Movimento dei Focolari

Intervista della Radio Vaticana all’Arcivescovo Mons. Rylko

Mar 7, 2006

In occasione del 1° incontro dei Movimenti ecclesiali e delle nuove comunità nel continente latino americano

D. – Qual è la realtà dei Movimenti ecclesiali in America Latina? R. – La presenza dei Movimenti ecclesiali e delle nuove comunità in America Latina è molto forte. Oltre ai grandi Movimenti internazionali come il Rinnovamento nello Spirito, i Focolarini, il Cammino Neocatecumenale, ci sono delle realtà nate proprio in America Latina, come ad esempio il Movimento di vita cristiana, nato in Perù, la comunità Shalom, nata in Brasile, tutte e due ormai di carattere internazionale. E’ un segno di forte vitalità missionaria della Chiesa latino-americana. Il Congresso sarà una buona occasione per un rendimento di grazie per i frutti preziosi di santità e di slancio missionario che i Movimenti e le nuove comunità generano in quel grande continente. D. – Questi Movimenti cosa possono dare specificatamente alla Chiesa latino-americana? R. – I Movimenti e le nuove comunità, come ci ha insegnato Giovanni Paolo II, e oggi ci insegna Benedetto XVI, portano nella Chiesa uno slancio missionario molto forte. Hanno una incredibile fantasia e coraggio missionario. Offrono anche degli ambienti educativi di grande forza persuasiva in cui si formano veri discepoli di Cristo. Formazione e annuncio sono due grandi sfide che deve affrontare la Chiesa nei nostri giorni. D. – Un argomento delicato è come armonizzare carismi e Istituzione … R. – Papa Giovanni Paolo II ci ha insegnato che l’istituzione e il carisma non sono contrapposti, ma sono co-essenziali nella vita della Chiesa. Papa Benedetto XVI ha ribadito che il rapporto tra il carisma e l’istituzione non si risolve mediante una semplice dialettica dei principi, perché il carisma ha bisogno dell’istituzione per essere confermato, per durare nel tempo. Dall’altra parte l’istituzione ha bisogno del carisma per non perdere l’anima. Non c’è, dunque, una contrapposizione, ma una organica complementarità. Come armonizzare queste due dimensioni della Chiesa? Giovanni Paolo II ha indicato una strada maestra: che i movimenti sappiano inserirsi con umiltà, diceva il Papa, nel vivo tessuto delle Chiese locali, con spirito di servizio, di collaborazione, e che i pastori li sappiano accogliere con cordialità e accompagnarli con amore paterno. D. – In America Latina c’è purtroppo il fenomeno delle sette … R. – Infatti, il fenomeno della diffusione delle sette costituisce una delle grandi sfide della Chiesa in America Latina. La forza delle sette sta nelle piccole comunità e in un calore umano molto forte che sanno generare. Ecco, dunque, i Movimenti e le nuove comunità, che sono proprio una risposta provvidenziale ad una tale sfida. Una volta il cardinale Ratzinger, futuro Papa, ha detto che i Movimenti, grazie a quella rete di piccole comunità che creano, permettono ai fedeli di sentirsi nella Chiesa come a casa propria, senza formare però un ghetto chiuso; al contrario, coltivando un’apertura universale, fino ai confini della terra. Ecco, dunque, la risposta dei Movimenti alla sfida delle sette: le piccole comunità.

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