Movimento dei Focolari

Un mondo unito entro il 2050?

Mar 7, 2020

400 giovani, 56 paesi, 16 lingue, 4 giorni: WeGENerate! Il racconto di Conleth Burns dell’Irlanda del Nord.

400 giovani, 56 paesi, 16 lingue, 4 giorni: WeGENerate! Il racconto di Conleth Burns dell’Irlanda del Nord. In gennaio, io e Luisa, un’amica brasiliana, abbiamo parlato con 400 Gen 2, i giovani del Movimento dei Focolari, riuniti a Trento, nel Nord Italia. Abbiamo fatto loro una domanda: volete essere la Generazione del Mondo Unito? La generazione che renderà reale un mondo unito entro il 2050? Settantasette anni prima, Chiara Lubich e i suoi amici avevano fatto di una frase del Vangelo: “Che tutti siano una cosa sola” (Gv 17,21) – lo scopo e la mission della loro vita. Il mese scorso mi trovavo al congresso internazionale Gen 2 dal titolo “WeGENerate”, con alcune centinaia di giovani, della stessa età in cui Chiara ha detto questo “Sì” al Vangelo; per la prima volta mi è capitato di pensare che questa preghiera per l’ “Ut Omnes”, cioè per l’unità della famiglia umana, potesse essere una domanda piuttosto che una semplice dichiarazione in forma di preghiera. Una domanda, perché questa preghiera richiede una risposta. Una domanda, perché non sono solo belle parole per pregare, Ma sfidano chi le legge a viverle per trovare la risposta. Una domanda, perché “Ut Omnes” è un argomento sul quale porsi delle domande, non un dato di fatto. La domanda che Luisa ed io abbiamo rivolto il mese scorso ai ragazzi se, cioè, volessero essere la generazione del mondo unito, non era altro che la domanda – anche se riformulata diversamente – a cui Chiara Lubich aveva risposto nel 1943. Alla fine del quesito abbiamo messo una data per vedere se noi, i Gen, volevamo davvero rispondere. Invece di rispondere a parole, abbiamo deciso di organizzarci. Per questo un pomeriggio tutti noi, 400 Gen, ragazze e ragazzi di 56 Paesi, con traduzione in 16 lingue, abbiamo pianificato azioni locali e globali per combattere la corruzione, ridurre le disuguaglianze, fermare il cambiamento climatico, riattivare il dialogo e prevenire i conflitti. Abbiamo risposto a questa domanda di Ut Omnes, di unità, pianificando attività di promozione, di formazione globale per proteggere la democrazia, prevenire i conflitti, combattere la corruzione e fermare la disuguaglianza. Abbiamo risposto a questa domanda decidendo di promuovere le campagne #CleanPlate, #GreenDay #ClearPlasticJarChallenge e CarPooling per combattere i problemi ambientali. Abbiamo immaginato piattaforme e applicazioni per sbloccare il dialogo; rompendo l’ignoranza e costruendo relazioni. Mark della Siria ha detto di voler tornare in Siria per aiutare a ricostruire il suo Paese. Victor ha risposto a questa domanda sfidando sé stesso a essere una realizzazione viva del carisma dell’unità in Venezuela. Joelle ha risposto a questa domanda promettendo di riportare in Libano questo messaggio di unità e di amore. Tutti contesti che non sono diversi da quello di Chiara, quando rispose alla stessa domanda nel 1943. Molte persone, come Marco, Joelle e Victor, quest’anno si recheranno a Trento per “incontrare” la città di Chiara Lubich. Visiteranno la mostra a lei dedicata e i luoghi della città in cui ha vissuto, incontreranno una comunità di persone che oggi vivono per costruire l’unità a Trento. Ci andranno per capire le radici della storia di Chiara e dei Focolari. Da questo congresso ho capito che se si vuole davvero andare alle origini di questa storia, bisogna farsi le domande alle quali lei ha risposto nel 1943: l’unità è possibile? E ancora: e tu, ci credi che possiamo essere tutti una cosa sola? E se sì, cosa posso fare io?

Conleth Burns

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