondo: questo è compito così vasto e così impegnativo che solo la Chiesa può svolgere attraverso i secoli. Dovrò solo esporre brevemente quel tanto che, con lo spirito del Movimento, noi abbiamo compreso di Maria, delle sue ricchezze venute maggiormente in evidenza durante la nostra storia. Tratterò perciò il tema: “Maria nell’esperienza del Movimento dei Focolari“. Maria è stata presente a noi fin dagli albori del Movimento e anche prima che esso iniziasse ufficialmente ad esistere. Molti di loro sanno come la prima intuizione di ciò che doveva nascere – era allora il lontano 1939 – si ebbe nella casa della Madonna, a Loreto in Italia. È stato lì che compresi come il Signore aveva preparato una via nuova – quella da noi chiamata la “quarta strada” – per una nuova famiglia spirituale nella Chiesa: i focolarini. È stato in quel luogo che ebbi l’intuizione che una schiera di vergini avrebbe seguito questa strada. Sì, Maria era lì fin da Loreto con la sua silenziosa presenza ad attendere tutti quelli che l’avrebbero seguita nell’Opera sua. (leggi tutto) (altro…)
8 Dic 2012 | Chiara Lubich
Di alta qualità gli approfondimenti, con tavole rotonde, seminari, conferenze e dibattiti, oltre alle tantissime esperienze e buone pratiche venute in luce durante i due convegni: “La Fraternità e il governo delle città” (30 Novembre) e “Che sarebbe l’Italia senza le città?” (1-2 Dicembre). Durante il primo è stato è assegnato il Premio ‘Chiara Lubich per la Fraternità’ che, giunto alla 4° edizione, vuole valorizzare progetti dove amministrazioni e comunità cittadina dimostrino sentieri di fraternità, con atti amministrativi. Esempi che, come afferma Maria Voce, presidente del Movimento dei focolari, nel suo messaggio: “mettono in luce un autentico servizio al bene comune, capace di suscitare la solidarietà, particolarmente nei momenti di emergenza o in tempi di crisi politica ed economica”. La fraternità, questa la convinzione dei presenti, può diventare una categoria della politica, può contribuire a determinarne i contenuti, le priorità, il metodo e lo stile e le città possono diventare laboratori in cui fare esperienze positive da poter poi mettere in rete e moltiplicare in dimensioni più grandi. Da questa certezza, è nata, nel 2008, l’associazione “Città per la Fraternità”, un organismo che vuole contribuire, non solo in Italia, alla diffusione del ‘principio di Fraternità’ nella vita politica, specie negli Enti Locali, veri motori della vita del Paese. Fonte ispiratrice, il pensiero di Chiara Lubich nel quale si coglie la testimonianza di un legame profondo da sempre coltivato con la città, luogo primario dei molteplici rapporti e relazioni tra persone ed istituzioni, con possibilità di aprire strade percorribili e fattive. Il Cardinale di Genova, Angelo Bagnasco, si è fatto presente con un messaggio ricordando ai partecipanti che ogni persona è tenuta “a non dimenticare mai che qualunque azione compia deve essere volta al bene comune affinché tutti possano sentirsi parte della comunità in cui vivono”. Quasi un’eco a queste parole è venuto dall’assegnazione del premio al comune di Medolla e ad altri comuni colpiti dal terremoto del maggio scorso, motivato “dal forte esempio donato al Paese nel non volersi ripiegare nell’emergenza, ma nel cooperare, nel mutuo aiuto, per ricostruire non solo le necessarie ragioni materiali, ma anche il senso della comunità e della convivenza”. Una menzione d’onore è stata inoltre conferita al Consiglio Regionale del Piemonte “per l’importante percorso di dialogo, di confronto e riflessione sulla fraternità iniziato già dal 2005”, e al comune di Pineto “per il forte impegno a vivere con i comuni confinanti progetti di fraternità”.
Particolarmente significativa la sessione conclusiva del 2 Dicembre, che ha avuto per tema “La città e la partecipazione, dal locale al globale”. L’accento si è posto sulla democrazia non come punto di arrivo ma come percorso, soffermandosi sulle esigenze della democrazia partecipativa. L’orizzonte si è spalancato a una fraternità non solo locale ma universale, con gli interventi di giovani del Congo e del Burundi e con l’esposizione del progetto United World Project dei Giovani per un mondo unito dei Focolari. Dalla tre giorni di Genova i partecipanti lanciano una scommessa per l’Italia: “continuare a seminare fraternità” volgendo lo sguardo con fiducia dalla città alle città, processo necessario, secondo la visione di Chiara Lubich, verso la fraternità universale. Gli eventi sono stati organizzati, in collaborazione con il Comune di Genova, da Associazione Città per la Fraternità, Movimento Politico per l’Unità e Movimento Umanità Nuova, Un supporto organizzativo l’ha dato l’Associazione Igino Giordani del Levante Ligure. La Regione Liguria ha dato il suo patrocinio. . (altro…)
7 Dic 2012 | Focolari nel Mondo
«Signori cardinali e Signori vescovi, il punto cardine della nostra spiritualità che sono stata invitata a presentare quest’anno è Maria. Non mi accingerò certamente a parlare di Lei come converrebbe per la creatura più eccelsa del mondo: questo è compito così vasto e così impegnativo che solo la Chiesa può svolgere attraverso i secoli. Dovrò solo esporre brevemente quel tanto che, con lo spirito del Movimento, noi abbiamo compreso di Maria, delle sue ricchezze venute maggiormente in evidenza durante la nostra storia. Tratterò perciò il tema: “Maria nell’esperienza del Movimento dei Focolari“. Maria è stata presente a noi fin dagli albori del Movimento e anche prima che esso iniziasse ufficialmente ad esistere. Molti di loro sanno come la prima intuizione di ciò che doveva nascere – era allora il lontano 1939 – si ebbe nella casa della Madonna, a Loreto in Italia. È stato lì che compresi come il Signore aveva preparato una via nuova – quella da noi chiamata la “quarta strada” – per una nuova famiglia spirituale nella Chiesa: i focolarini. È stato in quel luogo che ebbi l’intuizione che una schiera di vergini avrebbe seguito questa strada. Sì, Maria era lì fin da Loreto con la sua silenziosa presenza ad attendere tutti quelli che l’avrebbero seguita nell’Opera sua. (altro…)
6 Dic 2012 | Famiglie, Focolari nel Mondo, Spiritualità
