19 Gen 2006 | Ecumenismo
Il premio intitolato a Klaus Hemmerle viene conferito quest’anno al Vescovo luterano Christian Krause, il 20 gennaio, nel duomo imperiale di Aquisgrana. Per Christian Krause ha un significato del tutto particolare: «È un premio che prima di tutto tocca il cuore perché è innanzitutto il ricordo di una persona meravigliosa: Klaus Hemmerle». È la seconda volta che questo premio viene assegnato in commemorazione del defunto vescovo di Aquisgrana, un pioniere della vita ecumenica della Chiesa tedesca e nel contempo grande teologo che nell’ambito dei Focolari aveva trovato la sua “linfa vitale”. La prima edizione del premio era stata al professore ebreo Ernst-Ludwig Ehrlich, nel 2003; questa seconda volta il beneficiario è un esponente eminente del luteranesimo mondiale e un ecumenista di vera passione. Krause, amico di Hemmerle, è stato costruttore di ponti nelle più svariate situazioni della sua vita. Nel 1971 fu chiamato a dirigere un grande progetto in favore dei profughi dalla Federazione luterana mondiale in Tanzania. Dal 1972 al 1985 gli furono affidati i rapporti con l’estero della Chiesa evangelico-luterana in Germania. In tale funzione, e successivamente come segretario generale della “Giornata evangelica della Chiesa” (1985-1994), si è dedicato con grande impegno all’ecumenismo e alla solidarietà, a livello mondiale. Una profonda amicizia lo lega a numerosissimi cristiani in tutto il mondo, soprattutto in Africa, Asia e America latina. Frutto di questa fiducia è stato il fatto che, dopo la sua consacrazione a vescovo della Chiesa regionale del Braunschweig, durante la riunione plenaria della Federazione mondiale luterana a Hongkong nel 1997, ne venne eletto presidente. In questo ruolo ha firmato poi nel 1999 ad Augsburg la Dichiarazione congiunta sulla Dottrina della giustificazione, assieme al cardinale cattolico Edward I. Cassidy. Oggi il vescovo Krause dirige il Centro luterano di Wittenberg, nella città dalla quale partì nel 1517 la riforma di Lutero. L’idea che ha dato origine a questo Centro è di conferire al sempre crescente “turismo luterano” «un respiro spirituale, ecumenico e mondiale». Per il futuro della Chiesa, auspica un nuovo rapporto tra gerarchia e movimenti spirituali e carismatici. «Ne potrebbe nascere una comprensione della Chiesa del tutto nuova», afferma Christian Krause. Il suo modello di ecumenismo è quello condiviso con lo stesso Klaus Hemmerle: «Dobbiamo imparare, a tutti i livelli, a diventare amici e a trattarci come tali». (di Joachim Schwind – Rivista Città Nuova – n. 1/06) (altro…)
26 Set 2005 | Ecumenismo, Focolare Worldwide, Focolari nel Mondo
Accogliendo l’invito del Patriarca ortodosso di Romania, Teoctist I, e del suo Sinodo, l’annuale Convegno internazionale di vescovi di varie Chiese, amici del Movimento dei Focolari, questa volta è stato ospitato a Bucarest, in un
Paese considerato, per più ragioni, ponte tra Oriente e Occidente. Lo stesso Patriarca ha aperto il Convegno la mattina del 21 settembre.
