II Giornata Mondiale dei Poveri
Si celebrerà domenica 18 novembre la seconda Giornata Mondiale dei Poveri, istituita da Papa Francesco nel 2016, al termine del Giubileo della Misericordia, con il titolo “Questo povero grida e il Signore lo ascolta” (Sal 34,7). Scrive il Papa, nel testo preparato per l’occasione: «Questo Salmo permette oggi anche a noi, immersi in tante forme di povertà, di comprendere chi sono i veri poveri verso cui siamo chiamati a rivolgere lo sguardo. […] Che cosa esprime il grido del povero se non la sua sofferenza e solitudine, la sua delusione e speranza? Possiamo chiederci: come mai questo grido, che sale fino al cospetto di Dio, non riesce ad arrivare alle nostre orecchie e ci lascia indifferenti e impassibili? In una Giornata come questa, siamo chiamati a un serio esame di coscienza per capire se siamo davvero capaci di ascoltare i poveri». In occasione della II Giornata dei Poveri si ripete l’invito ad aprire la propria casa, condividendo la mensa in maniera semplice e fraterna, come segno di vicinanza e di sollievo alle tante forme di povertà che sono sotto i nostri occhi. (altro…)
Una beata per i nostri tempi
In anticipo di qualche giorno sulla data stabilita per la festa liturgica, fissata il 29 ottobre, trecento giovani e ragazzi, lungo le strade di Acatzingo, nello Stato di Puebla, Messico, hanno sfilato fin dal mattino in onore della beata Chiara Luce Badano, la “beata dei nostri tempi”. Tra musica e danze, il 20 ottobre scorso, è cominciata così, all’insegna della gioia e dei decibel, la celebrazione organizzata dalla comunità dei Focolari con il coinvolgimento di cinque gruppi dalle scuole del posto. Dal 2012, nella cittadella “El Diamante”, cuore pulsante della comunità, una cappella è intitolata alla giovane, beatificata nel 2010. Da qui, la proposta contagiosa di una piena e gioiosa adesione alla volontà di Dio – “uno splendido disegno che, a poco a poco, mi si svela”, secondo le parole della stessa Chiara Luce – che raccoglie ogni anno numerosi giovani. Coinvolgendo “testa, cuore, mani”.
Ispirandosi alle parole di Papa Francesco, che anche durante il recente Sinodo ha additato molti giovani come modelli di santità, i ragazzi coinvolti hanno fatto conoscere pensieri e momenti della vita di Chiara Badano, in un clima di festa e amicizia. A pochi chilometri da “El Diamante”, nella città di Acatzingo, ferita negli ultimi mesi da un’ondata di violenza, gli spettatori sono stati invitati a partecipare ad un’iniziativa, quella del “lancio del dado dell’amore”. Come in tanti altri paesi del mondo, il gesto, dalla forte valenza simbolica, rappresenta un invito ai singoli e alla cittadinanza ad intraprendere iniziative di pace. Le celebrazioni sono poi proseguite nella cittadella, con un programma di danza, musica, teatro, testimonianze di vita e giochi curato dagli stessi giovani partecipanti alla scuola di formazione e seguito da più di 500 persone. “Chiara Luce è per noi un faro che ci spinge a vivere per un grande ideale”. Altri college e scuole di Acatzingo hanno già aderito al progetto in vista delle celebrazioni future. Mariapoli El Diamante, 20 ottobre 2018 (altro…)
Il valore della Filosofia
Alla Filosofia viene dedicata ogni anno, dal 2002, una Giornata Mondiale, il terzo giovedì di novembre. Nel proclamarla, l’UNESCO ne ha sottolineato il valore per lo sviluppo del pensiero umano. Così Irina Bokova, ex Direttrice Generale: “La riflessione filosofica è un richiamo all’umiltà, alla riflessione e al dialogo ragionato, per costruire insieme delle soluzioni alle sfide che vanno oltre il nostro controllo. (…) Più le difficoltà sono grandi, più la filosofia è utile per dare senso alle domande sulla pace e sullo sviluppo sostenibile”. In questa Giornata, tutti i partner dell’Unesco – Governi nazionali, istituzioni e organizzazioni pubbliche, ong, università, scuole, ma anche cittadini e associazioni – sono chiamati all’esercizio collettivo della riflessione libera, ragionata e informata sulle sfide dei nostri tempi. Il valore autentico della filosofia – ha affermato Moufida Goucha, ex Responsabile della Sezione “Sicurezza umana, democrazia e filosofia”, in occasione della prima Giornata – è quello di “stabilire un dialogo che non si deve mai interrompere sull’essenziale”, con il compito di restituirci “una gran parte della dignità umana, qualsiasi sia la nostra condizione”. (altro…)
