Movimento dei Focolari

Gesù Abbandonato: la scoperta di un amore più grande

Gen 24, 2024

On the 24th of January 1944, Chiara Lubich discovered what was to become a key pillar for the spirituality of unity: Jesus experiences the highest measure of love, when on the cross he was abandoned by his Father. On the 80th anniversary of that day, we want to share what Chiara said on the meaning of “Jesus Forsaken”.

Era il 24 gennaio 1944 quando Chiara Lubich scopre quello che diventerà un punto chiave della spiritualità dell’unità: Gesù che sperimenta l’abbandono del Padre sulla croce, espressione massima dell’amore. A 80 anni da quel giorno condividiamo alcune parole di Chiara sul significato di “Gesù Abbandonato”. https://youtu.be/XFeLRl-gAPQ

0 commenti

Invia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *


Iscriviti alla Newsletter

Pensiero del giorno

Articoli Correlati

Pasqua: il fondamento della Grande Speranza

Pasqua: il fondamento della Grande Speranza

Questa riflessione sulle ragioni e le origini pasquali della speranza cristiana, che “osa” parlare ancora agli uomini di oggi, ci è offerta da Declan J. O’Byrne, teologo e rettore dell’Istituto Universitario Sophia.

Occhi di Pasqua

Occhi di Pasqua

Klaus Hemmerle (1929-1994), vescovo di Aachen (Aquisgrana, Germania), teologo e filosofo che ha dato, con la sua particolare impronta, un importante contributo per l’approfondimento dottrinale del carisma dell’unità, attraverso queste parole ci inserisce in quello che è il mistero della Pasqua e della Resurrezione di Cristo, invitandoci ad immergerci con pienezza in questo momento ed avere uno sguardo nuovo.

La croce, scrigno di comunione

La croce, scrigno di comunione

La morte in croce di Gesù ci svela un uomo radicato in una relazione talmente forte con il Padre, che è capace di fidarsi di Lui fino alla fine. È per tale ragione che quel calvario diventa lo scrigno nel quale si concentra tutto l’amore di Dio per noi. Le parole di Igino Giordani ci invitano a fare spazio al silenzio e all’ascolto per intraprendere questa via di contemplazione, redenzione e comunione con Dio e tra gli uomini.