Questa testimonianza di accoglienza è stata raccontata a Brescia lo scorso 25 novembre, nella giornata “Percorsi comuni per la famiglia che ha visto un migliaio di famiglie musulmane e cristiane del Nord Italia. Marisa:«Avevo intenzione di riprendere il lavoro appena i bambini (1 e 3 anni) me lo avrebbero permesso, quando mia mamma, una donna dolce, attivissima, a 60 anni, si ammala di Alzheimer. E, molto presto, non è più autosufficiente. Con il papà decidiamo di curarla a casa, senza sapere a cosa si va incontro. Anche Francesco, mio marito, non si tira indietro. Ma, da subito, i risvolti della malattia mettono a dura prova il nostro rapporto e tutto l’equilibrio familiare». Francesco:«Da ragazzo ho dovuto dividere l’affetto della mamma con il suo lavoro e i nonni che vivevano con noi. Così, quando mi sono sposato con Marisa, mi sembrava logico che lei sarebbe stata tutta per me e che mi avrebbe coperto di attenzioni. In realtà mi sono ritrovato con molti problemi da affrontare. Quando poi, ha iniziato a prendersi cura anche della sua famiglia, il nostro matrimonio è entrato in una crisi profonda. Avevo voglia di scappare e, visto che, per lavoro, dovevo andare da clienti lontani, dormivo spesso fuori casa, lasciando a Marisa tutto il peso di due famiglie». Marisa:«Non è stato facile accettare di vedere cambiare così velocemente la persona che era il tuo punto fermo; vedere che in alcuni momenti non ti riconosce più e anche tu fai fatica a riconoscerla. Quando il papà è crollato psicologicamente e fisicamente, anche il rapporto con Francesco è sembrato vacillare. Ho trovato aiuto nel Vangelo: “A quanti l’hanno accolto, ha dato potere di diventare figli di Dio” (Gv 1,12). Ma dovevo continuamente superarmi. Proprio in quel periodo una coppia di amici ci ha invitati ad una giornata organizzata dai Focolari. Restiamo conquistati dall’amore che vediamo vissuto e intraprendiamo un cammino insieme ad altre famiglie impegnate a viverne la Spiritualità».
Francesco:«Improvvisamente vengo ricoverato per una grave malattia. Ce l’avevo con il mondo intero! Poi, mi sono tornate alla mente queste parole di Chiara Lubich: “La nostra salute, “essere una sola famiglia”… Vi sono tra voi coloro che soffrono fisicamente? … Patite con loro”. Provo a metterle in pratica con il vicino di letto, con quella signora anziana che tutti trascurano… Pian piano comprendo il modo di amare di Marisa che, nonostante i bambini e la mamma da accudire, trovava il tempo di venirmi a trovare due volte al giorno. Mi rappacifico con lei e con la mia vita. E da allora condivido con lei ogni scelta, soprattutto quelle che più costano. Ora, la malattia non mi faceva più paura ma ero sereno. Dopo sei mesi la malattia scompare». Marisa:«Sentiamo che ogni malattia è un’occasione che ci viene data per crescere come persone, crescendo nell’amore. Amavo mia madre, ma ora occorreva amarla in modo nuovo: saper dare significato e dignità ad ogni gesto, ad ogni parola. Farla sentire amata da Dio. E l’amore risana. Anche quando a tutti appariva quasi un vegetale incapace di interagire, un gesto d’amore di maggiore intensità suscitava in lei sguardi di presenza, parole di riconoscenza, lacrime liberatorie che diventavano anche le mie. E questo mi dava una tale forza e gioia che nulla e nessuno può cancellare. Così per 10 anni». Francesco:«Questo impegno non ci ha impedito di aprirci agli altri come, per esempio, dare ospitalità a un parente di un ammalato, condividendone le ansie e il dolore. Così anche aprire la nostra casa a gruppi familiari o di fidanzati per una formazione di coppia. Da tre anni, ospitiamo a casa nostra il papà di Marisa che quest’anno compie 93 anni. A volte ci sfiora l’idea di trovare soluzioni differenti per una nostra maggiore autonomia ma sappiamo che lui ne soffrirebbe molto e siamo convinti che la sua vita e la sua dignità siano più importanti». (altro…)
5 Dic 2012 | Ecumenismo, Focolare Worldwide, Focolari nel Mondo, Spiritualità
Una giornata di festa, quella vissuta il 30 novembre nella Basilica patriarcale del Fanar, ad Istanbul, per la celebrazione della solennità di Sant’Andrea apostolo, Patrono del Patriarcato Ecumenico di Costantinopoli. «Lo scambio di Delegazioni tra la Chiesa di Roma e la Chiesa di Costantinopoli, […] testimonia in modo concreto il legame di vicinanza fraterna che ci unisce. È una comunione profonda e reale, sebbene ancora imperfetta, che si fonda non su ragioni umane di cortesia e di convenienza, ma sulla fede comune nel Signore Gesù Cristo». Ecco quanto scriveva Benedetto XVI nel messaggio a Sua Santità Bartolomeo I, sottolineando come la comunione piena sia un dono di Dio e assicurando al Patriarca la sua unità di preghiera e quella di tutti i fedeli cattolici. Il Cardinale Kurt Koch, Presidente del Pontificio Consiglio per la Promozione dell’Unità dei Cristiani, ha guidato quest’anno la Delegazione della Santa Sede. Il Patriarca, nel suo discorso, ha evidenziato l’importanza di andare avanti come fratelli verso Cristo, delineando così lo stile del cammino ecumenico oggi. Il suo messaggio non è né semplicistico né si limita ad essere ottimista, ma invita a guardare la via da intraprendere nel presente, leggendo con realismo il passato e di trovare sinceramente i mezzi per ravvicinarsi. In questa impresa indica come via principale da percorrere il dialogo che definisce il mezzo per eccellenza, per far sparire le paure, i sospetti, i pregiudizi e che ha come fine «la comunione eucaristica alla quale aspiriamo tutti». Un dialogo che faciliti la comprensione reciproca così da “accedere alla verità tutta intera” (Gv 16,13). Non manca un appello ad essere «samaritani», prossimi all’ umanità che soffre oggi in vari modi a causa delle tante «crisi». Un essere prossimi assieme per portare uniti l’annuncio della potenza e della misericordia del Signore. Dopo aver ricordato l’emozione ancora viva della sua partecipazione alle celebrazioni per il 50° del Concilio Vaticano II che ha aperto nuove vie, e la prossima ricorrenza dei 1700 anni dell’Editto di Milano, ha annunciato con gioia che i lavori per la preparazione del Concilio Panortodosso volgono al termine.
