Nuova Umanità – Settembre-Ottobre 2005

Editoriale

UNA CHIAVE DI LETTURA DELL’ATEISMO DELL’OCCIDENTE – di Giuseppe Maria Zanghì – L’Autore riprendendo alcune affermazioni di A. Glucksmann nel suo ultimo libro,  La troisième mort de Dieu (Paris 2004), si propone di cercare una risposta alla domanda sul perché l’Occidente, in particolare l’Europa, ha dato vita ad una cultura che in realtà ha fatto di Dio un problema irrisolvibile, fino a gettare l’uomo in una solitudine paurosa senza un orizzonte unitario, che renda possibile un nostro parlare che non sia una serie di monologhi lucidi, intelligenti, colti, ma sempre e solo monologhi. Da qui un’altra domanda: può il credente cercare di comprendere questo fenomeno inquietante e drammatico del mondo contemporaneo – e che lo connota per buona parte – che va sotto il nome di ateismo di una cultura intera?

Nella luce dell’ideale dell’unità

QUALE FUTURO PER UNA SOCIETÀ MULTICULTURALE, MULTIETNICA E MULTIRELIGIOSA?– di Chiara Lubich – Riportiamo il testo dell’intervento tenuto il 19 giugno  2004 presso la Westminster Central Hall di Londra in occasione della “Giornata aperta” promossa dal Movimento dei Focolari.

IL PROBLEMA DELLA CONOSCENZA – di Pasquale Foresi – Il problema della conoscenza che l’Autore affronta sinteticamente presenta due aspetti intimamente collegati fra loro. Il primo concerne il meccanismo del processo conoscitivo  e cioè la dinamica con la quale noi veniamo a conoscere il mondo esterno così come ci si presenta e, di conseguenza, il modo con cui giungiamo a formulare giudizi corrispondenti alla realtà. Il secondo riguarda il valore della conoscenza e cioè se noi siamo in grado di conoscere o meno oggettivamente la realtà così come ci si presenta. Vengono, pertanto, richiamate per grandi linee tre scuole filosofiche emblematiche per evidenziare le diverse soluzioni che, nel corso della storia del pensiero, sono state proposte al problema gnoseologico.

Saggi e ricerche

EDUCAZIONE E SVILUPPO DEL SENSO D’AUTOEFFICACIA NELLA RELAZIONE CON SÉ E CON L’ALTRO – di Michele De Beni – Il mondo della scuola italiana in questi ultimi anni si sta preparando ad affrontare significative trasformazioni che riguardano strutture, tempi e contenuti d’insegnamento. L’Autore, partendo dalla costatazione che sempre più frequentemente nella prassi scolastica l’attenzione si sta spostando su problematiche riguardanti l’organizzazione, la struttura e l’efficienza del sistema, mette in evidenza il rischio che si perdano di vista i nodi di più ampie questioni, riguardanti finalità, obiettivi, contenuti e metodi, che a loro volta richiedono inquadramenti e riflessioni di natura squisitamente pedagogica. Sottolinea, poi, come sia urgente cercare una rifondazione del dibattito entro un quadro antropologico, filosofico e culturale più elevato di quello in cui a volte si tende a rinchiudere i termini delle Riforme scolastiche.

METZ YEGHERN, IL GRANDE MALE – II – di Giovanni Guaita – Nella seconda parte di questo studio l’autore traccia un bilancio del genocidio degli armeni e individua le responsabilità politiche e penali delle autorità turche, dei loro alleati e delle potenze, mettendo in evidenza anche alcuni casi di “disobbedienza civile” di funzionari e privati cittadini turchi e curdi. Il genocidio degli armeni è inserito nel quadro più vasto dell’olocausto anche di altri cristiani sudditi ottomani durante la guerra mondiale; si analizza poi la situazione della chiesa armena durante e dopo il genocidio, l’aiuto delle altre chiese e di filantropi laici quale fu Fridtjof Nansen. L’autore riflette poi sul riconoscimento del genocidio in sede internazionale, sul negazionismo turco e le sue pesanti conseguenze e sul recente interesse di parte della società civile turca contemporanea nei confronti di questa pagina oscura della storia nazionale. Il Metz Yeghern è infine messo in relazione alla Shoah e considerato nelle sue conseguenze per la storia e la cultura del popolo armeno.
 
