Movimento dei Focolari

Vangelo Vissuto: “Colui che viene a me, io non lo respingerò” (Gv 6, 37)

Feb 10, 2022

Incontrare Gesù nel prossimo è scoprire la tenerezza e la belleza del Suo amore. Aprirsi all’altro ci permette di essere dono per chiunque ci passi davanti e di ricevere inaspettatamente il centuplo.

Incontrare Gesù nel prossimo è scoprire la tenerezza e la bellezza del Suo amore. Aprirsi all’altro ci permette di essere dono per chiunque ci passi davanti e di ricevere inaspettatamente il centuplo. Il cuore pieno di gioia Nel nostro villaggio vive una famiglia molto povera con cinque bambini. Il padre è alcolizzato. Tre di loro sono nella stessa classe dei miei figli. Una sera, all’uscita da scuola, pioveva a dirotto. Prendo in macchina i bambini e, vedendo per strada quei tre, faccio salire anche loro accompagnandoli fino a casa. La più piccola mi dice: “Vieni a conoscere la mia mamma?”. Entriamo in quella dimora umilissima e la donna mi ringrazia; poi, conversando, mi dice che cerca un letto d’occasione per l’ultimo nato e mi mostra le camere dove per l’umidità la tappezzeria si stacca dai muri. Gli altri quattro figli dormono tutti nella stessa stanza. La piccola di due anni, quasi nuda, ha addosso un grembiule troppo lungo per lei. Prometto che l’indomani le avrei portato  il letto pieghevole che noi utilizziamo raramente. Il giorno dopo, quando arriviamo da quella famiglia con il lettino, dei giocattoli e alcuni vestiti, i bambini fanno salti di gioia, compresi i miei. Ripartiamo con la promessa di tornare e, sulla via del ritorno, la mia piccola esclama: “Mamma, ho il cuore pieno di gioia”. (M.O.D. – Francia) L’ex preside Un giorno, per strada, incrociai il preside dell’istituto dove insegnavo: proprio lui che tempo prima, con un pretesto, mi aveva licenziato. All’epoca era ancora sacerdote, poi aveva lasciato il ministero e si era sposato. Quando mi riconobbe, cercò di evitarmi, ma io gli andai incontro. Per rompere il ghiaccio domandai sue notizie. Mi disse che viveva in un’altra città, sposato con una vedova madre di due figli, ed era venuto in cerca di lavoro. Ottenuto con difficoltà il suo indirizzo, ci salutammo. Il giorno dopo, tra i miei amici sparsi la notizia che stavo cercando un lavoro per una persona che ne aveva bisogno. La risposta non tardò ad arrivare e mi venne segnalato qualcosa che poteva rispondere a tale richiesta. Quando lo contattai per dirglielo, quasi non riusciva a crederci! Lo accettò profondamente grato. Era commosso che proprio io mi fossi interessato a lui. ( J. – Argentina) Il nonno Da quando il nonno soffre di seri problemi di deambulazione, ha rinunciato alle solite passeggiate per stare sempre in casa a leggere in poltrona e a dormicchiare, malgrado il geriatra lo abbia incoraggiato a fare movimento e uscire. Come far riaccendere in lui la voglia di guarire, di combattere per la vita? Le nostre figlie, con tanto amore, hanno allora escogitato il modo migliore per aiutare il nonno sempre stanco e depresso. Ogni tanto tiravano fuori le carte da gioco e gli proponevano una partita a briscola. Lui tentava di sottrarsi, dicendo che non era più in grado di giocare, ma loro non desistevano. E nel gioco, condotto con l’entusiasmo e la vivacità propria dei bambini, lui ha ritrovato l’allegria e la voglia di stare insieme. Inoltre erano sempre le bambine a ricordargli gli esercizi che doveva fare, come ad esempio la gara del “passo cadenzato”: per aiutare il nonno ad alzare bene le ginocchia e non trascinare i piedi, loro si mettevano sedute a terra con le gambe tese, così lui doveva scavalcarle. (F.G. – Italia)

A cura di Maria Grazia Berretta

(tratto da Il Vangelo del Giorno, Città Nuova, anno VIII, n.1, gennaio-febbraio 2022)

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