19 Gen 2018 | Chiara Lubich, Cultura, Ecumenismo, Focolari nel Mondo, Spiritualità

Durante il convegno di vescovi a Katowice.
Su quali binari e con quali prospettive si muove l’impegno ecumenico dei Focolari? Nel suo intervento ad un recente convegno di vescovi a Katowice, Jesús Morán Cepedano (spagnolo, nato nei pressi di Avila, in Spagna, nel 1957), dal 2014 copresidente del Movimento dei Focolari, ha tratteggiato le premesse e le caratteristiche di una spiritualità che la II Assemblea Ecumenica Europea, nel 1997, ha definito “ecumenica”. «Con la parola “spiritualità” intendo un modo di tradurre in vita la fede cristiana». Un accenno personale: «Ho conosciuto Chiara Lubich e il Movimento dei Focolari nel 1974. Come spagnolo, sono cresciuto in un ambiente cattolico, si meditava il Vangelo in chiesa. Ma questi nuovi amici mi proposero di metterlo in pratica. Volevo cambiare la società, ma la prima sorpresa è stata che il Vangelo cambiava me». Sono gli anni dei contatti di Chiara Lubich con personalità di varie Chiese, tra cui il Patriarca ecumenico di Costantinopoli Athenagoras I e l’arcivescovo Robert Runcie, allora primate della Chiesa d’Inghilterra. «Questo carisma suscitava grande interesse anche, e a volte ancora di più, in chi non era cattolico». Ricordando le parole della fondatrice dei Focolari, rivolte a una platea di 7 mila sacerdoti e religiosi, riuniti nel 1982 nell’Aula Paolo VI in Vaticano «l’Opera di Maria non appartiene solo al mondo cattolico. Siamo una sola realtà fra noi tutti, pur con i limiti che le divisioni tuttora esistenti comportano».
Morán spiega: «Il carisma donato da Dio a Chiara affonda le sue radici in una dimensione ecclesiale che può essere condivisa da tutte le confessioni, perché attinge al cuore del Vangelo. E questo va connesso alla natura della spiritualità che nasce da questo carisma: una spiritualità di comunione, ad immagine della Trinità». Una spiritualità che fa precedere nei rapporti ecumenici il “dialogo della vita”, l’”ecumenismo dell’amore”, “della verità”, “del cuore”, termini anche oggi ricorrenti per sottolineare una reciprocità dell’amore che non si sostituisce al dialogo teologico, ma rende possibile «il riavvicinamento, in un profondo “scambio di doni” che arricchisce gli uni gli altri». Unità e riconciliazione iniziano nel cuore, nell’incontro tra le persone, nell’apertura accogliente, sottolinea Morán. Ma «l’unità che viviamo e che cerchiamo – argomenta – non è uniformità, è lo Spirito Santo stesso a suscitare le diversità». Non un approccio teorico, quindi, ma un’esperienza viva dell’amore evangelico, un “laboratorio ecumenico” che, nell’esperienza dei Focolari, accomuna cristiani appartenenti ormai a più di 300 Chiese e che è dilagato, almeno come autocoscienza, all’interno di innumerevoli contesti ecclesiali. «Il dialogo della vita è fruttuoso – aggiunge – anche nelle e tra le parrocchie di varie Chiese: in gemellaggi che aiutano a conoscersi reciprocamente e a trovare nuove forme di collaborazione per progetti sociali e culturali. Anche i giovani appartenenti a varie Chiese sono impegnati in prima linea per sostenere azioni di prima emergenza o di aiuto ai più bisognosi». Quali le ripercussioni a livello teologico? «Alcune persone esperte sono state chiamate a far parte di dialoghi teologici ufficiali. Anche a livello regionale e soprattutto diocesano molti si impegnano in prima persona». Un esempio, tra gli altri, sono i simposi teologici instaurati tra i professori della Facoltà rumeno-ortodossa di Cluj-Naponica (Romania) e dell’Istituto Universitario Sophia di Loppiano (Italia), dove è stata inaugurata, il 14 dicembre scorso, una cattedra ecumenica intitolata al Patriarca Athenagoras e a Chiara Lubich. «Silenziosamente, ma tenacemente, Dio sta tracciando una strada irreversibile per raggiungere il suo disegno sull’umanità, la fraternità universale». Chiudono la riflessione di Morán le parole della “Dichiarazione di Ottmaring” con cui il Movimento dei Focolari ha inaugurato le celebrazioni per il quinto centenario della Riforma: «Con tutte le nostre forze vorremmo sostenere le Chiese nell’impegno per arrivare alla piena e visibile comunione. Faremo tutto il possibile affinché le nostre attività e iniziative siano sostanziate di questo atteggiamento aperto e fraterno tra i cristiani». Leggi il testo integrale (altro…)
18 Gen 2018 | Ecumenismo, Focolare Worldwide, Focolari nel Mondo, Spiritualità
Il nonno di Mirvet Kelly era diacono: «Ricordo la gioia di andare con lui, da piccola, ogni domenica alla Divina Liturgia siro-ortodossa. Orgogliosa, lo guardavo vestito di bianco recitare sull’altare la sua parte di preghiere». Ad Homs, in Siria, dove Mirvet è cresciuta, sono presenti varie Chiese: armeno-apostolica, greco ortodossa e cattolica di vari riti, maronita, melchita e siro cattolica. Prima della guerra, pur essendo legati alla propria Chiesa, i fedeli frequentavano anche un’altra senza problemi. Ciononostante, da conversazioni qua e là, lei percepiva anche le difficoltà di questa pluralità, ad esempio che un giovane non aveva potuto sposare la sua ragazza perché cattolica, o viceversa. «Crescendo – continua – tante cose sono cambiate: il nonno è venuto a mancare e la Divina Liturgia mi sembrava lunga e antiquata. A scuola ero l’unica cristiana in mezzo a tanti musulmani. A Natale e Pasqua ero la sola ad assentarmi, e al mio rientro venivo assalita da domande alle quali non sapevo rispondere: “Perché sono tante le Chiese? Perché il vostro Gesù viene crocifisso e risorge in date differenti, a seconda delle Chiese?” Con altre amiche abbiamo deciso di non voler appartenere a una o ad un’altra chiesa, ma di essere cristiane e basta. E come tante di loro, anch’io ho smesso di frequentare la mia Chiesa».
