Movimento dei Focolari

Insieme per l’Europa al parlamento di Bruxelles

Mag 22, 2026

Dal 11 al 13 maggio 2026, un centinaio di giovani europei e di altri Paesi hanno invaso il quartiere dell’Unione Europea a Bruxelles

Il quartiere europeo di Bruxelles è un dedalo di uffici, sedi e agenzie che operano nell’Unione Europea, le cui sigle a volte sembrano degli scioglilingua. Lungo le sue strade s’aggirano funzionari e dirigenti dall’aria seria e professionale. Percorrendole si sentono parlare lingue differenti e s’incontrano abitudini singolari. Eppure, da tale varietà non si ricava un’impressione di confusione, perché il tutto è sostenuto da una grande compostezza. Tale sonnacchioso ordine è stato brevemente interrotto nei giorni dall’11 al 13 maggio, quando un gruppo di circa 100 entusiasti giovani si è mosso fra le istituzioni dell’Unione Europea mettendoci impegno e passione. Non erano una scolaresca in gita, tutt’altro! Erano i giovani di Insieme per l’Europa, preparati e ispirati, i quali vivono l’Europa non come un traguardo da raggiungere, ma come il loro sicuro punto di partenza per affacciarsi al mondo intero.

Con loro c’erano alcuni eurodeputati e altre personalità pubbliche: Andrea Wechsler, Antonella Sberna, Leoluca Orlando, Eduard Heger, Jeff Fountain, Giuseppe Lupo, Miriam Lexmann, Gerhard Pross, Nicole Grochowin. Sono nomi altisonanti: vogliamo citare le loro nazioni di appartenenza? Forse non ce n’è bisogno: erano europei. Aggiungere che si trattava di italiani, di slovacchi, di tedeschi, di olandesi, di austriaci… non aiuta granché alla comprensione delle ragioni che hanno condotto tutti costoro a incontrarsi con i giovani.

Tali ragioni partono dall’attuale situazione di crisi, nella quale sembra che non ci sia spazio per l’unità fra i popoli e le nazioni. Nessuno riesce più a garantire nemmeno la pace. In un contesto siffatto, Insieme per l’Europa ha voluto mostrare che l’unità non è un’opzione, ma segna la trama dell’evoluzione storica dei popoli europei. E se oggi tale trama pare seppellita sotto le macerie dei conflitti in atto, Insieme per l’Europa si prefigge il compito di riportarla alla luce, offrendo la propria esperienza di collaborazione fra i cristiani come una via per ricostruire l’architettura europea sulle fondamenta dell’unità. Tutti insieme: membri di Chiese diverse, cittadini di diversi Paesi e, soprattutto, persone di differenti generazioni. Giovani, adulti e anziani abitano questo lacerante presente e solo mettendosi insieme possono risolverne le contraddizioni. La sfida, dunque, è anche intergenerazionale. Per questo i giovani di Insieme per l’Europa hanno voluto offrire agli europarlamentari e alle personalità presenti un “Patto intergenerazionale”, nel quale si fissa il reciproco impegno ad agire per un’Europa fucina di pace e solidarietà.

Da dove venivano i 100 giovani partecipanti? Oltre agli europei (anche qui, poco importa che erano finlandesi, svedesi, olandesi, tedeschi, belgi, scozzesi, slovacchi, austriaci, ungheresi, rumeni, italiani…) c’erano statunitensi, colombiani, cinesi, canadesi, brasiliani e messicani.  Perché l’Europa non vive per sé, giacché la sua vocazione è dispiegarsi sul piano globale, mettendo a disposizione il suo corredo di valori forgiati nel cristianesimo, vissuti nel dialogo ecumenico, amplificati dai lucidi progetti dei giovani di Together for Europe.

Alberto Lopresti
Foto: © Insieme per l’Europa

0 commenti

Invia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *


Iscriviti alla Newsletter

Pensiero del giorno

Articoli Correlati

Radicata tra due sponde: in dialogo tra fede e identità

Radicata tra due sponde: in dialogo tra fede e identità

In occasione della Settimana di Preghiera per l’Unità dei Cristiani in alcuni Paesi dell’emisfero Sud, che si celebra in prossimità della festa di Pentecoste, condividiamo la testimonianza di una giovane ortodossa nella Trento cattolica.

Battaglie di neve contro la guerra

Battaglie di neve contro la guerra

Una storia di prossimità. Un desiderio profondo e una nevicata copiosa. A gennaio alcuni minori di Gaza accolti in Italia per cure mediche vivono una giornata speciale tra solidarietà, integrazione e speranza.

Bolivia: incontro e amicizia senza confini

Bolivia: incontro e amicizia senza confini

Due famiglie di Vicenza (Italia) hanno vissuto in Bolivia un’esperienza intensa e profondamente significativa, entrando in contatto diretto con i progetti di sostegno a distanza promossi da Azione Famiglie Nuove (AFN). Non una semplice visita, ma un’immersione nella quotidianità di chi, ogni giorno, trasforma la solidarietà in opportunità di riscatto.