7 Ago 2017 | Chiara Lubich, Cultura, Focolare Worldwide, Focolari nel Mondo, Senza categoria, Spiritualità
Il Palau Robert de Barcellona, con i suoi giardini, una sorta di rifugio verde al riparo dai viali caotici della città, ha ospitato a partire dal 13 luglio scorso una settantina di persone, provenienti da diversi luoghi della Spagna, dall’Italia e dalla Croazia, convenute al Simposio Internazionale “Scuole Inclusive: innovazione sociale, infanzia e sport” organizzato dal Laboratorio de Investigación Prosocial Aplicada (LIPA), dall’Universitat Autònoma de Barcelona e dalla rete internazionale Sportmeet. Insegnanti, fisioterapisti, sportivi a confronto su progetti di inclusione, modelli di intervento e confronto con la disabilità in un’ottica di inclusione sociale, nella convinzione che non vi sia alcuna parte della vita che non sia degna di essere vissuta. La vita stessa ha bisogno di spazi di debolezza per sperimentare attraverso di essa la propria capacità di recupero. Nei giorni successivi, il Centro Mariapoli “Loreto” di Castell d’Aro (Girona) ha ospitato la Summer School, uno spazio di confronto e apprendimento sul tema dello sport inclusivo. Una ventina i partecipanti, sotto la guida esperta di Eugenio Jimènez e del prof. Javier Lamoneda, che hanno sperimentato, attraverso dei giochi, cosa significhi “mettersi nella pelle della persona con disabilità”. L’esperienza sportiva, di per sé occasione di confronto quotidiano con il limite, offre spunti di riflessione sul rapporto della vita stessa con gli ostacoli, la sofferenza, il disagio. Attraverso delle riflessioni, Paolo Crepaz di Sportmeet ha portato i partecipanti a interrogarsi sul concetto di limite, come barriera, ostacolo, sofferenza o disagio in termini generali, nell’ottica (rovesciata, rispetto al sentire comune) secondo cui la presenza stessa di un limite potrebbe diventare una potenzialità, l’occasione per “tendere costantemente e per abitudine presa alla fratellanza universale” (Chiara Lubich).
Sorprende la capacità che ha l’attività sportiva di affrontare e superare ostacoli, di includere e integrare, abbattere barriere a ogni latitudine e in tutti i contesti sociali. Ad esempio, quanto può fare un pallone per unire, in un assolato cortile estivo o all’interno di un campo profughi? I partecipanti si confrontano in un clima di fiducia e stima reciproca. Javier Lamoneda Prieto, professore di Educazione Fisica a Jerez de la Frontera (Cádiz, Spagna) condivide la sua esperienza: “Sembra si sia forgiata, in questi giorni, una squadra che vuol fare dell’attività fisica una risorsa per l’incontro fra diversi attori e professionisti dello sport, tracciando principalmente due settori d’attuazione: accademico e sociale. Per la prima volta si è sviluppato un programma formativo insieme a una Università pubblica”. Roberto Nicolis, operatore socio-sportivo di Verona (Italia): “Il limite che io sperimento spesso è quello della distanza che separa le persone le une delle altre, l’handicap, appunto. Ridurre questa distanza attraverso la condivisione, la conoscenza e le esperienze ci fa sentire più vicini”. Roberto Macri, Presidente della Fondazione Opera Santa Rita a Prato: “Avete creato soprattutto un’occasione di riflessione su noi stessi e i valori che danno un senso al nostro impegno. Non solo al nostro impegno professionale o di volontariato, ma più in generale a ciò che può dare un senso più profondo al nostro essere uomini e donne”. (altro…)
5 Ago 2017 | Chiara Lubich, Focolari nel Mondo, Spiritualità
Contemplando l’immensità dell’universo, la straordinaria bellezza della natura, la sua potenza, sono risalita spontaneamente al Creatore del tutto e ho avuto come una nuova comprensione dell’immensità di Dio. L’impressione è stata così forte e così nuova che mi sarei gettata subito in ginocchio ad adorare, a lodare, a glorificare Dio. Ho sentito un bisogno di far ciò, come se questa fosse la mia attuale vocazione. E, quasi mi si aprissero ora gli occhi, ho compreso come non mai prima, chi è colui che abbiamo scelto come ideale, o meglio colui che ha scelto noi. L’ho visto così grande, così grande, così grande che mi sembrava impossibile avesse pensato a noi. E questa impressione della sua immensità mi è rimasta in cuore per alcuni giorni. Ora il pregare così: “Sia santificato il tuo nome” o “Gloria al Padre, al Figlio, allo Spirito Santo” è un’altra cosa per me: è una necessità del cuore. (Rocca di Papa, 22.1.87) […] contemplare magari una distesa di mare senza fine, una catena di monti altissimi, un ghiacciaio imponente o una volta del cielo punteggiata di stelle… Che maestosità! Che immensità! E, attraverso lo splendore abbagliante della natura, risalire a colui che ne è l’autore: Dio, il Re dell’universo, il Signore delle galassie, l’Infinito. […] Egli è presente dovunque: è sotto lo scintillio d’un ruscello, nello schiudersi d’un fiore, in un’alba chiara, in un