“Se vuoi restare saldo nella fede, scegli la via della speranza destinata alla tua anima di discepolo di Cristo”. È uno dei 1001 pensieri rivolti dall’allora Arcivescovo François Xavier Nguyễn Văn Thuận ai suoi fedeli, nei lunghi anni della detenzione in carcere a motivo della sua fede: una collezione di riflessioni, moniti, incoraggiamenti, poi raccolti nel volume “Il cammino della speranza”, considerato il “testamento spirituale” del cardinale vietnamita, dichiarato Venerabile da Papa Francesco.
In occasione del 50° Anniversario della stesura del volume, la Causa di Beatificazione del Cardinale Văn Thuận e il Dicastero per il Servizio dello Sviluppo Umano Integrale – che è Attore della Causa – insieme con il Dicastero per il Clero, l’Editrice Città Nuova e la Diocesi di Roma, desiderano onorare la memoria del Cardinale vietnamita celebrando un convegno intitolato “François Xavier Nguyễn Văn Thuận. Testimone di speranza”.
L’evento si tiene il prossimo 25 marzo a Roma, presso la Sala dei Trattati Lateranensi, nel Palazzo Apostolico Lateranense, dalle 16.00 alle 17.30 (utc +1).
Sarà presente la Sig.ra Élisabeth Nguyễn Thị Thu Hồng, sorella del Cardinale Văn Thuận.
Attraverso la testimonianza di chi lo ha conosciuto, e con brani e musiche tratti dai suoi scritti, il Convegno intende sottolineare l’attualità della figura del Cardinale Văn Thuận: un pastore fedele che seppe trasformare l’esperienza della prigionia in uno spazio di preghiera, perdono e offerta, mostrando come la luce del Vangelo possa vincere ogni oscurità. Dalle sue parole giunge fino a noi un messaggio di speranza, patrimonio spirituale universale.
Apre i lavori Sua Em.za Cardinale Baldassare Reina, Vicario Generale di Sua Santità per la Diocesi di Roma. Intervengono Sua Em.za Cardinale Michael Czerny, S.J., Prefetto del Dicastero per il Servizio dello Sviluppo Umano Integrale; Dr. Waldery Hilgeman, Postulatore della Causa di Beatificazione del Cardinale Văn Thuận; Sua Em.za Cardinale Lazzaro You Heung-sik, Prefetto del Dicastero per il Clero; Sua Em.za Cardinale Luis Antonio Tagle, Pro-Prefetto del Dicastero per l’Evangelizzazione.
Interviene al pianoforte Don Carlo Seno, presbitero della Diocesi di Milano, Responsabile del Centro di Spiritualità “Vinea mea”.
Modera l’incontro il giornalista Alessandro De Carolis, di Radio Vaticana – Vatican News.
Nel contesto del Convegno sarà presentata l’edizione in lingua italiana della nuova biografia del Cardinale Văn Thuận, redatta dalla sorella Élisabeth, pubblicata da Città Nuova Editrice, con Prefazione a firma del Cardinale Michael Czerny.
L’evento è aperto alla stampa, previa richiesta di accredito presso la sala Stampa della Santa Sede, e sarà fruibile via streaming in lingua italiana, con traduzione simultanea in inglese, francese, spagnolo, portoghese, tedesco, vietnamita.
A cura della Causa di Beatificazione del Cardinale Văn Thuận
La vita, le opere e la spiritualità del Cardinale Văn Thuận sono illustrate anche nel portale a lui dedicato, in più lingue, all’indirizzo https://www.cardinalvanthuan.va/it.html
L’arrivo di Papa Leone XIV è stato accolto da un applauso caloroso dei 320 partecipanti all’Assemblea Generale dei Focolari ricevuti in Vaticano in udienza. “Con quell’applauso – ha raccontato il Copresidente neoeletto, Roberto Almada – abbiamo voluto esprimere la nostra gioia. Mi ha colpito il suo sguardo riconoscente e incoraggiante nei confronti di tutte le componenti del Movimento: sacerdoti, famiglie, giovani, focolarini”.
Fin dai primi passaggi, Papa Leone XIV ha riportato l’attenzione sulla radice del carisma: “Ognuno di voi è stato attratto dal carisma della Serva di Dio Chiara Lubich”. L’unità, ha sottolineato, resta il cuore del dono che lo Spirito Santo offre oggi alla Chiesa e al mondo.
Un popolo della pace chiamato ad essere argine alle barbarie
Il tema della pace ha attraversato con forza il discorso del Santo Padre. Ha riconosciuto che “anche attraverso di voi, Dio si è preparato, nei decenni passati, un grande popolo della pace”, chiamato oggi “a fare da contrappeso e da argine a tanti seminatori di odio che riportano indietro l’umanità a forme di barbarie e di violenza”. Parole che hanno confermato il lavoro dell’Assemblea, che ha riflettuto su come contribuire più efficacemente a ricucire legami sociali, superare polarizzazioni, promuovere dialogo e fraternità nei territori in cui il Movimento è presente.
