Movimento dei Focolari

Vangelo Vissuto: l’arma della gentilezza

Ott 26, 2022

Andare incontro al prossimo, amarlo nella pienezza, vuol dire spesso ritornare sui nostri passi, anche quando pensiamo che le nostre ragioni meritino di essere ascoltate. Vuol dire riporre le armi e sfoderare atti di gentilezza.

Andare incontro al prossimo, amarlo nella pienezza, vuol dire spesso ritornare sui nostri passi, anche quando pensiamo che le nostre ragioni meritino di essere ascoltate. Vuol dire riporre le armi e sfoderare atti di gentilezza. Il ritorno di papà Per motivi di lavoro mio marito si era assentato un’intera settimana, per cui mi ero trovata a gestire da sola quattro figli a casa in seguito alla chiusura delle scuole per il Covid-19. Scontenta, andavo rimuginando: “Era giusto per lui assumersi tante incombenze?”. E dentro di me montava l’ansia di sfogarmi al suo ritorno. A un certo momento però mi sono accorta che la più piccola dei bambini stava preparando con cura un disegno da regalare al papà al suo ritorno. Quel gesto gentile mi ha fatto riflettere, è stato per me un vero esame di coscienza. “Ed io? Che accoglienza gli farò? Lo assalirò con le mie recriminazioni elencando i pesi di cui mi sono dovuta sobbarcare?” mi sono detta. Quel disegno è stata l’occasione per cambiare direzione e per decidere – stavolta insieme ai figli, entusiasti all’idea – di accogliere il papà con una festa, preparando cose buone da mangiare e decorando gli ambienti. Quando mio marito è arrivato, è stato colto di sorpresa. Stanco, ma felice di essere a casa, ha commentato: “Voi non sapete cosa significhi per me avere una famiglia così!”. (M.S. – Ungheria) Ricucire i rapporti Anni fa il mio rapporto con un vicino di casa si è rotto. Inutili i miei sforzi per riconciliarci con lui. Di recente, vedendo il nome del suo santo sul calendario, mi è venuta un’idea. Prima però, avendo lui traslocato, ho dovuto fare qualche ricerca per rintracciarlo. La mattina del suo onomastico mi sono presentato a casa sua con un certo tremore e un cesto di doni. Ad aprirmi è la moglie, che mi accoglie cordiale: “Chi si vede! Mi scusi, ma non l’avevo riconosciuta”; e annuncia l’arrivo di suo marito. Mi chiedevo come avrebbe reagito. Mai però avrei immaginato il grande abbraccio con cui mi ha accolto, ripetendo: “Che regalo mi ha fatto venendo a trovarmi! Sono stato cattivo, ma sai, molto dipende dal mio caratteraccio!”. In salotto, ci siamo intrattenuti in cordiale conversazione per circa due ore. E al momento dei saluti, ha voluto offrirmi alcuni prodotti dei suoi campi. Per quest’incontro che ha recato gioia ad entrambi ho ringraziato Dio: solo lui poteva infondermi il coraggio per osare e credere di più al bene che si nasconde in fondo al cuore di ogni uomo. (E.B. – Italia)

A cura di Maria Grazia Berretta

(tratto da Il Vangelo del Giorno, Città Nuova, anno VIII, n.2, settembre-ottobre 2022)

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