Movimento dei Focolari
Lโ€™ecumenismo che nasce dallโ€™incontro

Lโ€™ecumenismo che nasce dallโ€™incontro

Il 22 aprile una trentina di leader di Chiese e organizzazioni cristiane mondiali hanno visitato il Centro Internazionale del Movimento dei Focolari a Rocca di Papa. La visita si inseriva nel programma dellโ€™incontro annuale del Comitato Internazionale del Global Christian Forum (GCF โ€“ Forum Cristiano Mondiale), svoltosi a Roma in quei giorni, ed รจ stata unโ€™occasione significativa di conoscenza reciproca e di dialogo ecumenico.

Lโ€™incontro ha permesso di approfondire la storia, il carisma e lโ€™impegno del Movimento dei Focolari per lโ€™unitร  dei cristiani. Dopo una presentazione introduttiva, si รจ aperto un dialogo intenso e partecipato, animato da numerose domande e riflessioni. Al termine, Margaret Karram, Presidente del Movimento dei Focolari, ha portato un breve saluto, condividendo anche una testimonianza personale che ha suscitato forte risonanza tra i presenti.

I membri del Comitato hanno espresso gratitudine per lโ€™accoglienza ricevuta e per la luce emersa dallโ€™incontro. La Commissioner Jane Paone dellโ€™Esercito della Salvezza internazionale ha commentato: โ€œPer me รจ stata unโ€™esperienza molto โ€˜vibranteโ€™โ€: sono stata toccata dalla gioia e dallโ€™ospitalitร โ€.
Il dott. Hanns Lessing, rappresentante della Comunione Mondiale delle Chiese Riformate, diceva: โ€œMi ha toccato particolarmente come il comandamento evangelico, โ€˜Ama il tuo prossimo come te stessoโ€™, possa oggi tradursi in โ€œun invito ad amare lโ€™altra comunitร  ecclesiale come la propriaโ€.
Il prof. Dirk Lange della Federazione Luterana Mondiale ha messo in luce il legame profondo tra le storie ascoltate e lโ€™identitร  del Global Christian Forum: โ€œLe storie di fede di Chiara Lubich e di Margaret Karram ci hanno portati al cuore del GCF: costruire relazioni attraverso il dono di sรฉ, nella fiducia che Dio provvede sempre. Lโ€™amore di Dio รจ al centro e lโ€™amore reciproco unisceโ€.

Fondato nel 1998 su iniziativa del Consiglio Ecumenico delle Chiese, durante il mandato del allora Segretario generale, il dott. Konrad Raiser, il Global Christian Forum รจ uno spazio ecumenico unico che riunisce tutte le principali correnti del cristianesimo mondiale, comprese le Chiese pentecostali e libere. Il suo carisma specifico รจ la condivisione delle storie di fede personali come via privilegiata per costruire relazioni, superare le distanze storiche e promuovere lโ€™unitร  nella diversitร . Come ha sottolineato in questi giorni il dott. David Wells della Pentecostal World Fellowship: โ€œIl GCF favorisce un dialogo che non parte da posizioni dottrinali o politiche, ma dalle personeโ€.

Il Comitato Internazionale, composto da circa 30 responsabili ecclesiali โ€“ tra cui dal 2026 anche il Movimento dei Focolari โ€“ ha riflettuto sulle sfide del futuro, in un mondo segnato da crescenti polarizzazioni che attraversano anche le Chiese. รˆ emersa una domanda centrale: come essere oggi riconciliatori?

Per tutti รจ apparso chiaro che il GCF occupa uno spazio unico nel panorama ecumenico. Come ha aggiunto ancora David Wells, utilizzando una metafora efficace: โ€œIl GCF รจ come un fertilizzante: lavora sotto la superficie. Non sempre si vede subito, ma i suoi frutti emergono nel tempo, orientati verso lโ€™unitร  visibileโ€.

Si รจ evidenziata cosรฌ una forte consonanza tra lโ€™obiettivo e metodo di dialogo del Global Christian Forum e il carisma e โ€œdialogo della vitaโ€ del Movimento dei Focolari, aprendo prospettive di collaborazione ricche di speranza per il cammino dellโ€™unitร  della Chiesa e dellโ€™intera famiglia umana.