Sabato mattina, 1° dicembre, il Cardinale Koch, insieme al Metropolita Gennadios di Sassima, hanno incontrato alcuni rappresentanti della comunità cattolica locale intrattenendosi sul cammino ecumenico tra le due Chiese sorelle, tracciando sfide e prospettive nel percorso verso la piena unità, a 50 anni dal Concilio Vaticano II. Nel dialogo che ne é seguito, il Metropolita Gennadios faceva notare come le priorità sociali, conseguenza della crisi, abbiano messo in secondo piano l’importanza del dialogo ecumenico. La sua esperienza ventennale nella commissione teologica mista invece, gli fa intravedere un impulso rinnovato per trovare assieme soluzioni e dare così una comune testimonianza di vita. Il Cardinale Koch, ha richiamato l’immagine di un quadro raffigurante l’abbraccio tra Pietro e Andrea, che campeggia nel Pontificio Consiglio per la Promozione dell’Unità dei Cristiani, sottolineando che l’abbraccio tra i due è segno della Sua presenza. Ha concluso invitando a pregare per l’unità, ricordando che Gesù non l’ha comandata, ma l’ha chiesta al Padre come dono. (altro…)
3 Dic 2012 | Chiesa, Cultura, Focolari nel Mondo
Oggi, 3 dicembre, è stato presentato in Vaticano @Pontifex, l’account ufficiale di Benedetto XVI sul sito microblogging che conta con più di 500 milioni di utenti. Se c’è qualcosa che caratterizza lo stile letterario del Papa è proprio la capacità di sintesi, di esprimere in poche parole contenuti profondi, essenziali. E allora perché non utilizzare Twitter creato proprio per esprimere un pensiero di senso compiuto rispettando il limite di 140 caratteri? Sintomatico quanto lo stesso Pontefice scrive nel suo messaggio per la prossima Giornata mondiale delle Comunicazioni Sociali: “Nella essenzialità di brevi messaggi, spesso non più lunghi di un versetto biblico, si possono esprimere pensieri profondi se ciascuno non trascura di coltivare la propria interiorità”. Ecco un nuovo senso da dare alle migliaia di tweet inviati ormai a valanga nella rete. «I suoi micromessaggi saranno “perle di saggezza” – ha spiegato il presidente del Pontificio Consiglio delle Comunicazioni Sociali, mons. C. Maria Celli – che riprenderanno il cuore delle sue catechesi». Benedetto XVI twitterà per la prima volta in diretta durante l’udienza generale di mercoledì 12 dicembre, festa della Madonna di Guadalupe. Il responsabile delle comunicazioni vaticane ha anticipato che è in dirittura di arrivo una app per smartphone dedicata al Papa, “The Pope”, che dovrebbe essere disponibile gratuitamente sull’Apple Store entro fine anno; mentre è già in preparazione anche una versione per Android. «La presenza del Papa su Twitter è un’espressione concreta della sua convinzione che la Chiesa deve essere presente nel mondo digitale», sottolinea una nota del Vaticano. (altro…)
3 Dic 2012 | Focolari nel Mondo

Mons Gerard De Korte e il dott. Arjan Plaisier
“Se continueremo su questa strada riusciremo a guardare al di là dei muri ancora esistenti tra le nostre Chiese e arriverà il giorno in cui vedremo la piena comunione visibile tra noi cristiani”. Così commenta Arjan Plaisier, Segretario Generale del Sinodo della Chiesa protestante in Olanda, nella “Giornata di riconciliazione”, a cui hanno partecipato 4.000 cristiani di 12 Chiese e Comunità, tra cui anche vescovi e fedeli della Chiesa cattolica. Negli ultimi 5 anni in Olanda diversi responsabili di Chiese si erano incontrati regolarmente per condividere la propria fede e pregare per una maggiore unità e collaborazione. Col motto “Noi scegliamo l’unità”, questa iniziativa si è allargata a macchia d’olio nel mondo ecclesiastico, coinvolgendo sempre più responsabili delle Chiese storiche (Chiesa protestante in Olanda, Chiesa Vetero Cattolica, Chiesa cattolica) e delle Chiese pentecostali ed evangelicali.
Durante l’ultimo incontro, nel febbraio 2012, era nata l’idea di fare un evento a livello nazionale per cristiani di tutte le Chiese e Comunità. Una settantina di membri del Movimento dei Focolari – già coinvolti da tempo attraverso una focolarina ed un focolarino riformati – hanno dato il proprio apporto per la riuscita della giornata che si è svolta il 6 ottobre scorso a Den Haag. Punto culmine dell’evento, il momento del perdono reciproco per le offese subite e ricevute: “per l’arroganza con la quale abbiamo guardato l’altro dall’alto in basso”, “per la facilità con cui abbiamo vissuto la rottura con la Chiesa cattolica romana”, “per aver considerato l’altra chiesa come una chiesa dove lo Spirito era assente”. Tutto è avvenuto ai piedi di una grande croce, portata nella sala da tre giovani. Ed al Cristo, morto e risorto, si è affidato ogni cosa, chiedendo insieme il Suo perdono. La testimonianza di una coppia dei Focolari – lei cattolica, lui riformato – ha aiutato a intravvedere il cammino possibile per continuare ad amare la Chiesa altrui come la propria.
