Movimento dei Focolari

Chiara Lubich: l’umanità come famiglia

Gen 22, 2026

In occasione dell’anniversario della nascita di Chiara Lubich, Fondatrice del Movimento dei Focolari, condividiamo uno stralcio di un suo discorso pronunciato il 9 novembre 2001 a Innsbruck (Austria) al Congresso “Mille città per l’Europa” sul tema della fraternità universale intesa anche come categoria politica.

La fraternità universale, anche prescindendo dal cristianesimo, non è stata assente dalla mente di qualche raro spirito forte. Il Mahatma Gandhi diceva: “La regola d’oro è di essere amici del mondo e considerare ‘una’ tutta la famiglia umana. Chi distingue tra fedeli della propria religione e quelli di un’altra, diseduca i membri della propria e apre la via al rifiuto e all’irreligione”[1]. (…)

Ma chi ha portato la fraternità come dono essenziale all’umanità, è stato proprio Gesù, che ha pregato così prima di morire: “Padre, che tutti siano una cosa sola”. Egli, rivelando che Dio è Padre, e che gli uomini, per questo, sono tutti fratelli, introduce  l’idea dell’umanità come famiglia, l’idea della famiglia umana possibile per la fraternità universale in atto; e con ciò abbatte le mura che separano gli “uguali” dai “diversi”, gli amici dai nemici, che isolano una città dall’altra, e scioglie ciascun uomo dai vincoli che lo imprigionano, dalle mille forme di subordinazione e di schiavitù, da ogni rapporto ingiusto, compiendo in tal modo un’autentica rivoluzione esistenziale, culturale e politica. L’idea della fraternità iniziò così a farsi strada nella storia. E si potrebbe ripercorrere l’evoluzione del pensiero delle diverse epoche, rintracciandone la presenza, alla base di molte fondamentali concezioni politiche, a volte palese, altre volte più nascosta. Una fraternità spesso vissuta, anche se in maniera limitata, ogniqualvolta, ad esempio, un popolo si è unito per conquistare la propria libertà, o quando gruppi sociali hanno lottato per difendere un soggetto debole, o in altra occasione in cui persone di convinzioni diverse hanno superato ogni diffidenza per affermare un diritto umano.

Chiara Lubich


[1] “In buona compagnia”, a cura di Claudio Mantovano, Roma, 2001, p. 11.

Foto © Horacio Conde-CSC Audiovisivi

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