I vescovi presenti a Bucarest provengono da 19 Paesi. La Chiesa Ortodossa è rappresentata da vescovi del Patriarcato ecumenico di Constantinopoli, dei Patriarcati di Antiochia e Romania, della Chiesa ortodossa della Serbia, Cechia e Slovacchia. Esponenti della Chiesa siro-ortodossa provengono dalla Siria, dall’India e dall’Olanda. Sono rappresentate inoltre la Comunione anglicana (Inghilterra e Italia), le Chiese evangelico-luterane di Germania, Svezia, Norvegia, Gran Bretagna, Romania e Stati Uniti, la Chiesa metodista (Brasile). Più di 10 i vescovi cattolici di vari Paesi. “La presenza del Risorto in mezzo al suo popolo: centro della vita ecclesiale e fulcro della nostra comune testimonianza”, è al centro delle riflessioni del Convegno, come recita il titolo. E’ questo mistero di Gesù, che si fa presente, come ha promesso, tra “due o tre riuniti nel suo nome”, che i vescovi desiderano approfondire come via per la comunicazione della fede nel tempo presente e per una sempre più piena comunione della Chiesa di Cristo. Si sono alternati approfondimenti teologici e spirituali, e non sono mancati dialogo e scambio delle esperienze che mostrano l’agire del Risorto nella vita quotidiana e nei diversi ambienti. Su questa Presenza ha dato un apporto importante Chiara Lubich con una conversazione videoregistrata, proprio perché questa presenza di Gesù nella comunità è lo specifico del suo carisma di unità. L’incontro con la vita monastica, la liturgia, l’iconografia orientali, così vivamente presenti in Romania, sono stati di stimolo ed arricchimento ed hanno favorito una più profonda comunione con la Chiesa rumeno-ortodossa e con le altre Chiese presenti in quella terra. Nello stesso tempo, vescovi provenienti dai diversi continenti, hanno potuto offrire la loro testimonianza di comunione fraterna a questo popolo che al grido “unitate, unitate” ha saputo dare un impulso indimenticabile alla causa dell’unità dei Cristiani, quando Giovanni Paolo II nel 1999 visitò quel Paese. (altro…)
26 Set 2005 | Ecumenismo, Focolare Worldwide, Focolari nel Mondo
Il Patriarca ortodosso di Romania, Teoctist, che aveva invitato e ospitato nel Palazzo patriarcale di Bucarest i 40 vescovi di varie chiese amici del Movimento dei focolari, giunti da 16 Paesi per il loro annuale Convegno internazionale, ha partecipato all’incontro in diversi momenti.
Al centro dell’incontro le riflessioni dei vescovi su: “La presenza del Risorto in mezzo al suo popolo: centro della vita ecclesiale e fulcro della nostra comune testimonianza”, come recitava il titolo, e le due conversazioni videoregistrate di Chiara Lubich, quale contributo alla piena comunione tra le Chiese. Il rapporto fraterno tra i partecipanti è risultato la nota caratteristica del Convegno. Il Patriarca ha rivolto all’inizio un discorso di benvenuto ai partecipanti ed ha presenziato alla giornata conclusiva, con rappresentanti delle varie Chiese e del mondo civile, in cui persone dei Focolari di diverse età e vocazioni hanno proposto testimonianze sul loro impegno tra i giovani, in famiglia, nella parrocchia, nell’economia e nella politica. Tra i 300 presenti, anche i vescovi della Conferenza episcopale cattolica rumena. Intervenendo in chiusura, il Patriarca tra l’altro ha detto: «Vediamo che il mondo si allontana sempre di più da Cristo e manca l’amore (…). E costato, purtroppo, che siamo ancora lontani dal momento in cui potremo testimoniare insieme che serviamo totalmente la Parola del Salvatore nostro Gesù Cristo. Amiamoci gli uni gli altri per poter testimoniare lo stesso pensiero: è una parola che ci riscalda in ogni momento. Ho avuto occasione di ascoltare cose speciali in questi giorni (…). Sentendo i racconti dei giovani, pensavo a come sarebbe proficuo se anche noi, vescovi, e le nostre Chiese provassimo a rivedere nello stesso modo uno per uno tutti i problemi che ci amareggiano (…). E lo dico con moltissima sincerità, perché davanti a me ho i vescovi greco-cattolici, nel rapporto con i quali noi, Chiesa ortodossa rumena, riconosciamo che siamo lontani dalla giustizia e dalla verità, soprattutto dall’amore di Cristo. Proviamo, secondo l’esempio e le opinioni di questi giovani e di questi fratelli, a trovare anche noi delle vie per risolvere i problemi che ancora abbiamo. Se lo vogliamo, possiamo farlo». Sullo sfondo delle questioni non ancora risolte in Romania tra la Chiesa greco-cattolica e la Chiesa ortodossa rumena, problemi legati ai beni ecclesiastici confiscati durante il regime comunista, le parole del Patriarca Teoctist hanno profondamente colpito i presenti e hanno fatto ricordare il grido popolare «Unitate, unitate!» che accompagnò nel 1999 l’abbraccio tra il Patriarca e Giovanni Paolo II in visita nel paese. Momento di grande intensità la Divina Liturgia domenicale celebrata dal Patriarca Teoctist, che, dopo l’omelia, ha dato la parola al Card. Miloslav Vlk, arcivescovo di Praga, promotore principale del Convegno dei vescovi. Si è anche svolto un incontro con l’intera Conferenza episcopale cattolica rumena, che riunisce i vescovi latini e greco-cattolici. Segno forte di comunione la solenne concelebrazione cattolica nella cattedrale di San Giuseppe, durante la quale si sono alternati i canti del coro cattolico e quelli degli studenti ortodossi della facoltà teologica di Cluj. Hanno fatto ingresso in processione nella cattedrale gremita, assieme ai vescovi cattolici, anche i vescovi di varie Chiese. “Voi che avete vissuto fra noi questa settimana – ha detto nell’omelia l’arcivescovo di Bucarest, Joan Robu –, siete per noi una sorgente di vita, di idee nuove. Questa è per me una vera speranza per l’unità”. Nel corso dell’incontro, i partecipanti hanno avuto la possibilità di conoscere dal vivo la vita monastica (Curtea de Arges, Bistrita e Horezu), la ricchissima liturgia e l’iconografia della Chiesa rumeno-ortodossa. Non sono mancate le visite alle diverse comunità cristiane (luterana, riformata e anglicana) nella capitale rumena, e la presenza alle rispettive celebrazioni.