In fuga dalla fame
Secondo le ultime stime, sarebbero più di 440 mila, delle oltre 2 milioni e 300 mila persone fuggite dal Venezuela, dal 2014 ad oggi, quelle che hanno superato la frontiera con il Perù. Vi arrivano dopo un viaggio estenuante, con molte incognite sul futuro e in mezzo a mille pericoli, tra i quali anche, ultimamente, la necessità di oltrepassare un fiume alla frontiera. «Se l’acqua è troppo alta, e non ce la fanno, vengono caricati a spalla da un uomo, naturalmente a pagamento». Ancora una volta è Silvano, della comunità dei focolari di Lima, a scrivere. «Fin dall’inizio di questo esodo di “arrivi forzati” abbiamo iniziato ad occuparci dell’“accompagnamento” di un numero sempre crescente di persone. Finora sono una sessantina quelle con cui abbiamo stretto un contatto personale. Non solo in senso spirituale, ma umano e professionale». Estremamente difficile la situazione per chi arriva: «Possiedono soltanto i vestiti che hanno addosso. E hanno freddo, perché pur essendo iniziata la primavera, qui le temperature sono ancora rigide. Abbiamo visto l’emozione nei loro occhi, quando hanno trovato i vestiti messi a disposizione attraverso una comunione dei beni». Due i centri operativi di accoglienza: il focolare di Lima e il “Centro Fiore”, a Magdalena del Mar, nella provincia della capitale. «Qui sono ospitati tre nuclei famigliari, tra cui quello di Ofelia, che tanti venezuelani scampati in Perù chiamano ormai “la madre”. Nel primo quadrimestre di quest’anno – racconta Silvano – siamo venuti in contatto con una psicologa, Irene, anche lei approdata qui da pochi mesi. Invitata nella nostra sede operativa, che poi è il focolare, aveva portato con sé i genitori e alcuni amici. In quell’occasione aveva conosciuto lo spirito che anima il focolare, e sapendo della necessità di molti suoi connazionali di elaborare il trauma subito, si è offerta di prestare gratuitamente il suo servizio come psicologa, per chi ne avesse fatto richiesta. Un piccolo progetto è subito cominciato, come risposta immediata alla promessa evangelica “Date e vi sarà dato”». Dopo una conferenza sul tema delle emozioni, tenuta da Irene nello scorso mese di luglio, seguita qualche settimana dopo da un secondo workshop, abbiamo aperto un consultorio in un locale del “Centro Fiore” di Magdalena del Mar. «Il “Progetto di crescita psico-emotiva per popolazioni vulnerabili” è nato così, per rispondere alla massiccia realtà migratoria che stiamo affrontando. Nella presentazione del progetto, che è rivolto in modo particolare alle categorie più fragili, come le donne, i bambini, i giovani e gli anziani – spiega Silvano – si legge che “fornire strumenti per far fronte alla situazione e consentire di integrarsi” con la comunità peruviana “è un imperativo”. Per questo il progetto, come è scritto, rientra tra gli obiettivi dei Focolari, per “collaborare alla costruzione di un mondo più unito, guidato dalla preghiera di Gesù al Padre (Che tutti siano uno, Gv 17, 21), nel rispetto e nell’apprezzamento della diversità, privilegiando il dialogo come metodo e il costante impegno a costruire ponti e relazioni di fraternità tra individui, popoli e aree culturali”. I casi più comuni sui quali si è già intervenuti sono forme di depressione sviluppate in situazioni di precarietà, o di ansia generata dalla preoccupazione per la sopravvivenza, dai maltrattamenti subiti, o ancora di disturbi nello sviluppo. Il progetto offre supporto, informazione, educazione, con percorsi individuali e di gruppo, conferenze sui temi del controllo emozionale, della violenza di genere, dell’autostima, dell’amore per sé stessi e per gli altri, sulle strategie di coaching». Alcune delle persone seguite hanno trovato un lavoro, altre lo stanno cercando, altre ancora stanno progettando di ritornare nel loro Paese di origine o di cercare un’altra destinazione. «Finora, in totale, sono state realizzate 35 sessioni di attenzione e cura psicologica. Grazie all’aiuto di amici, parenti e dell’intera comunità contiamo di continuare a offrire questo servizio gratuito agli immigrati venezuelani in difficoltà». (altro…)
