Movimento dei Focolari

Sri Lanka: è l’ora di costruire ponti

Apr 27, 2019

Mentre il mondo è ancora attonito e il popolo dello Sri Lanka si stringe per piangere le vittime del terribile attentato di Pasqua, ci arriva il messaggio di Suchith Abeyewickreme, giovane attivista per la pace e co-fondatore di un network interreligioso di giovani.

Mentre il mondo è ancora attonito e il popolo dello Sri Lanka si stringe per piangere le vittime del terribile attentato di Pasqua, ci arriva il messaggio di Suchith Abeyewickreme, giovane attivista per la pace e co-fondatore di un network interreligioso di giovani. Cosa possiamo fare per il popolo dello Sri Lanka, dopo l’orrore che ha vissuto in seguito agli attentati terroristici di Pasqua? Guardando le immagini di tanto orrore quante volte sperimentiamo quel senso d’impotenza verso la violenza in atto o l’impossibilità di alleviare il dolore di chi piange i propri morti. Eppure una strada c’è: “Dio ci sfida a credere nel Suo amore e ad andare avanti con coraggio sulla via della pace e dell’unità”, come ha scritto la presidente dei Focolari, Maria Voce, a Suchith Abeyewickreme, giovane leader di un network interreligioso cingalese. Il 25 aprile ha scritto un messaggio a tutti i membri dei Focolari nel mondo che pubblichiamo integralmente di seguito:   Cari amici del Focolare, Vi parlo dallo Sri Lanka, dove piangiamo le perdite a causa dei recenti attacchi della domenica di Pasqua nella nostra bella isola. Siamo scioccati, rattristati e scossi da questi eventi senza precedenti. La nostra priorità è l’assistenza alle vittime e alle loro famiglie. Sosteniamo gli sforzi gli uni degli altri nelle varie comunità. Dopo gli attacchi molti di noi sono usciti per donare sangue, aiutare le vittime e donare soccorsi e forniture mediche. Siamo ora in procinto di dare insieme il saluto finale a coloro che abbiamo perso. Siamo consapevoli in questa occasione che questi atti di terrorismo mirano a causare distruzione e paura, sospetto e divisione nel le nostre comunità. Stando fianco a fianco noi cingalesi cristiani, buddhisti, indù, musulmani e di altre tradizioni religiose e culturali, diciamo a chi ci impone il terrore che non permetteremo che raggiungano i loro obiettivi. Comprendiamo che in tali attacchi, ciò che segue le distruzioni fisiche e la morte è la paura, il sospetto, l’odio e la divisione. Ci sono state reazioni di odio, ma dobbiamo dire che la maggioranza dei cingalesi ha mostrato empatia e attenzione gli uni per gli altri. Stiamo lavorando sodo per garantire che questi gesti ad opera di pochi estremisti non finiscano per essere utilizzati per discriminare e alienare persone innocenti o intere comunità. Questi eventi si sono verificati quando in Sri Lanka stavamo per commemorare i 10 anni dalla fine del conflitto armato durato 26 anni. Come società abbiamo molte ferite passate da guarire, ma ora siamo di nuovo feriti. Ma il popolo dello Sri Lanka è forte e resistente. Lavoreremo insieme per guarire noi stessi e la nostra società. E’ in questo momento difficile che dobbiamo praticare le virtù della compassione, dell’amore, dell’empatia, della responsabilità e della pace, guidati dai nostri insegnamenti spirituali. Dobbiamo innalzarci al di sopra della divisione per riconoscere la nostra connessione e umanità condivisa. L’appello che vi facciamo non è per fare donazioni. Con il nostro appello chiediamo il vostro tempo e il vostro impegno per rafforzare il lavoro nelle vostre comunità, per costruire ponti al di là delle divisioni, per intensificare le voci moderate e sostenere la non violenza. In tutto il mondo c’è molta polarizzazione, discriminazioni, odio e violenza che offrono un terreno ideale per l’ estremismo violento. Dobbiamo lavorare insieme per essere i leader sensibili, empatici e responsabili di questo mondo, per curare le sue ferite. “L’oscurità non scaccia l’oscurità: solo la Luce può farlo. L’odio non scaccia l’odio: solo l’Amore può farlo”. Grazie per la vostra solidarietà con noi qui in Sri Lanka, in questo momento così difficile. Vi auguro salute, felicità e pace.

Grazie, Suchith Abeyewickreme

Attivista per la pace, Co-fondatore Interfaith Colombo and Interfaith Youth Network Global Council Trustee, United Religions Initiative

0 commenti

Invia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Iscriviti alla Newsletter

Pensiero del giorno

Articoli Correlati

Un’eredità preziosa: il Paradiso ‘49 di Chiara Lubich

Un’eredità preziosa: il Paradiso ‘49 di Chiara Lubich

Il 22 maggio 2026, presso la Sala Paolo VI della Pontificia Università Lateranense di Roma, si è svolta la prima presentazione del volume “Paradiso ‘49” di Chiara Lubich, una raccolta di scritti attraverso i quali la Fondatrice del Movimento dei Focolari, dà testimonianza e condivide la sua esperienza mistica vissuta tra il 1949 e il 1951.

Chiara Lubich: «Sai dove siamo?»

Chiara Lubich: «Sai dove siamo?»

E’ il 16 luglio 1949. Chiara Lubich si trova a Tonadico, sulle Dolomiti, nel nord Italia, per un periodo di riposo insieme ad alcune delle prime e dei primi compagni. Lì sono raggiunti dall’on. Igino Giordani, che Chiara chiamava Foco. Quel giorno Chiara e Foco stringono un Patto di unità, preludio all’esperienza spirituale e mistica che Chiara compirà tra il 1949 al 1951. Un periodo conosciuto come “Paradiso ‘49” i cui testi sono stati recentemente pubblicati in un volume. Nell’introduzione ad esso, il teologo Piero Coda, offre alcuni approfondimenti “Per una lettura teologica” del testo. Ne pubblichiamo uno stralcio, proprio legato al Patto del 16 luglio insieme ad un breve video di Chiara Lubich del 20 dicembre 1999, quando racconta ai Gen, i giovani dei Focolari, questa esperienza di luce.