Movimento dei Focolari

Vangelo Vissuto: un passo per andare oltre

Giu 28, 2024

Superarsi è una di quelle tappe del nostro cammino di fede che, seppur complicata, ci permette di andare oltre noi stessi, i nostri attaccamenti e le nostre stesse fatiche. Solo guardandoci dentro, scrutandoci nel profondo, sarà possibile trovare risposte ai nostri problemi, entrare in relazione con l’altro o, semplicemente, trasformare piccoli gesti in grandi imprese per poi progredire nel cammino.

Bullismo
A scuola, durante un intervallo, mi stavo lavando le mani nel bagno quando cinque o sei ragazze e due ragazzi mi hanno assalita, tirandomi i capelli e dandomi pugni e calci. Mi hanno rotto anche gli occhiali. Sono scappati in fretta quando, alle mie grida, è accorsa la bidella. Perché? Eppure mi sembrava di avere un buon rapporto con tutti. Dall’inchiesta che s’è fatta poi, si è venuto a sapere che quel giorno il “gioco” del gruppo consisteva nell’aggredire la prima ragazza bionda che avrebbero incontrato. E io sono bionda. Per giorni sono rimasta traumatizzata all’idea di tornare a scuola. Nel movimento cattolico di cui faccio parte un giorno ci raccontavamo come avevamo vissuto l’invito di Gesù a perdonare settanta volte sette. Per la prima volta mi sono resa conto di quanto sia difficile perdonare. Ci ho pensato e ripensato per giorni. Poi ho capito che la forza per perdonare è un dono del Risorto. Io non ne sarei stata capace. E quando sono tornata a scuola, libera e serena, sentivo di aver fatto un passo importante nella mia vita di fede.
(M. H. – Ungheria)

Una “cassa di quartiere”
Mi aveva colpito questa definizione ascoltata durante uno dei nostri incontri comunitari: “Una città è l’uomo in rapporto con l’altro…”. “Quindi lo è anche un quartiere”, conclusi pensando a quello in cui abito. Da allora ogni nuovo giorno mi sembra più interessante se lo vivo come possibilità di stabilire rapporti autentici con vicini di casa, conoscenti, ecc… Si entra così nelle storie più diverse, si condividono gioie e dolori, si scoprono modi sempre nuovi di andare incontro a certe esigenze. Come nel caso della “cassa di quartiere”, nata dall’idea di mettere in comune qualcosa dei nostri soldi per certe necessità di cui veniamo a conoscenza: l’abbiamo collocata nel garage messo a disposizione da uno di noi, la cui porta non è chiusa a chiave, così ognuno può attingere ad essa quando occorre. Sulla cassetta ci sono due scritte: “Date e vi sarà dato” e “Chi ama dona con gioia”. La somma raccolta è servita a volte per l’acquisto di scarpe particolari, di vestiti, per deposito a causa di un ricovero, per prestiti senza interessi e anche prestiti senza ritorno.
(A. – Italia)

A cura di Maria Grazia Berretta

(tratto da Il Vangelo del Giorno, Città Nuova, anno X– n.1° maggio-giugno 2024)

Foto: © Pixabay

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