Movimento dei Focolari

1700 anni dall’Editto di Costantino

Ott 8, 2013

Quest’anno ricorre il 1700mo anniversario dell’Editto di Milano proclamato dall’imperatore Costantino nel 313 che sanciva la libertà di culto e metteva fine alle persecuzioni dei cristiani. La comunità dei Focolari in Serbia da il proprio contributo nelle varie celebrazioni.

Le celebrazioni centrali dell’Editto di Costantino a Niš

Oltre a Milano, anche in Serbia – dove si trova Niš, città natale di Costantino – hanno avuto luogo e sono tuttora in corso numerose iniziative per ricordare il giubileo dell’importante Editto di Costantino. Nel Paese serbo, infatti, tutto l’anno è dedicato all’Editto di Milano: a cura dello Stato e delle Chiese si promuovono vari appuntamenti culturali, mostre, conferenze, celebrazioni. Tanti membri del Movimento dei Focolari sono impegnati in prima persona. Questa ricorrenza storica che fa riflettere sulla necessità dell’unità spirituale dell’Europa, sui valori culturali e religiosi, è anzitutto significativa per il dialogo nella regione balcanica. Anche se l’evento giubilare viene celebrato separatamente, ogni Chiesa invita rappresentanti dell’altra a partecipare alle proprie iniziative. Il presidente della Repubblica serba ha istituito un Comitato nazionale, presieduto dal capo dello Stato, composto da membri della Chiesa cattolica e della comunità protestante locale, e il cui copresidente è il Patriarca ortodosso della Serbia. Le celebrazioni centrali dell’Editto di Costantino avvengono a Niš. Il 21 settembre è stata celebrata la solenne Messa sullo stadio comunale presieduta dal cardinale Angelo Scola inviato dal Papa, con la partecipazione dei pellegrini dalle paesi vicini. Il Movimento dei Focolari si è fatto presente con l’impegno degli adulti, dei giovani che hanno preparato una coreografia, delle famiglie che hanno portato i doni all’offertorio nei vestiti tradizionali e delle varie comunità della regione (Serbia, Croazia, Macedonia, Bulgaria) che hanno preso parte attiva alla celebrazione. È stato un evento unico nel suo genere, perché ha visto per la prima volta riuniti questi popoli con un’unica meta: dare un forte contributo alla riconciliazione. In questi giorni, dal 4 all’8 ottobre, la Serbia è stata sede di un altro evento straordinario, il primo nella storia della Chiesa serba ortodossa: sono venuti in Serbia, per le celebrazioni, i rappresentanti di tutte le Chiese tra cui il Patriarca ecumenico Bartolomeo I, il Patriarca di Gerusalemme Teofilo III, il Patriarca di Mosca e della Russia Cirillo, come anche primati o rappresentanti di altre Chiese ortodosse, i rappresentanti del Vaticano e di altre Chiese, e del mondo politico e culturale. La solenne Liturgia celebrata la domenica 6 ottobre, a Niš, in greco, slavo-ecclesiale, serbo e arabo, presieduta dal Patriarca Bartolomeo,  ha visto riunite più di 15.000 persone nell’atmosfera di raccoglimento e sacralità. Nel suo discorso Sua Santità Bartolomeo ha sottolineato il valore della croce,  come tutto debba partire dalla verità della Croce e del Vangelo. Senza il dialogo costruttivo non è possibile realizzare quello che ha portato l’Editto di Milano; solo colui che fa il dialogo in tutte le circostanze della vita segue la Volontà Divina. «Quest’anno sta lasciando in tutti una gioia per i passi già fatti verso la riconciliazione – afferma Nina, focolarina ortodossa russa che vive in Serbia – e anche la speranza che si riescano a fare i passi per superare le divisioni che permettano ai cristiani di presentarsi uniti e offrire una testimonianza comune. È senz’altro un modo efficace per rispondere alle sfide della società contemporanea. Il carisma dell’unità di Chiara Lubich, vissuto dalle comunità dei Focolari presenti nella regione, è già un valido contributo».

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