Enno Dijkema

Forza profetica nellโ€™oggi

Forza profetica nell’oggi

Dal 16 al 18 aprile 2026, il Comitato di Orientamento della rete “Insieme per l’Europa” (IpE) si รจ riunito per il suo ritiro annuale, questa volta presso il Centro Schoenstatt di Vienna, Austria, sul Kahlenberg. 26 partecipanti, in rappresentanza di otto tra i Movimenti cristiani che compongono la rete, hanno tracciato un bilancio dell’anno trascorso e definito gli obiettivi per i progetti futuri.

Un aspetto centrale dell’incontro di quest’anno รจ stato lโ€™avvicendamento di alcune persone in seno al Comitato di Orientamento. Questo passaggio รจ stato preparato negli ultimi due anni in un clima di ascolto dello Spirito, per garantire al contempo continuitร  e nuovi impulsi.

Margaret Karram, Presidente del Movimento dei Focolari, ha espresso in una lettera il suo profondo ringraziamento ai membri uscenti per il grande impegno profuso negli ultimi decenni nel plasmare IpE. Hanno salutato il gruppo: Gerhard Pross (CVJM Esslingen), co-fondatore di IpE e suo moderatore di lunga data, insieme a Thomas Rรถmer e Walter Kriechbaum (entrambi del CVJM Monaco, impegnati in IpE fin dagli inizi).

Diego Goller (IT) e Ilona Toth (HU), rappresentanti della Presidente del Movimento dei Focolari nel Comitato di Orientamento, hanno dato il benvenuto ai loro successori: Liz Taite (GB), con una lunga esperienza nell’ecumenismo, e Alberto Lo Presti (IT). I compiti di Segretaria Generale saranno assunti da Maria Wienken (DE), affiancata da Elisabeth Danner (A), entrambe del Movimento dei Focolari. Il passaggio di consegne รจ stato celebrato solennemente durante una preghiera serale e suggellato dal “Patto dell’amore reciproco”. Gerhard Pross ha sottolineato la grandezza della missione di IpE e i suoi ricchi frutti, che hanno segnato tappe importanti nella storia della Chiesa, come descritto nel libro โ€œSternstunden der Einheitโ€ (Momenti salienti di unitร ).

Il ruolo di moderatore di IpE sarร  ora ricoperto da un gruppo composto da tre membri dell’attuale Comitato: Suor Nicole Grochowina (Communitรคt Christusbruderschaft Selbitz), P. Raffael Rieger (Movimento di Schรถnstatt) e Matthias Bรผhlmann (Vineyard). “Questo cambiamento non segna solo la fine di un’era, ma anche l’inizio di una nuova fase di collaborazione a livello europeo“, ha commentato uno dei partecipanti.

Un altro membro ha aggiunto: “Le giornate sul Kahlenberg hanno dimostrato che la nostra diversitร  รจ la nostra forza. Con il nuovo team diamo un segnale chiaro di continuitร  e di nuovi orizzonti”. Un altro partecipante ha sottolineato: “IpE scrive una storia di speranza in questi nostri tempi apparentemente senza speranza. Per questo oggi รจ piรน importante che mai camminare insieme”.

Un altro punto focale dei colloqui รจ stato il lavoro dei Comitati Nazionali, che stanno assumendo una responsabilitร  crescente nel radicare IpE nei rispettivi Paesi.

Sono stati inoltre discussi i prossimi appuntamenti di rilievo:

  • 9-13 maggio 2026: In occasione della Festa dell’Europa, 120 giovani europei visiteranno il Parlamento Europeo. Colpiti dall’unitร  cristiana vissuta in IpE, i giovani hanno elaborato un “Patto tra le generazioni” che presenteranno ai parlamentari.
  • 29-31 ottobre 2026: Prossimo “Incontro degli Amiciโ€ presso il Centro Vineyard di Wรผrzburg, Germania.
  • 4-6 maggio 2028 (data prevista): Grande evento a Castel Gandolfo e Roma, Italia.

L’incontro del 2026 del Comitato di Orientamento ha segnato cosรฌ una pietra miliare importante per l’orientamento futuro della rete, che continua a impegnarsi per l’unitร  e la fraternitร  in tutto il continente.

