21 Dic 2015 | Cultura
Viviamo in una società dinamica e complessa caratterizzata dalla presenza determinante delle macchine, capaci, soprattutto in seguito alla rivoluzione tecnologica e informatica, di incidere radicalmente nel nostro modo di vivere e di operare. Così l’epoca attuale è segnata dall’accelerazione del tempo – con rapido consumo e invecchiamento di cose, individui, relazioni umane –, e, a causa della crisi, dall’incertezza per il futuro. Argomenti, macchine e futuro, di pregnante attualità, che suscitano urgenti interrogativi esistenziali. Il saggio raccoglie una serie di contributi – dalla filosofia alla cosmologia, dalla biologia all’architettura, dal cinema alla teologia – pensati per stimolare la riflessione e il dibattito tra ricercatori in varie discipline sul rapporto con le macchine e con il tempo, declinato nella dimensione del futuro, in un’epoca in cui si rivela sempre più inscindibile, e al contempo problematica, la relazione tra essere umano, tecnica/tecnologia e futuro. Con i contributi di: Adriano Fabris, Albertina Oliverio, Luigi Tesio, Pietro Benvenuti, Luciano Dini, Andrea Aguti, Maria Antonietta Crippa, Dario Edoardo Viganò, Giancarlo Biguzzi, Sergio Rondinara. Gennaro Cicchese insegna Antropologia filosofica ed Etica presso l’Istituto Superiore di Scienze Religiose “Ecclesia Mater” dell’Università Lateranense e presso il Centro Sant’Agostino di Dakar affiliato all’Università Salesiana. Consigliere nazionale dell’“Associazione docenti italiani di filosofia”, segretario dell’“Area di ricerca Scienza e Fede sull’Interpretazione del Reale”, è autore di numerose pubblicazioni. La collana SCIENZE E FEDE, diretta da Sergio Rondinara, affronta le problematiche connesse al rapporto tra le scienze naturali e il sapere critico della fede riguardo all’interpretazione del reale. Le pubblicazioni sono in collaborazione con il SEFIR (Scienza E Fede sull’Interpretazione del Reale dell’ISSR “Ecclesia Mater” di Roma, attiva presso la Pontificia Università Lateranense), che promuove un dialogo interdisciplinare riguardo la realtà, che coinvolga teologia, filosofia e scienze (matematica, informatica, fisica e biologia), anche in prospettiva storica.
5 Nov 2015 | Cultura, Spiritualità
Vivemos num mundo em que as relações humanas não são mais condicionadas pelos limites geográficos, em que as informações em poucos segundos giram o mundo pelas redes sociais. Tudo isso, ao lado das tensões que há no mundo, revela o longo caminho para uma convivência pacífica e harmoniosa de homens e mulheres. As palavras unidade e relações fraternas têm sido repetidas por líderes e membros de Igrejas cristãs e de outras religiões. Nos documentos do Concílio Vaticano II, a Igreja Católica se define como “instrumento de unidade dos homens com Deus e entre si” (LG 1). Nos anos 1940, Chiara Lubich foi marcada pela oração de Jesus, no capítulo 17 do Evangelho de João: “ut omnes unum sint…” [que todos sejam um], a unidade. A seleção de textos contida neste livro, em parte inéditos, apresenta a compreensão de Chiara e sua vivência inspirada nesse pedido de Jesus a Seu Pai. A unidade é um dom divino, fruto de um empenho mútuo em viver o mandamento de Jesus: “Como eu vos amei, amai-vos também uns aos outros” (Jo 13,34). Organizadores: Donato Falmi [1949-] é editor, graduado em Letras e em Teologia pela Pontifícia Universidade Lateranense (Roma). Florence Gillet [1943-] é doutora em teologia. Atualmente trabalha no Centro Chiara Lubich, Rocca di Papa, Itália. Para mais informações: (11) 4158-8893 comunicacao@cidadenova.org.br Editora Cidade Nova
3 Nov 2015 | Cultura
Unity offers the reader the opportunity to develop a deeper appreciation of the communal aspect of Christian life, and the implications of a communitarian spirituality for the Church and humanity. Available also as an eBook For more information see New City Press (NY)
3 Nov 2015 | Cultura