Hanno partecipato al convegno vescovi ortodossi del Patriarcato ecumenico di Costantinopoli, dei Patriarcati di Romania e della Serbia, della Chiesa ortodossa di Cechia e Slovacchia; vescovi siro-ortodossi da India, Siria e Olanda. Inoltre vescovi anglicani della Chiesa d’Inghilterra e vescovi evangelico-luterani di Germania, Romania, Svezia, Norvegia, Gran Bretagna e Stati Uniti, e un vescovo della Chiesa metodista del Brasile. Presente un vescovo della Mar Thoma Syrian Church dall’India. 14 i vescovi cattolici. (altro…)
17 Ago 2005 | Ecumenismo, Focolari nel Mondo, Spiritualità
Appena appresa la notizia della drammatica morte di Frère Roger Schutz, il 17 agosto Chiara Lubich ha inviato una lettera alla Comunità di Taizé: “Sconvolti per la notizia dell’improvvisa assurda scomparsa dell’amato Frère Roger Schutz, ci uniamo, nel più profondo dolore e nella preghiera, a tutta la Comunità di Taizé. La sua vita tutta donata a Dio e ai fratelli è stata coronata dalla palma del martirio. Frère Roger è stato un costruttore di pace, un profeta di speranza e di gioia. “Dio ci vuole felici”, mi scriveva circa due mesi fa, ed ora lo pensiamo nella pienezza della gioia in seno alla Trinità. Sentiteci particolarmente vicini in questa circostanza. Vorremmo che l’amicizia che da 40 anni ci ha legato profondamente a Frère Roger e alla Comunità di Taizé, continuasse anche ora che Egli ha raggiunto il Cielo”. (altro…)
19 Giu 2005 | Ecumenismo
La spiritualità. E’ uno dei tre punti “di capitale importanza” che il Segretario Generale del CEC (Consiglio Ecumenico delle Chiese), il pastore metodista Samuel Kobia, nell’indirizzo di saluto rivolto al Papa, la mattina del 16 giugno, ha indicato come “ambito di collaborazione che potrebbe recare beneficio a tutte le Chiese e al movimento ecumenico nel suo insieme”. L’ha indicato come “base sulla quale i cristiani possono essere ‘innestati’ e far leva su un mondo che ha bisogno di trasformarsi e di sperare”.
Piena consonanza con le parole di Papa Benedetto XVI che, richiamando il suo predecessore, ha riaffermato che “l’ecumenismo spirituale è al cuore della ricerca della piena unità dei Cristiani”, proprio perché “la conversione interiore è il prerequisito per ogni progresso ecumenico”.
Ed è per approfondire la spiritualità dell’unità dei Focolari e il suo influsso sui dialoghi, che il Segretario Generale Kobia ha voluto concludere la sua visita a Roma, recandosi con una Delegazione speciale al Centro Internazionale del Movimento a Rocca di Papa. Vari membri del Consiglio generale del Movimento e i responsabili del Centro “Uno” per l’ ecumenismo, lo hanno accolto con un messaggio di benvenuto di Chiara Lubich, che ha evidenziato ’’l’emergere del dialogo della vita, del dialogo del popolo, un popolo di varie Chiese, deciso a vivere l’ecumenismo, a vivere nel quotidiano il Vangelo per contribuire alla piena e visibile comunione’’.
Il pastore Kobia ha poi ricordato il suo primo incontro con Chiara Lubich al Consiglio Ecumenico delle Chiese a Ginevra, nell’ottobre del 2002, quando era stata invitata per presentare il cuore della spiritualità dell’unità, il mistero di Gesù che sulla croce grida l’abbandono del Padre, assumendo dolori i traumi delle divisioni per ricomporli. Riferendosi anche ai rapporti con i Focolari in Svizzera e all’incontro odierno, il pastore Kobia ha ribadito il desiderio di ’approfondire la conoscenza di questa spiritualità ecumenica dei Focolari: ’’Vorremmo essere ispirati, – ha detto – dalla vostra esperienza spirituale’’.