Beatriz Lauenroth
Foto: gentilezza Insieme per l’Europa

โ€œSiate la buona novella per il vostro Paeseโ€

โ€œSiate la buona novella per il vostro Paeseโ€

Primo Pontefice della storia moderna ad avere una conoscenza diretta dellโ€™Africa, papa Prevost, giร  dai tempi in cui era a capo dell’Ordine degli Agostiniani, aveva visitato di persona tutte le regioni dellโ€™Africa: centrale, meridionale, occidentale, australe!

A bordo dellโ€™aereo papale da Roma ad Algeri Papa Leone XIV ha dichiarato ai giornalisti: โ€œGiร  lo scorso maggio avevo detto che nel mio primo viaggio avrei voluto visitare lโ€™Africa. Molti mi hanno subito suggerito lโ€™Algeria per via di santโ€™Agostinoโ€.

11 giorni, 18 voli, oltre 18.000 km. Algeria, Camerun, Angola, Guinea Equatoriale. 25 discorsi e omelie, otto Messe pubbliche celebrate, incontri con presidenti, vescovi, imam. Il Pontefice, nei suoi interventi, ha messo in evidenza le opere di misericordia della Chiesa attraverso incontri a margine con: detenuti, orfani, anziani ed ha incontrato centinaia di migliaia di fedeli. Il talento poliglotta del Papa รจ stato messo in piena luce, โ€œci ha parlato in francese, portoghese, spagnolo e inglese per entrare in contatto personale con le diverse popolazioni localiโ€.

In un discorso storico tenuto alle autoritร  in Camerun il 15 aprile, giorno del suo arrivo, Leone ha affrontato in modo diretto il tema della crisi umanitaria, politica e sociale che da un decennio affligge il Paese. Ha descritto il costo umano in termini chiari โ€” vite perdute, famiglie sfollate, bambini privati dellโ€™istruzione e una generazione di giovani priva di speranza โ€” lodando al contempo la diversitร  culturale e linguistica del Paese come un โ€œtesoroโ€ piuttosto che un onere.

Una tappa fondamentale del viaggio in Camerun si รจ svolta a Bamenda, cuore di una regione dilaniata dalla violenza separatista da 10 anni. Papa Leone XIV ha presieduto un incontro sulla pace nella Cattedrale di San Giuseppe. Intorno al tavolo, un capo tradizionale, un moderatore presbiteriano, un imam e una suora cattolica. โ€œUn immagine suggestiva che continuerร  a nutrire il nostro immaginario per tantissimo tempoโ€, ha detto Elisabeth, una cittadina di Bamenda: โ€œun Papa circondato da rappresentanti di diverse fedi e comunitร  in una cittร  nel cuore di un conflitto in corso, che invoca il dialogo invece della violenza, la riconciliazione invece della vendettaโ€.

Il Papa si รจ rivolto allโ€™intera comunitร  composta da persone giunte dal Nord-Est e Sud-Est, che avevano fatto tanti chilometri superando paura e ostacoli per essere presenti a questa giornata. Ha ringraziato tutti coloro che scelgono di costruire ponti tutti i giorni e che curano ferite. Ma ha anche lanciato un monito, โ€œa coloro che distorcono le religioni e il nome stesso di Dio per perseguire i propri obiettivi militari, economici e politiciโ€. Una denuncia per tutti quelli che- ha affermato il Papa- โ€œspogliano la vostra terra delle sue risorse investono generalmente gran parte dei profitti nelle armi, in una spirale di destabilizzazione e di morte senza fineโ€.

La seconda giornata del Papa in Camerun รจ stata interamente dedicata ai giovani. รˆ proprio a questa gioventรน, vivace e in movimento, che Leone XIV ha scelto di rivolgersi direttamente nella sua omelia, davanti a 120.000 fedeli allo stadio di Japoma, a Douala e poi di fronte agli studenti dellโ€™Universitร  Cattolica dellโ€™Africa Centrale. Leone XIV ha moltiplicato gli appelli a resistere allโ€™emigrazione, alla corruzione e alle illusioni del mondo digitale. Con, in filigrana, un messaggio ribadito due volte nello stesso giorno: il futuro del continente si costruirร  qui, non altrove.

