12 Ott 2016 | Chiesa, Focolari nel Mondo, Nuove Generazioni, Spiritualità
La decisione di papa Francesco di dedicare la XV Assemblea Generale Ordinaria del Sinodo dei Vescovi a “I giovani, la fede e il discernimento vocazionale”, nell’ottobre 2018, è stata accolta con gioia e interesse anche dal Movimento dei Focolari e, con accenti particolarmente significativi, dalle sue diramazioni giovanili. Le nuove generazioni sono sempre state essenziali alla vita dei Focolari, nella reciprocità con la componente adulta che le accompagna anche nel discernere il proprio progetto di vita. Le prime reazioni dei giovani dei Focolari: «È una buona notizia e anche una risposta. La scelta corrisponde ad un bisogno. Stiamo già provando a vivere la vocazione non come scelta a se stante, ma come realtà unita alla fede. È il tempo di unificarle nella nostra vita. Siamo contenti che il Papa pensi a noi!». (Gloria, Uganda) «Bellissima notizia. Se non si offre un ambiente buono ai giovani nella Chiesa oggi, non ci sarà una cultura buona nella Chiesa domani. Penso che papa Francesco voglia lasciare la Chiesa in buone mani. Occorrono buoni pensieri su come vivere la vocazione. E non soltanto rispetto a scelte future: sposarsi, diventare sacerdote, religioso, focolarino… Nella formazione con i Focolari ho imparato a considerare la vocazione anche nel presente, come risposta da vivere fin da subito. Quindi spero che il Sinodo si concentri anche su questo aspetto». (Ryan, USA) «È stata una sorpresa. Sono sicura che il Papa saprà arrivare a tutti i giovani. Tanti lontani dalla Chiesa si sono interessati della sua enciclica sull’ambiente. Vedo in questo Sinodo una grande opportunità. Se si arriva a tutti sarà fantastico». (Amanda, Brasile) «Ciò che si apprende dalla Chiesa cattolica nel Paese dove sono cresciuta, ha sfumature diverse rispetto ad altri paesi. I pensieri divergono, anche se ci sono strumenti comuni come “Youcat”. La globalizzazione e i social media ci mettono a contatto con quanto la Chiesa insegna nei vari paesi del mondo. La diversità di approccio su questioni importanti può generare confusione in mancanza di una voce chiara. In questo il Papa e la Chiesa universale hanno un ruolo importante, tenendo conto della diversità delle culture. Vedo nel Sinodo una prospettiva bellissima». (Aileen, India) «Nei giovani cresce l’informazione sui problemi della Chiesa, in particolare su temi scottanti: scandali, questione sociale, Chiesa e politica. Sono argomenti che in Perù, ad esempio, creano sempre maggiore distanza tra la posizione del clero e la realtà dei giovani. La notizia del Sinodo mi dà speranza: potrebbe far vedere un volto più umano della Chiesa, con il contributo dei giovani e delle loro idee, utilizzando i mezzi di comunicazione e le reti sociali in maniera trasparente e convergente». (Jorge, Perú) «Sono cresciuto in parrocchia. Penso che il tema vocazione e giovani si sarebbe dovuto affrontare anni fa. Oggi siamo nel pieno di una crisi della vocazione in generale: alla famiglia, alla vita religiosa, come cittadini, ecc. Per questo mi sembra di poter dire: congratulazioni per la scelta». (Damián, Argentina) «La Chiesa ha dimostrato apertura verso i giovani con le Giornate Mondiali. Con papa Francesco penso che si voglia passare dalla teoria alla pratica mettendo al primo posto i giovani. Anche perché dovremo essere noi a trovare soluzioni ad un mondo in conflitto. A volte si pensa che non siamo capaci di affrontare i problemi, ma insieme a persone con esperienza e maturità arriviamo a delle soluzioni. È come se il Papa ci dicesse: siete pronti per questa sfida». (Jorge, El Salvador) «Chissà come si svolgerà di fatto questo Sinodo! Ma se i giovani potessero in qualche maniera partecipare di persona sarebbe importante. Penso sia desiderio di tutti avere voce attiva in questo Sinodo». (José Luis, Brasile) I giovani dei Focolari gioiscono anche della concomitanza del Sinodo con l’appuntamento che si sono dati a Manila nel luglio 2018, il Genfest, dove convergeranno dai cinque continenti. «È una bellissima coincidenza. Saremo nelle Filippine, in un continente con tanti giovani e guardato con attenzione dal Papa. Questo tempo di preparazione ci servirà per capire quale potrà essere il nostro contributo al Sinodo». (Jose Luis, Colombia) Fonte: SIF Servizio Informazione Focolari (altro…)
