Movimento dei Focolari

Argentina: con gli amici ebrei del Cono Sud

Apr 12, 2012

Un folto gruppo di ebrei impegnati nel dialogo interreligioso si è riunito a Buenos Aires con la presidente dei Focolari, Maria Voce. Amicizia, fiducia, affetto, le parole chiave di questo incontro.

Con l’incontro di ieri sera con un folto gruppo di appartenenti a varie comunità ebraiche dell’Argentina e dell’Uruguay è iniziata una serie di impegni che in questi giorni metteranno la presidente dei Focolari, Maria Voce, a contatto con varie espressioni del Movimento nel Cono Sud. L’appuntamento era presso la fastosa Sala Dorata del Palazzo San Martin, sede del Ministero degli Esteri argentino, dove le autorità della Segreteria di Culto hanno dato il benvenuto a Maria Voce. Il contesto farebbe pensare ad una riunione formale, ma immediatamente la lunga amicizia stabilita con vari membri della comunità ebraica in Argentina ha trasformato la serata in un momento di famiglia e di dialogo fraterno. Il sottosegretario, ambasciatore Juan Landaburu, ha concluso il suo saluto sottolineando come l’Argentina abbia fatto del dialogo interreligioso una vera e propria politica di Stato. È seguita una serie di interventi che hanno ripercorso le tappe dell’amicizia e del dialogo dei Focolari con membri di varie comunità ebraiche di queste terre. “Qui i tuoi fratelli ebrei si presentano davanti a te, con i nostri volti, le nostre storie, le nostre volontà”, ha esordito la rabbina Silvina Chemen. Paul Varsawsky, ha invece segnalato la necessità di ritrovarsi attorno al messaggio biblico ed ha accennato al ruolo che la “Regola d’oro” (‘non fare agli altri ciò che non vuoi sia fatto a te‘) assume per le tre grandi religioni monoteiste. Altri interventi hanno sottolineato l’importanza dei quattro simposi ebreo-cristiani celebrati in questi anni, l’ultimo dei quali si è svolto nell’agosto scorso proprio in Argentina; le Giornate per la Pace, che da dodici anni si tengono presso la Mariapoli Lia, a 250 km da Buenos Aires; la figura di Lia Brunet, una delle prime compagne di Chiara Lubich, che ha dato un forte impulso a questo dialogo dei Focolari. Un momento che varie volte è stato citato come essenziale nella storia di questa amicizia: la visita, nel 1998, di Chiara Lubich alla B’nai B’rith, in occasione del suo viaggio in Argentina, quando dopo aver acceso le candele della Menorah, invitò i presenti a formulare un patto di amore reciproco. Un paio di domande a Maria Voce le hanno dato occasione per approfondire alcuni temi. Come si andrà avanti nel Movimento senza Chiara e con Maria Voce? “Chiara era portatrice di una spiritualità collettiva e comunitaria… per viverla bisogna essere almeno in due, perche richiede un amore reciproco che va e che viene.  Non mi sono sentita da sola nel succedere a Chiara, perché sentivo che tutto il Movimento era con me. Ed in questo impegno ci siete anche tutti voi e sento che insieme possiamo camminare lungo la strada che Chiara ha aperto”. Come possiamo evitare che il dialogo tra noi rimanga limitato all’ambito degli specialisti? “Bisogna guardare al prossimo che ho a fianco, come ad un fratello. Così inneschiamo una catena che non finisce. In questo modo possiamo arrivare a tutti e superare i pregiudizi e le difficoltà sorte nella storia. Aver ritrovato la possibilità di avere fiducia tra noi, abolire il sospetto, volerci bene sinceramente… questo ci aiuterà ad arrivare a tutta la società”. “Siamo parte della stessa famiglia perché siamo figli di Dio e dobbiamo arrivare a Lui, ma dobbiamo arrivarci uniti”, ha poi concluso tra gli applausi dei presenti. La riunione volge al termine. Insieme, abbracciati, si canta: “Hine ma tov umanaim, Shevet ajim gam iajad (quanto é bello e giocondo che i fratelli vivano insieme), tratta dal salmo 133. C’é poca voglia di congedarsi… come spesso succede tra fratelli. di Alberto Barlocci

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