Il Papa non ha eluso la realtร  del Paese nello stadio di Japoma parlando della povertร , sia materiale che spirituale e lanciando un invito ai giovani: โ€œper fare del vostro spirito fiero una profezia del mondo nuovo, prendete come esempio ciรฒ che abbiamo ascoltato negli Atti degli Apostoli. I primi cristiani danno infatti testimonianza coraggiosa del Signore Gesรน davanti a difficoltร  e minacceโ€, e pensando a come loro hanno perseverato anche tra gli oltraggi ha invitato a โ€œrifiutare ogni forma di abuso e di violenza, che ingannano promettendo guadagni facili e induriscono il cuoreโ€. Ha ricordato loro la vera ricchezza del popolo: โ€œla fede, la famiglia, lโ€™ospitalitร , il lavoroโ€. Per illustrare il suo discorso, Leone XIV ha citato il Beato Floribert Bwana Chui, un martire congolese ucciso nel 2007 per aver rifiutato, in qualitร  di doganiere, di far passare una spedizione di medicinali contraffatti. รˆ presentato come un santo della resistenza alla corruzione, un modello per la gioventรน africana: Il Pontefice ha inoltre continuato dicendo: โ€œSiate la buona novella per il vostro Paeseโ€-

Nel pomeriggio a Yaoundรฉ, il Papa รจ atteso allโ€™Universitร  Cattolica dellโ€™Africa Centrale, fiore allโ€™occhiello dellโ€™istruzione superiore della regione, che attira ogni anno oltre 5.000 studenti provenienti in particolare dal Gabon, dal Ciad, dalla Guinea Equatoriale e da altri Paesi. Sono in 8000 ad accogliere il Pontefice con un grande entusiasmo, tipico del mondo universitario.

Di fronte a questa platea di giovani africani, papa Leone ha scelto di parlare di argomenti sensibili, attuali: la corruzione, lโ€™intelligenza artificiale e le sue derive, le migrazioni, ecc.

รˆ proprio questa tensione tra la tentazione dellโ€™esilio e il dovere verso il proprio Paese che Leone XIV ha posto al centro del suo discorso. โ€œDi fronte a questa tendenza a voler emigrare, che puรฒ far credere che altrove si troverร  facilmente un futuro migliore, vi invito innanzitutto a rispondere con un ardente desiderio di servire il vostro Paeseโ€, ha detto agli studenti, ricordando loro che lโ€™universitร  รจ stata fondata trentacinque anni fa proprio per formare โ€œtestimoni di saggezza ed equitร  di cui il continente africano ha bisognoโ€.

Parlando dellโ€™Intelligenza Artificiale, il Papa ha dichiarato, con insolita gravitร : โ€œQuando la simulazione diventa la norma, viviamo come in bolle impermeabili le une alle altre, ci sentiamo minacciati da chiunque sia diversoโ€. La sua conclusione รจ diretta, senza giri di parole: โ€œรˆ cosรฌ che si diffondono la polarizzazione, i conflitti, le paure e la violenza. Non รจ in gioco un semplice rischio di errore, ma una trasformazione del rapporto stesso con la veritร โ€.

Lโ€™Africa paga il costo ambientale e umano dellโ€™estrazione del cobalto, minerale indispensabile per le batterie che alimentano i data center e i dispositivi connessi a Internet. Il Papa non ha usato mezzi termini su questo punto: โ€œIl lato nascosto delle devastazioni ambientali e sociali causate dalla corsa sfrenata alle materie prime e alle terre rareโ€ deve essere denunciato, ha ribadito con forza.

Liliane Mugombozi (Camerun)


Foto: cortesia della Nunziatura Apostolica in Camerun

Il Vangelo che mette al centro โ€œlโ€™altroโ€

Il Vangelo che mette al centro โ€œlโ€™altroโ€

Sono un sacerdote anglicano dellโ€™Uganda e ho conosciuto la spiritualitร  del Movimento dei Focolari quindici anni fa, quando ero in seminario per la formazione ministeriale. Questa ha plasmato in modo integrale me stesso, la mia famiglia e la mia Chiesa poichรฉ esprime in modo ideale due aspetti fondamentali: lโ€™Amore e lโ€™Unitร . In nessun punto della Bibbia troviamo una Scrittura che enfatizzi la divisione, la separazione, lโ€™odio, la malizia, il tribalismo, le divisioni denominazionali o la segregazione razziale. Al contrario, la Bibbia invita allโ€™unitร  e allโ€™amore tra le persone, anche quando esistono delle differenze.
 Siamo chiamati, ad amare soprattutto il prossimo, perchรฉ attraverso di lui amiamo Dio. In questo modo ho imparato a vedere Gesรน in ogni persona che mi รจ vicina (cf Mt 25) e ricevo molta pace ogni volta che condivido quel poco che ho con chi ne ha bisogno.

