Movimento dei Focolari

I 100 anni dell’Istituzione Teresiana

Lug 1, 2011

Nella comunione che unisce le realtà carismatiche festeggiamo l’opera di don Pedro Poveda, sacerdote spagnolo, fucilato durante la guerra civile spagnola e oggi santo. “Memoria riconoscente. Impegno rinnovato” è il motto del primo centenario.

Negli anni trascorsi da quel 30 maggio 1998, il primo incontro dei Movimenti con Giovanni Paolo II, i Focolari hanno vissuto un ricco scambio con altre realtà carismatiche, nel crescente desiderio di conoscersi. Questo è avvenuto anche con l’Istituzione Teresiana, già subito dopo il ’98. La stima, cresciuta nel tempo, ha portato ad essere reciprocamente presenti a varie iniziative, alcune proprio per una maggiore conoscenza dei rispettivi carismi. Nel maggio 2003, a Roma, eravamo presenti alle celebrazioni per la canonizzazione di don Poveda, avvenuta a Madrid il 4 maggio di quell’anno, durante la visita del Papa in Spagna. Puntuale è arrivato anche l’invito a festeggiare il centenario della loro fondazione con eventi disseminati sull’intero globo. È il 1911 quando Pedro Poveda, ispirato da un’immagine mariana delle Asturie: la Santina, ebbe l’intuizione che diede inizio all’Opera delle Accademie Teresiane. Quell’idea, comunicata a persone di diverse estrazioni e condizioni, fu accolta con toni differenti. Professionisti dell’educazione, giovani donne, sacerdoti accomunati dalla voglia di armonizzare fede e cultura del loro tempo furono avvicinati da don Poveda. Molti ne compresero la proposta, altri l’appoggiarono, alcuni – specialmente donne – la scelsero come impegno di vita totale. A Oviedo, nel 1911, trovò sede la prima “Accademia”, un centro pedagogico per giovani maestri con la proposta di un percorso preparatorio a vivere e testimoniare la propria fede nella missione educativa. A cento anni dalla nascita come si pone ad affrontare l’attualità? Una frase e un simbolo accompagnano le celebrazioni del centenario che si chiuderanno il 15 agosto 2012: “Dalla memoria all’impegno”: una memoria riconoscente e un impegno rinnovato. Ad indicarla è Loreto Ballester, Direttrice Generale dell’Istituzione Teresiana. Memoria riconoscente, per il dono del carisma alla Chiesa e al mondo; impegno rinnovato, nella promozione umana e trasformazione sociale tipiche del carisma teresiano. Immagine-simbolo è l’ albero: le radici, il carisma del Fondatore; i rami, le presenze dell’Istituzione nei vari Paesi. Tra le iniziative avviate, la tavola rotonda del 21 maggio scorso a Roma: “Cento anni di vita: dalla memoria all’impegno”, il titolo. Presieduta dal Card. Rylko, presidente del Pontificio Consiglio per i laici, ha visto una significativa partecipazione di rappresentanti e membri di altre realtà carismatiche. Per il Movimento dei focolari erano presenti Anna Pelli e Pier Giorgio Colonnetti, responsabili del dialogo tra le varie realtà ecclesiali. Con gli interventi di Daniela Corinaldesi, Francesca Cocchini e Arantxa Aguado si fa il punto su come, partendo dalla spiritualità dei primi cristiani, l’Istituzione Teresiana sia capace di dare una risposta ai segni dei tempi con un impegno radicato nel cuore del mondo. Da dove l’Istituzione Teresiana “attinge nel presente la forza per la sua missione e la sua crescita? Quale il segreto della sua permanente vitalità, nonostante il passare degli anni?” È la domanda del Presidente del Pontificio Consiglio per i Laici che risponde così: “La risposta è semplice ed è contenuta in una sola parola: il carisma”. Nel pomeriggio la solenne Celebrazione eucaristica presieduta dal card. Rylko, che nell’omelia ribadisce il senso della ricorrenza: “Un’opportunità per tutti di riscoprire l’affascinante bellezza del vostro carisma e di rinnovare l’impegno di fedeltà ad esso”. A coronamento del pomeriggio, è stato letto il messaggio di Benedetto XVI, che – ricordandone le origini – definisce l’ispirazione di don Poveda “una buona idea per un rinnovato incoraggiamento a una vita cristiana esigente e a una generosa missione di evangelizzare e umanizzare i vari settori sociali”.

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