All’indomani della conferma della loro elezione, Margaret Karram e Roberto Almada rilanciano un impegno comune: ravvivare i rapporti, superare l’indifferenza e camminare insieme per la pace.
“Con la grazia di Dio e il vostro aiuto, accetto. Mi ha estremamente toccato il Salmo 94 della liturgia di oggi: ‘Ascoltate oggi la voce del Signore, non indurite il cuore’. A questa nuova chiamata rinnovo il mio ‘sì’, la mia piena adesione a Dio insieme a tutti voi, al servizio della Chiesa, del Movimento e dell’umanità”.
Sono queste le prime parole di Margaret Karram, a pochi minuti dall’elezione a Presidente del Movimento dei Focolari, il 12 marzo 2026, per un secondo mandato quinquennale.
È stata rieletta dai 261 partecipanti aventi diritto al voto, in rappresentanza delle comunità dei Focolari dei cinque continenti, che dall’1 al 21 marzo partecipano all’Assemblea generale.
Il nuovo Copresidente è Roberto Almada, focolarino sacerdote argentino, eletto anch’egli con la maggioranza dei due terzi. Succede a Jesús Morán che ha terminato il secondo ed ultimo mandato (in base al Decreto del Dicastero per il laici, la famiglia e la vita dell’11.06.2021).
“Accetto questa elezione con la grazia di Dio e con la protezione della Madonna – ha dichiarato Almada – e ce la metterò tutta, con le forze, l’intelligenza e il cuore; potete contare su di me!”.
Le elezioni sono state confermate dal Dicastero Laici, Famiglia e Vita, quale autorità competente della Santa Sede, secondo quanto previsto dagli Statuti generali del Movimento dei Focolari (Opera di Maria, artt. 79 e 88).
Margaret Karram, una vita nel segno del dialogo
Margaret Karram è la terza presidente dei Focolari, dopo la fondatrice, Chiara Lubich. Succede nel 2021 a Maria Voce, deceduta il 20 giugno scorso.
Araba cristiana, nata ad Haifa in Israele, si è formata in un contesto multireligioso, maturando fin da giovane un forte impegno per il dialogo tra culture e fedi diverse. Negli Stati Uniti si è laureata in Ebraismo all’American Jewish University di Los Angeles, per poi assumere incarichi di responsabilità nel Movimento in Terra Santa, lavorando parallelamente per 14 anni al Consolato generale d’Italia a Gerusalemme.
Riconosciuta a livello internazionale per il suo contributo al dialogo interreligioso – premi Mount Zion (2013) e Santa Rita (2016) – ha partecipato all’Invocazione per la Pace nei Giardini Vaticani nel 2014 con Papa Francesco e i presidenti israeliano e palestinese. Eletta nel 2021 Presidente dei Focolari per un primo mandato, ha intensificato l’azione del Movimento nel dialogo ecumenico e interreligioso. Ha incontrato il Patriarca ecumenico di Costantinopoli Bartolomeo I e ha partecipato come invitata al recente Sinodo della Chiesa cattolica.
Nel 2023 è stata nominata Membro del Dicastero per i Laici, la Famiglia e la Vita. Ha compiuto viaggi in Asia, nelle Americhe, in Europa e nel Pacifico per incontrare le comunità dei Focolari e organizzazioni impegnate nel dialogo tra le Religioni. Tra le tappe più recenti: il Genfest 2024 in Brasile, il forum per la pace negli Stati Uniti nel 2025 e la conferenza internazionale per i dieci anni della Laudato si’. Autrice con Monica Mondo del volume Per non sfiorarci invano (2023, Ed. Francescane), nel 2025 ha pubblicato Prossimità, via alla pace – Pagine di vita (Ed. Città Nuova), dedicato alla cultura della fraternità e del dialogo.
Roberto Almada è il nuovo Copresidente dei Focolari
Roberto Almada è un focolarino sacerdote argentino, medico psichiatra e psicoterapeuta. Dottore in filosofia, è stato tra i promotori della Scuola di Logoterapia in Uruguay e Paraguay. Fa parte del gruppo che coordina percorsi di accompagnamento spirituale e psicologico presso l’Istituto Universitario Sophia per l’America Latina e i Caraibi e presso l’Istituto Logos di Caserta (Italia). La sua attività pastorale si è concentrata in ambito familiare attraverso il Movimento Famiglie Nuove, dove segue progetti di accompagnamento alle coppie.