Gesรน, in una delle sue ultime preghiere prima dellโ€™ascensione, in Giovanni 17,21, dice: โ€œche siano una cosa sola, come io sono una cosa sola con te, Padreโ€. Ciรฒ implica che lโ€™Unitร  dovrebbe essere il nostro obiettivo nella vita. Grazie a questa consapevolezza, ho avuto lโ€™opportunitร  di incontrare e dialogare con molte persone di diverse denominazioni, come cattolici, ortodossi, luterani   e anche con persone di altre religioni, buddisti e seguaci delle religioni tradizionali, a tutti i livelli e in tutte le fasce dโ€™etร . Questo mi ha dato una visione piรน ampia di come vivere e gestire la vita in modo integrale. Ho sperimentato la gioia di vedere in loro fratelli e sorelle.

Ho anche visto vescovi della Chiesa anglicana dellโ€™Uganda accogliere questa spiritualitร  attraverso la nostra esperienza, lโ€™espressione della vita e la testimonianza. Attualmente, cinque vescovi sono amici del Movimento, incluso lโ€™Arcivescovo della Chiesa anglicana dellโ€™Uganda. E alcuni di questi hanno anche partecipato alle conferenze ecumeniche internazionali dei vescovi organizzate dal Movimento dei Focolari.

Attualmente abbiamo avviato un gruppo di comunione presso la Uganda Christian University, con lโ€™intento di praticare lโ€™aspetto dellโ€™amore e dellโ€™unitร  tra i giovani , studenti universitari; allo stesso tempo, trasmettiamo anche il valore di โ€œUbuntuโ€[1], allโ€™interno dellโ€™iniziativa Together for a New Africa, alla quale partecipo come tutor di questa seconda edizione. Dopo tutto questo, le persone mi pongono spesso domande alle quali faccio fatica a rispondere: โ€œperchรฉ sei sempre felice? Non ti arrabbi mai? Perchรฉ sei sempre disponibile? Non hai altre cose da fare? Perchรฉ sei cosรฌ generoso?โ€, e la mia risposta รจ sempre stata: โ€œFate il bene, la ricompensa รจ in Cieloโ€.

Dopo i quattro Vangeli del Nuovo Testamento, il quinto Vangelo che tutti dovrebbero leggere รจ quello del โ€œtuโ€, nellโ€™altro. Dobbiamo guardare a noi stessi come a una testimonianza viva, affinchรฉ nelle nostre opere e azioni si rifletta lโ€™immagine di Dio, facendo agli altri ciรฒ che vorremmo fosse fatto a noi. Mettere in pratica ciรฒ che la Bibbia insegna: amare Dio con tutto il cuore, con tutta la mente e con tutta lโ€™anima, e amare il prossimo come se stessi.

Reverendo Canonico Bwanika Michael Eric


[1] Ubuntuย รจ una parola di origine bantu dell’Africa subsahariana cheย esprime una filosofia di vita incentrata sulla compassione, il rispetto e l’interdipendenza umana, riassumibile nella massima “Io sono perchรฉ noi siamo“, sottolineando che l’individuo si realizza attraverso la comunitร , la condivisione e il benessere collettivo.

Ricordando i 60 anni dalla revoca delle scomuniche tra Roma e Costantinopoli.

Ricordando i 60 anni dalla revoca delle scomuniche tra Roma e Costantinopoli.