Un momento commovente è stato la lavanda dei piedi da parte di tre responsabili di diverse chiese. Gesto forte per esprimere la loro decisione di essere insieme al servizio delle nuove generazioni: un segno di un ecumenismo rinnovato. “C’è ancora molto lavoro da fare, ma a partire da questo momento noi cristiani in Olanda ci guarderemo con occhi nuovi”, è stato il commento di uno dei presenti. Ora l’iniziativa “Noi scegliamo l’unità” confluirà nel Forum Cristiani Olandesi che inizierà nel 2013. Sarà un forum aperto dove i rappresentanti di tutte le Chiese e Comunità cristiane in Olanda potranno esprimersi. Un luogo dove si potrà condividere la fede, scambiare esperienze e creare così una piattaforma di comunione e collaborazione. Una base necessaria per progredire insieme nella strada verso la piena comunione visibile tra i cristiani. Hanneke Steetskamp – Olanda (altro…)
3 Dic 2012 | Cultura
Queste pagine danno voce a loro, a cosa pensano della libertà e delle regole, dei genitori e degli adulti, dei modelli e dei valori, del corpo e delle emozioni, ma soprattutto a cosa pensano dell’adolescenza, di se stessi, del presente e del futuro. Anche le domande se le sono fatte loro, gli adolescenti. Un gruppetto di ragazzi ha stilato un questionario e lo ha sottoposto ai coetanei.400 intutto, quelli che hanno risposto. E se provassimo, si chiede l’autore del volume, Paolo Crepaz, ad ascoltare e prendere sul serio quanto ci stanno comunicando? Leggere le risposte allarga il cuore e la mente. Molte mettono anche di buon umore! Fonte: Città Nuova (altro…)
2 Dic 2012 | Chiesa, Focolare Worldwide, Focolari nel Mondo
L’isola d’Ischia è una terra dove storia, mito e natura si incrociano fino a confondersi. Sorprende il fatto che il grande sviluppo turistico degli ultimi anni nulla abbia tolto alla genuinità degli ischitani, generosi e accoglienti. Ancora qui si intonano le canzoni tradizionali e ballano come mille anni fa; qui celebrano le feste come una volta e fanno ancora le loro processioni. E qui si trova la Parrocchia di S. Antonio Abate e alcuni parrocchiani che, già da sette anni, portano avanti un progetto di sostegno a distanza, il “Progetto India”, delle Famiglie Nuove dei Focolari. «Sette anni fa – ricorda Lucia – è iniziata una meravigliosa avventura per me, mio marito, la nostra bambina Gabriella di nove anni, e altri bambini e genitori della parrocchia. Una sera, noi genitori dei bambini che dovevano fare la prima Comunione, ci siamo ritrovati per vedere insieme il video che presentava il “Progetto India”. È stato un momento così toccante per me e Raffaele, mio marito, che non abbiamo esitato un solo momento nell’esserne a favore e a condividerlo con tutta la parrocchia. Il primo passo è stato quello di preparare una “Festa insieme”, così infatti abbiamo definito il momento di ritrovo dopo la celebrazione delle prime comunioni. Genitori e bambini hanno condiviso i loro talenti, il loro tempo, i loro mezzi di trasporto durante tutta la preparazione. Poi abbiamo scelto insieme il menù, preparato l’etichetta da mettere sulle bottiglie di vino, sistemare i tavoli, le sedie…
I bambini, ogni volta che ci ritrovavamo, avevano negli occhi una gioia speciale che veniva dal fatto di sentirsi amati, ma anche perché vedevano che noi genitori eravamo uniti nel preparare una festa speciale per il giorno in cui Gesù sarebbe entrato nel loro cuore. La mattina del 20 maggio, fra le 500 persone presenti nel palazzetto dello sport trasformato in Chiesa si avvertiva la presenza di Gesù in mezzo alla comunità, specie nei 64 bambini che prendevano la Comunione per la prima volta. Quando, a festa conclusa, abbiamo fatto il punto della situazione, abbiamo constatato che, oltre ad aver raggiunta una cifra che ci ha permesso di fare 20 adozioni a distanza e di aiutare alcune famiglie in difficoltà della nostra Isola, si sono creati tanti rapporti di amicizia e di solidarietà con chi non ci si aspettava. Ad esempio, con la ragazza da cui ho comprato le bomboniere si è creato un rapporto più profondo. Un giorno, mi ha comunicato la sua grande sofferenza a causa della sua sorella gravemente ammalata. Mi ha salutato ripetendo “Non sparire! Fatti vedere, ti aspetto!”. L’iniziativa del progetto, quindi, non solo ha avuto lo scopo di aiutare chi è in difficoltà economica in India, ma di sconfiggere un po’ di quella povertà di rapporti che è alla radice di tanti problemi della nostra società». (altro…)
1 Dic 2012 | Focolare Worldwide, Focolari nel Mondo, Sociale
«Lavoro nell’Amministrazione delle Dogane e sono quasi alla fine della mia carriera. Un percorso lungo 29 anni! Fatto di gioie e dolori ma, soprattutto, di scelte a volte difficili. Fin dai primi anni della mia carriera, come donna e in più cristiana, ho avuto problemi di coscienza; come fare per ascoltare la voce di Dio e seguirla in un ambiente di facili guadagni e di compromessi a volte inevitabili? La risposta mi è arrivata nel 1984. A quell’epoca ho conosciuto il Movimento dei Focolari e mi ha colpito la vita di queste persone semplici e felici. Avevano una gioia, una libertà, che io non sperimentavo. Ho voluto saperne di più. Il segreto era l’amore verso Dio e verso gli altri. Questo incontro ha trasformato la mia vita. Prendevo coscienza che nella vita la cosa più importante è amare. Non importa il mestiere che uno svolge, il compito che ci è affidato è una grande occasione per amare Dio e i fratelli. Questo cambiava tutto! Il collega, il cliente, non erano più un ostacolo, una barriera, ma diventavano dei partner per costruire l’unità. Lo sforzo continuo per oltrepassare i miei limiti e quelli degli altri, per andare contro-corrente è stato accompagnato sempre dalla gioia che si prova dopo ogni servizio reso; da un sentimento di libertà ogni volta che sono stata capace di rinunciare ai miei interessi ed a facili guadagni . Nel 1999 mi hanno assegnato il premio eccellenza dall’Associazione delle Donne Dirigenti della Dogana Camerunese in collaborazione con gli utenti del servizio. La Parola di vita di quel mese diceva: “Risplenda la vostra luce davanti agli uomini, perché vedano le vostre opere buone e rendano gloria al Padre vostro che è nei cieli” (Mt 5,14-16). Con questo riconoscimento ufficiale mi sono sentita interpellata in prima persona: “Tieni duro, non cedere ai dubbi e allo scoraggiamento, migliora ogni giorno”. Alla fine della mia carriera sperimento che nessuna professione è l’anticamera dell’inferno! Che la nostra funzione specifica come cristiani nella società è di fare ogni cosa con uno spirito nuovo, con totale adesione alla volontà di Dio. Lui ci ha accompagnato sempre con la Sua grazia». (Jeanne – Camerun) (altro…)
30 Nov 2012 | Parola di Vita
«A quanti l’hanno accolto, ha dato potere di diventare figli di Dio». In questo mese, in cui ricordiamo specialmente la nascita di Gesù su questa terra, cerchiamo di accoglierci reciprocamente, vedendo e servendo Cristo stesso gli uni negli altri. E allora una reciprocità di amore, di conoscenza di vita come quella che lega il Figlio al Padre nello Spirito, si instaurerà anche fra noi e il Padre, e sentiremo affiorare sempre di nuovo sulle nostre labbra l’invocazione di Gesù: «Abbà, Padre».