7 Ott 2016 | Focolari nel Mondo, Nuove Generazioni, Spiritualità
«La festa è stata un’esperienza incredibile! Ha colpito nel segno, nel mio cuore, e ci ha permesso di godere un bellissimo clima di fraternità che aiuta a ricaricare le batterie!». «Mi sono resa conto che posso decidere se restare nella caverna o uscirne. Ho scoperto quanto è importante aprirmi e condividere con altri quello che succede dentro di me». «Nel gruppo di giovani della cittadella ho riconosciuto una grande vitalità, radicalità, gioia, profondità, capacità di affrontare le difficoltà…». «È stata un’esperienza molto bella. Parto con la convinzione che è possibile vivere una vita diversa e che non siamo soli nello sforzo di essere quelli che realmente vogliamo essere e rischiare». Ecco alcune delle espressioni dei mille giovani riuniti, il 24 e 25 settembre scorsi, per la Festa dei giovani 2016, presso la Cittadella Lia – Argentina dei Focolari immersa nella pampa. Si tratta ormai di un appuntamento tradizionale che si ripete ogni anno con la potenza creatrice che i giovani sanno esprimere quando si tratta di trasmettere ad altri gli ideali per i quali vogliono spendere la vita. Quest’anno, all’edizione 2016, attratti dal motto “Rischia, quello che cerchi esiste”, sono arrivati oltre 1000 giovani da Paraguay, Uruguay, Cile, Brasile e da varie città dell’Argentina. In che consiste questa proposta? In un’esperienza di fraternità, che parte dal condividere per 48 ore lo stile di vita evangelico che caratterizza questa cittadella permanente del Movimento dei Focolari, nella quale attualmente vivono 85 giovani di 17 paesi, oltre a famiglie e adulti. Non solo. Si condivide un’esperienza e, attraverso la musica, il teatro e la danza, si mettono in comune anche le attuali problematiche in cui si trovano immersi i giovani: i rapporti familiari, lo studio, i successi e i fallimenti della vita, le dipendenze, i momenti di dolore, e soprattutto l’incontro con un Dio vicino, che ha una risposta personale per ciascuno. Ma l’idea non finisce lì: si cerca di coinvolgere tutti nella costruzione di un mondo unito senza distinzione di fede o di religione.
Quest’anno il programma prevedeva una combinazione di teatro, musica e testimonianze, il tutto sotto un’immagine emblematica che campeggiava a grande scala all’ingresso della sala nella quale si svolgeva la presentazione, con un cartello che incitava tutti: RISCHIA! Il linguaggio scelto per trasmettere le esperienze e costruire le scene di teatro, era diretto e ha interpellato ciascuno personalmente. Le canzoni, cantate con molta energia e un ritmo coinvolgente, hanno aiutato a fare la sintesi di questo impegno nella ricerca di qualcosa di grande per ognuno. I momento vissuti insieme fuori dalla sala, come la visita alla cittadella, i pranzi, le passeggiate, sono serviti per dar spazio a questo scambio tra giovani latinoamericani che hanno dimostrato il loro desiderio e la loro capacità di costruire un mondo unito, una società per tutti. Alla fine, la proposta lanciata ad ognuno dei partecipanti, di moltiplicare queste spazio di fraternità in ogni angolo del pianeta in cui viviamo. Gli echi non si sono fatti attendere: «Dal Paraguay voglio ringraziarvi perché ci avete fatto vivere giornate indimenticabili. Siamo emozionati e disposti ad accettare la sfida!». «Stamattina, mentre ero sull’autobus per andare al lavoro – scrive un altro giovane partecipante – mi tornavano in mente i giorni vissuti insieme e mi veniva voglia di vivere bene la giornata di oggi, di dare quel di più, di rischiare». Fonte: Cono Sur online (altro…)
21 Set 2016 | Cultura, Focolari nel Mondo, Nuove Generazioni, Sociale, Spiritualità
https://vimeo.com/183346391 (altro…)
20 Set 2016 | Focolare Worldwide, Focolari nel Mondo, Nuove Generazioni
