Movimento dei Focolari

EdC: impegno presente e futuro

Giu 6, 2026

A 35 anni dalla sua nascita, l’Economia di Comunione guarda al futuro con un rinnovato impegno nella costruzione di una società più giusta, dove la comunione sia all’ordine del giorno.

Incontro, celebrazione e impegno: tre parole che riassumono i 35 anni dell’Economia di Comunione (EdC), commemorati dal 25 al 30 maggio 2026. Più di 400 persone hanno partecipato a un programma suddiviso in due fasi. Nella prima, i partecipanti hanno vissuto un’esperienza immersiva in 16 comunità e imprese latinoamericane che mettono in pratica la cultura della comunione. Nella seconda, si sono riuniti a Buenos Aires, in Argentina, per un forum internazionale dedicato a celebrare il percorso e il presente dell’EdC e a impegnarsi per il futuro.

Rigenerare le “ferite” dall’interno verso l’esterno

La comunione, in quanto facilitatrice della rigenerazione, smette di concentrarsi esclusivamente sulle povertà di un territorio e mette in risalto le ricchezze sociali, culturali e spirituali dello stesso. Per questo si è deciso di partire proprio da lì, entrando nel profondo di chi soffre quotidianamente per entrare in relazione e pensare insieme un’economia diversa. Sedici iniziative di tre paesi dell’America Latina hanno aperto le loro porte ai partecipanti all’evento per vivere la prima parte di questa celebrazione. Attraverso attività di gruppo, visite guidate, dinamiche partecipative e momenti di dialogo, ogni persona ha potuto ascoltare, accogliere la realtà dell’altro, toccarla, comprenderla, esprimerla e condividerla.

“Ho partecipato all’esperienza nei Centri Nuevo Sol, a Buenos Aires. Ciò che mi ha colpito di più non è stata la povertà e nemmeno l’abisso di disuguaglianze che esiste nelle periferie di Buenos Aires, ma la forza con cui l’amore tesse comunità in questa regione. Le sfide sono più difficili, per questo l’amore è più concreto, più attivo e più vicino”, ha raccontato Luz Villafañe, di Tucumán, in Argentina.

Il cammino dell’imprenditoria nell’Economia di Comunione

Dopo questa esperienza, i partecipanti si sono riuniti a Buenos Aires il 29 e 30 maggio e hanno preso parte a un forum tenutosi al Centro Culturale “Usina del Arte”.

Voci provenienti da diversi Paesi, culture e classi sociali, come imprenditori, startupper, leader comunitari e delle popolazioni indigene, si sono alternate sul palco mostrando la forza trasformatrice di questa vocazione. Esperienze di piccoli e grandi imprenditori, di coloro che si dedicano alla cura della terra attraverso i loro progetti,  che vivono l’interculturalità come una ricchezza e compiono scelte  di comunione per vocazione, come stile di vita.

Impegni per il futuro

Il momento culminante della celebrazione è stato un patto mondiale siglato da tutti i presenti, individualmente e collettivamente, per promuovere, nell’ambito dell’economia, una cultura che metta in primo piano le relazioni umane e miri a mettere in pratica approcci rigenerativi, capaci di creare comunione. In un collegamento globale tenutosi la mattina del 30, altre quasi 300 persone si sono unite alla sala di Buenos Aires, collegate da tutto il mondo per riaffermare solennemente il patto che unisce l’intera rete dell’Economia di Comunione.

L’EdC ha anche presentato due novità per celebrare il presente e guardare al futuro: una nuova identità visiva e una nuova applicazione per collegare persone, imprese e progetti a livello globale. Per scoprirla, visita https://www.globaledc.org/.

Questa grande comunità globale aspira a portare avanti la cultura dell’incontro, a impegnarsi per un’economia più giusta, a riconoscere il ruolo centrale delle persone in situazione di vulnerabilità e a contribuire alla costruzione di comunità più fraterne attraverso i legami. Perché, come molti hanno condiviso durante l’evento, “nessuno è così povero da non avere nulla da dare e nessuno è così ricco da non avere nulla da ricevere”.

Ana Tano (Buenos Aires)

Foto © Joaquin Masera – CSC Audiovisivi

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