Chiara Lubich
[1] Pubblicata in
Città Nuova, 1998/22, p.37.
30 Nov 2012 | Cultura, Focolare Worldwide, Focolari nel Mondo
Per una settimana hanno imparato passi di hip-hop, si sono cimentati nella recitazione e nel canto e hanno appreso i segreti del mestiere del tecnico delle luci e del suono. Il tutto senza l’ausilio della comunicazione verbale. Solo linguaggio dei segni, le vibrazioni del suono e un profondo e diretto rapporto con chi ha gestito questi singolari workshop sul musical Streetlight. Protagonisti, a Düsseldorf dal 5 al 12 novembre, di quest’esperienza unica sia da un punto di vista artistico- musicale che umano, il Gen Rosso e 155 ragazzi della scuola LVR-Gerricus-Schule e della Hauptschule Montessori, molti dei quali ipoudenti e alcuni dei quali con difficoltà di apprendimento e problemi comportamentali.
Quello che si è creato è stato a detta dei protagonisti un “luogo di scambio reciproco” nuovo ed inaspettato. Da un lato la possibilità per apprendere l’arte dell’ascolto imparando a ‘percorrere un tratto della strada della vita’ accanto i giovani ipoudenti di varie estrazioni sociali e di fede. Dall’altro la possibilità di rivestire il musical di nuove formule di espressioni artistiche, come ad esempio piccoli spettacoli di luci, recitazione e il canto con il linguaggio dei segni. Al termine della settimana, molte sono state le manifestazioni di riconoscenza sia per il lavoro svolto sia per l’indispensabile supplemento d’amore che ognuno ci ha messo.
Come motto e consegna della settimana il titolo di una delle canzoni dello spettacolo Streetlight “I’ll be there” (“Anch’io ci sto”.), quella che uno personaggi dello spettacolo canta per raccontare il suo voler vivere per lo stesso ideale di pace e fraternità. “Sono orgogliosa dei miei studenti – ha detto a conclusione la direttrice della scuola LVR-Gerricus-Schule –, perché rappresentare un musical nonostante i problemi di udito è una sfida, ma è stato possibile grazie a Caritas Verband Colonia, all’associazione Starkmacher, e al Gen Rosso”. (altro…)
30 Nov 2012 | Cultura
Da giovedì 29 novembre è online il nuovo sito di Sportmeet – www.sportmeet.org. È una rete internazionale di sportivi ed operatori del mondo dello sport, fondata nel 2002, con l’obiettivo di promuovere una nuova cultura dello sport. Veste grafica rinnovata, nuovi contenuti ed interazione con i più importanti canali social media (Facebook e Youtube), Sportmeet.org si prepara ad accogliere tutti i contributi volti a promuovere i veri valori dello sport. Una sezione è dedicata alle notizie, un’altra ai progetti, fra cui i progetti sportivi sociali in varie aree geografiche, un’altra ai testimoni, in cui i professionisti raccontano… (altro…)
29 Nov 2012 | Cultura
È il dott. Paolo Frizzi, laureato in Storia all’Università di Padova, il primo candidato ad aver portato a termine il Dottorato di ricerca presso l’Istituto Universitario Sophia (IUS) di Loppiano in “Fondamenti e prospettive di una cultura dell’unità”. Cristianesimo e religioni nel ‘900 – un argomento impegnativo -: L’intuizione e la vicenda di Chiara Lubich. Storia, Teologia, Società“. Il dottorato indaga infatti sull’esperienza interreligiosa della fondatrice dei Focolari, offrendo una prima lettura di quanto accaduto grazie al suo carisma di comunione. La giovane istituzione accademica del Movimento dei Focolari ha offerto una novità non solo nell’argomento, ma anche nella natura del lavoro che, fedele allo spirito dello IUS, si è presentato con un approccio interdisciplinare, coniugando teologia, storia e dialogo fra le religioni. Sono queste le tre chiavi di lettura, che il dottorando – trentino come Chiara Lubich – ha usato per leggere un secolo di storia ed accadimenti socio-politici, di riflessione filosofico-teologica, rintracciando al loro interno i rapporti che Chiara, e con lei i Focolari, hanno stabilito nei vari continenti con persone di diverse fedi. «Una tesi – ha affermato mons. Piero Coda, presidente dello IUS e moderatore principale – che nella prassi, nella metodologia e nel risultato onora lo spirito interdisciplinare di Sophia e che dice che tale metodologia di ricerca e di lavoro funziona». Al teologo ha fatto eco lo storico, il prof. Paolo Siniscalco, già ordinario di Storia del Cristianesimo presso l’Università La Sapienza di Roma, secondo moderatore del lavoro di ricerca. Dal lavoro di Paolo Frizzi, spiega, emergono coordinate fondanti del pensiero del ‘900 europeo, all’interno delle quali la Lubich si inserisce quasi ignara, ma grazie, probabilmente, all’intuizione regalatale da un carisma che le permette di cogliere il battito del cuore dell’umanità del suo tempo. Ma la natura del percorso attraversato da Chiara nell’arco del ‘900 richiedeva anche un’analisi sociologica, che la tesi presenta – lo ha sottolineato il prof. Benni Callebaut, terzo moderatore – permettendo di entrare nella fitta nebbia dei processi messi in moto dai rapporti fra le diverse religioni negli ultimi decenni. Si tratta, come è spesso affermato da più parti, di un nuovo spirito religioso che porta dimensioni sconosciute all’Occidente degli ultimi secoli e che permette di vedere all’interno di un panorama nebuloso. All’interno di questi processi di trasformazione, la figura di Chiara Lubich emerge proprio come quella di un profeta che sa coniugare pensiero, spiritualità e dialogo. È una proposta tutta da scoprire che il lavoro di Frizzi lascia aperto ad ulteriori approfondimenti specifici. Lo IUS è, quindi, arrivato al suo primo dottore in “Fondamenti e prospettive di una cultura dell’unità”. Una tappa importante. Un giorno, lo scorso 7 novembre, che allo IUS verrà ricordato perché rappresenta un passo avanti nella scommessa accademica ed intellettuale voluta da Chiara Lubich prima di lasciare questa terra. Fonte: Roberto Catalano su Città Nuova online Chiara Lubich maestra di unità (altro…)
