9 Set 2004 | Focolare Worldwide, Focolari nel Mondo
Di fronte al rischio dello scontro tra le civiltà, ecco l’idea dell’interdipendenza positiva come chiave per affrontare
la grande sfida del “saper vivere insieme” posta dalla società postglobale. Per superare la visione di un’interdipendenza solo economica dei mercati e della finanza, l’interdipendenza positiva tra persone, popoli e Stati per un futuro di pace, dialogo, giustizia sociale e fraternità universale.
L’iniziativa L’11 e 12 settembre prossimo, sarà celebrata a Roma la seconda Giornata dell’Interdipendenza. La prima ha avuto luogo il 12 settembre 2003 a Philadelphia, per iniziativa di Benjamin Barber, professore dell’Università del Maryland (USA) e fondatore dell’associazione Civ-World. La scelta della data non è casuale, trattandosi del giorno seguente l’11 settembre in cui si ricordano gli attacchi terroristici alle Twin Towers e al Pentagono. Nel progetto del Civ-World questa è sembrata la data più appropriata in riferimento alla nuova realtà interdipendente che questi attacchi hanno così duramente espresso. Il significato dell’iniziativa è quello di sottolineare l’idea dell’interdipendenza positiva, come chiave per affrontare la grande sfida del “saper vivere insieme”, come valore necessario alla convivenza pacifica tra gli uomini, da applicare in politica e su cui impegnarsi culturalmente. L’interdipendenza è la condizione globale nella quale oggi ciascuno di noi, come singolo e come gruppo, vive, lavora, respira, pensa: prenderne coscienza accelera il cammino positivo dell’umanità. Di fronte ad una interdipendenza negativa organizzata dal crimine o dal terrorismo o ad un’interdipendenza solo economica, dei mercati e della finanza, che non riesce ad evitare il rischio di uno scontro fra civiltà, la ricerca di un’interdipendenza positiva tra i popoli e le nazioni contribuirà alla maturazione di una cultura della pace, del dialogo, della solidarietà e della fraternità universale. Obiettivo dell’evento del prossimo settembre è quello di promuovere anche in Italia e in Europa l’idea dell’interdipendenza positiva tra le persone, i popoli e gli Stati, collaborando per individuare azioni comuni locali, nazionali, europee e transnazionali. I promotori, insieme al Comune di Roma e al Movimento Civ-World del prof. Barber, sono: le ACLI, Legambiente, il Movimento politico per l’unità – Movimento dei Focolari e la Comunità di Sant’Egidio. Realtà così diverse si sono unite per rispondere insieme, ognuno con la sua tipicità e specificità, adeguatamente alla necessità di formare un “cittadino globale”, che con le sue virtù civiche sia in grado di costruire una “società civile globale”, capace di vera mutualità e reciprocità e di vero dialogo tra culture e popoli diversi. (altro…)
21 Giu 2000 | Non categorizzato
“Il grande progetto politico della modernità prevedeva, come sintetizza il motto della rivoluzione francese, ‘libertà, uguaglianza, fraternità’. Se i primi due principi hanno conosciuto forme parziali di attuazione, la fraternità, invece, sul piano politico, è stata pressoché dimenticata. Proprio questa la caratteristica specifica del nostro Movimento: la fraternità; e per essa acquistano significati nuovi e potranno venire più pienamente raggiunte anche la libertà e l’uguaglianza”. (Chiara Lubich) E’ un nuovo volto del mondo della politica quello che si è intravisto al 1° Convegno mondiale del Movimento dell’unità. Lo si desume anche dai partecipanti: più di 800. Oltre alle personalità, un universo composito: vengono dai cinque continenti, appartengono a diverse formazioni politiche – dal segretario di un partito comunista europeo a rappresentanti di partiti di destra –, fanno politica ai livelli più diversi o invece la studiano. Non mancano segretari comunali e membri di organismi europei. In comune, una passione: quell’arte del gestire la cosa pubblica che sembra aver perso il contatto con la gente. Una passione condivisa da Chiara Lubich: “Al mondo politico – dice nel suo intervento – abbiamo sempre riservato particolare attenzione, perché esso ci offriva la possibilità di amare il prossimo in un crescendo di carità: dall’amore interpersonale ad un amore più grande verso la polis”. Commenterà Livia Turco, del partito Democratico della Sinistra, ministro italiano per la solidarietà sociale: “Mai avevo udito una persona che, a partire dal Vangelo, attribuiva una così grande autorevolezza e importanza alla politica. Mi ha scosso, perché di solito ci si aspetta molto poco dalla politica e anzi se ne parla male”. E Gianfranco Fini, Segretario del partito italiano di destra Alleanza nazionale: “Una proposta da meditare a fondo”. Non solo idee, ma molti fatti. Dai partecipanti emerge questa convinzione: nella fraternità può trovarsi la base su cui lavorare per ogni altro valore, perché l’uguaglianza vissuta senza fraternità diventa massificazione e la libertà lasciata in balia di se stessa diventa individualismo. La fraternità assume diverse sfumature. C’è quella sottolineata da Roberto Mazzarella di Palermo, che, lavorando per gli immigrati siciliani all’estero, ha introdotto questo concetto al centro della propria azione. Johnson, di Recife, racconta come sia passato dall’estrema povertà ad assumere un compito politico, quale rappresentante di s. Teresina, un’isola prima talmente degradata da essere denominata Isola dell’Inferno. Dall’Irlanda del Nord, giungono note di fraternità anche dai campi minati della convivenza tra cattolici e protestanti: “Possiamo far avanzare nei rapporti interpersonali quella fraternità che è contagiosa e che prima o poi porta frutto”. Fraternità anche nel rapporto tra eletti ed elettori. Un esempio viene da Piracicaba, in Brasile, dove un gruppo di una cinquantina di elettori è riuscito a convincere i candidati a promuovere valori positivi nel loro programma, verificandone poi l’attuazione con puntualità e efficacia. Dalle Filippine, invece, una testimonianza dello sforzo di preparare con una vasta azione informativa, i cittadini più poveri e analfabeti a prendere coscienza dei loro diritti, a fare scelte libere. Mezzi: media, incontri nelle scuole, nei quartieri, lettere. Il pensiero politico e la storia in cui ha radice il Movimento dell’unità sono stati approfonditi dagli interventi di Chiara Lubich e Tommaso Sorgi che, con Igino Giordani, fu tra i primi deputati che trovarono nella spiritualità dell’unità nuova ispirazione politica. Non è mancata la dimensione internazionale, essendo la mondialità uno degli orizzonti primari del Movimento, approfondita dal prof. Vincenzo Buonomo. Si è parlato d’Europa: è emersa una visione non solo economica, ma culturale, secondo un modello di unità nella molteplicità che consente ad ogni popolo di vivere la propria diversità come dono. Alla tavola rotonda hanno partecipato politici dell’Est e dell’Ovest europeo e rappresentanti del continente sud-americano. (altro…)