Autore del libro El cansancio de los buenos sulle dinamiche del burnout, tradotto in varie lingue (in Italia: “Il burnout del buon samaritano”, Ed. Effatà) e coautore di Desafío Parejas, entrambi pubblicati da Ciudad Nueva. È stato collaboratore del Centro internazionale dei focolarini a Rocca di Papa (Italia) dal 1999 al 2009 e Consigliere per lo stesso Centro dal 2014 al 2021. Fino al 2026 ha vissuto a Buenos Aires, impegnato per il Movimento del Cono Sud negli ambiti dell’evangelizzazione, accompagnando comunità locali dove ha facilitato processi di riorganizzazione e coesione, e dello studio.
Ha maturato notevole esperienza nell’ambito ecclesiale e formativo in diversi Paesi dell’America Latina, tra cui Colombia, El Salvador, Cile, Uruguay, Paraguay e Argentina; accompagnando presbiteri, comunità religiose e docenti cattolici attraverso corsi ed esercizi spirituali, con particolare attenzione al sostegno nei momenti di stanchezza pastorale e alla riscoperta del senso della missione. Ha anche lavorato nell’accompagnamento dei giovani e in ambito sociale con persone migranti.
Cosa fa la Presidente del Movimento dei Focolari
Secondo gli Statuti generali, la Presidenza sarà sempre affidata a una focolarina consacrata a voti perpetui: una scelta che richiama una presidenza laica e femminile, voluta dalla fondatrice Chiara Lubich e confermata da San Giovanni Paolo II. La Presidente è chiamata ad accompagnare con spirito di unità”, le comunità dei Focolari presenti in 150 Paesi che abbracciano il messaggio evangelico della fraternità universale nel contesto di una pluralità culturale, sociale e religiosa. Tra i suoi compiti figurano la guida e l’orientamento di un movimento che affronta le sfide locali e globali del nostro tempo e chiamato in particolare a sanare le fratture personali e sociali dell’esistenza umana. Gli Statuti richiamano anche lo stile con cui la Presidente deve esercitare la sua responsabilità: una leadership fondata sul servizio e sulla carità evangelica, secondo l’invito di Gesù a farsi servo di tutti (cfr. Mc 10,44). A lei è chiesto di essere costruttrice di ponti, promotrice dell’unità e testimone del messaggio centrale della spiritualità dei Focolari, facendosene portavoce con coerenza e dedizione.
Il ruolo del Copresidente
Il Copresidente – eletto tra i focolarini sacerdoti del Movimento dei Focolari – è innanzitutto chiamato a operare in stretta collaborazione con la Presidente, condividendo con lei le decisioni e contribuendo a garantire il discernimento e la coesione del Movimento. Accanto a questo ruolo primario, il Copresidente collabora nella guida generale dell’Opera, offrendo il suo apporto alle questioni più rilevanti, vigilando sulla piena conformità della vita del Movimento alla fede e alla dottrina della Chiesa.
L’Assemblea dei Focolari continua
Nei prossimi giorni l’Assemblea è chiamata ad eleggere anche il nuovo organo direttivo dei Focolari, si tratta dei Consiglieri generali che saranno i più stretti collaboratori della Presidente e a discutere proposte di modifica agli Statuti generali.
Il 21 marzo i partecipanti e osservatori dell’Assemblea saranno ricevuti in udienza privata da Papa Leone XIV.
L’Assemblea generale è entrata nel vivo con un intenso lavoro di dialogo e co-elaborazione. Dal 6 all’11 marzo si stanno approfondendo nove tematiche emerse dalle proposte ricevute da persone e comunità del Movimento in tutto il mondo. I lavori si svolgono in 30 gruppi, guidati da facilitatori secondo la metodologia della Conversazione nello Spirito, che promuove ascolto e discernimento. Stanno emergendo proposte e linee di azione condivise, discusse in plenaria che poi verranno sottoposte al voto dell’Assemblea.
Governance, partecipazione e responsabilità – Emergono l’esigenza di una partecipazione più ampia, corresponsabile e intergenerazionale, e una governance più sinodale e trasparente. Si riflette anche sui rapporti tra Centro Internazionale, aree geografiche e comunità locali e sul significato della leadership alla luce del Carisma dell’unità.
Famiglia – In un Movimento costituito da vocazioni, età e culture diverse, la famiglia è un tema trasversale. In alcune società le sue sfide sono trascurate: l’Assemblea discute su come riportarla al centro, riconoscendo la ricchezza e la complessità delle diverse situazioni culturali.
Il Movimento dei Focolari nella Chiesa cattolica – Si approfondisce il rapporto con la Chiesa cattolica come scambio di doni: il Carisma dell’unità cresce dentro la Chiesa universale e locale. Al centro del confronto c’è la formazione sul dialogo e le relazioni con le Chiese locali e gli altri Movimenti ecclesiali.