28 Nov 2012 | Focolari nel Mondo, Spiritualità
Ewa: giovane, alta, capelli e occhi neri. Capire quale sia la sua terra d’origine non è scontato. Infatti sono i colori chiari a contraddistinguere gli abitanti della sua terra nativa, con una forte e radicata presenza cattolica, dal cui solco è nato il Sindacato Solidarnosc, che ha contribuito notevolmente al cambiamento di quel Paese dopo la caduta del muro di Berlino. Parliamo della Polonia. È qui che Ewa è cresciuta e un giorno ha incontrato il Movimento dei Focolari e nella sua Spiritualità ha trovato la strada da percorrere. Certo, forse, non sapeva che un giorno vi avrebbe incrociato la possibilità di una storia tutta nuova per lei. In Germania, è lì che Ewa abita ora, la realtà delle varie Chiese cristiane è molto diffusa, e nel suo stesso «focolare» vivono focolarine di tre diverse Chiese; alla maggioranza cattolica, si aggiungono Doina, della Chiesa Rumeno Ortodossa e Anke, della Chiesa Evangelica Luterana. Un’esperienza con toni interessanti se si pensa che l’unità – secondo la preghiera di Gesù ‘che tutti siano uno’ (Gv 17) è il fine ultimo dei Focolari. A Ewa che la vive in prima persona chiediamo di raccontarcela e di dirci come è possibile vivere l’unità, anzi, costruire l’unità, pur essendoci a volte delle diversità nella dottrina. «Per me, questa esperienza di focolare ecumenico è molto forte. Allarga il mio cuore, la mia mentalità perché noi cerchiamo veramente di vivere l’una per l’altra anche se spesso vediamo che ci sono tante cose che ci potrebbero dividere. Ma la sfida più grande è quella di non far avvertire a Anke e Doina che sono in minoranza. Molte volte non è stato così, ma abbiamo sempre ricominciato! E’ necessario approfondire sempre di più la conoscenza della Chiesa dell’altra. Cercare di capire cosa è importante per ogni Chiesa, perciò assistere, come si può, alle funzioni accompagnando ora l’una, ora l’altra. Per esempio il Venerdì Santo, per noi cattolici è sì una solennità importante, ma fa parte del Triduo Pasquale. Per la Chiesa evangelica, invece, è la festa principale. E nel nostro focolare abbiamo cercato di onorarla veramente, andando di mattina al Servizio con Anke, e nel pomeriggio prendere parte al Servizio cattolico. E così pure, ricordarsi delle feste della Chiesa Ortodossa, che spesso sono in giorni diversi dai nostri. Ricordarsi di esse anche quando cadono durante un fine settima nel quale siamo tanto impegnate, trovando il modo di far sentire comunque la nostra condivisione. E ancora, ricordarsi del digiuno settimanale che nella Chiesa Rumeno Ortodossa è tanto sentito, quindi, assieme a Doina, il mercoledì si cena senza carne, senza uova, latte… A proposito del digiuno, prima pensavo che amare il prossimo anche quando è faticoso fosse un modo di “digiunare”. Mi sono resa conto che ciò che importa è “essere” con l’altro, nell’altro, forse senza capire proprio tutto, ma scoprendo pian piano la ricchezza insita nella Chiesa dell’altro. Vedo così che, pur a piccoli passi, nella vita quotidiana si costruisce un rapporto in Dio, nasce un dialogo nella vita basato sulla spiritualità dell’unità che ci fa avanzare nel cammino verso la piena comunione fra le Chiese». (altro…)
27 Nov 2012 | Chiesa, Ecumenismo, Focolare Worldwide, Focolari nel Mondo, Spiritualità
A sei mesi dal grande evento di Insieme per l’Europa (Bruxelles 12 maggio) è giunto il momento di fare una valutazione sull’effettiva incidenza del messaggio lanciato in quel momento a 152 città di 22 nazioni europee. Questo il motivo che ha portato gli Amici di Insieme per l’Europa a riunirsi a Monaco, presso la sede del YMCA (9/10 novembre). Ogni anno, infatti, l’incontro si svolge in una sede diversa per permettere ai diversi movimenti di ospitare a turno la riunione. Erano presenti 43 movimenti e comunità cristiani, rappresentati da 103 responsabili e per la prima volta si contavano tra i partecipanti anche degli ortodossi dell’Europa dell’Est. Tra tutti i presenti era evidente la gratitudine e la soddisfazione per aver contribuito a stendere una rete di valori positivi su un’Europa attualmente malata di crisi economica e di tendenze separatiste. Il programma prevedeva, tra l’altro, l’approfondimento dei valori proposti nei 7 Sì lanciati nell’edizione di Stoccarda 2007. Uno di questi, di grande attualità che può dare spunti positivi e nuovi metodi di approccio al pensare e all’affrontare la crisi attuale, è quello che riguarda l’economia equa. I vari movimenti hanno presentato le loro esperienze in campo economico, sottolineando soprattutto, la visione cristiana che le anima. Luigino Bruni, dei Focolari, ha presentato l’Economia di Comunione ed ha invitato gli economisti presenti all’Università Sophia di Loppiano – dipartimento di economia- per una ricerca specifica e propositiva. Dalla riunione di Monaco si delineano anche delle strategie comuni per affrontare ulteriori sfide, con la coscienza di lavorare sostenuti dalla fede nell’intervento di un Dio che è Amore e guida la storia. In particolare si vuole continuare insieme nelle varie città, impegnandosi secondo i carismi specifici di ogni Comunità. E di dare, con la vita, la comunione tra tutti e l’approfondimento teorico, maggior spessore a ogni singolo SI, quale risposta alle domande di senso e di valore dell’Europa di oggi, contribuendo sempre più anche all’unità tra le varie Chiese. Infine, si cercherà di essere più presenti a livello socio-politico, per diventare partner di dialogo. L’incontro degli Amici di Insieme per l’Europa si è concluso con una preghiera ecumenica nella storica chiesa di St. Matthäus, testimone del ‘Patto’ stretto nel 2001 tra persone di Comunità e Movimenti di varie Chiese. L’atto è terminato solennemente con la lettura del Testamento di Gesù sull’unità (Gv 17,21). (altro…)
