Movimento dei Focolari

Vangelo vissuto: uniti a Dio e disponibili verso gli altri

Ott 18, 2019

Un tesoro inestimabile che abbiamo ricevuto da Gesù stesso è la sua parola, che è parola di Dio. Questo dono  “[...] comporta da parte nostra una grande responsabilità [...].  Dio ci ha dato la sua parola perché noi la facessimo fruttificare. Egli vuole vedere attuata nella nostra vita e nella nostra azione nel mondo quella trasformazione profonda, di cui essa è capace”

Un tesoro inestimabile che abbiamo ricevuto da Gesù stesso è la sua parola, che è parola di Dio. Questo dono  “[…] comporta da parte nostra una grande responsabilità […].  Dio ci ha dato la sua parola perché noi la facessimo fruttificare. Egli vuole vedere attuata nella nostra vita e nella nostra azione nel mondo quella trasformazione profonda, di cui essa è capace”[1]. Rinnovata fiducia La nostra situazione economica era diventata molto precaria. Una domenica rinunciamo con amarezza ad una gita, non avendo nemmeno i soldi per la benzina, e a piedi andiamo in chiesa. Durante la Messa, le letture sembrano rivolte proprio a noi, ed in particolare le parole: “La farina della giara non venne meno e l’orcio dell’olio non diminuì”. Torniamo a casa pieni di una rinnovata fiducia. Nel pomeriggio, per caso, incontriamo per strada la persona con cui mesi prima non si era conclusa la vendita di un appezzamento di terra. Ne riparliamo lì per lì e l’accordo si raggiunge in pochi minuti. (L. e S. – Italia) Mi ha insegnato cosa è la coerenza Dopo la morte di mio padre sono seguiti anni bui, con esperienze molto negative e una forte delusione per non aver potuto accedere all’Accademia aeronautica, cui tenevo molto. In quel periodo ho conosciuto una persona, un vero cristiano, molto impegnato in famiglia, nel lavoro, nel sindacato e con le persone che gli vivevano accanto. Il suo esempio mi ha insegnato cos’è la coerenza all’ideale cristiano: essere al tempo stesso uniti a Dio e disponibili verso il prossimo. (Ettore – Italia) Un regalo ad ogni nascita Quando ci siamo sposati, io facevo solo le guardie mediche notturne e mia moglie era fisioterapista. Vivevamo con pochi soldi, ma non ci sembrava questo un motivo sufficiente per chiuderci alla vita. Ogni nascita di un bambino (ora ne abbiamo quattro) ha coinciso con una nuova tappa nella carriera, quasi un regalo che il nuovo nato si portava. Ancora oggi sperimentiamo giorno per giorno l’amore concreto dall’Alto, così abbondante che riusciamo a metterne una parte in comune con altre persone. (Michele – Italia) Il postino Avevo ordinato un ferro da stiro e un’asse che dovevano arrivarmi per posta. Il postino mi aveva consegnato solo il primo, giustificandosi che per l’asse non aveva trovato posto sull’auto, e dicendomi che potevo ritirarla direttamente all’ufficio postale. Quando mi recai all’ufficio, l’impiegato si arrabbiò molto, dicendomi che il postino era obbligato a consegnarmi anche l’asse, magari caricandola alla fine del giro. Il giorno dopo, il postino mi disse che aveva ricevuto una bella sgridata e si scusò con me. “Per me la storia finisce qui – gli risposi – noi restiamo amici come prima!”. La domenica seguente, durante una festicciola, ricevetti in regalo un alberello di carta con la Parola di Vita di quel mese: “Siamo sempre lieti nel Signore”.  Mi venne subito in mente: e se lo regalassi al postino? Così feci, e l’indomani lo collocai sopra la buca delle lettere. Al mio rientro a casa trovai un biglietto con sopra disegnato un cuore e una parola: “Grazie”. (Monica – Svizzera)

a cura di Chiara Favotti

[1] C. Lubich, Parola di Vita  ottobre 1991, in eadem, Parole di Vita, a cura di Fabio Ciardi (Opere di Chiara Lubich 5, Città Nuova, Roma, 2017),  p. 486.  

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