Movimento dei Focolari

Sacerdoti focolarini in Assemblea

Ott 21, 2014

Dal 13 al 17 ottobre si è svolta l’Assemblea dei sacerdoti diocesani e diaconi focolarini. 90 i partecipanti da 30 Paesi, in rappresentanza dei circa 800 componenti 140 focolari sacerdotali nel mondo. Eletto il nuovo responsabile. Un bilancio degli ultimi 6 anni, con lo sguardo al futuro.

20141021-02 Rispondere, insieme a tutto il Movimento dei Focolari, alle richieste della Chiesa e dell’umanità; sperimentare vie nuove per andare incontro a tutti, pienamente coscienti della propria identità e del contributo specifico che si è chiamati a dare: «Le periferie sono anche i nostri ammalati, gli anziani, quelli che hanno lasciato il ministero…; periferia è la Chiesa stessa quando è lontana da quella che Dio vuole». Questo, in sintesi, quanto emerso dai “cinque intensi giorni ricchi di comunione e di grande gioia”, come racconta uno dei presenti descrivendo l’esperienza vissuta al centro di Castelgandolfo con l’Assemblea dei sacerdoti focolarini. Il percorso prevedeva, dopo l’approvazione del regolamento e del programma, una giornata di ritiro e la relazione dei sei anni trascorsi e le nuove prospettive; quindi, i lavori per gruppi tematici e l’elezione del nuovo responsabile centrale. L’ultimo giorno è stato dedicato agli orientamenti per i prossimi sei anni, e al dialogo con la presidente dei Focolari, Maria Voce, e il copresidente, lo spagnolo Jesús Morán. Le meditazioni del mattino, con brani scelti di Chiara Lubich, sono stati momenti di approfondimento sullo specifico dei sacerdoti e diaconi focolarini. Si ricorda la figura di don Silvano Cola che ha aiutato Chiara a fondare questa branca del Movimento, quando ancora non era definita. Nel 1965, ad un primo incontro per sacerdoti diocesani focolarini, Chiara dà la sua visione del sacerdote focolarino, come di qualcuno che abbia sempre in cuore la preghiera di Gesù “Padre, che tutti siano uno”, e che «non si dà pace finché questo nella sua parrocchia non è fatto […]. Quindi bisognerebbe […] non rassegnarsi soltanto ai buoni che vanno in chiesa, ma tentarle tutte per avvicinare tutti […] bisogna muoversi, non si può star fermi». Chiara parla di focolari proiettati verso la Chiesa, come fermento d’unità, e spiega che il «focolare sacerdotale è come il sale che deve disfarsi nella diocesi per far diventare la minestra tutta salata, cioè la diocesi tutta “salata”. Ma se questo sale resta a sé stante è contro la propria vocazione». Nella presentazione della relazione dei sei anni trascorsi, si analizzano le priorità emerse nell’Assemblea precedente, fra le quali il rapporto con le nuove generazioni, la vita di famiglia con i sacerdoti anziani e malati, l’irradiazione della spiritualità di comunione nella Chiesa. Il dialogo che segue testimonia l’impegno e pone domande principalmente su tre aspetti: formazione, vita in comune, necessità di vivere “in uscita”. Ricordano le parole-chiave degli orientamenti scaturiti dall’Assemblea generale del Movimento: in uscita, insieme, opportunamente preparati, in forte sintonia con quanto augurato da papa Francesco nell’udienza del 26 settembre ai Focolari. Quindi, nei lavori di gruppi e nella plenaria, viene tracciato il cammino dei prossimi sei anni. 20141021-01Con tutto questo in cuore si vota e la scelta converge su Antonio Bacelar, del Portogallo, il quale accetta «con la grazia di Dio, pronto a dare la vita per ciascuno di voi». È un momento di forte emozione. Don Antonio confida: «Ho nell’anima di scoprire sempre più il nostro sacerdozio mariano. Ci sono tanti “come sarà?”. Lasciamoci guidare da Dio, da Gesù tra noi e troveremo la strada. Umanamente mi viene da spaventarmi ma con voi sarà un’avventura straordinaria». In conclusione si ricorda un passaggio di santa Teresa d’Avila che lo stesso Bacelar aveva riportato il giorno prima: «Se noi siamo nell’amore, faremo tanto, in breve tempo, senza fatica».

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