27 Nov 2012 | Dialogo Interreligioso, Focolare Worldwide, Focolari nel Mondo, Spiritualità
Nadia e Kadija sono di due città del Nord Italia. I loro volti rivelano tradizioni etniche, religiose e culturali diverse. Italiana di nascita e tradizione cristiana la prima, musulmana tunisina la seconda. La loro esperienza di integrazione è nata sui banchi di scuola e ha portato a risultati insperati. Fra questi, la tesi di laurea di Nadia in Scienze politiche, sulle donne musulmane, con un approfondimento sulla questione del velo. La loro è solo una delle esperienze raccontate il 25 novembre a Brescia, dove si sono dati appuntamento circa 1300 cristiani e musulmani per una giornata dal titolo “Percorsi comuni per la famiglia”, promossa insieme da Movimento dei Focolari e da varie associazioni e comunità islamiche.
Si è trattato di uno sviluppo dell’esperienza vissuta nella cittadella di Loppiano nell’ottobre 2010, quando 600 fra musulmani e cristiani di varie parti d’Italia, si erano incontrati per un momento di riflessione su percorsi comuni di persone di fede e tradizioni diverse. Il “laboratorio Brescia 2012” dice che il cammino verso la fratellanza universale tra persone di diverse religioni, a cui Chiara Lubich spronava decine di anni fa, ha fatto un balzo in avanti. Emerge, infatti, come siano ormai molte le esperienze che favoriscono l’integrazione, e che stanno formando generazioni al dialogo. Nel corso di una tavola rotonda, alla quale hanno partecipato due imam, Kamel Layachi di Treviso e Youssef Sbai di Massa, si sono toccati i problemi quotidiani che le famiglie di entrambe le estrazioni devono affrontare. Maria Voce, in Francia per le Settimane Sociali, si fa presente con un messaggio in cui assicura la sua preghiera “a Dio Onnipotente e Misericordioso” affinché benedica “questi ‘percorsi comuni’ perché mettano in luce il contributo considerevole che le comunità di credenti … possono dare al tessuto sociale lì dove si trovano”. “Sono come germogli nuovi – continua – che fanno sbocciare il senso di famiglia, creando convivenze armoniose tra i cittadini, nel pieno rispetto dei diritti e dei doveri, al di là delle differenze di cultura e di religione”.
Si è trattato di un evento realizzato con momenti di meditazione sul valore della famiglia nella tradizione islamica ed in quella cristiana, con esperienze vissute sul territorio e nel quotidiano, con momenti artistici. Fra questi particolarmente toccante quello condotto da Harif Abdelghani, marocchino, che con un canto popolare ha coinvolto tutti i presenti. E poi la festa animata in sala dai 130 bambini e ragazzi con danze e canzoni preparate al mattino; e ancora l’intensità e l’affluenza ai momenti di preghiera collettivi, distinti per cristiani e musulmani. Ci si è confrontati su alcuni aspetti del problema delle migrazioni, tenendo conto sia di chi deve affrontare i traumi di viaggi, l’incognita di trovare una casa, un permesso di soggiorno, un lavoro, di dover imparare una lingua diversa, e che spesso ha provato la discriminazione, la paura, il dubbio, il sospetto; sia di chi vede arrivare accanto alla porta di casa volti nuovi e nuovi modi di parlare, vestire, mangiare, comportarsi, e deve affrontare la novità culturale. Problemi affrontati “a partire da Dio”: è la sua presenza nella vita delle persone e delle famiglie che può davvero cambiare le cose. Dai rapporti interpersonali all’interno del gruppo famigliare a quelli con il mondo esterno, i vicini, colleghi di lavoro e compagni di studio. Soprattutto, la presenza di Dio può portare a scelte importanti comuni: “Partiamo da qui – afferma l’imam Layachi in conclusione – con la promessa che cristiani e musulmani facciamo insieme davanti a Dio: essere servitori del bene comune nei nostri quartieri, nelle nostre città, nel nostro Paese”. Fonti: Città Nuova online Servizio Informazioni Focolari Italia (altro…)
26 Nov 2012 | Cultura
«L’idea è nata dall’esigenza di tanti lettori che da tempo ci chiedevano un agile strumento quotidiano basato sulle letture del giorno, in particolare sul testo evangelico quale stimolo a informare di esso il proprio vissuto. È una nostra caratteristica, infatti, da più di 50 anni, di ascoltare quanto propone “la base”». Qual è la differenza con tanti altri ottimi strumenti di questo tipo già presenti sul mercato religioso? «Oltre ai testi delle letture, a una meditazione spirituale e a qualche nota esegetica, abbiamo voluto affiancare ai santi del mese, dei personaggi di alto profilo morale, anche di altre fedi. Inoltre, diamo la parola a tanti cristiani che ci raccontano le loro esperienze di vita. Tutto ciò secondo la linea editoriale della nostra rivista che vuole favorire la mondializzazione del bene e concorrere all’unità del genere umano». Il Vangelo del giorno x vivere: è forte come affermazione. È davvero così? «Come giornalisti andiamo raccogliendo un po’ ovunque una crescente sete di