Dopo qualche tempo, Mirvet si imbatte in un gruppo che cerca di vivere il Vangelo alla luce della spiritualità dei Focolari. «Con loro ho scoperto che Dio è padre di tutti e che tutti siamo da lui amati come figli. La mia vita ha cominciato a cambiare. Ogni volta che cercavo di amare, andando per esempio a visitare gli anziani e i poveri, la gioia e la pace mi riempivano il cuore. Un giorno, in uno scritto di Chiara Lubich ho trovato la frase: “Dobbiamo amare la Chiesa altrui come la propria”. Io non solo non amavo la Chiesa altrui, ma neppure la mia, che avevo criticato e abbandonato. Oggi sono grata ai Focolari che mi hanno accompagnata in un nuovo inserimento in essa. Ho cominciato nel servizio, aiutando per il catechismo, la corale ed altro: un primo passo per aprirmi, nel tempo, a conoscere e amare anche le altre Chiese». A questo punto, la storia di Mirvet, già così feconda sul piano personale ed ecumenico, ha un nuovo balzo di qualità. Avverte che Dio la chiama alla straordinaria avventura di donarsi totalmente a Lui.
«Nei vari focolari dove ho vissuto – spiega – mi sono trovata ad essere l’unica ortodossa insieme a cattoliche di età, paesi, lingue, culture, Chiese, pensieri diversi. Cercare di vivere l’unità con tutte queste differenze è sempre una sfida, perché ognuna di noi ha i propri gusti e idee anche nelle piccole cose. Ma quando si cerca di far propria la realtà dell’altro, sperimentiamo che le diversità diventano ricchezza. Spesso preghiamo l’una per la Chiesa dell’altra, in una crescita che è insieme nella fede e nel rapporto con Dio. E quasi senza accorgercene portiamo il frutto di questa nostra comunione nelle rispettive Chiese, al lavoro, nella vita quotidiana. Sembra una goccia nel mare, ma anche i più piccoli passi, uniti a quelli di tanti altri nel mondo, possono fare la differenza. Nei paesi mediorientali dove ho vissuto, ad esempio, ho visto sacerdoti aiutare le persone senza chiedersi a quale Chiesa appartenessero, o fare progetti fra Chiese diverse a favore di quanti erano nel bisogno, indifferentemente se cristiani o musulmani. L’anno scorso cattolici ed ortodossi hanno festeggiato la Pasqua lo stesso giorno. Due amici siriani che ora vivono a Vienna mi raccontavano recentemente come loro e tanti altri siano stati aiutati da un parroco e dalle focolarine cattoliche a cercare casa, medicine, lavoro, e di aver formato un gruppo nel quale condividono e si aiutano nella comune esperienza cristiana. Alcune siriane, ora negli USA, mi dicevano che sono più di cinquanta gli immigrati siro ortodossi che si incontrano regolarmente, una volta dagli ortodossi e un’altra dai cattolici, sperimentando che Dio è sempre con noi e che dobbiamo pregare, vivere e amare affinché il testamento di Gesù: “Che tutti siano uno”, si realizzi al più presto». (altro…)
17 Gen 2018 | Focolari nel Mondo
In Italia, la Scuola Nazionale di Formazione Socio-Politica “Giorgio La Pira”, impegnata ad offrire un contributo per riscoprire il valore della politica e il suo ruolo fondamentale per il bene e il progresso del Paese, promuove dei corsi per suscitare, specie nei giovani, la vocazione all’impegno politico. Il 18 gennaio, presso l’Aula Paolo VI della Pontificia Università Lateranense, nella Città del Vaticano, si inaugura “Educare alla cittadinanza libera e responsabile”, con il patrocinio del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e dell’Istituto internazionale Jacques Maritain. Tre le riflessioni attorno a cui verteranno i lavori: “L’etica cristiana come strumento di contrasto al fenomeno della corruzione”, “L’azione dello Stato italiano contro la corruzione” ed infine “Il diritto e l’etica per la dignità della persona”.