Dal 22 a 25 settembre si svolgerà il “Forum Mondiale per la Pace” in Brasile, nella città di Florianópolis. La cerimonia di apertura sarà trasmessa in streaming il 22 settembre alle ore 18:00 (ora locale). Per seguire la trasmissione LIVE: http://live.flars.net/worldpeaceforum2016 Chi vuole collegarsi alla conferenza che i giovani del Forum faranno con i giovani del mondo, il 23 settembre alle ore 11:15 (ora locale) può registrarsi a questo link : worldpeaceyouth.org/registration (altro…)
6 Set 2016 | Focolare Worldwide, Focolari nel Mondo, Nuove Generazioni, Senza categoria, Sociale
«E non chiamiamole vacanze alternative!: in tanti siamo ormai degli habitué del Campus e quindi non è affatto un’esperienza fuori dell’ordinario: fa parte della nostra vita». A spiegarcelo è Nahomy Onate, 21 anni di Reggello (FI), cittadina nei dintorni della cittadella internazionale di Loppiano, che ha preso parte al Siracusa Summer Campus organizzato dai giovani dei Focolari. La Gazzetta locale titolava “I giovani per un Mondo Unito incontrano le periferie di Siracusa”: per il terzo anno consecutivo, infatti, i quartieri di Akradina e Tike e da quest’anno anche quello di Grottasanta, hanno ospitato quest’esperienza che mette al centro le relazioni e la dignità della persona. 120 giovani provenienti da 17 regioni italiane per 10 giorni hanno animato queste periferie con attività e workshop di danza, giornalismo, teatro, pittura, ecc. Oltre cento i bambini e ragazzi dai 6 ai 13 anni coinvolti. «Avevo già partecipato alla seconda edizione, sapevo più o meno cosa mi aspettava e conoscevo la situazione di disagio di queste periferie, ma appena arrivata, l’atteggiamento generale tra tutti mi ha colpito: eravamo pronti a donarci completamente per 10 giorni. E così è stato». Nahomy racconta che la novità di questa terza edizione era proprio il quartiere di Grottasanta, altra zona disagiata e a rischio della città.
«Arrivati davanti alla scuola in cui avremmo fatto attività con i bambini e ragazzi, il panorama che mi sono trovata di fronte mi ha scioccata: un mare splendido faceva da cornice a enormi palazzi fatiscenti e quel luogo era il simbolo del livello a cui il degrado sociale era arrivato. È l’educazione che per prima dà dignità all’uomo e quella scuola così com’era non riusciva a dare proprio nulla a nessuno. Al di là del cancello, però, mamme, maestre e bambini ci hanno accolto con un grosso applauso e tanta speranza di cambiamento negli occhi. Questo ci ha dato la spinta per capire che, nonostante i pochi giorni a disposizione dovevamo scommettere sulla parte più fragile della società e dare il tutto per tutto. Questo è ciò che ciascuno di noi ha fatto nel suo piccolo, stringendo rapporti di vera fratellanza con ognuno. In seguito a una lite molto forte tra due bambini, ho aperto gli occhi sulla realtà che vivono ogni giorno: violenza, desiderio di vendetta e indifferenza sono i “valori” su cui si basa la loro crescita. Di fronte alla situazione che si era creata abbiamo cercato di spiegare loro che non si risponde alla violenza con altra violenza, ma esistono altre strade e altri modi, anche se nessuno fino a quel momento glieli aveva mostrati. “Smettiamola di fare come i mafiosi – ha detto uno dei bambini – non voglio più vedere violenza e vendetta in questo quartiere, adesso siamo cambiati”. Sono bastati pochi giorni dentro il vortice dell’amore reciproco per fargli pronunciare questa frase davanti ai suoi coetanei; il seme che in questi tre anni di campus e in quei pochi giorni avevamo piantato e annaffiato stava crescendo, stavamo lasciando qualcosa dentro di loro: avevano capito che sono loro il futuro e che c’è sempre la possibilità di essere qualcosa di diverso, di migliore. In questi quartieri di Siracusa si trova solo una delle tante periferie di Italia e non vogliamo più non vedere tante situazioni che si verificano anche nelle nostre città, parti di mondo che stanno perdendo i valori, l’amore e il coraggio. Da quest’esperienza sono tornata a casa un po’ nostalgica e triste: ogni bambino mi manca, ma sono anche carica e piena del loro amore, dei loro sorrisi e della loro forza di volontà nel voler rivoluzionare il loro mondo». (altro…)