Il vescovo evangelico-luterano Eberhardt Renz, uno degli otto presidenti del Consiglio Ecumenico, ha espresso la sua soddisfazione per aver conosciuto più in profondità i Focolari, un volto laico della Chiesa cattolica.
Il metropolita ortodosso Makarios, del Kenya, ha apprezzato l’ampiezza dei dialoghi ecumenico, interreligioso e con persone senza riferimenti religiosi, portati avanti dai Focolari.
La visita al Papa e alla Curia romana del Segretario Generale del Consiglio Ecumenico delle Chiese, accompagnato da una delegazione ad alto livello, cade nel 40° dell’inizio della collaborazione tra questo organismo ecumenico – che raggruppa 347 Chiese di tutto il mondo – e la Chiesa Cattolica.
I rapporti tra il Consiglio Ecumenico delle Chiese e il Movimento dei Focolari risalgono al 1967 quando vi fu la prima visita di Chiara Lubich a Ginevra su invito del segretario generale, Visser’t Hooft. Sono seguite altre visite nel 1982 e 2002.
13 Apr 2005 | Ecumenismo
Dopo la “partenza” del Papa, continuano ad arrivarci echi commossi da cristiani di varie Chiese, in contatto in vario modo
con i Focolari. Il dialogo ecumenico era infatti una delle priorità del suo pontificato.
Ortodossi
ITALIA «Era una persona carismatica, una figura inestimabile, amata da tutti. Lo Spirito Santo illuminava lui e anche noi per seguire nella stessa linea la volontà di Dio: “che tutti siano una cosa sola”» (Metropolita Gennadios Zervos, Arcivescovo ortodosso d’Italia, Patriarcato ecumenico di Costantinopoli). SLOVENIA «Era una persona straordinaria. Anche la Chiesa serba è in lutto» (Protoierei Boskovic). ARGENTINA «Faro di luce viva, viaggiatore infaticabile nella sua missione di cercare l’unità visibile dei cristiani… Come ortodosso-greco l’ho conosciuto e amato: un uomo santo, Papa, “fratello maggiore” di Sua Santità il Patriarca Ecumenico Bartolomeo I – secondo quanto dice il Patriarca» (Lic. Elias Crisostomo Abramides, Buenos Aires, Patriarcato ecumenico di Costantinopoli).
Armeni
STATI UNITI «Tutti i cristiani possono essere fieri di lui» (Fr. Khatchadourian, parroco a Los Angeles).
Luterano-Evangelici
GERMANIA «Giovanni Paolo II nei suoi discorsi e Lettere apostoliche partiva sempre dalla Sacra Scrittura, ciò lo rendeva vicino a noi. E’ da ammirare inoltre l’apertura del Papa verso i Movimenti e nuove comunità ecclesiali» (Pastore Gottlob Hess, Fraternità di vita comune). «In misura crescente si è avvertito che Giovanni Paolo II voleva accelerare il processo ecumenico. Per lui l’ecumenismo non era marginale: ne ha dato una testimonianza avvincente» (Walter Pollmer, Fraternità della Croce). «Sono riconoscente a Giovanni Paolo II per la sua antropologia – profondamente biblica – che fa giustizia all’uomo» (Günter Rattey, Fraternità della Croce). «Dopo l’incontro storico del Papa con i Movimenti ecclesiali nel 1998, l’affermazione di Giovanni Paolo II che la dimensione carismatica – di cui i Movimenti sono un’espressione significativa – e la dimensione istituzionale siano coessenziali alla costituzione della Chiesa, ha dato un impulso all’ecumenismo spirituale. Quando alcuni responsabili di movimenti evangelici in Germania sono stati informati di questo evento hanno esclamato: “Allora il Papa ci ha capito!”» (Konrad Herdegen, YMCA Norimberga). «Con immensa gratitudine volgiamo il nostro sguardo agli anni passati apprezzando le iniziative del Santo Padre che hanno condotto alla testimonianza meravigliosa dell’evento di Stoccarda “Insieme per l’Europa, 8 maggio 2005”» (Helmut Nicklas e Gerhard Pross). GUATEMALA “Questo uomo è veramente un santo”. (Edna Cardona de Morales)
Luterani-Svedesi
SVEZIA «La sua testimonianza più significativa forse è stata quella di questi ultimi anni e queste ultime settimane, quando ha portato la sua debolezza fisica con un amore continuo per il suo popolo e la sua Chiesa. Così ci ha dato un esempio ed un modello… Con grande gratitudine tutta la cristianità potrà testimoniare che il Papa veramente ha vissuto per la gloria di Dio con la sua fede, la sua convinzione e la sua pietà» (Arcivescovo emerito Gunnar Weman).