17 Gen 2018 | Ecumenismo, Focolari nel Mondo
Da 110 anni, dal 18 al 25 gennaio si celebra la Settimana di preghiera per l’unità dei cristiani, un’iniziativa ecumenica istituita nel 1908 dal Rev. Paul Wattson a Graymoor (New York), tra la festa della cattedra di san Pietro e quella della conversione di san Paolo. Nell’emisfero sud, invece, si celebra attorno a Pentecoste. L’iniziativa ha un prodromo verso il 1740, in Scozia: un predicatore evangelico-pentecostale invita a un giorno di preghiera per l’unità. Lo stesso invito viene rivolto dalla prima assemblea dei vescovi anglicani a Lambeth (1867) e dal Patriarca ecumenico di Costantinopoli, Ioachim III (1902). Nel 1894 anche Papa Leone XIII incoraggia un “Ottavario di preghiera per l’unità”. La Chiesa cattolica, con il Concilio Vaticano II, sottolinea la preghiera come anima del Movimento ecumenico. Nel 1966 il Pontificio Consiglio per la Promozione dell’Unità dei Cristiani e la Commissione Fede e Costituzione del Consiglio Ecumenico delle Chiese stabiliscono di preparare congiuntamente i testi ufficiali per la Settimana di preghiera, lavoro affidato ogni volta, da più di trent’anni, ad un gruppo ecumenico locale diverso. Per il 2018 vengono scelte le Chiese dei Caraibi, e un gruppo ecumenico composto da cattolici, battisti, anglicani, metodisti, presbiteriani e di Chiese unite ne redige il sussidio. Il Movimento dei Focolari nel mondo s’impegna a promuovere la Settimana, insieme ad altri, secondo la preghiera di Gesù «Che tutti siano una cosa sola» (Gv 17,21). (altro…)
17 Gen 2018 | Chiesa, Focolare Worldwide, Focolari nel Mondo
Da due giorni Papa Francesco è nella “loro” terra, dove la sera del 15 gennaio, dopo l’atterraggio all’Aeroporto di Santiago, ha avuto inizio un viaggio che toccherà in una settimana due Paesi del Sudamerica. «Desidero incontrarvi, guardarvi negli occhi, vedere i vostri volti» aveva detto Papa Francesco prima di partire. Circa 15 mila volontari sono all’opera, offrendo i loro talenti, tempo e impegno per prestare un servizio fondamentale nei diversi eventi che avverranno durante la prima tappa in terra cilena. «Questa esperienza rompe i limiti di un compito affidatoci: è, infatti, l’espressione sincera di un impegno che segnerà per sempre la nostra vita», hanno detto alcuni di loro. «In controtendenza rispetto all’apatia espressa da alcuni mezzi di comunicazione, i giovani del Cile offrono una nota di entusiasmo ed emozione per la venuta del Papa», ben espressa dalla canzone composta per l’occasione da Claudio González Carrasco, della comunità dei Focolari di Temuco (sud del Cile). Accolto dalla Presidente uscente, Michelle Bachelet, il Papa ha poi proseguito verso la Nunziatura apostolica, dove soggiornerà in questa tappa. Tra i numerosi momenti fondamentali del viaggio in Cile vi sarà l’incontro con le popolazioni mapuches cilene, in lotta per la salvaguardia della propria identità, e la Messa del 17 gennaio per i popoli indigeni della regione. (altro…)
16 Gen 2018 | Chiara Lubich, Focolare Worldwide, Focolari nel Mondo, Spiritualità
Il 20 gennaio 2018, nell’anno in cui Palermo è stata scelta come capitale italiana della cultura, ricorre il 20° anniversario del conferimento della cittadinanza onoraria a Chiara Lubich. Una occasione per guardare ai processi che questo evento ha contribuito ad innescare per la diffusione della fraternità, dell’accoglienza e della pace. “Palermo vuole essere un luogo dove è possibile dialogare, dove il carisma dell’unità possa essere il fondamento della vita. Per questo Chiara Lubich è nostra concittadina”, aveva affermato allora il Sindaco Leoluca Orlando. Sarà lo stesso sindaco, vent’anni dopo, a ricordare l’avvenimento e il suo significato ancora attualissimo nella storica aula consiliare del Palazzo delle Aquile, alla presenza di autorità civili e religiose. Seguirà una serata presso i Cantieri Culturali della Zisa, con una rappresentazione teatrale ispirata al romanzo “Vento di scirocco…a Palermo” di Roberto Mazzarella, giornalista e scrittore palermitano prematuramente scomparso, sull’amore per la propria città e l’impegno politico improntato alla fraternità. (altro…)