Movimento dei Focolari

Venezia, quella strada pericolosa

Set 21, 2011

Una strada statale, una curva che non consente troppa visibilità, e gli automobilisti sempre troppo di corsa. Un cocktail micidiale che mette a rischio la vita dei pedoni. Fino a quando qualcuno decide, per il bene di tutta la comunità, di prendere in mano la situazione.

Abito in una strada laterale a Martellago, in provincia di Venezia. L’attraversamento di questa statale è molto pericoloso, per la poca visibilità del passaggio pedonale e l’alta velocità delle automobili. I cartelli  che indicano i limiti di velocità e il passaggio pedonale sono poco osservati. Il risultato sono frenate brusche o sorpassi molto rischiosi di coloro che si fermano per lasciar passare i pedoni, quasi sempre ragazzi e anziani. Tempo prima avevo fatto presente il problema a un assessore senza nessun risultato; altri avevano raccolto delle firme, consegnandole ai vigili, senza ottenere risposta. Più di una volta abbiamo visto i nostri ragazzi “quasi sotto”. Così dopo aver sfiorato l’ennesima tragedia, ho sentito la responsabilità di dare il mio contributo per risolvere un problema che era di tutti, e ne ho parlato con alcuni genitori della mia via e delle vie limitrofe. Insieme a uno di questi, molto preoccupato per i rischi quotidiani, abbiamo pensato di scrivere una lettera al sindaco. Per dare maggior valenza e importanza alla cosa, abbiamo deciso di farla sottoscrivere da più paesani. Nello scrivere il testo della lettera abbiamo cercato di mettere in risalto la gravità della situazione, ma senza accusare nessuno, prospettando le soluzioni possibili e ricordando le iniziative positive, come l’istituzione di un “pedibus”* e l’utilizzo della bicicletta in città, che lo stesso comune aveva intrapreso per limitare l’uso dell’auto e inquinare di meno. Durante la raccolta delle firme c’è stato anche qualcuno che ci ha contestati, dicendo che era l’ennesima raccolta che non avrebbe risolto nulla. Ma in generale, sia la stesura della lettera, sia la raccolta delle firme, sono state l’occasione per costruire dei rapporti molto belli tra i vicini e i genitori. Ci siamo sentiti tutti più responsabili e attivi cercando insieme la soluzione ad un problema, lavorando “per” e  non “contro”. Ho condiviso quanto stavo vivendo con gli amici che, insieme a me, cercano di vivere per la fraternità nelle loro città e paesi, trovando forza e coraggio per andare avanti. Ci siamo recati in comune, per parlare con il sindaco e consegnargli la lettera con le firme. Un suo stretto collaboratore ci ha avvertiti: Il sindaco non avrebbe gradito, come sempre, le raccolte di firme, e così è stato. All’inizio dell’incontro, il primo cittadino ci ha espresso tutta la sua contrarietà a quelle firme. A quel punto ho preso coraggio e gli ho detto: “Signor Sindaco legga bene il testo della nostra richiesta”. Lui ha letto, ha capito le nostre intenzioni, si è calmato. E’ iniziato così un dialogo, grazie al quale sono venute in rilievo alcune possibili soluzioni, anche se tutte risultavano troppo costose e non realizzabili. In quel momento mi è venuta un’idea: in un’altra strada del nostro comune era stato messo un rilevatore di velocità illuminato, che lampeggiava quando si superavano i 50 Km orari, mentre i passaggi pedonali erano stati evidenziati  in rosso. Così gli ho proposto questa possibilità. Il sindaco ha accolto subito questa idea, dicendoci di avere in giacenza un rilevatore, e che non sarebbe stato un problema evidenziare i passaggi in rosso. Il sabato successivo ci siamo ritrovati di nuovo con il sindaco che, molto fiero, ci ha mostrato il progetto e, dopo un mese, sono cominciati i lavori su quella strada. Questa esperienza mi ha fatto capire la bellezza e la forza di vivere insieme per la fraternità, mettendosi a servizio della propria città. (di Luisa Busato – Venezia, Italia.)

0 commenti

Invia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Iscriviti alla Newsletter

Pensiero del giorno

Articoli Correlati

Un premio conferito a un “ingegnere delle relazioni”

Un premio conferito a un “ingegnere delle relazioni”

Il 16 luglio, nell’anniversario del Patto di unità tra Chiara Lubich e Igino Giordani, Tonadico (Italia) ha assegnato per la prima volta il premio internazionale “Tonadico-Città del Patto”, attribuendolo in questa prima edizione a Gerhard Pross, tra gli iniziatori della rete ecumenica “Insieme per l’Europa”.

Ad un passo dalla resa

Ad un passo dalla resa

Un incontro casuale in ospedale riaccende il senso concreto dell’aiuto reciproco, restituisce speranza a chi era pronto ad arrendersi e rende vivo il ricordo di un desiderio: essere costruttori di un mondo migliore.

Ave Cerquetti: fare della bellezza una via verso Dio

Ave Cerquetti: fare della bellezza una via verso Dio

Dalla creta modellata fin da bambina al desiderio guardare alla scultura e all’arte sacra come ad un linguaggio capace di portare Dio agli uomini del nostro tempo. Ave Cerquetti, storica esponente dei Focolari scomparsa a 95 anni, lascia un’eredità che unisce arte, spiritualità e soprattutto comunione.