Movimento dei Focolari

Il Vangelo in diretta

Ago 18, 2014

Racconti di esperienze quotidiane illuminate dalle parole di Gesù.

imagesSono drogato «Un ragazzo si era avvicinato a noi: «Sono drogato, ma voglio recuperarmi. Ho bisogno che qualcuno mi aiuti a non drogarmi, voglio ricoverarmi. Non so come sono arrivato fin qui. Ero sul treno e mi sono addormentato…». Poiché nella nostra città non esistono istituti per il recupero di tossicodipendenti, lo abbiamo invitato a venire da noi. Mentre consumava la merenda offertagli, ci ha confidato che la sua dipendenza era grave, tanto che avrebbe fatto qualsiasi cosa per riuscire a procurarsi la droga. Grazie a Dio, un medico amico ha trovato il modo di farlo ricoverare in ospedale. Il giorno dopo siamo andati a trovarlo, portandogli dolci. Ci ha supplicato di non lasciarlo solo. Quando è uscito dall’ospedale per alcuni giorni si è fermato da noi. Nel frattempo si è aperta una possibilità di ricovero presso un centro specializzato. Lo abbiamo visto partire felice e sicuro di poter contare ancora su di noi». E.C. – Argentina Il Vangelo in diretta «Un ex carcerato desiderava incontrarmi, ma nello stesso tempo avevo da portare alcuni pacchi di viveri a diverse famiglie in difficoltà, che sapevo aver urgenza d’un sostegno. Mentre riflettevo su come fare, arriva una telefonata: «Hai bisogno di aiuto? Ho la macchina e sono disponibile a portare qualche pacco alle famiglie». A sentire come Dio è vicino e vede tutto, ascolta tutto, ho preso un colpo. È proprio vero che lui manda i suoi angeli per aiutarci a fare il bene. Così sono andato a trovare il mio amico conosciuto in carcere, mentre l’ “angelo” è andato a portare i pacchi a sette famiglie. Così funziona il Vangelo in diretta». A.D.N. – Italia Gli stagionali 20140818-b«Nel cantiere dove lavoro ci sono tanti “stagionali”. Era il giorno in cui dovevo pagare la settimana lavorativa, ma a conti fatti i soldi non erano sufficienti: così la somma disponibile era destinata agli operai fissi, mentre gli stagionali avrebbero dovuto aspettare. Uscendo, mi sono venute incontro le mogli di questi. Dopo aver spiegato la situazione, mi son sentito dire che sarebbero rimaste lì fino a quando non le avremmo pagate, perché a casa i bambini avevano fame. Rientrato in ufficio ho prelevato dalla mia busta paga una certa quantità di soldi, poi ho proposto agli operai che erano stati già pagati di offrire ognuno 10 boliviani, in modo da raccogliere i soldi che mancavano. Dopo un po’ di esitazione, hanno accettato. Solo uno non si è mosso, ma proprio quando consegnavo i soldi alle mogli, mi ha raggiunto anche lui per darmi i suoi 10 boliviani».F.M. –Bolivia Fare qualcosa di più «Con mia moglie e i nostri due figli, sentivamo forte l’esigenza di fare qualcosa per il nostro piccolo paese, schiacciato da tanti problemi: coppie smembrate, ragazze madri, immigrati, povertà e miseria morale. E così il nostro grazioso appartamentino è diventato un centro d’ascolto. In paese sono stati felici di questa iniziativa; anche i parenti e tanti altri sono stati coinvolti nel volontariato. Così sono nate tante possibilità per aiutare alcune persone in difficoltà: l’accoglienza di Sonia, una ragazza madre slava, sostenuta prima e dopo la nascita del piccolo Piero, le cene per le donne ucraine che lavorano nel territorio, una mini-scuola per genitori e la collaborazione con vari giovani per la realizzazione di alcuni progetti in Africa. È piccolo l’appartamento dove abitiamo, ma ormai ospita un piccolo seme di “mondo unito”». TP. – Italia Fonte: Il Vangelo del giorno (Supplemento al n. 11/2014 della rivista Città Nuova)

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