Movimento dei Focolari

agosto 2003

Lug 31, 2003

«Or, dunque, Israele, ascolta le leggi e le norme che io vi insegno, perché le mettiate in pratica» (Dt 4,1).

Un Dio che parla con noi come ad amici! L’antico popolo d’Israele era fiero di avere un Dio tanto vicino, che gli donava leggi e norme tanto giuste, come leggiamo in questo brano del Deuteronomio, che fa parte dell’Antico (o Primo) Testamento.
Proprio perché la Parola di Dio ha un suo fascino straordinario, c’è il pericolo di credere che, una volta ascoltata, tutto sia fatto; e invece la Parola va vissuta. Qui è il punto.
Anche l’apostolo Giacomo nel Nuovo Testamento metteva in guardia i primi cristiani: “Siate di quelli che mettono in pratica la Parola e non soltanto ascoltatori, illudendo voi stessi”. La stessa cosa insegnava Mosè quando si rivolgeva a tutto il popolo con queste parole:

«Or, dunque, Israele, ascolta le leggi e le norme che io vi insegno, perché le mettiate in pratica»

Ascoltare, dunque, la Parola e viverla.
Inoltre nelle Parole di Gesù è presente Lui stesso, le sue Parole sono Lui stesso, e le sue sono parole eterne perciò attuali in ogni momento; universali, quindi valgono per tutti, al di sopra di ogni razza e cultura; non sono semplici esortazioni, suggerimenti, comandi, come possono essere le parole umane: esse contengono e trasmettono la Vita.

Gesù, alla fine del suo grande discorso della montagna, ci ha lasciato in proposito una famosa parabola: paragona ad una casa costruita sulla sabbia chi ascolta con entusiasmo le sue Parole, ma poi non le traduce in vita; vengono i venti e le piogge, ossia altre proposte umane più facili e allettanti, dottrine che incantano e illudono con i loro bagliori passeggeri, e la persona frana miseramente perché il messaggio evangelico in lei non è diventato vita.

Gesù paragona poi chi mette in pratica la sua Parola ad una casa costruita sulla roccia: possono venire le prove, le tentazioni, i dubbi, i disorientamenti, ma quella persona rimane salda sulla via del Vangelo, continua a credere nelle Parole di Dio perché ne ha sperimentato la verità.
Vivere la Parola di Dio porta un’autentica rivoluzione nella nostra vita e in quella della comunità umana con cui condividiamo il Vangelo.

«Or, dunque, Israele, ascolta le leggi e le norme che io vi insegno, perché le mettiate in pratica»

Le Parole di Gesù vanno vissute con la semplicità dei bambini! Egli ci dice: “Date e vi sarà dato” (Lc 6,38). Quante volte possiamo sperimentare che più diamo più riceviamo! Quante volte non ci siamo trovati a mani vuote, perché ogni volta che abbiamo donato a chi era nel bisogno ci siamo ritrovati con cento volte tanto. E quando non avevamo niente da dare? Non ha detto Gesù: “Chiedete e vi sarà dato” (Mt 7,7)? Chiedevamo…, e la nostra casa si riempiva di ogni ben di Dio da poter donare ancora.
Quando siamo oppressi dalla preoccupazione per qualche situazione che ci sembra superi le nostre forze, dall’angoscia che ci paralizza, ricordiamo le Parole di Gesù: “Venite a me, voi tutti, che siete affaticati e oppressi…” (Mt 11,28), e, gettata in Lui ogni inquietudine, vedremo ritornare la pace e con essa la soluzione ai nostri problemi.

La Parola di Dio spezza il nostro io, annulla l’egoismo, sostituisce il nostro modo di pensare, di volere, di agire con quello di Gesù. Vivendola, subentra in noi la logica divina, la mentalità evangelica e vediamo tutto con occhi nuovi; cambiano anche i nostri rapporti con gli altri: persone che prima non si conoscevano, vivendo insieme la Parola di Dio e comunicandosi le esperienze che essa suscita, si ritrovano fratelli, diventano popolo, Chiesa viva. Una sola Parola del Vangelo vissuta da tanti potrebbe cambiare il corso della storia.
La Parola di Dio, se vissuta, opera miracoli. Nasce così, nel nostro cuore, una confidenza nuova, sconfinata, nell’amore del Padre, che assiste con il suo quotidiano intervento i suoi figli. Le sue Parole sono vere; se noi le viviamo, anche Lui le mette in pratica, alla lettera, e ci dona ciò che promette: il centuplo qui in terra, la pienezza della vita e la gioia senza fine del Paradiso.

Chiara Lubich

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