Margaret Karram, rieletta Presidente del Movimento, ha così commentato: “Il Papa ha sottolineato ancora quanto oggi, più che mai, ci sia bisogno dell’unità in un mondo diviso e in guerra. Ha rimesso ancor più al centro la necessità di vivere di più e meglio la nostra vocazione alla fraternità. Mi ha poi colpito la riconoscenza del Papa per il lavoro del Movimento in campo ecumenico, interreligioso e in altri ambiti”.
La responsabilità della fase post‑fondazionale
Un passaggio particolarmente significativo ha riguardato il momento storico che il Movimento sta attraversando. Papa Leone XIV ha ricordato che: “a voi è affidata la responsabilità di tenere vivo il carisma del vostro Movimento nella fase post‑fondazionale”, una fase che non termina con la generazione immediatamente successiva alla fondatrice, ma che “si prolunga anche oltre”. Ha invitato il Movimento a distinguere con lucidità e onestà ciò che appartiene al nucleo essenziale del carisma da ciò che nel tempo può cambiare. Ha detto con chiarezza che è necessario discernere “quali aspetti della vostra vita comune e del vostro apostolato sono essenziali, e perciò vanno mantenuti” e “quali strumenti e pratiche, benché in uso da tempo, non sono essenziali al carisma… o hanno presentato aspetti problematici e perciò sono da abbandonare”.
Le parole del Santo Padre sulla trasparenza – “condizione di credibilità” e diritto di tutti perché il carisma è un dono condiviso – hanno dato conferma e forza a un orientamento già maturato nell’Assemblea. Un Movimento più corresponsabile è il passo necessario per vivere oggi l’unità.
Un processo di rinnovamento condiviso: le linee d’indirizzo per i prossimi cinque anni (2026–2031)
La riflessione sulle sfide e le criticità avviata dall’Assemblea generale ha evidenziato che alla base di tanti problemi del movimento oggi, sta la necessità di una comprensione più matura dell’unità, nucleo fondante del Carisma di Chiara Lubich, per questo è stato avviato un processo di ripensamento e approfondimento a tutti i livelli.
In questo orizzonte, si intende: lavorare per superare divisioni e polarizzazioni attraverso l’azione delle comunità dei Focolari che vivono sui territori e nelle “periferie” del mondo, in sinergia con quanti condividono il principio evangelico dell’unità attraverso il dialogo e la collaborazione; sostenere reti impegnate nella promozione della pace e nell’educazione alla non violenza; sviluppare una visione integrale della cura del pianeta e delle persone; rafforzare famiglie e comunità come luoghi di prossimità e sostegno reciproco. Accanto a ciò, diventa essenziale promuovere un uso etico e responsabile delle tecnologie e dell’intelligenza artificiale, coinvolgendo tutte le generazioni, e valorizzare il contributo dei giovani e la ricchezza che nasce dall’incontro tra diverse esperienze e sensibilità.
Con un approccio fondato sulla qualità delle relazioni, sulla trasparenza, sulla partecipazione e sulla responsabilità condivisa, il Movimento rinnova il suo impegno a lavorare affinché ogni luogo diventi spazio di incontro e collaborazione, a servizio del bene comune e della pace.
Oggi sono stati eletti i 20 Consiglieri e Consigliere generali del Movimento dei Focolari, che nel nuovo mandato accompagneranno la Presidente nel suo servizio.
Secondo quanto stabilito negli Statuti generali, essi, insieme alla Presidente e al Copresidente, hanno il compito di rappresentare l’intero Movimento e di manifestarne l’unità.
Saranno poi chiamati a svolgere i compiti che la Presidente affiderà loro, in particolare la cura degli aspetti concreti della vita del Movimento (riassunti nei “sette colori”) e l’accompagnamento delle suddivisioni geografiche (le “zone”). Ciascuno, nel proprio incarico, avrà a cuore l’unità dell’intera famiglia dei Focolari, custodendola e promuovendola in ogni passo.
Entrano oggi in questo servizio dopo aver ricevuto i due terzi dei voti degli aventi diritto e rimarranno in carica per cinque anni.
Stefania Tanesini con il team Comunicazione Multimedia e Servizi linguistici
Negli ultimi anni il Medio Oriente ha attraversato una delle fasi più difficili della sua storia recente. Guerre, instabilità politica ed emergenze economiche hanno colpito milioni di persone, costringendo famiglie intere a lasciare le proprie case e mettendo a rischio l’accesso ai beni più essenziali. In questo contesto, i progetti sostenuti attraverso i fondi raccolti per l’Emergenza Medio Oriente del Movimento dei Focolari, portati avanti da AMUe AFN, hanno cercato di offrire risposte concrete ai bisogni più urgenti, raggiungendo complessivamente 3.337 persone, grazie all’utilizzo di 362.754 euro destinati agli interventi umanitari.