Riformati
SVIZZERA «Nella sua vocazione unica è stato anche per noi fratello e padre, un modello con il suo coraggio nell’agire e parlare solo secondo il pensiero di Dio. Incarnava per questo nella società in modo cristallino la nostra coscienza cristiana» (avv. Kathrin Reusser, Zurigo). ROMANIA “Ho avuto la fortuna di incontrarlo alcune volte di persona, seppur brevemente. Indimenticabile un’udienza in piazza s. Pietro almeno 20 anni fa, dove eravamo con un gruppo di partecipanti ad un incontro ecumenico del Centro “Uno” del Movimento dei Focolari. Eravamo in prima fila; il Papa passò e riconobbe il nostro gruppo. Gli dico: “Noi crediamo che l’unità della Chiesa verrà”. Il Papa risponde “Magari!” e va avanti. Io, con voce più forte: “Siamo convinti!”; lui si ferma, si volta ancora, ci guarda e dice: “Dovete farla voi!” Dovete farla voi. L’unità della Chiesa era certamente una delle sue passioni più grandi. La strada dell’unità ha bisogno di un soffio forte dello Spirito Santo alla base, nel popolo. E’ questo che ho sentito dietro le sue parole. E’ una sua consegna che ha dato a tanti in molti modi. (prof. Stefan Tobler, Sibiu)
Anglicani
USA «E’ stato veramente un leader affascinante. Ha affrontato argomenti che nessun altro voleva affrontare. Non sempre sono stato d’accordo su tutto, ma non ho mai messo in dubbio la sua fede vera, il suo desiderio di andare verso gli altri e di cercare il bene andando al di là di differenze dottrinali. Ci lascia un’enorme eredità» (Rev. Chuck Kramer, Presidente dell’Associazione Ecumenica del Clero, Hyde Park, New York). «Mi ha incoraggiato a vivere una vita migliore» (Dott. Shirley Jones, Albany, New York). URUGUAY “Viviamo con voi questi momenti con la preghiera ed il cuore, per questo grande Papa che ha lavorato tanto per l’unità” (vescovo Miguel Tamayo). GRAN BRETAGNA “Il Papa: ha avuto un ruolo molto importante anche a livello ecumenico. Ha fatto un grande cambiamento, ha vissuto il papato con un’autorità mondiale. Quando ha raccolto i leaders delle varie religioni, si e’ visto in lui un Pastore universale. Quindi questa sua figura e’ molto più accettabile che non la figura del papato nel passato”. (Rev. Callan Slipper, delegato ecumenico della diocesi anglicana nel nord ovest di Londra)
Metodisti
SUDAFRICA «Personalmente io sento una grande gratitudine per il Papa…per quanto ha fatto per l’ ecumenismo. Qualche anno fa ho avuto l’occasione di salutarlo a Roma e da allora ho sentito che Papa Giovanni Paolo II non apparteneva solo alla Chiesa Cattolica, ma è di tutti noi. Penso che ha compiuto pienamente il disegno di Dio su di lui» (Em Beardal, volontaria).
«Dopo essere stato l’anno scorso all’Angelus in Piazza San Pietro, con mia moglie abbiamo scoperto profondamente, in una “luce nuova” la figura del Papa. Da allora abbiamo sempre pregato per lui. Negli ultimi giorni lo abbiamo accompagnato recitando il Padre nostro, la preghiera dell’unità» (dr. Welile Shasha – direttore dell’OMS per il Sud Africa). USA «Non trovo parole… ma certamente è nei nostri pensieri. Una delle sue eredità degne di ricordo, e che apprezzo particolarmente, è il costante impegno a costruire ponti per il dialogo con altri cristiani e con membri di altre religioni» (pastore Jim Moore, Hyde Park, New York.)
Presbiteriani
BRASILE «Un grande essere umano! Lo ammiro per il suo lavoro per la pace» (Pastore Marcio Moreira – San Paolo).
Mennoniti
GUATEMALA «Ringraziamo il Signore per la vita di Giovanni Paolo II, e le sue vedute per rinforzare il dialogo ecumenico, per uscire dallo scandalo della divisione e insistere sull’urgente bisogno dell’unità dei cristiani» (prof. Mario Higueros). (altro…)