rosso tramonto, su una vetta nevosa… Nelle nostre metropoli di cemento, costruite dalla mano dell’uomo tra il frastuono del mondo, raramente la natura si è salvata. Eppure, se vogliamo, basta uno squarcio di cielo azzurro scorto fra le cime dei grattacieli, per ricordarci Dio; basta un raggio di sole, che non manca di penetrare nemmeno fra le sbarre d’una prigione; basta un fiore, un prato, il volto di un bambino… […] Ciò ci aiuterà a tornare in mezzo agli uomini, dove è il nostro posto, ritemprati come senz’altro lo era Gesù quando, dopo aver pregato il Padre tutta la notte sui monti, sotto il cielo stellato, tornava fra gli uomini a fare del bene. (Mollens, 22.9.88) Da Chiara Lubich – “Cercando le cose di lassù” – Città Nuova Editrice, Roma 1992, pagg. 5 – 111,112. (altro…)
4 Ago 2017 | Focolari nel Mondo, Spiritualità
https://vimeo.com/222037322 (altro…)
3 Ago 2017 | Focolare Worldwide, Focolari nel Mondo, Spiritualità
Un libro per l’esame «Frequento la facoltà di Architettura. Dovevo fare un esame molto importante per il quale mi mancava un libro fondamentale, ma siccome veniva dalla Spagna costava quattro volte il prezzo normale. Era l’ultimo giorno per l’iscrizione a quell’esame ed ero disperato. Uscito dall’università, sono corso in una chiesa vicina e ho chiesto aiuto a Gesù, pregandolo di procurarmi quel libro “entro mezzogiorno”. Poco dopo, in facoltà, mi sono sentito chiamare: era un collega che non vedevo da tempo. Saputo del mio problema, ha insistito per accompagnarmi a casa di una studentessa che conoscevo appena. Lei aveva quel libro, e addirittura era contenta di prestarmelo. Era mezzogiorno. Alcuni giorni dopo, avendo rilevato in quel testo degli errori tipografici e la mancanza di pagine importanti, ho avvisato l’editrice con una e-mail. Per ringraziarmi, una settimana dopo l’editrice mi ha mandato per posta celere una copia gratis. Come non scorgere in tutto questo l’amore di Dio?». (S.G. – Argentina) Nei panni di mio marito «Spesso, dopo il lavoro, mio marito si sdraia sul divano a guardare un film. In me, che aspetto un po’ di aiuto dopo una giornata di faccende e impegni con i figli, questo crea tensione e rancore. Un giorno, spinta dal consiglio di alcuni amici di mettermi ad amarlo per prima senza aspettarmi nulla, ho provato a mettermi nei suoi panni: ho pensato al suo lavoro impegnativo e al bisogno di trovare in casa tenerezza e comprensione. Così, lasciando da parte le mie occupazioni, mi sono seduta accanto a lui a vedere un film, e poi a scambiarci le opinioni». (G. G. – Siberia) Aiuto reciproco «Il marito della mia vicina era stato ricoverato d’urgenza e a casa era rimasto solo il fratello settantenne, che non ha dimestichezza con i fornelli. Nonostante in quel periodo mio marito e mia madre fossero influenzati, mi sono offerta di accudirlo. Per 15 giorni, mentre assistevo i miei malati, ho cucinato anche per lui, e la domenica l’ho invitato a pranzo a casa nostra. Lui ricambiava portando i generi alimentari che aveva. Era diventato ormai come un nostro familiare». (C. – Italia) Chiedere scusa «Col mio temperamento forte, autoritario e indipendente avevo la tendenza a giudicare le persone. Questo modo di fare mi rendeva difficile rapportarmi con gli altri e anche con mio marito. Tempo fa mi è capitato di partecipare a un incontro nel quale si approfondiva la Parola del Vangelo. Lì le mie certezze hanno ricevuto un primo scossone. Ho deciso di fare la mia prima esperienza al lavoro, dove sono responsabile del personale di un grande magazzino con più di trenta impiegati. In particolare provavo una grande antipatia verso uno di loro. Quando arrivava il suo turno di ricevere il salario, gli buttavo la busta con i soldi sulla scrivania. E adesso? Ho provato a vederlo diversamente da prima, come se avessi messo degli occhiali. Facendomi forza, l’ho avvicinato e davanti a tutti gli ho chiesto scusa. È stata una delle gioie più grandi sperimentate nella mia vita». (D. – Brasile) (altro…)
2 Ago 2017 | Cultura
Saggi in memoria di Pier Luigi Porta.
Come riaffermare oggi il principio cooperativo nelle relazioni tra persone e tra imprese che operano in un mercato già divenuto globale? Da angolature diverse e sulla scorta di una pluralità di approcci teorici, gli Autori dei dieci scritti offrono un contributo originale attingendo alla tradizione di pensiero dell’economia civile, saggiandone la capacità di concorrere a sciogliere nodi problematici quali la crisi di fiducia istituzionale, le difficoltà di affermare le ragioni della libertà positiva, il peggioramento della felicità pubblica, l’eccesso delle varie forme di competizione posizionale. La prospettiva di sguardo che questo volume avanza fa perno sull’accoglimento, nel discorso economico, della categoria del dono come gratuità, una categoria che è stata improvvidamente espunta dalla sfera pubblica nel corso degli ultimi due secoli.
Editrice Città Nuova