Rapporti tra persone di varie Chiese – L’ecumenismo è una sfida vitale per un Movimento che riunisce in sé persone di tante Chiese cristiane. Si avverte il bisogno di far crescere il senso del “noi”, curando linguaggi e gesti che favoriscano stima e conoscenza reciproche. L’Assemblea si chiede quali scelte formative, culturali e operative possano rafforzare la dimensione ecumenica in ogni ambito.
Pace ed ecologia integrale – Custodire la terra e costruire comunità inclusive sono due aspetti inseparabili. Si lavora per definire meglio l’impegno del Movimento, traducendo i valori in azioni locali e globali: progetti ecologici, percorsi di formazione alla pace e alla riconciliazione di comunità e popoli.
Trasmissione del Carisma – Come parlare oggi del nostro Carisma dell’unità? A chi e con quali linguaggi? In un mondo molto cambiato, emerge la necessità di nuove narrazioni capaci di raggiungere le generazioni di oggi e di domani.
Dialogo e polarizzazione – Il dialogo è una scelta fondamentale in un contesto segnato da divisioni culturali, politiche e religiose anche interne al Movimento. Si riflette su come promuovere percorsi formativi adeguati e una cultura accogliente che ricomponga le fratture.
Vivere l’unità oggi – Formare la coscienza, rispettare la libertà personale e vivere la comunione sono temi molto sentiti. Si esplora come migliorare atteggiamenti, strutture e linguaggi affinché sostengano davvero la dignità e la maturità vocazionale di tutti.
Comunicazione, media e intelligenza artificiale – Le nuove tecnologie aprono opportunità ma anche interrogativi. Si discute di strategie comunicative, dell’uso consapevole dei media, del coinvolgimento dei giovani e degli aspetti etici legati allo sviluppo dell’intelligenza artificiale.
La prossimità che unisce: voci ebraiche e islamiche in dialogo
Ogni giornata si apre con una meditazione o riflessione, guidate anche da persone di diverse Chiese cristiane e di fedeli di altre Religioni. Il 9 marzo, con il Rabbino David Goodman da Gerusalemme e il teologo musulmano Adnane Mokrani, si è approfondito: “La prossimità nella tradizione ebraica e nella tradizione islamica”: una luce preziosa mentre il Medio Oriente e molti popoli vivono gravi sofferenze.
La vicinanza fisica non basta, ha detto il Rabbino Goodman. La vera prossimità nasce quando accogliamo le ferite dell’altro e lasciamo che l’altro entri nelle nostre. In collegamento da Gerusalemme ha inviato un potente messaggio di speranza e riconciliazione: fare all’Assemblea una esperienza di autentica prossimità.
Adnane Mokrani ha sottolineato che Dio ci è sempre vicino, ancor prima che lo invochiamo: ci cerca e ci accompagna anche nel pericolo. La prossimità, ha detto, è ciò che ci rende pienamente umani, perché ci apre alla solidarietà e ci permette di condividere il dolore dell’altro. Ha lasciato l’immagine di un triangolo – Dio, io e il fratello – il cui centro è l’amore.
“Preghiamo perché, in questo tempo di buio, Dio possa rivelare un nuovo passo per l’umanità in cammino”.
Il programma previsto per i prossimi giorni
12-15 marzo – Elezioni della Presidente, del Copresidente e dei consiglieri/e generali;
16 – 20 marzo – Discussioni e votazioni sulle proposte di modifica a Statuti generali e regolamenti;
21 marzo – L’Assemblea generale sarà ricevuta in udienza privata da Papa Leone XIV.
Stefania Tanesini con il team Comunicazione Multimedia e Servizi linguistici
Rabbino David GoodmanAdnane MokraniLuigino Bruni – Lorna GoldIl gruppo dei facilitatori
L’incalzare delle notizie che ci giungono dallo scacchiere del Medio Oriente provoca un crescente sgomento alle tantissime persone che sinceramente vogliono pace e sicurezza per tutti, e non soltanto per alcuni. Purtroppo, gli appelli autorevoli affinché al conflitto armato si lasci nuovamente campo alla diplomazia, e gli appelli alla preghiera per la Pace sembrano vani ed ingenui.
Ma proprio la gravità degli eventi attuali, che malauguratamente si aggiungono e amplificano le altre crisi belliche ed umanitarie, richiede una risposta coraggiosa e profetica da parte di ogni singola persona, di ogni cittadino che abbia a cuore il Bene Comune, e la Pace come primo tra questi beni.
Anche il Movimento dei Focolari che ha comunità che vivono in molte delle aree oggetto dei conflitti, rinnova il proprio impegno a tanti livelli: dagli aiuti di emergenza per le popolazioni più fragili costrette a vivere nell’incertezza e nella paura e private di ogni forma di sostentamento, alle azioni di cittadinanza attiva presso le proprie istituzioni e nella società civile.
