Qualche anno fa, lontano dalla mia famiglia, ho dovuto condividere l’alloggio per un po’ di tempo con un collega di lavoro. Alberto, il mio collega, era ateo. Parlavamo di sport, cultura, religioni, ecc. Un paio di volte gli ho raccontato cosa avesse significato per me la conversione, l’incontro con Dio, in Gesù. Mi ringraziava con gentilezza, anche se, ovviamente, rimaneva fedele alle sue convinzioni.
D’altra parte, sapevo che mettere in pratica la parola di Dio significava amare concretamente questa persona. Cominciai, quindi, a interessarmi alla sua vita, alla sua famiglia, a ciò che gli piaceva, a ciò che lo infastidiva o lo faceva soffrire.
Vedendo che Alberto era molto impegnato, mi offrii di cucinare più di quanto mi spettasse e persino di lavargli i vestiti. A lui piaceva andare a correre e, sebbene non fosse il mio sport preferito, iniziai ad andare a correre con lui per entrare maggiormente in sintonia con i suoi interessi.
Un giorno mi propose di uscire per andare in cerca di divertimento con le ragazze. Gli risposi gentilmente di no e gli spiegai che per me il sesso era qualcosa di molto profondo. Mi guardò un po’ incredulo e mi disse: “Devo riflettere su quello che mi dici”.
Le nostre strade si separarono. Lo rincontrai anni dopo in un aeroporto. Ci abbracciammo e mi disse: “Sai da dove vengo? Da una riunione. Sono il presidente del consiglio parrocchiale”. Che sorpresa! Non riuscivo a crederci.
Alberto aggiunse: “Miguel, ti ricordi tanti anni fa, quando cucinavi nei giorni in cui avrei dovuto farlo io, o quando mi lavavi i vestiti e uscivi a correre con me? Ti osservavo e vedevo che avevi qualcosa dentro di te, una luce, una forza nella la tua vita che a me mancava. Ebbene, è stato proprio quello a toccarmi e ha cominciato, a poco a poco, a scuotere il mio cuore e la mia mente. Qual è stato il risultato? Un profondo dialogo interiore con Dio. Ho iniziato a leggere il Vangelo e a cambiare il mio stile di vita. È arrivato il battesimo ed eccomi qui: da ateo a presidente del consiglio parrocchiale. Grazie per quei mesi che abbiamo vissuto insieme!”.
M. N. – Messico
(da focolaresciudadnueva.com)
Foto: © Kampus by Pexels




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