Lโ€™anno 2025, ormai tutti lo sanno, รจ stato un anno ricco di anniversari e avvenimenti ecumenici. Lโ€™incontro di papa Leone XIV e del patriarca Bartolomeo a Nicea con i leaders delle varie Chiese e Organismi ecumenici e, in seguito i vari appuntamenti ad Istanbul, hanno testimoniato il desiderio e impegno delle Chiese nel continuare il cammino verso lโ€™unitร . Un altro avvenimento ecumenico di grande importanza di cui ricorreva il 60ยฐ anniversario รจ la revoca delle scomuniche tra Roma e Costantinopoli avvenuta il 7 dicembre 1965 da parte di papa Paolo VI e del patriarca Athenagoras I, un evento che dette inizio ad una nuova stagione di rapporti tra cattolici e ortodossi. Paolo VI e il Patriarca Athenagoras uomini santi, di grandi vedute e amanti soltanto della volontร  di Cristo per la sua Chiesa, hanno avuto la fortezza di rompere la spirale di ostilitร  e inimicizia trovandosi da fratelli a Gerusalemme nel gennaio 1964, preparando, cosรฌ, il terreno per la revoca di quelle scomuniche scambiate tra i legati del Papa e lโ€™allora patriarca di Costantinopoli ancora nel 1054. Lโ€™evento segnรฒ lโ€™inizio di un dialogo della caritร  che ha visto i due pionieri in un continuo e crescente impegno perchรฉ le due Chiese, cattolica e ortodossa, si riconoscessero nuovamente come Chiese sorelle.

La Cattedra ecumenica patriarca Athenagoras โ€“ Chiara Lubich, dellโ€™Istituto Universitario Sophia di Loppiano ha promosso un Seminario per evidenziarne lโ€™importanza. Hanno aperto i lavori i messaggi del patriarca Bartolomeo di Costantinopoli, di papa Leone XIV a firma del cardinale Segretario di Stato, Pietro Parolin, e di Margaret Karram, vice gran cancelliere dellโ€™Istituto Universitario Sophia e Presidente del Movimento dei Focolari.  

Papa Leone XIV ha sottolineato lโ€™importanza non solo di โ€œriflettere su quanto accaduto in passatoโ€, ma anche di โ€œsuggerire nuovi passi concreti che possiamo compiere insiemeโ€.

Il Patriarca Bartolomeo, ricordando la centralitร  della Resurrezione di Cristo per la fede cristiana celebrata a Pasqua, lamenta il fatto che celebriamo questa festa ancora raramente nella stessa data e osserva quanto hanno fatto lui e papa Francesco per risolvere la questione della data comune della Pasqua.

Margaret Karram, nel suo video-messaggio, mentre guardando indietro nella storia ringrazia Dio per i miracoli compiuti, invita a guardare avanti e a rinnovare la nostra speranza che l’unitร  tra le Chiese avverrร  nel tempo e nel modo a Lui noti, riprendendo il pensiero del Patriarca Atenagora: โ€œL’unione avverrร . Sarร  un miracolo. Quando? Non lo sappiamo. Ma dobbiamo prepararci. Perchรฉ un miracolo รจ come Dio: sempre imminenteโ€.

I vari interventi hanno illustrato gli aspetti storici, spirituali, teologici e canonici di questo cammino. Mons. Piero Coda, professore eSegretario Generale della Commissione Teologica Internazionale; membro della Commissione mista per il dialogo tra la Chiesa Cattolica e la Chiesa Ortodossa e della Commissione dei teologi per il cammino sinodale, ha sottolineato che quel gesto profetico della revoca delle scomuniche ci esorta a vivere, pensare, dialogare, agire in quella luce e in quellโ€™amore in cui possiamo preparare e accogliere, gli uni e gli altri, gli uni con gli altri, il giorno benedetto in cui lo Spirito Santo ci farร  trascendere – con un miracolo del suo amore, sotto lo sguardo tenero e forte di Maria, la piena di grazia e la โ€˜Theotokosโ€™ – tutto ciรฒ che ancora ci separa dallo straripare della piena condivisione tra noi della comunione in Cristo.

Sandra Ferreira Ribeiro, teologa ecumenista attuale co-responsabile del Centro โ€œUnoโ€ del Movimento dei Focolari, ha delineato il contesto storico che ha preceduto e preparato la revoca delle scomuniche e gli atti che lโ€™hanno concretizzata nel 1965 inaugurando un nuovo clima di dialogo.