Così il Coordinamento Emergenze del Movimento dei Focolari rinnova un appello alla solidarietà per aiutare le migliaia di famiglie in fuga: molte hanno perso la casa, altre cercano rifugio in strutture che riaprono le porte nonostante risorse sempre più limitate. In questo scenario in continuo cambiamento, vogliamo restare accanto a chi soffre, pronti a sostenere iniziative locali di accoglienza e aiuto concreto.
Ogni contributo permetterà di portare sollievo immediato e immaginare, insieme, percorsi di speranza e ricostruzione.
Invitiamo tutti a unirsi a questo impegno: la Pace si costruisce anche così, scegliendo di non voltarsi dall’altra parte.
O anche attraverso bonifico sui seguenti conti correnti:
Azione per un Mondo Unito ETS (AMU) IBAN: IT 58 S 05018 03200 000011204344 presso Banca Popolare Etica Codice SWIFT/BIC: ETICIT22XXX
Azione per Famiglie Nuove ETS | Banca Etica – filiale 1 di Roma – Agenzia n. 0 | Codice IBAN: IT 92 J 05018 03200 000016978561 | BIC/SWIFT: ETICIT22XXX
Causale: Emergenza Medio Oriente
Per tali donazioni sono previsti benefici fiscali in molti Paesi dell’Unione Europea e in altri Paesi del mondo, secondo le diverse normative locali.I contribuenti italiani potranno ottenere deduzioni e detrazioni dal reddito, secondo la normativa per gli ETS
Foto gentilmente concessa dal Patriarcato Latino di Gerusalemme
Dal 2 al 4 marzo l’Assemblea generale dei Focolari ha vissuto il ritiro spirituale. Giorni di ascolto dello Spirito, silenzio personale, preghiera per la pace, ma anche di immersione in alcune delle problematiche globali che affrontiamo, presentate da personalità di varie culture.
Andrea Riccardi, storico italiano, fondatore della Comunità di Sant’Egidio, vede una vera chiamata alla fraternità per i Movimenti nell’attuale situazione mondiale. Chiamata che spesso non sentiamo, forse perché chiusi nei nostri problemi. È solo “uscendo”, in contatto con la realtà, che compiremo la nostra missione. E Vinu Aram, medico, Direttrice del Centro internazionale Shanti Ashram in India, ha sottolineato che, per costruire la pace, c’è bisogno anche di una profonda formazione spirituale.
Dalle ferite che milioni di donne e uomini vivono – povertà, ingiustizia, migrazioni – sono partiti P. Vilson Groh, sacerdote brasiliano, impegnato nelle periferie di Florianópolis (Brasile), ed Emilce Cuda, teologa e docente argentina, Segretario della Pontificia Commissione per l’America Latina. Hanno gettato luce sulle enormi disuguaglianze presenti sul pianeta e parlato di come il lavoro per gli ultimi sia un aspetto imprescindibile della nostra vita, un volto privilegiato di Gesù Abbandonato da cercare e incontrare.
La preziosità di ogni relazione quale fonte di realizzazione e di libertà, è stato il punto focale dell’intervento di Chiara Giaccardi, italiana, sociologa dei processi culturali e comunicativi. Non solo dunque cercare e promuovere l’auto-realizzazione, ma piuttosto, la co-realizzazione, la possibilità di creare insieme qualcosa di nuovo, uno spazio generativo.
Ma parole come relazione e libertà hanno ancora senso nell’era dell’Intelligenza Artificiale, di sistemi sempre più manipolatori? Paolo Ruffini, giornalista italiano, Prefetto del Dicastero per la comunicazione della Santa Sede e Fadi Chehadé, uno dei massimi esperti mondiali in ambito informatico, hanno parlato delle grandi opportunità, delle enormi responsabilità che abbiamo in ogni campo della comunicazione, soprattutto ora che l’Intelligenza Artificiale invade e pervade la nostra vita. Questo non è un invito a non utilizzare le tecnologie, anzi, occorre sostenerne un uso etico e tornare ai rapporti umani, con coraggio, “facendo – come ha ricordato Chehadé citando un insegnamento del padre – delle nostre case, delle nostre comunità, non fortezze, ma oasi”.
La giornata del 5 marzo, è stata interamente dedicata alla Relazione del Quinquennio 2021-2026 presentata in sala dalla Presidente Margaret Karram insieme ad alcune riflessioni del Copresidente Jesús Morán, i cui contenuti sono stati oggetto di dialogo e confronto sia nei gruppi che in plenaria.
A cura di Stefania Tanesini con il team Comunicazione Multimedia e Servizi linguistici
Andrea RiccardiEmilce CudaPaolo RuffiniFadi ChehadéMargaret Karram e Jesús Morán