Movimento dei Focolari

7 dicembre ’43: il giorno del “Sì” a Dio

Dic 7, 2022

Immaginate una ragazza innamorata; innamorata di quell’amore che è il primo, il più puro, non ancora dichiarato, ma che incomincia a bruciare l’anima. Una gioia caratteristica, difficile a riprovare nella vita, gioia segreta. Qualche giorno prima del 7 dicembre mi era stato detto di vegliare la notte precedente accanto al crocifisso per meglio prepararmi allo […]

Immaginate una ragazza innamorata; innamorata di quell’amore che è il primo, il più puro, non ancora dichiarato, ma che incomincia a bruciare l’anima. Una gioia caratteristica, difficile a riprovare nella vita, gioia segreta. Qualche giorno prima del 7 dicembre mi era stato detto di vegliare la notte precedente accanto al crocifisso per meglio prepararmi allo sposalizio con Dio, sposalizio che doveva avvenire nella maniera più segreta. La sera ho tentato questa veglia, inginocchiata accanto al letto davanti a un crocifisso di metallo che ora ha mia madre. Al mattino mi sono alzata verso le cinque. Ho indossato il miglior vestito che possedevo e mi sono incamminata, attraversando tutta la città, verso un piccolo collegio. Una bufera infuriava, così che dovetti farmi strada spingendo l’ombrello avanti. Mi pareva esprimesse che l’atto che stavo facendo avrebbe trovato ostacoli. Arrivata al collegio: cambio di scena. Un enorme portone si apre da solo senso di sollievo e di accoglienza, quasi braccia spalancate di quel Dio che mi attendeva. La chiesetta era adornata alla meglio. Sullo sfondo campeggiava una Madonna immacolata. Prima della Comunione ho visto, in un attimo, quello che stavo per fare non sarei più potuta tornare nel mondo. Io mi sposavo. Sposavo Dio. Quell’aprire gli occhi su ciò che stavo facendo – ricordo – è stato immediato, breve, ma così forte, che mi è caduta una lacrima sul messalino. Un lungo ringraziamento. Credo d’aver fatto la strada di ritorno verso casa di corsa. Mi sono soffermata soltanto vicino, mi sembra, al vescovado, a comperare tre garofani rossi per il crocifisso che mi attendeva in camera. Sarebbero stati segno della festa comune. Tutto qui. Con le più rosee previsioni il 7 dicembre ’43 non avrei potuto pensare quello che oggi vedo. Lode a Dio, gloria a Maria, regina d’un regno che ha – senza metafora – invaso il mondo.

Chiara Lubich (Estratto da “oggi l’Opera compie trent’anni, “ Rocca di Papa, 7 dicembre 1973)

https://www.youtube.com/watch?v=2i80L6Srdh8&list=PLKhiBjTNojHqNPFPXKJgyiqn8c7NKZ0ME

0 commenti

Invia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *


Iscriviti alla Newsletter

Pensiero del giorno

Articoli Correlati

Libano: la resistenza della solidarietà

Libano: la resistenza della solidarietà

La guerra in Libano ha causato oltre un milione di sfollati, trasformando l’emergenza in una condizione diffusa e prolungata. Nelle testimonianze che riportiamo si racconta di perdite materiali, traumi e una speranza sempre più ridotta. Tuttavia cresce la rete spontanea di solidarietà piantando sempre più veri semi di umanità.

Istituto Universitario Sophia: nuova offerta formativa

Istituto Universitario Sophia: nuova offerta formativa

Un percorso universitario rinnovato e completo (triennale e magistrale) orientato alle professioni del futuro con doppio titolo (ecclesiastico e civile) nella nuova sede didattica della città di Firenze (Italia).

In udienza da Papa Leone XIV

In udienza da Papa Leone XIV

Sabato 21 marzo 2026, i partecipanti all’Assemblea del Movimento dei Focolari sono stati ricevuti in udienza privata da Papa Leone XIV. Il pontefice ha riconfermato l’essenza e la fecondità del carisma dell’unità, dono di Dio per la Chiesa e per il mondo ed ha incoraggiato a vivere con fiducia, trasparenza e responsabilità questa fase post fondazionale.