Declan O’Byrne, professore e rettore dellโ€™Istituto Universitario di Sophia, cotitolare della cattedra ecumenica dellโ€™Istituto Sophia, ha sottolineato lโ€™importanza che la professione di fede proclamata a Nicea diventi una realtร  vissuta attraverso la caritร  tra i cristiani e lโ€™impegno per la ricerca di una chiarezza teologica.

Il metropolita Maximos Vgenopoulos di Selyvria co-titolare dela cattedra ecumenica e membro della Commissione mista internazionale per il Dialogo teologico tra la Chiesa cattolica e la Chiesa ortodossa, ha illustrato il tema Primato e Sinodalitร  nel secondo Millennio e oggi, tema dellโ€™ultimo Documento della Commissione mista di Dialogo trovatasi ad Alessandria dโ€™Egitto a giugno del 2023, concludendo che mentre le due Chiese procedono ยซnell’amore e nella veritร ยป verso l’unitร , il Documento apre vie e prospettive positive per il futuro riguardo all’autentica comprensione del Primato e della Sinodalitร , specialmente nel contesto delle discussioni ufficiali in corso sulla Sinodalitร  all’interno della Chiesa cattolica romana.

Dimitrios Keramidas– professore di ecumenismo e teologia ortodossa allโ€™Istituto Angelicum di Roma, ha ricordato che la condivisione della benedizione comune del Papa e del Patriarca ecumenico a Fanar, la recita del Padre Nostro e la preghiera ecumenica tenutasi a Nicea sono stati ulteriori segni del riconoscimento dell’ecclesialitร  delle due Chiese: una condivisione spirituale vera e visibile.

Augustinos Bairachtaris, professore associato di Studi ecumenici allโ€™accademia ecclesiastica patriarcale di Creta ha enfatizzato la necessitร  di una teologia della croce e lo spirito di metanoia che devono sempre accompagnare il dialogo ecumenico.

A sottolineare lโ€˜armonia che lโ€™unitร  ricercata tra le Chiese rappresenta, รจ stato il pianista don Carlo Seno, con un pezzo musicale di rara bellezza.

La realizzazione del seminario ha messo in luce il ruolo irrinunciabile che puรฒ avere la Cattedra ecumenica Patriarca Athenagoras – Chiara Lubich nel promuovere lโ€™ecumenismo e la crescente reciproca conoscenza e apprezzamento dei cristiani gli uni degli altri, considerando lโ€™esortazione di papa Leone XIV e del patriarca Bartolomeo nella loro Dichiarazione congiunta: โ€œEsortiamo vivamente tutti i fedeli delle nostre Chiese, e in particolare il clero e i teologi, ad accogliere con gioia i frutti finora conseguiti e a impegnarsi per il loro continuo incrementoโ€. 

Sandra Ferreira Ribeiro
(Centro “Uno” per l’unitร  dei cristiani)

Foto: @ Mariane Gonรงalves de Araรบjo

Cristiani protagonisti di dialogoย 

Cristiani protagonisti di dialogoย 

Il 29 giugno 1967 papa Paolo VI aveva invitato il Patriarca Athenagoras a inviare a Roma qualche rappresentante. Da allora i responsabili delle due Chiese si scambiano visite: il 29 giugno, festa dei santi Pietro e Paolo, viene a Roma una delegazione del Patriarcato di Costantinopoli, e qualche volta รจ venuto il Patriarca stesso, mentre il 30 novembre, giorno di Sant’Andrea, va al Patriarcato una delegazione del Vaticano a nome del Papa. San Pietro, vescovo di Roma, e Sant’Andrea, secondo la Tradizione, fondatore della sede episcopale di Costantinopoli, erano fratelli, queste visite sono un richiamo per queste due Chiese che si vedono sorelle a impegnarsi per la riconciliazione e rafforzare i vincoli di solidarietร . 

In questa festa che ha quindi anche un valore nel cammino di unitร  tra le Chiese,  pubblichiamo un video con alcune impressioni raccolte a conclusione del Convegno dal titolo Called to hope โ€“ Key players of dialogue (Chiamati alla speranza, protagonisti del dialogo) promosso dal Centro Uno, la segreteria internazionale per lโ€™unitร  dei cristiani del Movimento dei Focolari, al quale hanno partecipato 250 persone di 40 Paesi e 20 Chiese cristiane, con oltre 4000 nel mondo che hanno seguito lโ€™evento via streaming.

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