verità, autenticità e spiritualità, anche in persone apparentemente indifferenti alla dimensione religiosa. La persona di Gesù, uomo Dio, è attualissima e le sue parole continuano a nutrire in modo misterioso e reale tante persone. Il nostro corpo ha bisogno di pane ma Gesù ci ricorda che non di solo pane vivrà l’uomo ma di ogni parola che esce dalla bocca di Dio. La parola di Gesù per eccellenza è stata la sua vita donata per amore. Un esempio per ciascuno di noi, impegnati non solo nell’ascolto della Parola ma nel metterla in pratica perché produca quanto afferma. Tra l’altro la coincidenza con l’Anno della fede in risposta all’appello del papa per una nuova evangelizzazione, mette proprio l’accento su una riflessione di fondo: come possiamo evangelizzare gli altri se non evangelizziamo prima noi stessi?». Che cosa manca in questa pubblicazione? «Almeno un elemento, forse per qualcuno importante: il testo del salmo quotidiano di cui troverete solo il versetto e il numero a cui si riferisce. Abbiamo pensato che questo limite, impostoci dalla foliazione, poteva essere uno stimolo ad aprire la Bibbia e leggerlo direttamente». Come fare per averlo? «In tre modi: per abbonamento come supplemento congiunto alla rivista Città Nuova – sicuramente la soluzione più conveniente per i nostri fedeli abbonati che così lo riceveranno puntualmente a casa loro –, in libreria, oppure rivolgendosi ai nostri agenti di Città Nuova sul territorio». Si può contribuire alla crescita de “Il Vangelo del giorno” anche inviando proprie esperienze sul Vangelo vissuto? «Assolutamente sì. Da sempre i nostri lettori sono partner privilegiati delle nostre avventure editoriali. Mai come questa volta il contributo della vita di ciascuno può dare visibilità a quella foresta silenziosa che cresce e che solleva il mondo». Per maggiori informazioni http://www.cittanuova.it/cn_abbonamenti Marta Chierico (altro…)
26 Nov 2012 | Cultura, Focolari nel Mondo
Gli appartamenti e le case portano nomi che sanno di cose umili, semplici, familiari: cose di un mondo rurale, antico, eppure carico di fascino: c’è Il Capanno perché era un vecchio capanno del fieno, la Tinaia Caminetto perché lì c’è un grande camino in cucina, la Tinaia Rustica perché l’appartamento si presenta molto rustico, e la Tinaia Granaio perché in origine era proprio un vecchio granaio. La Tinaia Piccola si presenta da sola, mentre Tracolle Belvedere e Tracolle Caratello richiamano più uno stile di vita, e forse uno stile di accoglienza. Alla Fattoria Loppiano l’attività agrituristica esiste da una quindicina d’anni, proprio da quando alcuni vecchi casolari sono stati ristrutturati mantenendo le caratteristiche architettoniche tipiche della zona: tetto con travi in legno, archi in pietra e pavimenti in cotto. Situati in una delle zone più belle del Chianti fiorentino, i casolari dell’agriturismo offrono i migliori servizi per una vacanza da non dimenticare: piscina, mountain bike, possibilità di degustare i prodotti in azienda, nonché la vicinanza con le città d’arte di Firenze, Siena, Arezzo. È un connubio veramente unico quello offerto dalla Fattoria Loppiano, che in questi anni ha ospitato più di 20.000 persone provenienti da tutta Europa, e anche dagli altri continenti. Antonio Sottani è il volto che accoglie ogni villeggiante. Il suo è un lavoro complesso, fatto di quelle mille sfaccettature che servono a far sì che ogni persona che alloggia in questi appartamenti si trovi a proprio agio: e non si tratta solo di coordinare la manutenzione o la pulizia degli ambienti, ma anche qualcosa di più: «L’accoglienza dell’altro è sempre stato un valore fondante nel lavoro della Fattoria: che sia un operaio, o un cliente che acquista e consuma i nostri prodotti, o che vesta i panni di un villeggiante che viene a trovarci per una vacanza». A mandare le prenotazioni a Elena, che dall’ufficio gestisce arrivi e partenze, sono singoli, famiglie e giovani, che qui trovano un’oasi di bellezza e di salute come da poche altre parti: e non tutti, come si potrebbe pensare, provengono dal circuito dei Focolari. «Anzi» – spiega Antonio – la maggior parte della nostra clientela arriva dai circuiti turistici ordinari, e solo dopo essere arrivata qui scopre anche il resto. Con l’agriturismo infatti non offriamo solo una vacanza nel senso classico del termine; la bellezza e la storia di questi posti sono quasi una scusa per far sperimentare al cliente un senso di “casa”. Accogliere l’altro è fargli casa, proprio nello spirito tipico della cittadella di Loppiano che ha fatto della fraternità la sua legge in ogni ambiente, e quindi, perché no, anche per ciò che riguarda il relax e la vacanza».
I villeggianti che arrivano hanno storie le più diverse, e spesso è grazie al rapporto con i lavoratori della Fattoria e con gli abitanti di Loppiano che riescono a fare di una vacanza l’occasione di una vita. «Come è capitato a Gregorio di New York, presidente di un club di ciclisti che è arrivato per caso con sua moglie circa otto anni fa per festeggiare il suo anniversario di matrimonio. È rimasto affascinato dal rapporto costruito con noi e dai valori che si vivono a Loppiano. Da allora, ogni anno porta dal New Jersey una quindicina di ragazzi appartenenti al suo club, sia per fare escursioni in bicicletta nelle ridenti colline Toscane ma anche per far loro sperimentare il clima che si vive nella cittadella. Sono pedalate che… davvero possono valere moltissimo!». Paolo Balduzzi Sito Agriturismo Fattoria di Loppiano (Fine VI parte… continua) (altro…)