Gaza: sostegno agli sfollati
Il 7 ottobre 2023 ha segnato l’inizio di una nuova fase del conflitto nella Striscia di Gaza. Secondo le Nazioni Unite, circa il 90% della popolazione è stato costretto a lasciare la propria casa e quasi tutta la popolazione si trova oggi ad affrontare livelli estremi di insicurezza alimentare.
In collaborazione con la rete locale, in particolare con Caritas Giordania e il Patriarcato Latino di Gerusalemme, è stato possibile sostenere 1.750 persone sfollate. Gli interventi hanno riguardato l’acquisto e la distribuzione di beni di prima necessità, il sostegno alimentare e l’accoglienza di centinaia di persone presso due parrocchie. Oltre al cibo e ai medicinali, è stato offerto un luogo sicuro dove trovare riparo e assistenza.
Nel 2024 l’intensificarsi dei conflitti nel sud del Libano ha provocato oltre un milione di sfollati. Molte famiglie hanno dovuto lasciare tutto e cercare rifugio altrove.
Grazie alla collaborazione con l’associazione locale Humanité Nouvelle sono state accolte 195 persone presso il Centro Mariapoli “La Sorgente” e l’Institut de Rééducation Audio-Phonétique (IRAP), nella provincia di Beirut. Qui gli sfollati hanno ricevuto ospitalità, cibo, assistenza medica, vestiti e beni per l’igiene.
Particolare attenzione è stata dedicata ai bambini e ai ragazzi: sono state organizzate 7 classi per 39 studenti fino ai 15 anni, permettendo loro di continuare il percorso scolastico anche durante lo sfollamento. Attività ricreative, momenti di condivisione e iniziative promosse da giovani volontari hanno contribuito a creare spazi di speranza in una situazione segnata dall’incertezza.
Sempre in Libano è stato portato avanti il progetto SOSTENIAMOLibano, nato per aiutare le persone a sostenere il costo delle cure in un sistema sanitario sempre più fragile. Il progetto ha raggiunto 112 beneficiari, offrendo contributi per l’acquisto di farmaci, supporto psicologico e sostegno per cure ospedaliere.
Un ulteriore intervento ha riguardato il sostegno ai piccoli produttori agricoli locali. Attraverso l’iniziativa “From All Lebanon to All Lebanon” sono stati acquistati prodotti agroalimentari e artigianali da piccoli produttori e distribuiti alle famiglie sfollate dell’area metropolitana di Beirut. Questo progetto ha coinvolto 80 persone, contribuendo sia al sostegno alimentare sia alla tutela delle attività economiche locali.
Dopo oltre quattordici anni di guerra, la Siria continua a vivere una situazione estremamente fragile. Nel 2024, durante una fase di transizione politica, molte famiglie si sono trovate improvvisamente senza accesso al denaro a causa della chiusura temporanea delle banche.
Grazie alla rete locale del Movimento dei Focolari è stato possibile offrire un sostegno economico a 305 famiglie presenti ad Aleppo, Damasco, Homs e in altre città, raggiungendo circa 1.200 persone. Il contributo ha permesso loro di affrontare le spese più urgenti legate ai bisogni quotidiani, come cibo, medicine e beni di prima necessità.
Un segno concreto di vicinanza
Oltre ai numeri, questi progetti raccontano soprattutto storie di solidarietà e di collaborazione tra realtà locali e internazionali. L’obiettivo non è stato solo rispondere all’emergenza immediata, ma anche rafforzare i legami di comunità e sostenere la resilienza delle persone coinvolte.
A cura di Coordinamento Emergenze del Movimento dei Focolari
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T’ho sentito palpitare nel silenzio altissimo d’una chiesetta alpina, nella penombra del tabernacolo di una cattedrale vuota, nel respiro unanime d’una folla che ti ama e riempie le arcate della tua chiesa di canti e di amore.
T’ho trovato nella gioia. Ti ho parlato al di là del firmamento stellato, mentre a sera, in silenzio, tornavo dal lavoro a casa.
Ti cerco e spesso ti trovo.
Ma dove sempre ti trovo è nel dolore.
Un dolore, un qualsiasi dolore, è come il suono della campanella che chiama la sposa di Dio alla preghiera. Quando l’ombra della croce appare, l’anima si raccoglie nel tabernacolo del suo intimo e scordando il tintinnio della campana Ti vede e Ti parla.
Sei Tu che mi vieni a visitare. Sono io che ti rispondo: “Eccomi Signore, Te voglio, Te ho voluto”.
E in quest’incontro l’anima mia non sente il suo dolore, ma è come inebriata dal tuo amore: soffusa di Te, impregnata di Te: io in Te, Tu in me, affinché siamo uno.
E poi riapro gli occhi alla vita, alla vita meno vera, divinamente agguerrita, per condurre la Tua guerra.
Chiara Lubich in Meditazioni, Città Nuova Edizioni, Roma, 2020, p. 75