La questione operaia e il cristianesimo è l’opera più famosa nella storia del pensiero sociale della Chiesa. A scriverla non fu un docente universitario, né un capopopolo proveniente dalle masse lavoratrici, ma l’arcivescovo di Magonza, Wilhelm Emmanuel von Ketteler. La scrisse nel 1864, cioè qualche anno prima che Marx pubblicasse Il capitale. Molte delle tesi contenute in La questione operaia e il cristianesimo confluirono nella Rerum novarum di Leone XIII. Dunque l’opera di Ketteler anticipa tutto e tutti: è prima di Marx, precorre la Rerum novarum, inaugura il filone moderno della dottrina sociale della Chiesa. Come spesso accade, queste pietre miliari del cristianesimo – quando non sono dimenticate – sono più citate che lette. Nel caso di Ketteler, tale risultato è stato favorito dal fatto che l’unica traduzione in italiano di questo volume risale al lontano 1870, e che tale libro è oggi introvabile anche presso le biblioteche! Finalmente ora ne abbiamo una nuova edizione, con una nuova traduzione a cura del Centro Studi Igino Giordani. Non poteva che essere tale Centro Studi a condurre questa operazione impegnativa. Giordani fu tra i grandi divulgatori di Ketteler. Nella prima metà del Ventesimo secolo, egli presentava il pensiero del vescovo di Magonza per spiegare il punto di vista del cristianesimo sulla realtà politica ed economica del suo tempo, soprattutto nei confronti con il socialismo e il liberalismo. La questione operaia e il cristianesimo, infatti, presenta con ordine e precisione la posizione cristiana attorno ai temi della proprietà privata, del lavoro e dello sfruttamento. Pone al centro del discorso la dignità della persona, contro lo sfaldamento sociale preteso dal liberalismo individualista, e l’idolatria dello Stato voluto dal socialismo. In tal senso, l’insegnamento di Ketteler è attualissimo in tempi, come quelli di oggi, in cui di fronte alla globalizzazione si vorrebbe la rottura dei legami comunitari e/o l’assorbimento di ogni cosa nel grande minestrone della mondialità. A cura del Centro Studi Igino Giordani www.iginogiordani.info
12 Ott 2015 | Cultura
La storia dell’impegno dei cattolici nella politica italiana. Chi sono i cattolici politici? Quale la loro identità e la loro storia? Si può parlare di un movimento cattolico italiano in politica? È una domanda che, a seguito della caduta delle ideologie e del ciclone che ha portato in Italia al passaggio dalla Prima alla Seconda Repubblica, torna spesso alla ribalta nel dibattito politico e culturale. Il dialogo tra Michele Marchi e Paolo Pombeni ripercorre la storia del cattolicesimo politico dal Risorgimento ad oggi soffermandosi in modo particolare sul “caso” italiano. È un movimento omogeneo o plurale? La presenza della sede pontificia in Italia ne ha condizionato l’evoluzione? Da Murri a Sturzo, da De Gasperi a Moro, da Andreotti a Fanfani, da De Mita a Prodi, il volume mette a fuoco tutti i più rilevanti snodi della storia contemporanea tra luci e ombre. Nell’ambito della VII edizione de “Il volume della democrazia. Giornata del libro politico a Montecitorio” promossa dalla Presidenza della Camera dei Deputati, dall’Associazione Italiana Editori (AIE) e dall’Associazione Librai Italiani (ALI), a Roma, presso la Libreria Arion Montecitorio (piazza Montecitorio 59): venerdì 23 ottobre 2015 alle ore 18.00 ci sarà la presentazione del libro. Il giornalista Paolo Pagliaro e lo storico Giovanni Orsina (Luiss) dialogano sul tema con gli autori: Paolo Pombeni ( già professore di Storia dei Sistemi Politici Europei presso l’Università degli Studi di Bologna e Direttore dell’Istituto Storico Italo-Germanico di Trento. È fondatore e membro della direzione della rivista “Ricerche di Storia Politica” ed editorialista de “Il Sole-24 Ore”) .e Michele Marchi (dottore di ricerca in Storia dell’Europa contemporanea, insegna Storia internazionale presso la Scuola di Scienze Politiche (Università di Bologna). È membro della redazione delle riviste “Ricerche di Storia Politica”e “Nuova Informazione Bibliografica”). Comunicato stampa Città Nuova editrice 2015