LA RESPONSABILITÀ SOCIALE DELL’ARTE – di Michel Pochet – Riportiamo la «Lezione Inaugurale»  dell’anno accademico della facoltà di Arte a Heredia e in due altre sedi dell’UNA (Università Nazionale del Costa Rica), Nicoya e San Isidro. L’autore invitato da Mario Alfagüel, compositore costaricano e professore all’UNA, in occasione della prima dell’opera musicale composta su sette poesie del suo libro di poesie Albero di fuoco, presenta in un ambiente accademico e laico la metafora della «luce e dei colori» di Chiara Lubich sottolineando come in questa «visione estetica del mondo» l’Arte e la dimensione sociale siano viste nella stessa luce.

TESTIMONE DI NOVITÀ: VIRGINIA GALILEI E LE SUE LETTERE AL PADRE  – di Maria Chiara Milighetti – Il «caso Galilei» ha suscitato da sempre una molteplicità di suggestioni e di interpretazioni. Si tenta qui di guardare all’affaire con gli occhi della figlia del noto scienziato, Suor Maria Celeste, riscoprendo nuovi scenari interpretativi alla luce del carteggio con il padre e dei rapporti intessuti con i discepoli. E’ infatti necessario integrare ed arricchire la storia a partire dalle fonti dirette, dalle testimonianze di chi quelle vicende le vide, ne fu artefice o le subì e, al tempo stesso, sottolineare che, sebbene la questione galileiana sia stata a tratti definita come un’occasione mancata, come un errore, un fallimento, una sconfitta, da quella profonda frustrazione delle coscienze, dalla prostrazione delle menti e degli animi, scaturì un’umanità trasfigurata, più consapevole e disincantata. E la vecchia immagine di «filosofo della natura» cedette il posto ad un uomo riplasmato dal «dolore della ragione». 

LA MUSICA E IL SACRO – di Pierangelo Sequeri – Che esista un legame arcaico e millenario della musica con il sacro sembra un’evidenza piuttosto scontata. Magari i contorni di questo nesso risultano un po’ sfocati e difficili da precisare: anche perché l’origine appare, in entrambi i casi, assai oscura. Comunque sia, nella storia universale del mito e del rito il vincolo è documentato e palese. La regolata ed efficace ripetizione dell’energia originaria è in ogni culto associata alla scansione del ritmo, alla modulazione del suono, all’armonia della parola, del gesto, della rappresentazione. E i racconti simbolici dell’inizio contengono in molti modi l’evocazione del magico legame tra la forma sonora e il principio divino.

Spazio letterario

POESIE – di Egidio Santanché – Volentieri pubblichiamo alcune delle poesie che continuano ad esserci inviate.

Per il dialogo

UNA RELAZIONE RISPETTOSA. INTERVISTA A  MONS. HENRI TEISSIER – di Michele Zanzucchi – Riportiamo l’intervista a mons. Henri Teissier, arcivescovo di Algeri. Sacerdote dal 1955, mons. Henri Teissier ha studiato a Rabat, Parigi, il Cairo, Aix-en-Provence. Vescovo di Orano dal 1972 al 1981, è stato coadiutore ad Algeri fino al 1988, allorché è stato nominato arcivescovo della capitale algerina. Ha al suo attivo numerose pubblicazioni, tra cui Eglise en Islam (1984), Lettres d’Algérie (1998) e Chrétiens d’Algérie, un partage d’espérance (2002).

Libri

I FUOCHI DEI KELT DI GIOVANNI D’ALESSANDRO – di Giovanni Casoli – Nel gran mare dei romanzi pseudo–storici trovare un romanzo storico degno di questo nome – che è nome difficile e rarissimo basta dire I promessi sposi e Guerra e pace –, è come trovare il classico ago nel pagliaio. Ci si riesce con Giovanni D’Alessandro perché ha scritto un vero romanzo storico, come può fare solo chi, oltre all’indispensabile talento letterario, ha una grande vera competenza storico-documentale, con conoscenze di primissima mano, e una precisa e duttile sensibilità artistica nel raccordare questa a quello, cioè l’autentica conoscenza culturale all’autentico talento narrativo della particolare specie che occorre per i fatti storici. I fuochi dei Kelt racconta i fatti della guerra gallica nel 52 a.C.., sulla base di puntuali riferimenti di passi del De bello gallico che diventano sorgenti e impulsi per l’invenzione letteraria dei grandi e piccoli eventi raccontati.

NUOVA UMANITÀ
XXVII –  Settembre – Ottobre – 2005/5, n.161
SOMMARIO

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