29 Apr 2011 | Cultura

Papa Wojtyla aveva sorpreso tutti, il 13 maggio 2000, quando elevò agli onori degli altari Giacinta e Francesco Marta, i fratellini che assieme alla cugina Lucia, erano stati testimoni delle apparizioni di Fatima. I primi bambini non-martiri ad essere stati beatificati.
In quell’occasione il papa ringraziò la beata Giacinta «per i sacrifici e le preghiere recitate per il Santo Padre, che aveva visto soffrire tanto», con un chiaro riferimento alle rivelazioni che avevano preannunciato il ferimento del pontefice avvenuto il 13 maggio 1981.
Karol Wojtyla li amava ed ha sempre avuto una predilezione per loro, i più piccoli. E in vista della sua prossima beatificazione, Città nuova pubblica un libro rivolto al pubblico dei più piccol,
Un amico in Paradiso. La vita di Giovanni Paolo II raccontata ai bambini. I disegni sono di Gerardo Carnimeo e il testo di Matthias Bolkart, Christiane Heinsdorff e Laura Putzu che da anni si occupano dei gen 4, i bambini dai 4 ai 9 anni del Movimento dei focolari.
Abbiamo raggiunto al telefono le due autrici.
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29 Apr 2011 | Cultura
This work examines Mary from the moment of her first ‘yes’ at the Annunciation to her ‘yes’ at the foot of the cross. Read more ABOUT THE AUTHOR Retreat master and lecturer Máire O’Byrne holds a graduate degree from the Milltown Institute of Philosophy and Theology, Dublin. A long-time member of the Focolare Movement, she is the co-director of its New Families division in Ireland. Orders: New City Press (NY) www.newcitypress.com (altro…)
29 Apr 2011 | Cultura

Author: Brendan Leahy
Believe in Love paints the rich landscape of Pope John Paul II’s formative theological and philosophical influences as well as his personal reflections.
Wonderfully accessible language and short chapters provide John Paul II’s thoughts on the Theology of the Body, suffering, modern culture, families, war and peace, artists, politics, economics, work, forgiveness, and the elderly. Read more
Orders: New City Press (NY) www.newcitypress.com
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29 Apr 2011 | Cultura
Dal 1 al 3 Aprile 2011 si è svolto al Centro Mariapoli di Castel Gandolfo il convegno promosso dal centro dei Focolari per il dialogo con persone di convinzioni non religiose. E’ stato il primo appuntamento in grande stile che gli “amici” hanno realizzato dopo la morte di Chiara Lubich. I partecipanti (240), fra i quali molti giovani, provenivano oltre che da tutte le regioni italiane anche da Russia, Bulgaria, Croazia, Bosnia, Slovenia, Albania, Germania, Austria, Belgio, Francia e Spagna, con rappresentanze da Angola, Argentina, Uruguay e Brasile. Piero Taiti, toscano di Prato e “amico” della prima ora, nella sua introduzione, ha detto: “Chiara dona una radicale esperienza di tipo cristiano, evangelico, cattolico. Questo ci incuriosisce, ci riguarda, perché importante è la luce che lei ha accesa. Allora il senso di questa nostra riunione è quello di chiedere che quella luce non sia oscurata, dimenticata, con il passare del tempo, ma che venga riproposta. Chiara non c’è più ma noi, a quell’utopia di speranza e di fraternità, ci crediamo anche oggi”.
Dopo questo nuovo inizio, il convegno si è snodato fra approfondimenti culturali e testimonianze sulle diverse suggestioni proposte dal titolo “Umanesimo dialogo fraternità – eredità di Chiara Lubich”: dalla divisione alla condivisione, il senso del dialogo, la fraternità universale. Il tutto esposto con brevi riflessioni sia in plenaria, sia in piccoli gruppi linguistici. Pur essendo in viaggio negli Stati Uniti, Maria Voce, presidente del Movimento, si è fatta presente attraverso la registrazione di una sua conversazione con alcuni amici di convinzioni non religiose, del 6 novembre 2010. Tale contributo ha ulteriormente stimolato il dialogo e la riflessione. Così uno dei partecipanti: “Ha avuto un effetto forte in questo contesto ricordare il sogno folle di Chiara: “PortarTi un giorno il mondo tra le braccia”. Lì si sentiva il significato vero di cosa vuol dire portare il mondo.., e che questo sarà possibile se, attraverso l’universalità del carisma dell’unità, contribuiamo a far sì che credenti e non credenti mettano in moto l’arte di amare”. A queste dichiarazioni ha fatto eco, ancora una volta Piero Taiti: “Le prime tre parole del titolo sono i valori che ci avevano affascinato e che con Chiara abbiamo condiviso e cioè l’apertura a qualsiasi civiltà, a qualsiasi cultura, purché ciò venisse fatto con lo spirito del rispetto e dell’amore per gli altri. (…) La nostra idea di fraternità si costruisce sulla convinzione, da un lato evangelica e io potrei dire anche stoica, per cui apparteniamo tutti alla stessa famiglia umana”. [nggallery id=32] (altro…)
15 Apr 2011 | Cultura
Intervista a Gino Lubich
Attraverso le parole di Gino Lubich, fratello di Chiara, squarci inediti della loro vita in famiglia, durante la guerra, negli anni della nascita del Movimento dei focolari e oltre, fino all’Economia di Comunione. Fonte: Città Nuova editrice (altro…)